Moneta longobarda in oro custodita presso il Museo Archeologico di Cividale del Friuli (Ud).

Le foto delle monete d’oro longobarde fanno parte di una collezione di proprietà della Fondazione Crup e affidate in comodato al Museo Archeologico di Cividale del Friuli.
 
   
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Relazione sulla Gestione

1. L'IDENTITA' DELLA FONDAZIONE
1.1. Cenni storici
1.2. Le tappe evolutive
1.3. Le linee guida

2. CENNI SUGLI AMBITI DI ATTIVITA'

3. L'ASSETTO ISTITUZIONALE
3.1. L’Organo di Indirizzo
2.2. Il Consiglio di Amministrazione
2.3. Il Collegio Sindacale
2.4. Le Commissioni Istituzionali
2.5. Le Commissioni tecniche

4. LE LINEE PROGETTUALI E GLI OBIETTIVI FUTURI
4.1. Progetti in fase di realizzazione
- 4.1.1. L’archivio storico
- 4.1.2. Il Patrimonio Immobiliare
- 4.1.3. Il Patrimonio Artistico


1. L'IDENTITA' DELLA FONDAZIONE

1.1. Cenni storici


Le fondazioni di origine bancaria sono realtà non profit, nate all’inizio degli anni novanta quali eredi dell’attività filantropica che fin dai secoli scorsi svolgevano le casse di risparmio e, prima ancora, i Monti di Pietà.

Esse, dotate di piena autonomia statutaria e gestionale, perseguono esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico.

Il loro numero in Italia è di 88 e intervengono a favore di enti e istituzioni, concorrendo a soddisfare esigenze diffuse della collettività in diversi segmenti della vita civile.

Esse nacquero in applicazione della legge L. n. 218/90, nota come “legge Amato”, che si proponeva di ristrutturare e modernizzare il sistema bancario nazionale, sottraendolo dalla condizione di “foresta pietrificata” in cui si trovava per renderlo competitivo a livello europeo; e in tale prospettiva la privatizzazione delle banche pubbliche costituiva un passaggio ineludibile.

Fu così che tutte le Casse di Risparmio italiane e altre banche pubbliche (Banco di Napoli, Banco di Roma, ecc.) attuarono la storica metamorfosi, tradottasi in sostanza in una dicotomia strutturale: da una parte le società per azioni bancarie strettamente operanti nell’ambito della disciplina creditizia e dall’altra le fondazioni, detentrici originariamente dell’intero pacchetto azionario della banca
corrispondente, alle quali restavano assegnati compiti di natura sociale.

Anche la storia della nostra Fondazione affonda le sue radici nelle vicende brevemente sopra ricordate.

Istituita con atto notarile nel dicembre 1991, la Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone dà inizio alla sua storia il 1° gennaio 1992, configurandosi come l’erede morale, e per certi versi anche materiale, dei Monti di Pietà, sorti tra il XV e il XVII secolo nei principali centri della “Patria del Friuli”, che al tempo faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia.

Le difficili condizioni in cui nel Quattrocento si trovavano a vivere in Friuli, come nel resto d’Italia, i ceti meno abbienti, nonché il dilagare dell’usura, avevano fatto maturare l’idea di creare delle istituzioni che venissero in aiuto del privato cittadino, impedendogli soprattutto di cadere vittima degli usurai.

Il primo Monte di Pietà in Friuli sorse a Cividale nell’anno 1494. Seguirono poi quello di Udine nel 1496, di San Daniele nel 1557, di Sacile nel 1566 e di Pordenone nel 1571.

Successivamente, in adesione alle linee dei governatori del Lombardo-Veneto, che sollecitavano la fondazione di istituti allora chiamati “Cassa di risparmio e di prudenza” accanto ai monti di Pegno, nacque il 12 febbraio 1822 a Udine la ”Cassa di Risparmio” – prima in Italia – con lo scopo di “offerire a tutti, e segnatamente alle infime Classi della Società, un facile mezzo di mettere in disparte qualunque piccolo sopravanzo di denaro”.

