1. LE RISORSE
2. IL PROCESSO EROGATIVO
2.1. L'attività istruttoria e i criteri di selezione dei progetti
2.2. I settori rilevanti
2.3. I settori ammessi
3. FONDI SPECIALI PER IL VOLONTARIATO
4. I PROGETTI PLURIENNALI
5. I FONDI PER L ’ATTIVITÀ D’ISTITUTO
1. LE RISORSE
La presente sezione del bilancio illustra l’attività istituzionale realizzata dalla Fondazione nel corso dell’esercizio 2006 sia dal punto di vista quantitativo, sia da quello qualitativo, descrivendo le varie fasi del processo di erogazione, i criteri di scelta dei progetti, le modalità realizzative.
Nella relazione che segue viene dato conto dei fatti e dei valori che, accanto alle cifre, hanno ispirato l’operato della Fondazione per il perseguimento della propria “missione” così enunciata all’art. 3, comma 1, dello statuto: “Con riferimento principale al territorio delle province di Udine e Pordenone, la Fondazione persegue finalità di promozione dello sviluppo economico e di utilità sociale, operando nei “settori ammessi”, di cui all’art. 1, comma 1, lett. c-bis del d.lgs. n. 153/99”.
La Fondazione, espressione delle libertà sociali nel contesto geografico e produttivo, ha posto la società civile al centro della propria attività, attraverso la promozione e l’attivazione di progetti con caratteristiche e prospettive di efficienza economica, di sostenibilità finanziaria e di significativa ricaduta sociale a livello locale.
Essa persegue la propria mission attraverso l’attività di grant-making, ossia attraverso la concessione di finanziamenti di diversa entità, anche pluriennale, di progetti presentati da soggetti terzi e in linea con gli ambiti d’intervento e gli obiettivi prefissati; il sostegno determinante a favore dell’associazionismo, si affianca al rapporto ormai consolidato con gli enti e le istituzioni locali con cui collabora da tempo per promuovere importanti iniziative nei settori d’intervento, quali le Amministrazioni comunali, le Amministrazioni provinciali, le Diocesi, l’Università, la Regione, le Aziende sanitarie e ospedaliere in sintonia con le esigenze concrete della collettività.
Il bilancio di missione, di cui questa sezione fa parte, è considerato lo strumento atto a valutare l’impatto della propria attività sulla società e rappresenta il principalecanale informativo e di rendicontazione.
Questo modello di rendicontazione sociale, previsto dalla normativa sulle fondazioni bancarie, ha l’obiettivo di rafforzare la percezione pubblica delle azioni svolte dall’Ente, di rendere maggiormente visibile l’attività svolta, in modo da accrescere la sua legittimazione sociale nella comunità locale di riferimento ed il consenso a livello sociale, garantendo la massima trasparenza sulla gestione oltre che sui risultati raggiunti.
Nel corso del 2006 l’attività si è sviluppata secondo una linea di sostanziale continuità con quella dell’esercizio precedente ed in coerenza con il Documento programmatico previsionale 2006, redatto sulla base degli indirizzi e delle strategie fissati dall’Organo di Indirizzo nel Documento programmatico triennale 2005-2007, ispirandosi ad un sistema di valori atti, da un lato a favorire lo sviluppo economico del territorio, dall’altro a conseguire l’obiettivo di un miglioramento della qualità della vita della comunità locale.
Analogamente al passato, ha operato anzitutto secondo la logica della sussidiarietà intesa come affiancamento e non come sostituzione agli altri soggetti (enti pubblici o privati) nello svolgimento delle loro attività al servizio della comunità, estendendo gli interventi in modo equilibrato e differenziato sul territorio delle province di Udine e Pordenone.
Ha, inoltre, favorito la nascita di progetti in grado di autofinanziarsi aventi, altresì, caratteristiche di iniziative che fungono da “moltiplicatori” di energie sociali, scientifiche e culturali.
E’ stata, infine, costantemente impegnata nell’identificazione di bisogni emergenti anche attraverso adeguati livelli di comunicazione con l’esterno.
Attraverso un permanente contatto con la comunità di riferimento è stato possibile acquisire una tempestiva e puntuale conoscenza dei bisogni del territorio, indirizzando quindi opportunamente risorse ed interventi verso i settori a maggiore rilevanza sociale.
Tutta l’attività è stata peraltro disciplinata dal “Regolamento per finalità istituzionali”, recentemente aggiornato, finalizzato, tra l’altro, ad assicurare la trasparenza, la motivazione delle scelte, la più ampia possibilità di tutela degli interessi statutari, nonché la migliore utilizzazione delle risorse e l’efficacia degli interventi.
Ciò premesso, in conformità al d.lgs. 153/99, sono stati individuati cinque settori rilevanti, scelti fra quelli ammessi, in cui ha operato in via prevalente: Educazione, istruzione e formazione, incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola; Arte, attività e beni culturali; Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; Ricerca scientifica e tecnologica; Crescita e formazione giovanile.
Ha, altresì, operato nei settori ammessi dal richiamato d.lgs. 153/99: Assistenza agli anziani, Volontariato, filantropia e beneficenza, Attività sportiva, altri minori.
Le risorse inizialmente stanziate nel budget per il 2006 erano pari a 9 milioni di euro, di cui 7,5 destinati ai 5 settori rilevanti, mentre la restante parte pari a 1,5 agli altri settori ammessi.
Nel corso dell’esercizio, in ragione dei maggiori dividendi annui rivenienti dalle partecipazioni in San Paolo Imi SpA e Cassa Depositi e Prestiti SpA, si è reso possibile incrementare di 1,5 milioni di euro la quota di risorse destinate all’attività istituzionale, portando a 10,5 milioni di euro il totale per il 2006.
A consuntivo, in realtà sono stati effettivamente utilizzati € 8.432.349 per finanziare n. 702 progetti.
La ripartizione delle risorse in questione è avvenuta secondo la tabella e il grafico di seguito riportati.
| Settori d'intervento anno 2006 |
Erogazioni deliberate |
% |
Progetti sostenuti |
% |
| Educazione, Istruzione e formazione |
1.508.013 |
18 |
64 |
10 |
| Arte, attività e beni culturali |
3.966.430 |
47 |
275 |
39 |
| Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa |
636.000 |
7 |
37 |
5 |
| Crescita e formazione giovanile |
492.000 |
6 |
29 |
4 |
| Ricerca scientifica e tecnologica |
495.000 |
6 |
24 |
3 |
| Totale Settori rilevanti |
7.097.443 |
84 |
429 |
61 |
| Assistenza agli anziani |
154.000 |
2 |
10 |
1 |
| Volontariato, filantropia e beneficaneza |
663.906 |
8 |
222 |
32 |
| Ammessi diversi |
195.000 |
2 |
13 |
2 |
| Attività sportiva |
322.000 |
4 |
28 |
4 |
| Totale Settori ammessi |
1.334.906 |
16 |
273 |
39 |
| Totale complessivo |
8.432.349 |
100 |
702 |
100 |

La prossima elaborazione mette a confronto la ripartizione percentuale del numero di progetti esaminati e delle risorse finanziarie destinate sui singoli settori rilevanti, nonché sui settori ammessi.
Ripartizione percentuale del numero dei progetti accolti e delle risorse finanziarie assegnate nell'ambito dei settori rilevanti e ammessi

Dal grafico balza evidente - sia per numero di progetti che per risorse deliberate – la rilevanza assunta dal settore “Arte e Cultura”, nella sua più ampia accezione, nel quadro complessivo dell’operatività della Fondazione. In tale comparto si è concentrato il maggior numero di progetti, ai quali è stato destinato oltre il 45 % delle risorse disponibili.
Nei settori “Educazione”, “Crescita” e “Ricerca scientifica e tecnologica”, in controtendenza rispetto alle altre aree d’intervento, sono comunque confluite consistenti risorse finanziarie, nonostante il minor numero di progetti sostenuti, anche per effetto degli elevati costi che programmi educativi, sperimentali e di ricerca comportano.
Scomposizione delle attività per classe dimensionale
Relativamente alla distribuzione delle risorse economiche, si espone anche la seguente tabella che aggrega gli interventi suddivisi per classe dimensionale.
| Classe dimensionale |
Numero progetti |
% |
Erogazioni deliberate |
% |
| Fino a 2.500 euro |
201 |
29 |
351.906 |
4 |
| da 2.501 a 25.000 |
433 |
62 |
4.309.320 |
51 |
| da 25.001 a 50.000 |
53 |
7 |
1.930.723 |
23 |
| oltre 50.000 |
15 |
2 |
1.840.400 |
22 |
| Totali |
702 |
100 |
8.432.349 |
100 |
Rilevante la concentrazione del numero degli interventi nella classe dimensionale compresa tra € 2.501 e € 25.000 (62% degli interventi deliberati).
Concentrazione percentuale dei progetti sostenuti e dei contributi assegnati per classi d'importo

Anche in termini di entità di risorse stanziate, si osserva una prevalenza della classe di intervento tra € 2.501 e € 25.000, nella quale è concentrato oltre il 50% del totale delle risorse assegnate; il che evidenzia la vocazione della Fondazione, che punta a sostenere progetti di un certo impatto sul territorio, ma non va a detrimento degli interventi cosiddetti “minori” a favore di organizzazioni operanti localmente. Trattasi, in quest’ultimo caso, di oltre 200 iniziative, incidenti peraltro nella misura del 4% sul totale deliberato nell’anno, finanziate direttamente dal Presidente, su mandato del Consiglio, entro l’importo complessivo annuo di € 400.000 e nel limite unitario massimo di € 2.500. Ciò testimonia come il pur fitto rapporto intrattenuto con organizzazioni vive e presenti sul territorio, in taluni casi unici baluardi di realtà culturali e sociali in forte difficoltà, abbia in fin dei conti impegnato una quota tutt’altro che considerevole delle risorse istituzionali disponibili.
Per quanto riguarda, invece, i pagamenti effettuati nell’esercizio 2006, soccorre la seguente tabella:
| Settore d'intervento |
Numero progetti |
Totale pagato per settore |
| Educazione, istruzione e formazione |
59 |
1.534.228 |
| Arte, attività e beni culturali |
191 |
2.537.864 |
| Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa |
38 |
773.409 |
| Crescita e formazione giovanile |
28 |
810.848 |
| Ricerca scientifica e tecnologica |
16 |
366.615 |
| Assistenza agli anziani |
11 |
188.000 |
| Ammessi diversi |
13 |
193.000 |
| Volontariato filantropia beneficenza |
181 |
450.074 |
| Attività sportiva |
16 |
417.000 |
| Totale |
553 |
7.271.038 |
| Anno di competenza |
Importo pagato |
% |
| 2001 |
104.841 |
1 |
| 2002 |
71.603 |
1 |
| 2003 |
171.270 |
2 |
| 2004 |
1.150.243 |
16 |
| 2005 |
3.615.173 |
50 |
| 2006 |
2.157.908 |
30 |
| Totale |
7.271.038 |
100 |
Da tali dati emerge che di € 7.271.038 pagati, solo € 2.157.908 sono relativi a contributi deliberati in corso d’esercizio, mentre € 5.113.130 riguardano erogazioni deliberate negli esercizi precedenti.
La distribuzione delle erogazioni per settore: confronto esercizi 2005 e 2006
| Settori d'intervento anno 2006 |
Erogazioni deliberate 2006 |
% |
Erogazioni deliberate 2005 |
% |
| Educazione, Istruzione e formazione |
1.508.013 |
18 |
1.161.4934 |
19 |
| Arte, attività e beni culturali |
3.966.430 |
47 |
3.250.257 |
38 |
| Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa |
636.000 |
7 |
1.179.000 |
14 |
| Crescita e formazione giovanile |
492.000 |
6 |
822.500 |
9 |
| Ricerca scientifica e tecnologica |
495.000 |
6 |
456.574 |
5 |
| Totale Settori rilevanti |
7.097.443 |
84 |
7.323.823 |
85 |
| Assistenza agli anziani |
154.000 |
2 |
233.000 |
3 |
| Volontariato, filantropia e beneficaneza |
663.906 |
8 |
503.000 |
6 |
| Ammessi diversi |
195.000 |
2 |
116.000 |
1 |
| Attività sportiva |
322.000 |
4 |
415.000 |
5 |
| Totale Settori ammessi |
1.334.906 |
16 |
1.267.000 |
15 |
| Totale complessivo |
8.432.349 |
100 |
8.589.823 |
100 |
Anche nel 2006 la distribuzione delle risorse vede confermato, quale primo settore d’intervento, quello delle attività culturali e artistiche, con un incremento delle risorse ad esso assegnate del 20% circa, e una quota sul totale erogato, che avanza dal 38% al 47%. Buona parte delle erogazioni sono destinate a favore di questo comparto, in primo luogo perchè la cultura è uno dei principali motori di sviluppo per il territorio, capace di costruire un sostenibile e duraturo benessere socio-economico, in secondo luogo per cercare di ridurre o quantomento di contenere gli effetti negativi derivanti dalla decurtazione dei finanziamenti da enti pubblici.
Nel settore salute l’incidenza degli stanziamenti sul totale erogato risulta quasi dimezzata rispetto al 2005, soprattutto in ragione del minor numero di progetti presentati in corso d’anno, che passa dai 65 del 2005 ai 50 del 2006. Va, inoltre, precisato che in tale comparto si sono concentrati gli interventi di promozione dei servizi ospedalieri, mentre quelli relativi ai servizi socio-assistenziali, ad essi complementari, sono stati sviluppati anche in altri ambiti, come ad esempio il volontariato, che ha riscontrato un incremento del 2%.
Con riferimento al settore istruzione, risultano sostanzialmente invariate le risorse ad esso destinate per fronteggiare gli impegni assunti verso le istituzioni scolastiche e universitarie, per la realizzazione dei rispettivi programmi, mentre sono stati ridimensionati i percorsi extra scolastici sviluppati nel settore crescita e formazione giovanile, con una riduzione delle erogazioni al settore del 3% rispetto al 2005.
Il settore ricerca ha assorbito il 6% del valore delle erogazioni, contro il 5% nel 2005.
Seguono il settore attività sportiva, con una quota sul totale erogato in lieve flessione, passando dal 5% nel 2005 al 4% del 2006 ed, infine, il settore assistenza agli anziani ed il raggruppamento dei settori ammessi diversi, a ciascuno dei quali è stato attribuito il 2% delle erogazioni.
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2. Il PROCESSO EROGATIVO
2.1. L'attività istruttoria e i criteri di selezione dei progetti
L’attività istruttoria delle domande presentate inizia con la verifica della loro compatibilità con le previsioni statutarie e regolamentari, nonché con i contenuti del documento di programmazione annuale. Detta attività si realizza anche attraverso l’impiego di un meccanismo di valutazione di tipo selettivo-comparativo, già sperimentato negli anni passati. La comparazione dei progetti rappresenta una naturale procedura di selezione dettata dalla logica di presentazione delle richieste di contributo. La verifica non si limita, così, alle osservazioni praticabili sul singolo progetto avulso dall’insieme delle proposte pervenute, ma avviene nel quadro complessivo delle iniziative presentate.
La procedura di esame ha quindi portato a concentrare il processo di selezione e di valutazione ricorrendo alla definizione di criteri generali di confronto e di successiva valutazione particolareggiata delle singole istanze al fine di formulare una graduatoria delle priorità d’intervento, alla luce anche delle linee programmatiche sancite all’interno dei documenti di programmazione dell’attività.
Vale la pena qui ricordare che, all’interno della programmazione strategica definita dal documento di programmazione triennale 2005-2007, nel corso dell’esercizio 2006, con il varo del nuovo “Regolamento per finalità istituzionali”, approvato dall’Organo di indirizzo il 30 ottobre scorso, è stata compiuta un’importante scelta operativa. Tale regolamento, infatti, contiene all’art. 2 una previsione, che istituisce per la prima volta i bandi; sperimentati a livello nazionale, attraverso l’individuazione in via preliminare delle caratteristiche degli interventi che la Fondazione intende finanziare, consentiranno un’operatività più snella e trasparente, ma non potranno considerarsi operativi sino a che il Consiglio non ne avrà deliberato formalmente l’avvio.
Allo scopo di affinare le procedure e i processi utilizzati per lo svolgimento dell’attività e in linea con il citato Regolamento, si è provveduto a redigere il documento “Criteri selettivi e modalità operative”, che rappresenta una sorta di vademecum cui far riferimento nella selezione degli interventi.
In particolare, il procedimento erogativo prevede che per tutte le domande non oggetto di bando venga osservata una procedura definita di Valutazione ex ante, che consta delle seguenti fasi:
- Valutazione dell’ammissibilità formale che ha lo scopo di accertare sia la completezza delle informazioni fornite dalla domanda (sintetica presentazione dell’ente richiedente e presentazione dell’iniziativa proposta), sia l’ammissibilità dell’ente richiedente (requisiti soggettivi); ne discende che vengano scartate tutte le istanze prive dei requisiti richiesti, quali persone fisiche, partiti e movimenti politici, enti con fini di lucro, etc..
- Verifica dei requisiti oggettivi. Similmente vengono respinte richieste per: interventi surrogatori di compiti e funzioni istituzionali, iniziative di propaganda religiosa, politica o ideologica, ovvero a favore di terzi rispetto ai proponenti, o ancora che si svolgono al di fuori del territorio di competenza (salvo iniziative sviluppate nei Paesi del Terzo Mondo o di altre aree particolarmente disagiate del globo, attraverso enti e/o associazioni operanti nelle province di Udine e Pordenone o di concerto con l’Acri e/o altre Fondazioni), o, infine, finanziare l’attività ordinaria (spese di gestione).
Le richieste mancanti dei requisiti soprarichiamati vengono archiviate d’ufficio.
- Valutazione di merito (obiettivi, strategie, impatto, qualità dell’intervento). Le domande istruite vengono sottoposte a valutazione di merito da parte di apposite commissioni, per verificare la sussistenza di una serie di parametri di ordine generale, che caratterizzano e qualificano l’attività erogativa: struttura ed esperienza del soggetto proponente; compatibilità degli obiettivi proposti rispetto ai programmi e alle priorità della Fondazione; rispondenza dei progetti agli effettivi bisogni espressi dal territorio; innovazione delle soluzioni prospettate; cofinanziamento dei progetti da parte di enti pubblici e/o privati; sostenibilità del progetto, ossia capacità dello stesso di continuare autonomamente nel futuro grazie al coinvolgimento di altri enti; idoneità dei progetti a produrre riflessi positivi per lo sviluppo economico e sociale.
Con riferimento ai Criteri di selezione, di norma, nella valutazione delle proposte, si considerano prioritari: progetti mirati alla crescita culturale, artistica, sociale del territorio; iniziative volte al recupero e alla valorizzazione della cultura, della storia e delle tradizioni locali, nonché del patrimonio artistico/architettonico locale; proposte incentivanti la sperimentazione e la ricerca; iniziative di natura durevole nel tempo e di rilevante impatto sociale; iniziative finalizzate alle fasce sociali più deboli, anche attraverso finanziamenti di progetti sperimentali; iniziative con finalità formative e relative a dotazione di strumentazione/apparecchiature; iniziative per le quali è prevista una quota di cofinanziamento del richiedente e di terzi; numero delle domande del richiedente già accolte in corso d’esercizio.
Alle Commissioni consultive sono attribuiti compiti di valutazione e selezione delle istanze di contributo e di formulazione di proposte/pareri da rimettere al Consiglio di Amministrazione, al quale competono le definitive determinazioni nella fase deliberativa, che può concludersi: a) nell’accoglimento dell’istanza e nell’assegnazione di un contributo, che potrà essere ragguagliato in percentuale all’importo di spesa presunto dell’iniziativa finanziata; b) nel non accoglimento.