L’istituzione – prima decaduta e poi rinata, ma come dipendenza della Cassa di Risparmio di Milano, il 31 dicembre 1866 – ebbe vita breve, visto che chiuse gli sportelli nell’ottobre del 1876.

Il 22 luglio dello stesso anno 1876, tuttavia, era nata, con delibera del Comune di Udine, la “Cassa di Risparmio di Udine”, autonoma, che dal 1968, dopo l’istituzione della Provincia di Pordenone, ha operato con il nome di Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, mantenendo immutato il proprio territorio di riferimento.

Alla fine dell’Ottocento, la crescente importanza della Cassa di Risparmio aveva
soppiantato il ruolo del Monte, ereditandone tuttavia le funzioni.

Il 31 dicembre 1991 si estingue dunque l’istituto di credito Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone che, ereditando il patrimonio socio-culturale storicamente acquisito nei secoli, aveva perseguito – oltre a finalità di promozione dello sviluppo economico – anche le tradizionali finalità di beneficenza e pubblica utilità.

Con il citato atto notarile del dicembre 1991, l’Ente Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, in applicazione della legge “Amato”, diede vita alla Società per Azioni denominata Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone conferendovi l’azienda bancaria e - in pari data - assunse la denominazione di Fondazione CRUP, detenendo il 100% delle azioni partecipative nella società conferitaria.

Una storia che ha segnato in misura via via crescente il panorama culturale, economico e sociale delle province di Udine e Pordenone attribuendo alla Fondazione il ruolo di risorsa locale straordinaria per dare energia e slancio a quel fenomeno, vieppiù rilevante nelle società avanzate, che viene definito come Terzo Settore.
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1.2. Le tappe evolutive

Nata l ’1.1.1992 in ossequio alla c.d. legge Amato, nel 2010 la Fondazione - che si configura come l’erede sostanziale dei Monti di Pietà e della Cassa di Risparmio – è entrata nel suo 19° anno di vita.

Le tappe della sua esistenza si possono identificare nei seguenti momenti:

  • 1^ FASE (1992-1998): avvio con legge Amato, direttiva Dini e altri provvedimenti.
  • 2^ FASE (1999-2003): assestamento con legge Ciampi, sentenze Corte Costituzionale, Corte Europea.
  • 3^ FASE (2004-2008): consolidamento con acquisizione ruolo sociale e reputazione.
  • 4^ FASE (2009): si apre l’epoca della responsabilità condivisa; ai corpi intermedi della società – proprio in concomitanza con la stagione più cruda di una profonda crisi sistemica – viene richiesta una scelta coraggiosa con l’assunzione di compiti e responsabilità ulteriori a suffragio della composita architettura di una società evoluta; essa impone una gestione particolarmente oculata del patrimonio e una rigorosa selezione degli interventi per finalità istituzionali.

  • 1496: Nasce il Monte di Pietà di Udine
  • 1876: Nasce la Cassa di Risparmio di Udine
  • 1992: Nasce la Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone

Per avere una visione globale e storica della presenza della Fondazione sul territorio, viene di seguito riportato il quadro delle erogazioni assegnate dal 1992 al 2010.

Esercizio
Erogazioni istituzionali
Accantonamento al Fondo
per il volontariato e al Fondo
per la realizzazione del
progetto sud
Totale Erogazioni
1992(1)
617.707
617.707
1993
842.894
19.625
862.519
1994
397.972
25.306
423.278
1995
131.315
46.481
177.796
1996
1.274.076
69.722
1.343.798
1997
1.385.172
119.818
1.504.990
1998
2.298.408
262.360
2.560.768
1999
3.830.689
408.001
4.238.690
2000(2)
5.306.983
244.451
5.551.434
2001
5.066.792
396.072
5.462.864
2002
7.199.496
790.875
7.990.371
2003
6.514.384
560.792
7.075.176
2004
7.073.573
650.778
7.724.351
2005
8.589.823
768.274
9.358.097
2006
8.432.349
948.176
9.380.525
2007
12.647.421
1.552.732
14.200.153
2008
13.532.851
1.046.538
14.579.389
2009
8.648.457
184.794
8.833.251
2010

8.746.955

171.387
8.918.342
TOTALE
102.537.317
8.265.196
110.802.513

(1) Esercizio della durata di nove mesi.
(2) Esercizio della durata di quindici mesi.

Per svolgere la sua missione istituzionale sul territorio, la Fondazione è dotata di un suo patrimonio, dalla cui gestione dipende la vita stessa dell’Ente. La legge infatti prescrive che questo debba essere amministrato con criteri prudenziali di rischio, in modo tale che ne venga conservato il valore e se ne possa ottenere una redditività adeguata, da investire per la maggior parte sul territorio di competenza.

Il patrimonio della Fondazione si compone di una parte mobiliare e di una immobiliare: la prima comprende il patrimonio amministrato in gestione diretta (tesoreria) e le partecipazioni finanziarie; nella seconda sono comprese, per la quasi totalità, le somme corrisposte per l’acquisto del compendio
immobiliare sito in Via Manin-Via Prefettura-Piazzetta Valentinis in Udine, ove trova ubicazione la sede la Fondazione.

Inoltre nel patrimonio si colloca anche l’acquisto dei beni artistici già di proprietà della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone (oltre 500 opere).

Nel 2010 il patrimonio globale della Fondazione ammonta a oltre 432 milioni di euro, così suddivisi, secondo la media annuale:

COMPONENTE FINANZIARIA:

  • Partecipazioni finanziarie (Intesa San Paolo, Cassa Depositi e Prestiti; Sinloc SpA): € 297 milioni;
  • Gestione diretta: € 33 milioni;
  • Gestioni esterne: € 90 milioni;
  • Investimenti strategici (Fondo Innogest e Fondo Italiano Infrastrutture F2i): € 3 milioni versati.

COMPONENTE IMMOBILIARE:

  • Compendio di proprietà: oltre 7 milioni di euro

PATRIMONIO ARTISTICO:

  • Collezione d’arte di proprietà: € 2,7 milioni di euro.
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1.3. Le linee guida

Il bilancio consuntivo vuole dare conto annualmente degli obiettivi, delle modalità operative e della situazione finanziaria e patrimoniale cui ha fatto riferimento l’attività istituzionale della Fondazione nell’esercizio di riferimento.

Esso risulta strettamente correlato ai documenti programmatici della Fondazione, ai quali per esigenze di sintesi si fa rimando per quanto attiene alle considerazioni di carattere generale e alle linee programmatiche.

Il bilancio si compone di diverse relazioni, in cui si indaga l’identità dell’Ente, l’area finanziaria e patrimoniale, dalla quale vengono tratte le risorse necessarie all’attività istituzionale, si analizza l’area degli interventi nei settori rilevanti e ammessi, si presenta il consuntivo economico dell’esercizio.

In via generale si può dire che l’attività istituzionale della Fondazione nel corso del 2010 ha dovuto fare i conti con la grave crisi economica che ha prodotto uno sconquasso generalizzato e sistemico dei mercati finanziari, ingenerando incertezze e fragilità nel contesto economico entro il quale il nostro Ente persegue la sua mission.

La linea di condotta adottata è stata improntata alla sobrietà e alla razionalizzazione, sia nelle erogazioni che nelle spese correnti.

Per far fronte alla difficile congiuntura senza essere costretti ad arginare la missione istituzionale, è stata ricercata la massima collaborazione, in una logica di compartecipazione, con tutti i soggetti istituzionali e associativi delle due province di Udine e Pordenone (sistema universitario, mondo della scuola, aziende ospedaliere, mondo del volontariato), rispetto alle quali è stato mantenuto un equilibrio nella quantità ed entità dei contributi corrisposti.

Si è cercato di limitare al massimo la frammentazione delle risorse, privilegiando interventi di ampia portata con ricadute trasversali sulla società civile e favorendo progetti moltiplicatori di opportunità nel campo della cultura, dell’economia, dell’istruzione, dell’innovazione, in un quadro di sussidiarietà virtuosa che non si è mai trasformata in supplenza della funzione pubblica.