A svolgere le verifiche di merito sulle richieste di contributo sono chiamate tre Commissioni, supportate dagli uffici della Fondazione dedicati all’attività istituzionale. Il lavoro preparatorio compiuto dal personale preposto all’analisi dei progetti è utile non solo per laverifica dei requisiti di base delle iniziative pervenute, ma soprattutto per porre le Commissioni consultive nella condizione di valutare con cognizione di causa le varie proposte e quindi formulare i propri orientamenti da sottoporre al Consiglio che, a sua volta, tenuto anche conto dei budgets stanziati, nonché del quadro complessivo delle iniziative in essere o di prossimo avvio, assume la determinazione finale.
I beneficiari debbono impiegare i fondi ottenuti per le finalità per cui sono stati stanziati. Variazioni nella destinazione d’uso dei finanziamenti assegnati possono eccezionalmente essere effettuate, su motivata richiesta dell’ente beneficiario, dal Presidente, che ne riferisce al Consiglio di Amministrazione.
Per gli interventi finanziati, prima di avviare la procedura di liquidazione che avviene di norma a progetto completato e in unica soluzione, viene eseguito un esame documentale (Verifica ex post ed erogazione dei contributi) sulla base di: a) un rendiconto contabile con l’elenco sintetico delle spese sostenute che, confrontato con il piano previsionale, rappresenti il grado di realizzazione del progetto; gli eventuali scostamenti tra consuntivo e preventivo devono essere dal beneficiario adeguatamente motivati; b) un resoconto sulla realizzazione del progetto, dei risultati conseguiti in termini di successo dell’iniziativa e dei suoi impatti sul territorio.
Tale fase di verifica si realizza in presenza di eventi puntuali o temporalmente limitati, quali ad esempio mostre, concerti, convegni, etc. Quando invece si tratta di progetti complessi (acquisizioni beni mobili, ristrutturazioni, restauro di beni mobili e immobili), è necessaria una verifica ulteriore, attraverso sopralluoghi ed incontri con le organizzazioni finanziate, che in alcuni casi possono essere effettuati a progetto ultimato, mentre in altri (vedi progetti pluriennali) durante la fase di esecuzione dei lavori (monitoraggio e valutazione in itinere).
La distribuzione delle erogazioni per settore: confronto esercizi 2005 e 2006
(L'analisi è stata effettuata solo sulle domande pervenute nel corso dell'esercizio 2006)

La tabella soprariportata consente di verificare l’andamento annuo delle richieste di contributo, nell’arco del triennio 2004-2006; da tali dati risulta un incremento del 10% delle domande pervenute, nonché di quelle accolte pari al 30% circa. Significativi anche i dati relativi all’incremento delle domande esaminate dalle Commissioni (+28%) e alla riduzione delle domande in corso di valutazione (-22%).
I dati esposti misurano inoltre l’efficacia della procedura erogativa, che si traduce in una maggiore capacità di risposta alle istanze del territorio, con un incremento del tasso di smaltimento (incidenza delle domande accolte sulle domande pervenute), che passa dallo 0,52 del 2004 allo 0,62 del 2006, anche in ragione del processo di informatizzazione che, testato nel 2006, ha interessato tutto l’ambito erogativo.
Una volta definiti i criteri generali di individuazione e di selezione dei progetti e delle iniziative da finanziare, si passa, dunque, ad illustrare le linee guida specifiche per ciascun settore per l’anno 2006, con riferimenti precisi agli interventi più significativi, suddivisi per aree tematiche e per filoni.
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2.2. I settori rilevanti
Educazione, istruzione e formazione incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola
La Fondazione assume che la qualificazione delle risorse umane, ottenuta attraverso investimenti in istruzione e formazione, produca benefici sia sulla qualità della vita in generale, sia per la crescita e lo sviluppo della comunità locale e corrisponda in sostanza alle richieste del mercato del lavoro.
Considerato, dunque, il ruolo attribuito all’istruzione e alla formazione del capitale umano, in particolare delle giovani generazioni, è stato profuso un notevole impegno nel settore, anche in funzione di investimento per il territorio. Sono stati compiuti consistenti interventi a sostegno di progetti di ampio respiro, in partnership con i soggetti istituzionali, operanti nella formazione a tutti i livelli, che hanno abbracciato l’intero percorso formativo dei giovani fino all’inserimento nel mercato del lavoro: dalle scuole dell’infanzia, agli istituti di istruzione del primo e secondo ciclo, dalla formazione professionale all’università.
Sono stati inoltre sostenuti, tramite iniziative congiunte, progetti significativi proposti da enti pubblici o da realtà private che, pur non operando direttamente nel campo dell’istruzione hanno promosso iniziative didattico-formative di rilievo, in aggiunta a quelle proposte dal sistema scolastico e formativo.
Un primo filone d’intervento lungo il quale si è sviluppata l’azione della Fondazione è stato quello riguardante il “Progetto istruzione scolastica e universitaria”.
Giova precisare che i progetti qui descritti sono complementari a quelli trattati nel settore crescita e formazione giovanile al quale, dunque, per completezza si fa rinvio.
Come di consueto, la Fondazione si è interessata alle istituzioni scolastiche e alla formazione professionale, promuovendo in accordo con gli enti istituzionali preposti, specifiche iniziative volte a sostenere progetti di innovazione didattica e con una forte interazione tra studenti, insegnanti e realtà esterne agli istituti scolastici e formativi.
E’ stato accordato il sostegno a particolari progetti didattici rientranti nell’offerta formativa, che prevedono l’insegnamento di alcune discipline, quali le lingue straniere, la musica e l’informatica. A titolo di esempio si richiamano i corsi integrativi di lingua inglese promossi, oramai da diversi anni, dalla Scuola Media Centro Storico di Pordenone, il progetto “sviluppo dell’apprendimento delle lingue straniere promosso dal Liceo “Leopardi Majorana” di Pordenone, allo scopo di cogliere gli obiettivi programmatici stabiliti dal Consiglio europeo di Lisbona dell’anno 2000 sino al 2010, il progetto Masterclass “I grandi maestri incontrano gli studenti”, promosso dal Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini” di Udine, finalizzato all’approfondimento di specifiche tematiche del repertorio, della musicologia. Si cita, inoltre, il laboratorio didattico innovativo della musica realizzato dalla Fondazione Luigi Bon, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Tavagnacco, destinato alle scuole dell’infanzia e a quelle di primo grado, con lo scopo di diffondere un primo approccio all’arte con particolare attenzione al linguaggio musicale.
Oltre al supporto a questa tipologia di iniziative la Fondazione è intervenuta su progetti di eccellenza e specificità promossi dalle singole scuole per elevare il grado di qualità dell’offerta scolastica.
Attesa la rilevanza assunta dall’acquisizione tra i giovani delle conoscenze e delle esperienze oltre i confini nazionali, sono state sostenute iniziative volte alla formazione in campo internazionale degli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale “Mattiussi” di Pordenone (gemellaggio con un Liceo francese) e dell’Istituto Tecnico Commerciale “Zanon” di Udine.
In tale ambito si inserisce anche il progetto regionale di cooperazione “Il Milione” Friuli Venezia Giulia, Cina (in espansione dell’esistente “Il Milione” supportato dal MIUR con scuola capofila il Convitto Foscarini di Venezia) tendente a favorire una rete di relazioni transnazionali tra le istituzioni scolastiche e i soggetti del territorio del Friuli Venezia Giulia per promuovere processi di collaborazione/cooperazione tra Regione Friuli Venezia Giulia e Cina, da un lato istituendo e ampliando scambi di studenti tra istituzioni scolastiche, dall’altro facendo conoscere il “Made in Friuli” e rendendo riconoscibile l’offerta turistico-ricreativa della regione.
Per quanto riguarda la formazione superiore, consistenti interventi sono stati indirizzati nell’area dell’istruzione universitaria e post-universitaria.
Va principalmente sottolineato l’impegno profuso per favorire la crescita e lo sviluppo dell’Università di Udine, centro accademico di riferimento per l’innovazione e lo studio di discipline in grado di produrre nuove professionalità, collegate a sperimentazioni di eccellenza nella cultura d’impresa e nei servizi, a favore del quale è stato destinato circa il 15% delle risorse distribuite nel corso del 2006 tra i diversi settori d’intervento.
La Fondazione è fortemente coinvolta nei programmi di espansione e di consolidamento dell’offerta formativa dell’Ateneo udinese, prendendovi parte in forme diverse, a cominciare proprio dalla partecipazione con un proprio rappresentante alla gestione operativa nel Consiglio di Amministrazione.
In particolare, allo scopo di favorire la creazione di nuove professionalità, sulla base delle esperienze e delle conoscenze tecniche e soprattutto della domanda di formazione emergente dal tessuto socio-economico, l’Ente è intervenuto con il finanziamento di corsi di laurea dai programmi altamente innovativi, come “Ingegneria dell’Innovazione Industriale”, avviato con l’a.a. 2006/2007. Si tratta di un corso magistrale, che rappresenta il completamento del corso triennale in ingegneria ed è pensato per formare ingegneri con spiccate doti manageriali da inserire nei comparti di punta del settore industriale, apportando elementi di innovazione di processo e di prodotto. Questo corso, assieme a quello triennale in Economia Aziendale, promossi dall’Università di Udine e organizzati con il sostegno e la collaborazione del Consorzio Universitario di Pordenone, fanno parte di un progetto di sostegno e potenziamento del Polo Universitario pordenonese, che riveste particolare significato, anche in ragione del notevole importo stanziato per la sua realizzazione.
Con l’obiettivo di favorire la valorizzazione economica dell’attività di ricerca, avvicinando il mondo accademico a quello delle imprese, la Fondazione ha sostenuto, d’intesa con l’Università, la business plan competition “Start Cup” Udine, giunta alla quarta edizione.
Alla sua nascita, nel 2003, la competizione era rivolta esclusivamente al mondo accademico, mentre nel 2004 si è aperta al sistema economico imprenditoriale della regione. Nel 2005 ha avviato un processo di internazionalizzazione, che ha sviluppato ulteriormente nel 2006, al fine di favorire la partecipazione di gruppi composti da persone di diversa nazionalità e residenti all’estero.
L’edizione 2006 del PNI (Premio Nazionale per l’innovazione) si è svolta Udine e ha visto coinvolte 27 università riunite in dodici Start Cup locali.
Per la terza volta su quattro edizioni del premio, l’Ateneo udinese è riuscito ad aggiudicarsi la finale con il progetto Foodtech, ex aequo con Ske del Politecnico di Milano, progetto vincente della business competition lombarda.
Dalle iniziative sopradescritte emerge l’esistenza di un forte rapporto sinergico tra Fondazione e Ateneo udinese di sicuro significato strategico, mirato a incidere in modo marcato sullo sviluppo e sulla crescita del territorio.
Oltre alla formazione universitaria di base, la Fondazione ha fornito consistenti sostegni anche a favore delle attività formative post laurea, tra cui l’attivazione di un Master Universitario in giornalismo di I livello e di durata biennale, disciplinato da un apposito protocollo d’intesa tra le Università di Udine e Trieste, che darà l’opportunità di accedere direttamente all’esame di stato per ottenere la qualifica di giornalista professionista.
In linea con il passato, l’Ente ha indirizzato la sua azione verso un secondo filone progettuale denominato “Progetto potenziamento strutture scolastiche e apparecchiature tecnologiche per la didattica” per rispondere alle esigenze di rinnovamento tecnologico degli istituti scolastici.
Una cospicua parte delle risorse è stata, infatti, destinata al sostegno di progetti di ristrutturazione urgenti e indifferibili, e di messa a norma di edifici scolastici, erogando su questo fronte aiuti integrativi a favore di istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le scuole dell’infanzia. Sono stati, altresì, sostenuti progetti di acquisto di attrezzature per laboratori informatici, linguistici, musicali, etc., progetti di allestimento di biblioteche, incluse le dotazioni librarie (per una trattazione più diffusa del progetto biblioteche si rimanda al settore dell’arte) e progetti di acquisto di arredi e di attrezzature specificatamente per le scuole dell’infanzia.
Si ricordano, a titolo di esempio, i contributi assegnati al Centro don Bosco di Pordenone per l’allestimento di una sala polifunzionale per la scuola secondaria di primo grado, alla Scuola Media “Randaccio” di Cervignano del Friuli per la realizzazione di un laboratorio informatico presso la sezione associata di Aquileia, che in considerazione dell’unicità della struttura sul territorio aquileiese, ha peraltro manifestato la disponibilità all’utilizzo del laboratorio anche da parte delle realtà associative locali.
Riveste importanza di primo piano l’intervento a favore dell’Istituto Professionale “Zanussi” per l’allestimento di un nuovo laboratorio di domotica e automazione. L’Istituto, collaborando oramai da diversi anni con numerose aziende del settore elettrico presenti sul territorio, si è indirizzato a sviluppare la domotica per l’automazione degli impianti elettrici (automazione domestica).
L’Ente ha continuato ad operare con realtà che tradizionalmente ricoprono un ruolo attivo e propositivo nel settore, quali il Consorzio Universitario del Friuli, il Centro Internazionale di Scienze Meccaniche ed il Centro Culturale “Casa Antonio Zanussi” di Pordenone, struttura polivalente alle cui attività la Fondazione contribuisce versando una quota associativa annuale e sostenendo, inoltre, le realtà che operano al suo interno: il Centro Iniziative Culturali (che organizza mostre d’arte, concerti, laboratori e concorsi su cinema, fotografia, disegno, etc.), l’Istituto Regionale di Studi Europei (il polo formativo, attivo nei settori storico-politico, economico-giuridico e linguistico-interculturale) e l’Università della Terza Età (che raggiunge una vasta utenza adulta, proponendo lezioni e laboratori in numerose discipline).
Arte, attività e beni culturali
Gli interventi nel settore dell’arte e delle attività culturali costituiscono storicamente il principale ambito d’intervento della Fondazione. Le proposte accolte sono state n. 275 per complessivi € 3.996.000.
Nel 2006 l’apporto complessivo al comparto ha assorbito la parte più rilevante delle risorse, pari al 47%, discostandosi in modo sensibile dai livelli raggiunti negli anni precedenti, nella consapevolezza che la valorizzazione del patrimonio e l’investimento in cultura possono creare valore e innescare processi (agendo da moltiplicatore di opportunità) in grado di garantire anche uno sviluppo economico nel lungo periodo (occasione, dunque, di sviluppo sociale e civile).
Una parte di queste (15%) è stata destinata ad interventi su strutture, sia in termini di restauro sia in termini di allestimento di musei e istituzioni espositive, mentre la restante (85%) è stata spesa in attività di spettacolo – in campo teatrale, coreutico, musicale, cinematografico – in pubblicazioni e, più in generale, in attività di carattere culturale. Per quanto riguarda la composizione dei soggetti beneficiari dei contributi si rileva soprattutto in questo settore una tendenza al rafforzamento dell’apporto verso il terzo settore, pur mantenendosi un’alta consistenza di stanziamenti a favore di soggetti pubblici e di enti religiosi, normalmente titolari della maggior parte dei beni culturali.
La Fondazione ha proseguito nell’opera di salvaguardia delle testimonianze d’arte e di storia locale da trasmettere alle generazioni future e ha svolto un’azione di qualificazione delle istituzioni culturali, nonché di ricostruzione della storia e della identità propria della nostra comunità, con lo scopo di rafforzare sentimenti e valori di appartenenza e di coesione.
L’attività è stata indirizzata a favore di progetti riconducibili, da un lato ad interventi di restauro, conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico, storico-artistico, (Progetto tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico, artistico e storico locale), dall’altro ad iniziative di valorizzazione del capitale culturale del territorio, nei campi della musica, del teatro, dello spettacolo e di organizzazione di attività espositive (Progetto diversificazione e ampliamento dell’offerta culturale).
Sono stati effettuati numerosi interventi di manutenzione e restauro di edifici sacri di generale interesse artistico e culturale, e di edifici di proprietà pubblica, caratterizzanti l’identità dei luoghi e dei tessuti urbani, in accordo con la Soprintendenza locale e le Commissioni Diocesane di Arte Sacra.
Meritano di essere citati i lavori di riqualificazione dell’area esterna della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Tarvisio, comprendenti anche il restauro e la ricomposizione dell’antico lapidario che insiste sull’area medesima. Di rilievo anche il sostegno all’opera di ristrutturazione della chiesa parrocchiale a pianta centrale di Santa Lucia Vergine Martire a Murlis di Zoppola, risalente al XVIII secolo.
Tra le iniziative in corso d’opera e nell’ambito di un progetto di riqualificazione del Borgo S. Antonio a Fiumicello, avviato dall’Amministrazione comunale grazie al sostegno della Fondazione, si inserisce l’intervento di recupero e valorizzazione di un edificio di proprietà comunale destinato ad ospitare spazi aggregativi, sociali e culturali, dando vita ad un Centro Internazionale di Ricerca, Documentazione Sperimentale Interculturale e Multimediale (Progetto Ce.Ri.Do). Parallelamente anche la Parrocchia di San Martino è stata impegnata nel progetto di recupero del Borgo, con interventi finalizzati al restauro e al riuso della Cappella di San Antonio e finanziati dal nostro Ente.
Sono proseguiti i lavori di recupero delle facciate di Palazzi storici di Corso Vittorio Emanuele e Corso Garibaldi a Pordenone; con i recenti restauri è stata restituita agli antichi splendori un'altra facciata ed esattamente quella dell’edificio in cui si ritiene ci fosse lo studiolo del Pordenone, in Via San Marco.
Sono stati, altresì, effettuati interventi conservativi e di valorizzazione su beni mobili in complessi monumentali e museali, di acquisizione di opere di particolare importanza e significato, nonché allestimenti museali di istituti di nuova creazione e riallestimenti/ampliamenti di musei già funzionanti.
Anche quest’anno una parte cospicua delle risorse è stata destinata al restauro di organi storici, dei quali il territorio è particolarmente ricco sia per numero che per qualità. Si segnalano gli interventi di restauro di un antico organo a canne della Parrocchia di San Giorgio Martire di Chions, dell’organo storico della Parrocchia dell’Immacolata Concezione di Bressa di Campoformido, dell’organo della Parrocchia San Matteo di Monaio di Ravascletto, dell’organo ottocentesco collocato nella Chiesa dell’Oratorio della Carità di proprietà dell’Istituto Renati di Udine.
Con riferimento ad iniziative di allestimento museale, si cita il concorso alle spese di allestimento permanente del Museo Cristiano e Tesoro del Duomo di Cividale del Friuli (proprietà della Parrocchia del Duomo) che custodisce un patrimonio culturale di grande importanza, comprendente i tre reperti più famosi dell’epoca longobarda (l’Ara del duca Ratchis, il Battistero del Patriarca Callisto e la Cattedra Patriarcale) ed un insieme più ampio di testimonianze, attualmente non visibili al pubblico, che completa il racconto della storia cristiana di Cividale del Friuli. L’apertura del museo al pubblico, oltre a rendere più facilmente comprensibile la storia della cultura in Friuli dal VII secolo a.C. ad oggi, permetterà al territorio di arricchirsi di una considerevole attrattiva turistica. Analogamente, si richiama l’intervento a sostegno del progetto che prevede la realizzazione dell’arredo dei locali che ospiteranno il Museo della Pieve e Tesoro del Duomo di Gemona; esposizione permanente dei tesori e dei beni mobili di interesse storico-artistico appartenenti al Duomo e alle Chiese della Parrocchia di Gemona, ospitata in un edificio di interesse storico risalente al XVI secolo, denominato canonica vecchia.