Si è puntato a fare sistema con le altre fondazioni italiane e regionali, con l’Associazione di categoria ACRI, con le realtà maggiormente deputate allo sviluppo del territorio, qual è la Sinloc – Sistema Iniziative Locali SpA.

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2. CENNI SUGLI AMBITI DI ATTIVITA'

Nel corso del 2010 sono stati seguiti diversi comparti di attività, tra i quali in particolare:

COMPENDIO IMMOBILIARE DI PROPRIETÀ

Sono state seguite le fasi relative all’incarico conferito alla Sinloc SpA, finalizzato a fornire supporto alla Fondazione nell’attività di valorizzazione del complesso immobiliare di proprietà, costituito dai Palazzi ex Contarini ed ex Braida.

Lo studio si è svolto in due fasi successive concluse, rispettivamente, nei mesi di luglio ed ottobre 2010.

In particolare la prima fase si è estrinsecata nei seguenti 3 punti:

  • quadro conoscitivo e piano di massima di Palazzo Contarini
  • quadro conoscitivo degli altri edifici
  • strategie di valorizzazione degli altri edifici.

La seconda fase progettuale si è sviluppata nelle sue linee generali:

  • gli strumenti, i processi e le procedure per la valorizzazione di Palazzo Contarini;
  • la modellazione e la redazione di un piano economico finanziario.

Sono stati affrontati e definiti inoltre i tempi della gestione dell’iniziativa, gli aspetti di natura fiscale e giuridica, le modalità di governance, il piano economico-finanziario, la realizzabilità di un eventuale parcheggio interrato.

Il lavoro sopra riassunto è stato sottoposto al vaglio della Commissione Immobili e del Consiglio di Amministrazione, i cui componenti hanno ricevuto lo studio di fattibilità prodotto dalla Sinloc SpA con le indicazioni strategiche fornite dalla Fondazione.

Per il momento il Consiglio ha deciso il rifacimento delle facciate dell’intero compendio.

GESTIONE PATRIMONIO MOBILIARE

I
n corso d’anno sono stati affrontati temi di rilevante importanza sul piano strategico, finanziario e patrimoniale.

E’ stata compiuta un’approfondita analisi delle gestioni esterne, che incidono ampiamente sui risultati del portafoglio non immobilizzato dell’Ente.

Si è proceduto all’analisi dettagliata di ogni singolo gestore e sono state formulate alcune ipotesi di asset allocation del portafoglio finanziario stesso coerenti con l’evoluzione dei mercati e con il quadro economico finanziario prospettico.

In particolare sono stati esaminati i risultati conseguiti dalle gestioni esterne, che hanno indotto il Consiglio a rivederne il ruolo all’interno del portafoglio globale e a ricercare nuove soluzioni.

E’ stata affrontata anche la questione relativa alla partecipazione detenuta in Intesa San Paolo, che sicuramente costituirà oggetto di più approfondite valutazioni nel corso del 2011.

Sono state analizzate, insieme all’advisor Prometeia, alcune ipotesi di asset allocation a fronte di alcune possibilità di nuovi investimenti.

MODIFICHE STATUTARIE

E’ stato redatto dagli organi della Fondazione il nuovo testo statutario, approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 15 luglio 2010 ed entrato in vigore il 23 luglio 2010.

Le modifiche al precedente testo rispondono sostanzialmente all’esigenza di una migliore funzionalità dell’Ente e sono state apportate sulla scorta dell’esperienza maturata negli anni, nonché di un attento esame comparato con gli assetti delle altre fondazioni bancarie italiane, impegnate nel compito di favorire, a livello locale e nazionale, lo sviluppo del territorio.

FONDO PER IL VOLONTARIATO - L. 266/91

Sono stati analizzati i contenuti dell’accordo nazionale, sottoscritto il 23 giugno 2010, tra l’ACRI e il Forum del Terzo Settore aderente al protocollo del 5.10.2005, con cui è stata raggiunta un’intesa complessiva per la destinazione delle risorse accantonate dalle fondazioni con i bilanci 2009 e per la disciplina dei flussi di contribuzione da destinare ai fondi speciali per il volontariato e alla Fondazione per il sud nel corso del prossimo quinquennio (2010-2014).

CONTENZIOSO TRIBUTARIO

Sono state seguite le fasi del contenzioso tributario in merito all’annosa questione della spettanza delle agevolazioni di cui all’art. 6 DPR 601/73 (riduzione al 50% dell’aliquota IRPEG) e 10bis L. n. 1745/62 (esonero dalla ritenuta sui dividendi).

Inoltre nel corso del 2010 è stato rimborsato dal competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Udine un credito per imposte dell’anno ‘97/’98, a suo tempo chieste a rimborso oltre ai relativi interessi.

BIBLIOTECA

Sono state coordinate le funzioni connesse alla gestione della biblioteca, in tale ambito ricomprendendosi la distribuzione dei volumi alle biblioteche, nonché il flusso dei volumi in entrata e in uscita.

Sono state portate a compimento 2 spedizioni: la prima ha visto la distribuzione di circa 8.000 volumi, per 57 titoli a 716 biblioteche tra pubbliche, private e scolastiche. La seconda ha visto la distribuzione di circa 13.000 volumi, per 223 titoli a 742 bibloteche.

ARCHIVIO STORICO

Sono stati seguiti ed autorizzati tutti i passaggi connessi al riordino, allo scarto ed al trasferimento dei materiali costituenti l’archivio storico di proprietà della Fondazione (in virtù di un passaggio di proprietà dalla Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia) al deposito esternale della Friularchivi srl di Udine (scambio di corrispondenze con la banca e richieste di autorizzazione alla Soprintendenza).

NUOVI SISTEMI INFORMATIVI

Sono state introdotte delle nuove soluzioni tecnologiche, nell’ambito di una ristrutturazione organizzativa della Fondazione, con l’obiettivo di migliorare la velocità e la flessibilità operativa, oltre a facilitare altri cambiamenti. Pur essendo la comunicazione interna incentrata sulla persona, si è voluto introdurre intranet, un sistema avanzato che integra gli strumenti informativi tradizionali già in uso nel nostro Ente. Intranet serve ad evitare problemi di comunicazione interna, consentendo di fornire informazioni da e per i dipendenti: dalle politiche aziendali, alla richiesta di ferie, alla rubrica telefonica, in maniera snella, diretta e veloce.

E’ stato migliorato anche l’utilizzo della posta elettronica, grazie all’installazione su tutti i computer in uso del sistema “outlook 2007” e di alcuni software che migliorano il sistema di ricezione e smistamento delle mail.

Per il futuro si prevede l’adeguamento delle altre procedure informatiche quali, ad esempio, un nuovo sistema di windows (ora fermo al 2003).

Si segnala che peraltro la Fondazione si è dotata da anni delle più avanzate tecnologie di video ed audio conferenza, che consente la partecipazione a distanza a riunioni dislocate anche in più luoghi, con una notevole economia in termini di tempo e di costi di trasferimento.

DOCUMENTO PROGRAMMATICO TRIENNALE 2011-2013 E DOCUMENTO PROGRAMMATICO ANNUALE 2011

Lo scopo dei documenti programmatici è quello di individuare le linee strategiche più appropriate della programmazione pluriennale ed annuale della Fondazione.

La perdurante crisi economica e finanziaria ha reso più pressante la necessità di compiere in particolare una buona pianificazione finanziaria, posto che dai proventi del patrimonio della Fondazione vengono ricavate le risorse per sostenere le istanze provenienti dal territorio. Si è altresì provveduto a individuare i settori rilevanti per il prossimo triennio, che sono quattro.

GIORNALE WEB

E’ proseguita la gestione e implementazione del giornale web della Fondazione che, strutturato nelle sezioni “Eventi e notizie”, “Biblioteca”, “Opere d’arte”, “Interventi per finalità istituzionali”, “loghi” è stato aggiornato nei contenuti, allo scopo di renderlo fruibile da parte dell’intera collettività.