Rilevante per il valore culturale, il contributo stanziato a favore del Museo Diocesano Concordia-Pordenone per l’acquisto di un crocifisso ligneo della fine del XV secolo, proveniente con ogni probabilità dal patrimonio storico artistico diocesano, a suo tempo sottratto alla Diocesi stessa.
Non è mancato il sostegno a progetti aventi per scopo la conservazione, la catalogazione informatica di biblioteche, archivi, musei e fondi di diversa tipologia e la valorizzazione del patrimonio culturale, tra cui si segnala il progetto promosso dall’Istituto Pio Paschini di Udine, che prevede la conversione digitale e la regestazione di documenti storici dell’archivio storico della Diocesi di Concordia-Pordenone e del Capitolo Metropolitano di Udine, iniziato nel 2004 e proseguito nel 2005 e nel 2006, i cui risultati saranno raccolti in un volume che verrà stampato per rendere fruibili gli esiti della ricerca agli studiosi. Si rammentano, inoltre, i lavori di riordino e catalogazione informatizzata della storica e pregevole Biblioteca Bartoliniana, il cui patrimonio ammonta a 9.600 unità allo scopo di rendere accessibile al pubblico quest’ingente patrimonio, con il fine ultimo di inserirlo nel progetto interdisciplinare denominato “Archivi e biblioteche per la storia del Patriarcato di Aquileia”. Obiettivo del progetto è creare un polo di didattica interdisciplinare a livello europeo, di ricerca scientifica e di divulgazione della cultura, della società, della vita ecclesiale e religiosa delle genti e dei territori storici del Patriarcato di Aquileia.
Si cita, infine, il progetto di conservazione e valorizzazione archivistica dal titolo “L’attività politica dei cattolici in Friuli Venezia Giulia”, condotto dall’Istituto Luigi Sturzo di Roma.
Posto che i beni culturali possono costituire una vera e propria risorsa che, oltre a definire l’identità storica delle comunità di riferimento, genera anche un importante beneficio economico indotto grazie ai servizi erogati direttamente e indirettamente, la Fondazione ha sostenuto un originale progetto (biennale) denominato “Tocca al Museo”, promosso dalle Amministrazioni comunali di Buja, Ragogna e San Daniele del Friuli, le quali si sono consorziate per ottimizzare le iniziative culturali che vedono in primo piano la valorizzazione delle proprie collezioni artistiche e archeologiche e in tale prospettiva hanno firmato una convenzione con la Provincia di Udine per la promozione dei rispettivi musei, proponendo – tra l’altro - un percorso di apprendimento multisensoriale tra i musei, di sicuro richiamo, soprattutto per gli istituti di formazione.
Con riferimento ad iniziative di valorizzazione del capitale culturale del territorio, l’Ente ha mantenuto il suo impegno nei campi della musica, del teatro, dello spettacolo e dell’ organizzazione di attività espositive, sia per permettere la continuazione di progetti con un valore culturale riconosciuto e/o a carattere innovativo.
Per la valorizzazione della produzione musicale sono state finanziate iniziative comprendenti sia l’attività concertistica, con la produzione di rassegne e stagioni musicali, sostenendo iniziative di musica classica, che la produzione di compact disc, proposte da riconosciuti enti musicali. In proposito si segnalano, oltre ai tradizionali interventi a sostegno del Mittelfest e di Folkest, manifestazioni che per originalità e spessore costituiscono un appuntamento di valenza europea, i contributi concessi all’Associazione per la Musica Rinascimentale “Alessandro Orologio” di Spilimbergo, per un progetto che ha visto la prima esecuzione assoluta in Friuli Venezia Giulia con strumenti antichi dell’“Oratorio di Natale” di J.S. Bach, all’Associazione Ensemble Serenissima di Sacile per l’organizzazione di una pregevole attività didattico-concertistica, all’Associazione Amici della Musica di Udine, anche per il consolidato “Progetto 900-2000”, al Centro Ricerca e Divulgazione Musicale di Udine per il progetto “pentagramma per cinque”.
Allo scopo, poi, di concorrere alla diffusione sul territorio della cultura musicale sono stati stanziati contributi a sostegno dell’acquisto di strumenti musicali per la Banda Musicale Primavera di Rivignano, per il Gruppo Folkloristico di Passons, per la Banda Comunale di Azzano Decimo – Filarmonica di Tiezzo 1901 di Tiezzo, per il Gruppo Musicale Medunese di Meduno.
Particolare rilievo è stato dato alla realizzazione di rassegne e stagioni teatrali, che hanno visto la Fondazione tra i promotori di iniziative finalizzate ad avvicinare gli studenti a queste forme di spettacolo. Si citano a titolo esemplificativo l’iniziativa “Adotta uno spettacolo” promossa dall’Associazione provinciale per la Prosa di Pordenone, “Il Palio teatrale studentesco”, promosso dal Teatro Club di Udine, il saggio spettacolo con gli allievi dell’Accademia Nico Pepe di Udine.
Sono state, inoltre sostenute rassegne cinematografiche, come la manifestazione denominata “Le Giornate del Cinema muto”, che ha assunto da parecchi anni una valenza internazionale, festival di danza, come il festival “Omaggio al Balletto”, promosso dall’Associazione Amici della Danza e del Teatro di Udine, giunto oramai alla XXVII edizione.
Tra le manifestazioni, iniziative e mostre in grado di elevare il livello culturale e dare lustro alle località che le ospita, meritano di essere menzionate alcune mostre di grande rilievo allestite in sedi di prestigio. In primis la mostra “In Hoc Signo. Il tesoro delle Croci”, dedicata ad oggetti di valore storico-artistico, testimonianze di un patrimonio culturale imperniato sulla Croce, qualitativamente e quantitativamente ricco per valore, significati, modalità espressive e tecniche di produzione, provenienti prevalentemente dal territorio della Diocesi di Concordia-Pordenone, oltre che dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto, promossa dall’Associazione Intermedia “In Hoc Signo”, il cui percorso espositivo si snoda tra Pordenone, Portogruaro e Venezia.
Merita, inoltre di essere citata la mostra dal titolo “Marc Chagall. Segni e colori”, promossa dalla Triennale Europea dell’Incisione, che fa seguito a quelle che hanno visto protagonisti altri insigni pittori europei, quali Picasso, Goja, Nolde, Toulouse-Lautrec, allestite negli spazi espositivi della Provincia di Pordenone.
E’ stato, altresì sostenuto il grande progetto organizzato dall’Associazione Europa Cultura di Sacile “I Turchi in Europa. Civiltà a confronto. Mostre, incontri, cinema, spettacolo”, allestito nella città fortezza di Palmanova e presentato con molteplici iniziative a Trieste, Udine, Pordenone, Cividale del Friuli, Grado, Villa Manin di Passariano. L’iniziativa si è proposta di offrire momenti di scambio e confronto con la civiltà ottomana e turca, occasioni di dialogo e approfondimento sull’attualità del nostro tempo, e in particolare sul dibattito avviato nella prospettiva dell’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.
Nella vasta operazione già avviata gli scorsi anni per la valorizzazione del notevole patrimonio storico-artistico e culturale della Carnia e della montagna friulana si è inserito il progetto “Nel segno di Martino”, ispirato a San Martino, figura che ha lasciato un forte segno nella storia dei popoli d’Europa e nella vita di fede della chiesa universale. La mostra, allestita a Illegio di Tolmezzo, è stata promossa dal Comitato di San Floriano, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, la Regione, la Provincia di Udine, la Città di Tolmezzo, la Fondazione e altre pubbliche e private istituzioni.
Con questa specifica finalità è stata ancora finanziata la rassegna Carniarmonie, promossa dal Comune di Tolmezzo, che, soprattutto nelle edizioni degli ultimi anni ha riscontrato un crescente interesse nel pubblico e presso gli operatori culturali. Carniarmonie è divenuto un veicolo di promozione del territorio montano della provincia di Udine, che intende legare il turismo alla cultura, creando collegamenti tra concerti, artigianato locale, musei, mostre, gastronomia e percorsi paesaggistici.
Si annota, infine, il rinnovato impegno a sostegno di iniziative di promozione del libro e della lettura, acquisendo pubblicazioni e/o contribuendo alla produzione libraria di prestigio o di rilevanza culturale a livello locale. L’iniziativa più significativa è rappresentata da “Pordenonelegge.it”, festa del libro con gli autori; promossa dalla Camera di Commercio di Pordenone, è nata per rispondere all’esigenza di promozione e diffusione del libro e della lettura, in specie fra le giovani generazioni.
Nell’ampio panorama dell’editoria l’Ente ha avuto un ruolo di sostegno e di stimolo costante, in particolare verso lo studio di temi specifici spesso dimenticati per la loro singolarità, ma di determinante importanza soprattutto per una più approfondita conoscenza della ricchezza storico-artistica italiana, locale e non solo.
All’interno del programma di sostegno all’editoria si segnala il volume sulla Chiesa della Madonna di Loreto a Tarvisio, la cui pubblicazione giunge al termine dei lunghi lavori di restauro compiuti con il determinante sostegno della Fondazione ed il volume curato dall’Associazione culturale La Bassa di Latisana che ha proposto un itinerario alla riscoperta delle chiesette e delle cappelle rurali, lungo il corso del fiume Tagliamento. L’Ente ha, inoltre, partecipato ad un’iniziativa editoriale promossa dalla Provincia di Pordenone che affronta in modo organico le tematiche connesse alla nobiltà nel Friuli occidentale e al ruolo svolto dal patriziato civico. In collaborazione con l’Amministrazione provinciale di Udine, è stata promossa una serie di iniziative, volta alla valorizzazione di quelle forme architettoniche, dette spontanee poiché derivanti da prassi costruttive elaborate collettivamente nel corso dei secoli, ancora ben presenti sul nostro territorio, che senza un’adeguata sensibilizzazione rischiano di scomparire. Si cita infine, il contributo stanziato a sostegno del catalogo della mostra dal titolo “Capolavori salvati. Arte sacra 1976-2006. Trent’anni di restauri”, realizzata dal Museo Diocesano di Udine. La rassegna ha costituito una presentazione parziale di quanto trent’anni fa è stato recuperato tra le macerie del terremoto, restaurato e messo in sicurezza grazie all’impegno della Regione, della Soprintendenza, del Centro di Catalogazione e Restauro di Villa Manin, del Museo Diocesano e di tanti altri.