Si è provveduto alla reiterazione della richiesta di stagisti all’Università di Udine per coadiuvare il personale interno dedicato all’attività in argomento.

Per la prima volta sono stati richiesti anche dei laureandi o laureati in architettura ed ingegneria.

PIANO DI COMUNICAZIONE

E’ stata compiuta una ricognizione sul piano di comunicazione in essere, allo scopo di verificare la congruità del budget stanziato e della tipologia di emittenti radiotelevisive e di giornali/riviste in esso ricompresi.

Fermi quindi gli obiettivi, il target di riferimento, la strategia, il budget, è stato rivisto, alla luce anche dei pareri espressi dal Consiglio, il piano operativo per la comunicazione della Fondazione.

Sono state aggiunte alcune nuove collaborazioni.

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3. L'ASSETTO ISTITUZIONALE

Lo statuto della Fondazione contempla tra gli organi collegiali istituzionali della Fondazione l’Organo di Indirizzo, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale.

Peraltro il nuovo testo - approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 15 luglio 2010 ed entrato in vigore il 23 luglio 2010 - prevede, all’art. 33, una nuova durata degli organi sopra indicati, che viene computata come segue:

  • i componenti dell’Organo di Indirizzo insediati il 4 novembre 2005 scadono con l’approvazione del bilancio di esercizio 2011 (aprile 2012);
  • i componenti del Consiglio di Amministrazione insediati il 1° gennaio 2009 scadono con l’approvazione del bilancio di esercizio 2012 (aprile 2013);
  • i componenti del Collegio Sindacale insediati il 1° gennaio 2009 scadono con l’approvazione del bilancio 2012 (aprile 2013).

L’assetto istituzionale degli organi si completa con le Commissioni consultive (Istruzione formazione e ricerca; Arte Attività e Beni Culturali; Salute, Medicina, Assistenza, Volontariato) e le Commissioni tecniche (la Commissione Finanza e la Commissione Immobili), entrambe con compiti consultivi su questioni, rispettivamente, in materia finanziaria e patrimoniale ed edilizio-immobiliare.


3.1. L’Organo di Indirizzo

L’Organo di Indirizzo è formato da 24 membri, di cui 20 indicati dagli Enti designanti (Province di Udine e Pordenone, Comuni di Udine e Pordenone, CCIAA di Udine e Pordenone, Comune di Aquileia, Comune di Cividale, Comune di Sesto al Reghena, Università di Udine, Consorzio Universitario di Podenone, Azienda ospedaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine, Consorzio Universitario del Friuli, Deputazione di Storia Patria per il Friuli, Centro Iniziative Culturali di Pordenone, Ordine degli Avvocati di Udine, Pordenone e Tolmezzo, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri delle Province di Udine e Pordenone) e 4 cooptati.

L’Organo di Indirizzo è responsabile del perseguimento dei fini istituzionali, decide gli obiettivi e stabilisce la programmazione annuale e pluriennale, oltre ad approvare il bilancio di previsione e quello consuntivo.

In base al nuovo statuto i componenti dell’Organo di Indirizzo durano in carica 6 esercizi dalla data di nomina e possono essere rieletti per un solo ulteriore mandato.

Nel corso del 2010 l’Organo di Indirizzo si è riunito 5 volte.

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3.2. Il Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione è composto da 11 membri eletti dall’Organo di Indirizzo.

Esso gestisce la Fondazione nell’ambito degli obiettivi e dei programmi fissati dall’Organo di Indirizzo ed ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.

I componenti vengono nominati per 4 esercizi e possono essere riconfermati una sola volta. Il mandato termina con l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio in carica da parte dell’Organo di Indirizzo.

Nel corso del 2010 il Consiglio si è riunito 15 volte.

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3.3. Il Collegio Sindacale

E’ l’organo di controllo della Fondazione ed esercita le funzioni attribuite dallo statuto e dalla normativa vigente.

E’ composto da tre componenti effettivi e due supplenti nominati dall’Organo di Indirizzo.

E’ intervenuto a tutte le adunanze del Consiglio e dell’Organo di Indirizzo e si è riunito trimestralmente per le verifiche previste dallo statuto.

I Sindaci restano in carica quattro esercizi e possono essere confermati per un solo mandato, che termina con l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio in carica da parte dell’Organo di Indirizzo. In ogni caso i Sindaci scaduti rimangono nell’ufficio fino a che entrino in carica i loro successori.

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3.4. Le Commissioni Istituzionali

Le Commissioni consultive hanno il compito di esprimere pareri in ordine alle richieste di contributo pervenute alla Fondazione e sono presiedute dal Presidente o da un suo delegato, mentre ne fanno parte, di diritto, i Vice Presidenti ed il Direttore.

Le commissioni sono tre:

  • Istruzione formazione e ricerca
  • Arte Attività e Beni Culturali
  • Salute, Medicina, Assistenza, Volontariato
Nel corso del 2010 si sono riunite 4 volte

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3.5. Le Commissioni tecniche

Con la medesima delibera consiliare che ha istituito le Commissioni consultive sono state nominate anche due Commissioni tecniche: la Commissione Finanza e la Commissione Immobili, entrambe con compiti consultivi su questioni tecniche in materia finanziaria e patrimoniale ovvero nel comparto
edilizio-immobiliare.

Nel 2010 le Commissioni tecniche sono state impegnate nella loro funzione consultiva in ambito finanziario e immobiliare, data la difficile situazione dei mercati nel periodo e stante la necessità di compiere le dovute valutazioni sul compendio immobiliare di proprietà.

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4. LINEE PROGETTUALI E OBIETTIVI FUTURI

La Fondazione CRUP sta sempre più assumendo un ruolo di soggetto “attivo”, in grado di favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio, mediante il sostegno a iniziative e progetti mirati, spesso innovativi, che tengono conto delle peculiarità della comunità di riferimento oltre che delle sue effettive necessità, in una logica di compartecipazione con gli altri soggetti istituzionali ed associativi, nel quadro di una sussidiarietà virtuosa.

Nonostante l’invarianza degli obiettivi ed anche, tutto sommato, della platea degli interlocutori, proseguirà anche nel corso del 2011 l’ormai consolidata prassi nell’assegnazione dei contributi alle istituzioni pubbliche e private più rappresentative del territorio di riferimento, che prevede, in un’ottica di razionalizzazione, la sottoscrizione di apposite convenzioni. Proprio in tale solco è stato stipulato nel 2010 l’accordo attuativo con l’Università di Udine, che risponde alla necessità di concentrare le risorse su aree e interventi ritenuti strategici a livello di governo dell’Ateneo, evitando la frammentazione e la dispersione delle risorse.

Oltre, quindi, a sostenere il settore non profit, erogando contributi ad Enti e Associazioni per il sostegno di loro progetti, la Fondazione si prefigge di delineare una propria progettualità, magari con il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali o altre fondazioni regionali, fungendo da catalizzatore per le risorse necessarie. Si tratta di un nuovo modus operandi che rende l’attività della Fondazione, anche nella sua percezione esterna, più rilevante, originale e specifica, senza peraltro abbandonare la connotazione di servizio a territorio ed alla sua comunità.

Non si esclude nel prossimo futuro la possibilità di agire in via sperimentale attraverso il finanziamento di bandi, ossia erogazioni su richieste sollecitate, riferite a uno specifico ambito di attività. Il ricorso allo strumento del bando permette alla Fondazione di stimolare la progettualità del territorio e indirizzarla verso obiettivi comuni e più focalizzati; esso inoltre agevola il processo di selezione, consentendo una valutazione comparativa delle richieste, a cui vengono applicati i medesimi criteri di scelta (agisce come promotore).

Nel 2011 la Fondazione proseguirà l’attività avviata a fronte della progettualità comprendente il compendio immobiliare di proprietà, il riordino dell’archivio storico, le iniziative di housing sociale. Rimane da valutare invece la possibilità della Fondazione di ideare ed organizzare una propria progettualità, che si traduce nella sostanza nella proiezione della quantità di risorse che la Fondazione è in grado di mettere in campo per i “progetti propri”, cioè progetti diretti, interventi a regia propria.