Le citate opere editoriali, assieme a molte altre su temi di interesse generale riguardanti aspetti scientifici, ambientali letterari, storici e culturali prevalentemente friulani sono andate ad arricchire il già consistente patrimonio librario della Fondazione, composto ormai - a sei anni dalla sua costituzione – di 2.850 titoli, suddivisi fra monografie, collezioni e periodici. Gli autori, gli enti e le persone fisiche censiti sono invece 2.080.
I soggetti delle opere editoriali ammontano a 2.440 e spaziano in tutti i settori: filosofia, religione, scienze sociali, lingua, scienze naturali e matematiche, tecnologia, arte, letteratura, storia e geografia, con prevalenza di argomenti attinenti al territorio di competenza.
La promozione e/o il sostegno di iniziative editoriali di maggiore importanza per il territorio ha rappresentato un solido punto di forza per continuare a sviluppare il “Progetto biblioteche”, con la finalità di offrire la possibilità al maggior numero di persone di fruire di buona parte della produzione letteraria disponibile annualmente a livello locale.
L’iniziativa, avvita nel 1999, prevede la spedizione di volumi acquisiti dalla Fondazione, alle oltre 700 biblioteche d’interesse pubblico del territorio (scolastiche e di pubblica fruizione) della produzione libraria. Finora sono stati distribuiti oltre 120.000 volumi per circa 600 titoli.
A completare il quadro, si aggiungono i numerosi interventi realizzati in collaborazione e in accordo con enti e associazioni maggiormente rappresentativi per qualificare l’offerta culturale presente sul territorio attraverso concerti, mostre, conferenze, etc. Tra questi, si ricordano alcune realtà culturali di prestigio e lunga tradizione, quali la Società Filologica Friulana e la Deputazione di Storia Patria.
Infine, è stato fornito sostegno ad enti ed istituzioni italiane ed estere che si occupano del fenomeno dell’emigrazione delle genti friulane, come l’Ente Friuli nel Mondo e l’Efasce.
Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa
Le risorse erogate al settore sono state distribuite fra le due aree d’intervento tradizionali, quella relativa al filone medico-sanitario e quella riguardante il comparto socio-assistenziale.
Nell’ambito del primo filone rientra il Progetto apparecchiature diagnostiche e terapeutiche, il cui obiettivo è stato quello promuovere la salute per garantire alla collettività una qualità della vita migliore, potenziando i centri di riconosciuta eccellenza (Policlinico Universitario, Centro di Riferimento Oncologico) e favorendo iniziative di innovazione/potenziamento delle apparecchiature in dotazione alle strutture ospedaliere (Aziende sanitarie e ospedaliere).
In accordo con l’organizzazione sanitaria, chiamata ad esprimere la propria opinione sulle priorità d’intervento, sono stati acquistati due Thermal Cycler di ultima generazione per il Dipartimento di Medicina di Laboratorio dell’Azienda Ospedaliera S. Maria degli Angeli di Pordenone, che costituiscono la strumentazione base indispensabile per tutte le tecniche di diagnostica molecolare. E’ stato stanziato un contributo a favore dell’Azienda Ospedaliera S. Maria della Misericordia di Udine, per l’acquisto di una sonda per ecografo transrettale biplanare del lettino di contenzione per il paziente e della strumentazione per praticare la metodica della brachiterapia nei pazienti con tumore alla prostata. Infine, allo scopo di sostenere un progetto di ricerca promosso dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche dell’Università di Udine sul tema “Analisi della funzione genica in vivo su singole cellule”, con la prospettiva di nuove applicazioni terapeutiche nelle più diffuse patologie umane, è stato stanziato un contributo determinate per l’acquisto di una stazione immagini cellulare.
L’Ente ha, inoltre, assecondato richieste di associazioni che perseguono finalità socio-sanitarie, come ad esempio l’Associazione Allergie e Pneumopatie Infantili di Udine, stanziando una cospicua somma per l’acquisto di un Oxygen Mobile Jaeger, strumentazione essenziale alla valutazione della situazione respiratoria dei bambini.
E’, inoltre, intervenuto nell’organizzazione di manifestazioni scientifiche, anche a carattere nazionale, con evidenti ricadute sul territorio, per favorire iniziative di formazione avanzata e di qualificazione professionale per personale medico e paramedico.
Per il resto, le risorse del settore sono confluite prevalentemente in programmi e attività socio-assistenziali rivolti alle categorie sociali più deboli, rientranti nel secondo filone d’intervento.
Ricca la tipologia degli interventi, che vanno da quelli strutturali e perciò di particolare impegno e rilevanza, fino ai molteplici, anche se più contenuti, sostegni alle opere caritatevoli.
E’opportuno segnalare che alcuni progetti assegnati al settore volontariato vengono qui illustrati in quanto presentano affinità con quelli del settore in argomento.
L’orientamento della Fondazione in questo settore è stato caratterizzato dalla necessità di individuare una mappa del bisogno, che rappresenti le esigenze reali della società e permetta di definire una strategia di azioni coordinate tra loro, favorendo l’attivazione di percorsi rivolti al recupero dell’autonomia personale e al reinserimento di soggetti deboli.
L’azione è stata, pertanto, indirizzata al sostegno di alcune delle realtà impegnate sia a favore di categorie considerate socialmente deboli (portatori di disabilità psico-fisiche, emarginati, donne e minori abbandonati e/o in difficoltà, bisognosi, etc.), che dei malati terminali oncologici (Associazione via di Natale).
Si rammentano il concorso alle spese di riqualificazione della sede della Comunità Emet a Torreano di Martignacco, in cui vengono accolti minorenni disadattati e senza famiglia, ed il cofinanziamento dei lavori di risanamento strutturale della Comunità Terapeutica Residenziale di Ribis di Reana del Rojale, gestita dal Centro Solidarietà Giovani “Micesio” di Udine.
Nell’ambito del Progetto dopo di noi, che mira alla costruzione di scenari di vita autonoma delle persone diversamente abili, nel momento inevitabile in cui verrà meno la rete familiare di supporto, sono state finanziate opere di ristrutturazione e ammodernamento di “comunità alloggio”(strutture residenziali e/o diurne), nonché iniziative specifiche finalizzate al miglioramento della qualità della vita delle persone diversamente abili e al loro inserimento nel lavoro.
Tra le iniziative più significative si segnalano l’intervento a sostegno del secondo lotto dei lavori di realizzazione di una “Comunità alloggio” per disabili a Cussignacco (nel 2005 era stato fatto un primo intervento per il primo lotto di lavori), gestita dall’Associazione di Volontariato “Insieme si può” di Udine ed il contributo al progetto “Centro Villa Respiro 2006” promosso dalla “Fondazione Bambini e Autismo ONLUS” di Pordenone, che prevede un servizio fondamentale per le famiglie delle persone con autismo.
Per migliorare il servizio di mobilità, la Fondazione ha concorso all’ampliamento del parco mezzi e delle relative attrezzature (ambulanze, mezzi di soccorso e automezzi per il trasporto di disabili in carrozzina) a disposizione dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili di Udine, del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico di Tolmezzo, del Gruppo Volontari del Soccorso della Croce Rossa di Cercivento, della Comunità del Melograno di Reana del Rojale (Progetto automezzi).
Non è mancato il sostegno alle necessità di acquisizione di beni strumentali per quelle realtà che sono impegnate in progetti di formazione e/o inserimento lavorativo e sociale di soggetti diversamente abili, nonché progetti assistenziali di sostegno alle necessità psicologiche, spirituali, ma anche materiali a soggetti in situazione di malattia irreversibile e terminale. In tale ambito, sono stati fatti rientrare, tra gli altri, il contributo per l’acquisto di un ecografo per il Consultorio Familiare Noncello di Pordenone ed il finanziamento di una serie di iniziative volte a favorire l’autonomia e l’integrazione sociale delle persone disabili intellettive e relazionali promossa dall’ANFFAS di Udine.
Sono state, infine, prese in considerazione iniziative di formazione sanitaria e assistenziale, presentate da istituti accreditati o da strutture sanitarie pubbliche, rivolte a personale operante nel settore dell’accompagnamento e/o dell’assistenza in generale di persone in grave stato di disagio fisico e di handicap, come ad esempio il convegno sul tema della nefrologia per il pediatra, organizzato dal Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda Ospedaliera di Pordenone ed il progetto denominato “comunicazione facilitata”, che riguarda una tecnica di sostegno riabilitativo, promosso dall’Associazione Sindrome di Down di Tavagnacco.
Crescita e formazione giovanile
Anche per l’anno 2006, buona parte della progettualità della Fondazione è stata indirizzata a valorizzare le risorse umane e soprattutto ad investire sulle giovani generazioni, offrendo ai giovani maggiori opportunità per accedere al mondo del lavoro e per crescervi, passando anche attraverso esperienze a livello internazionale, dando spazio a progetti di sviluppo di programmi di studio extra scolastici ovvero extra curricolari e valorizzando le occasioni di formazione offerte dal territorio.
Di fatto, il capitale umano si crea attraverso l'investimento nella formazione e attraverso l'apprendimento esperienziale: esso rappresenta l'asset (somma dei valore tangibili e intangibili) più difficilmente copiabile, un valore in grado di creare vantaggio competitivo; esiste una comprovata correlazione tra investimento in capitale umano e sviluppo economico.
Nell’ambito del Progetto formazione permanente, volto a favorire il traghettamento dal mondo della scuola a quello del lavoro, si inserisce il finanziamento di alcune iniziative di formazione professionale avviate dalle singole scuole, da enti pubblici e privati, dall’imprenditoria locale.
A tal fine sono stati sostenuti due progetti significativi: il primo a favore dell’Istituto professionale di Stato di Brugnera, che ha esteso la sua offerta formativa a giovani neo diplomati e neo-laureati, ovvero ai dipendenti delle aziende mobiliere, offrendo un ampio ventaglio di attività a sostegno dell’innovazione tecnologica e della ricerca; un secondo intervento a favore dell’Istituto Professionale “Zanussi” di Pordenone per il progetto Stampi, avviato oramai da un quinquennio, per favorire l’inserimento dei giovani nell’attività lavorativa, previa acquisizione delle cognizioni di base nel campo della costruzione degli stampi.
In questo contesto si inserisce il sostegno alla manifestazione “Innovaction”, ideata e promossa dall’Università di Udine in collaborazione con Udine e Gorizia Fiere SpA, che ha portato la nostra regione al centro dell’innovazione nazionale, creando un collegamento tra imprese, mondo della ricerca e della scuola, quale trinomio vincente dell’innovazione.
Con il medesimo intento, sono state finanziate anche alcune iniziative (tra le quali “Young Artists”, rassegna di giovani talenti pordenonesi, in cui sono state presentate alcune tra le punte di diamante del territorio nelle arti, nella creatività e nella multimedialità) rientranti in Multifiera 2006, la manifestazione annuale organizzata dalla Fiera di Pordenone, nell’ambito della quale la Fondazione ha voluto porsi quale interlocutore attento dell’imprenditorialità giovanile.
L’Ente ha, inoltre, promosso e sostenuto iniziative ed attività di formazione volte ad integrare i tradizionali canali educativi rappresentativi delle istituzioni scolastiche.
E’ stato sostenuto il corso Origini, promosso dal MIB School di Trieste, concepito per favorire una nuova e fruttuosa collaborazione fra il sistema delle imprese della regione e i discendenti degli emigrati della Regione Friuli Venezia Giulia residenti all’estero a cui viene offerta la possibilità di incrementare i legami professionali e culturali con la terra dei loro avi. Obiettivo primario del programma è stato quello di formare nuovi potenziali imprenditori, suscitando in ogni partecipante la maturazione di una attività economica, da realizzare nel proprio paese di residenza, in collaborazione con le realtà produttive del Friuli Venezia Giulia.
Si è, infine, consolidato il ruolo della Fondazione come finanziatrice di borse di studio destinate a studenti meritevoli, in condizioni economiche disagiate, realizzate in collaborazione con operatori della formazione riconosciuti a livello regionale. Ne hanno beneficiato studenti frequentanti il Collegio don Bosco a Tolmezzo, quelle destinate a studenti provenienti dalle province di Udine o di Pordenone per un Master internazionale universitario in progettazione e gestione delle attività di cooperazione e formazione per l’Europa centro–orientale e balcanica, promosso da Portogruaro Campus e quelle destinate ai frequentanti i corsi di perfezionamento sul mosaico romano, bizantino, moderno o sul mosaico pavimentale e a terrazzo, tenuti dalla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo.
Ricerca scientifica e tecnologica
Obiettivo dell’azione della Fondazione è stato anche di sostenere iniziative di ricerca di base ed applicata, in campo scientifico, tecnologico, medico, biologico ed economico.
E’ stato privilegiato l’intervento nel processo di ricerca, inteso a sopperire alle inadeguatezze del mercato, secondo un’ottica di lungo e medio periodo, favorendo la ricerca a sfondo sociale economico, lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie produttive, la diffusione ed il potenziamento dei centri di ricerca locali.
E’ stata sostenuta la prima fase del progetto “Distretto metallurgico del gemonese”, promosso dal Centro Regionale Servizi per la piccola e media industria e finalizzato a studiare, approfondire e progettare la concreta possibilità di istituire un distretto metallurgico nella zona del gemonese, da tempo reclamato da forze economiche e sociali del gemonese.
Come anticipato nel settore della crescita, la Fondazione - ritenendo che la ricerca scientifica rappresenti uno strumento cruciale, sia per garantire l’innovazione che per favorire la crescita sociale e culturale della comunità - ha finanziato progetti anche con valenza pluriennale, capaci di dare impulso alla ricerca scientifica e di coinvolgere altri soggetti secondo una logica di sistema.
In tale ambito rientra il sostegno al progetto pluriennale “Sequenziamento e analisi del genoma della vite”, che ha visto quali promotori un gruppo di ricerca dell’Università di Udine, il Gruppo Italiano Vigna ed il Gruppo francese Genoplast. Gestore del progetto è l’Istituto di Genomica Applicata, costituito allo scopo di svolgere e promuovere la ricerca scientifica nel campo della genomica e delle sue applicazioni, creato all’interno del Parco Scientifico e Tecnologico “L. Danieli”.
Il progetto, che riveste un’importanza straordinaria e al quale partecipano dodici fra atenei ed enti di ricerca italiani ed il CRA (Centro di Ricerca Agricola) del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, prevede una prima fase caratterizzata dal sequenziamento completo del genoma della vite, per creare le basi necessarie alla caratterizzazione dei vitigni autoctoni o per la produzione di varietà resistenti agli agenti patogeni utilizzando tecniche di miglioramento genetico rese molto più efficaci dalle conoscenze molecolari acquisite. Il tutto al fine di assegnare un passaporto genetico ai vitigni e di creare una viticoltura ecocompatibile, il cui mercato di riferimento primario sono le aziende vivaistiche, in particolare i Vivai cooperativi di Rauscedo, leader mondiali nella produzione di barbatelle. Rilevanti le ricadute positive sul territorio: nel settore vitivinicolo soprattutto l’identificazione e la valorizzazione dei vitigni autoctoni, nel campo della ricerca l’auspicio di creare laboratori misti pubblico-privati nel settore delle biotecnologie vegetali ed infine, garantire a Udine il ruolo di centro mondiale della genetica vegetale.
A supporto e ad integrazione dei citati progetti è utile menzionare il contributo che oramai da diversi anni il nostro Ente assegna alla Fondazione Centro Ricerche Economiche e Formazione per la pubblicazione della rivista “Congiuntura” che analizza, nel contesto della situazione economica nazionale e internazionale, i comportamenti delle strutture industriali del distretto friulano in rapporto alle variabili relative al mercato del lavoro e del risparmio.
Notevole è stato l’impegno a sostegno della ricerca archeologica.
Duplice l’obiettivo che in quest’ambito la Fondazione ha inteso perseguire; innanzitutto la diffusione sia al mondo scientifico, sia al più vasto pubblico dei non specialisti dei risultati degli studi e delle ricerche condotte sui siti con un percorso espositivo o con la realizzazione di pubblicazioni ad hoc, in secondo luogo la necessità di ottimizzare un cantiere scuola ove sperimentare in pratica le attività necessarie alla formazione tecnico scientifica.
Sono infatti, proseguite le campagne di scavo nei numerosi siti archeologici di cui è ricco il Friuli, per lo più situati in piccoli paesi, come ad esempio per i siti del Castello della Motta di Savorgnano al Torre, del Castelliere di Gradisca di Sedegliano, della Grotta del Clusantin a Clauzetto, nell’area dell’insediamento dei Goti a San Giorgio di Attimis e nell’insediamento medievale del Castello superiore di Attimis, in siti di interesse archeologico individuati nel comune di Ovaro.
Sono continuate pure le indagini archeologiche a Tell Mishrifef in Siria, avviate dall’Università degli Studi di Udine nel 1999. La Fondazione ha, inoltre, stanziato un contributo per l’esecuzione di indagini e scavi archeologici sul sito della cosiddetta “Villa Rustica della Carbonera o del Molinat”, ubicato in comune di Maniago, ove sono conservati in superficie i resti di un grande insediamento rustico di età romana dalla cui scoperta presero l’avvio nel 1976 le ricerche del Gruppo Archeologico Cellina Meduna di Tesis di Vivaro.
Tuttavia, poichè il materiale archeologico è demaniale è stata necessaria la collaborazione con la Soprintendenza, che può condurre in proprio le compagne di scavo o può darle in concessione ministeriale a università, comuni o associazioni in grado di assicurarne il rigore scientifico.
Tra le pubblicazioni sul tema si citano il volume intitolato “Gradisca di Spilimbergo Indagini di scavo in un castelliere protostorico (1987-1992)”, in cui sono raccolti i risultati degli scavi condotti nel sito di Gradisca di Spilimbergo ed il volume sugli esiti dell’attività di ricerca decennale condotta nell’insediamento fortificato denominato “Castello della Motta”.
Nel campo della ricerca medica la Fondazione ha concorso al finanziamento di un progetto di elevato profilo scientifico, promosso dall’Istituto di Ricerche Cliniche Applicate di Base di Udine, struttura di raccordo tra la realtà della ricerca in ambito ospedaliero e la realtà universitaria. Si tratta della seconda annualità del Progetto triennale IRIDE (Registro italiano dei pacemaker e defibrillatori): i pazienti arruolati nel progetto sono 15, tutti registrati dal centro di Udine che risulta attualmente l’unico ad essere abilitato all’inserimento dei dati.
Tenendo conto che non basta investire in attività di ricerca ma che è importante incentivare lo sviluppo di risorse umane di elevata qualità, considerevoli risorse sono state destinate anche al finanziamento di borse di studio o di ricerca. Sono stati finanziati un assegno di ricerca per completare il lavoro di pubblicazione del registro delle malattie di predisposizione ereditaria al cancro colo-rettale, condotto presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e una borsa di studio per una ricerca condotta dal Policlinico Universitario di Udine sul tema della disassuefazione da fumo.
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2.3. I settori ammessi
Oltre ai settori rilevanti descritti in precedenza, l’attività della Fondazione è stata indirizzata ad interventi in ulteriori settori ammessi, scelti tra quelli indicati dal legislatore.
Assistenza agli anziani
L’aumento della longevità della popolazione anziana si è accompagnato ad un progressivo accentuarsi dell’incidenza degli anziani sulla popolazione complessiva, rilevato soprattutto nella nostra regione, che va attentamente valutato in relazione ai riflessi che tale fenomeno è destinato ad assumere, sia in termini di condizioni economiche e sociali della popolazione che, più specificatamente, in termini di sviluppo e di adeguamento dei servizi sociosanitari per gli anziani.
Trattandosi, pertanto, di una categoria di cittadini in continua crescita numerica e di esigenze, la Fondazione ha sostenuto iniziative volte al potenziamento dei servizi assistenziali già esistenti, continuando a supportare progetti che hanno un’ampia ricaduta sul territorio, coinvolgendo il più elevato numero di soggetti possibile, allo scopo di garantire alla popolazione anziana una migliore qualità della vita ed un’assistenza diffusa.
Sono stati effettuati interventi mirati a rendere più confortevoli le strutture di accoglienza per anziani, autosufficienti e non, con l’acquisto di arredi, attrezzature sanitarie e automezzi adibiti al trasporto di persone. Si citano, a titolo esemplificativo, i contributi stanziati a favore della Casa di Riposo della Carnia “Scrosoppi” di Tolmezzo per l’acquisto di attrezzature e arredi, del Comune di Pasian di Prato per l’acquisto di attrezzature informatiche per il Centro di aggregazione per anziani.
Ha contribuito a potenziare i servizi di assistenza domiciliare per anziani a cura degli enti locali territoriali (Comune di Cividale, Comune di Casarsa).
Sono stati inoltre accordati sostegni per lo sviluppo di programmi di assistenza aggiuntiva per anziani, quali lo stanziamento a favore della Casa Famiglia per anziani non vedenti “Villa Masieri” di Luseriacco di Tricesimo.
Accanto ai citati interventi, infine, si segnala il sostegno alla pubblicazione dal titolo “Stare vicino ad un malato di Alzheimer. Dubbi, domande, possibili risposte”, realizzato per fornire alle famiglie, che si trovano ad assistere gli anziani, modelli di cura e di accompagnamento, mettendo in rilievi l’importanza del “fattore umano” nell’affrontare quotidianamente la condizione dell’anziano malato o infermo.
Attività sportiva
Lo sport aperto a tutti assume le caratteristiche di un fenomeno socialmente rilevante, poiché assolve a primarie funzioni nei processi di crescita degli individui e della collettività e rappresenta un elemento irrinunciabile della dimensione educativa, per il ruolo che esso svolge nella formazione del fanciullo e dell'educazione continua degli adulti. Si tratta di un'attività umana che si fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali, e rappresenta quindi un eccellente strumento per equilibrare la formazione e lo sviluppo della persona in ogni età.
La Fondazione ha sviluppato la sua azione lungo due direttrici: da un lato il sostegno all’acquisizione di attrezzature e mezzi di trasporto, ovvero alla costruzione/rinnovo di impianti, dall’altro al sostegno della pratica sportiva a livello amatoriale e dilettantistico, da intendersi come forma di educazione alla disciplina, all’impegno, al lavoro di squadra.
In quest’ambito rientrano gli interventi a sostegno dell’Associazione Maratonina Udinese per l’acquisto di arredi ed apparecchiature per la nuova sede, dell’Associazione Bachmann Cultura e Sport di Tarvisio per l’acquisto di un pulmino, dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Bearzi di Udine per il rifacimento e l’adeguamento dell’impianto elettrico e di illuminazione della struttura sportiva dell’Associazione, dell’Istituto Tomadini di Udine per un campo di pallacanestro e di calcio.
Sono state sostenute manifestazioni di sport amatoriali, anche di rilievo nazionale, in grado di produrre un significativo impatto sociale, come ad esempio i Giochi Sportivi Studenteschi.
Sono state, infine promosse manifestazioni sportive aventi lo scopo di alimentare l’interazione e l’integrazione fra persone diversamente abili e i giovani.
Volontariato, filantropia e beneficenza
La Fondazione riconosce e valorizza il ruolo dell’associazionismo di promozione sociale come espressione di partecipazione, solidarietà, libertà e pluralismo. Inoltre, ne promuove lo sviluppo e ne sostiene le attività senza fini di lucro, che, rivolte sia ai soci che alla collettività sono finalizzate alla realizzazione di scopi sociali, culturali, educativi e ricreativi.
In particolare, è stata sviluppata un’azione mirata ad assicurare la continuità dell’operato tradizionale, specie in campo assistenziale e culturale.
Non è mancato, infine, il sostegno all’associazionismo presente, anche in piccole comunità, per incentivare la crescita e assicurare loro pari opportunità di azione rispetto a realtà più organizzate, attraverso l’assegnazione di contributi di modesta entità, ma di vitale importanza per la crescita e la sopravvivenza del ricco e variegato tessuto associativo locale.
Ammessi diversi
Vengono, infine, compresi, nella categoria dei settori ammessi diversi i contributi assegnati per iniziative attivate in risposta a bisogni non ascrivibili fra i settori principali.
La Fondazione si è infatti fatta carico di interventi solidali nelle aree extranazionali particolarmente bisognose e di iniziative rientranti nell’ambito del settore prevenzione e recupero delle tossicodipendenze, del disagio psichiatrico e degli altri settori di cui all’art.11 del d.lgs.153/99.
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3. FONDI SPECIALI PER IL VOLONTARIATO
Sulla base della normativa in materia di volontariato (art. 15 L. 266/91 e successivi provvedimenti regolamentari e sub-regolamentari) la Fondazione provvede annualmente ad effettuare un accantonamento destinato ai Fondi speciali per il volontariato costituiti presso le Regioni. Tale accantonamento corrisponde al quindicesimo dell’avanzo dell’esercizio al netto della riserva obbligatoria e dell’importo minimo da destinare ai settori rilevanti.
Questi fondi, amministrati da appositi Comitati di Gestione, sono messi a disposizione dei Centri di Servizio, istituiti per sostenere e qualificare l’attività di volontariato presso ogni Regione.
A seguito del protocollo d’intesa firmato nell’ottobre del 2005 dall’ACRI e dal forum del Terzo settore (con l’adesione della Compagnia San Paolo, della Consulta Nazionale Permanente del Volontariato presso il Forum, del Convol - Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni di Volontariato, del CSV.net - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, della Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione-Co.Ge), la Fondazione ha provveduto ad istituire, nell’ambito dei Fondi per l’attività di istituto, una sottovoce denominata “Fondo per la realizzazione del Progetto Sud”. A decorrere dall’esercizio 2005 tale voce accoglie il differenziale degli accantonamenti derivanti dall’applicazione di quanto disposto dall’art. 15 della L. 266/91 ed il criterio stabilito dall’Atto di Indirizzo del 19 aprile 2001.
Il frutto principale del protocollo d’intesa è la costituzione, in data 22 novembre 2006, della Fondazione per il Sud il cui obiettivo è promuovere e potenziare l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno.
La dotazione dei Fondatori – Fondazioni di origine bancaria e organizzazioni di Volontariato – risulta così costituita:
- circa 210 milioni di euro accantonati dalle fondazioni di origine bancaria con i bilanci consuntivi 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, in conseguenza dell’Atto di indirizzo cosiddetto “Visco” dell’aprile 2001;
- circa 100 milioni di euro relativi alla quota disponibile dell’1/15 di competenza dei consuntivi 2003 e 2004, finalizzata per legge ai Centri di Servizio per il Volontariato, non ancora messi a disposizione dei CSV stessi, che il recente decreto interministeriale (11 settembre 2006) firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e dal Ministro della Solidarietà Sociale ha reso disponibili affinchè le organizzazioni di Volontariato li conferiscano al patrimonio della Fondazione.
L’attività della Fondazione per il Sud viene inoltre sostenuta con un flusso annuale di risorse derivante - quale quota di sua spettanza in base al sopra citato protocollo d’intesa - dall’accantonamento annuale da parte delle Fondazioni della differenza che si determina tra il calcolo del 1/15 destinato ai CSV in base alla legge 266/91 prima e dopo l’atto di indirizzo “Visco”. Questa differenza viene ripartita in questo modo:
- 40% per la Fondazione per il Sud;
- 40% destinati sempre al Sud per sostenere le azioni e i servizi a favore del volontariato delle regioni meridionali, al fine di sostenere la qualificazione e la promozione, secondo i principi del sistema previsto dalla legge 266/91;
- 20% ad integrazione delle somme destinate al finanziamento del CSV per le finalità previste dall’art. 15 Legge 266/91.
In ragione di quanto sopra esposto la nostra Fondazione partecipa alla dotazione patrimoniale della Fondazione per il Sud con un importo di € 325.389 derivante dagli accantonamenti al Fondo per il volontariato di cui alla L. 266/91 effettuati nel 2004 nella misura determinata in applicazione del paragrafo 9.7 del provvedimento del 19 aprile 2001 del Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica.
Il Fondo speciale di cui alla L. 266/91 chiude l’esercizio con un saldo di euro 1.491.453, che è la risultante delle consistenze di fine esercizio precedente, pari a euro 2.805.516, dell’ulteriore accantonamento effettuato in questo esercizio pari a euro 474.088, delle erogazioni effettuate nell’esercizio per euro 1.462.762, nonché dal conferimento patrimoniale effettuato alla Fondazione per il Sud.
Al Progetto Sud viene accantonata la somma pari a euro 474.088.
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4. I PROGETTI PLURIENNALI
Settore Ricerca scientifica e tecnologica
Istituto di Genomica Applicata – Udine: contributo di € 100.000 annui per tre anni a partire dall’esercizio 2006 a sostegno del progetto “Sequenziamento e analisi del genoma della vite”.
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5. I FONDI PER L ’ATTIVITÀ D’ISTITUTO
In un’ottica di pianificazione annuale degli interventi, si è provveduto ad accantonare al “Fondo per le erogazioni nei settori rilevanti” l’importo di euro 1.500.000, mentre allo scopo di contenere la variabilità delle erogazioni in un orizzonte temporale pluriennale, si è determinato di accantonare al “Fondo di stabilizzazione delle erogazioni” un importo pari a euro 2.500.000.
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