Per questi ultimi peraltro l’Ente, grazie alla previsione dell’art. 1, comma 1, lett. h) del D.Lgs. 153/99, potrà creare imprese strumentali, intese come “società di cui la Fondazione detiene il controllo, 17 operanti in via esclusiva per la diretta realizzazione degli scopi statutari perseguiti dalla Fondazione nei settori rilevanti”.

Tutto dipenderà comunque dalla quantità di risorse su cui la Fondazione potrà contare: già nel sopracitato Documento Triennale è stato preventivato che la principale fonte di introito - il dividendo della holding Intesa San Paolo S.p.A. – è stata prudenzialmente indicata in 6,250 milioni di euro nell’anno, corrispondenti a 0,08 centesimi per azione, ovvero quanto incassato per l’anno 2010.

Dal quadro sopra delineato discende che solo nel caso di un’adeguata distribuzione di dividendi da parte del San Paolo IMI, la Fondazione potrebbe iniziare a raccontare una nuova storia, con un sereno, ma sempre rigoroso, esame circa l’eventuale riposizionamento dei propri impegni.

4.1. Progetti in fase di realizzazione

4.1.1. L’archivio storico

Il 18 febbraio 2009, presso la Sala Consiglio della banca, è stata perfezionata con atto pubblico, notaio Bruno Panella di Udine, la cessione gratuita alla Fondazione dell’archivio storico della vecchia Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, oggi Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia.

Va peraltro ricordato che le complesse vicende storico-istituzionali (cambiamenti di status giuridico, fusioni e accorpamenti, eventi bellici e calamitosi) ed i ripetuti spostamenti della documentazione hanno determinato il frammentarsi dei complessi e l’accrescersi della commistione tra le carte, considerato anche che il materiale è stato conservato in differenti stabili e in locali di enti diversi.

La Fondazione ha quindi provveduto al riordino (non ancora completato) della massa documentale. La parte inventariata risulta attualmente collocata presso la FriulArchivi srl di Udine, in attesa di trovare una sistemazione definitiva presso locali di proprietà del nostro Ente, mentre la parte non ancora riordinata è custodita presso depositi esternali della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia in attesa di essere consegnata alla Fondazione.

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4.1.2. Il patrimonio immobiliare

Il Consiglio - facendo propri i parere espressi dalla Commissione Immobili, stante la difficile situazione economica e la generalizzata incertezza dei mercati - ha deciso di soprassedere per il momento alla ristrutturazione del Palazzo Contarini, per l’attuazione della quale dovranno essere individuati uno o più professionisti a cui commissionare lo studio di fattibilità, oltre che la dislocazione e destinazione degli spazi (uffici operativi e di rappresentanza, sala convegni, esposizione/museo opere d’arte).

L’orientamento assunto è anche quello di attendere per la parte più antica, non escludendosi l’eventualità di una sua cessione in cambio dei lavori di ristrutturazione del Palazzo Contarini e salvo conguagli.

E’ stato nel frattempo completato la studio di fattibilità realizzato dalla Sinloc SpA di Padova, che si pone quale obiettivo quello di pervenire alla valutazione delle opportunità di ristrutturazione e valorizzazione del complesso immobiliare di che trattasi, individuandone le diverse opzioni strategiche (ad esempio ricavare nell’interrato un certo numero di parcheggi).

Nel mese di febbraio 2010 è stata modificata da parte dell’Amministrazione comunale udinese la destinazione d’uso della parte più antica, ai fini di consentire il recupero funzionale del complesso edilizio. La variante – n. 169, entrata in vigore l’8 gennaio 2010 – prevede il passaggio da zona “RM1” (la superficie utile da destinare alle abitazioni non potrà essere inferiore al 60% del totale) a zona “RM3” (solo per le nuove edificazioni e non per le ristrutturazioni la superficie da destinare alla residenza dovrà essere prevalente rispetto alla superficie complessiva delle altre destinazioni d’uso ammesse).

Inoltre il 9 dicembre 2009 il Consiglio, in conformità al parere espresso dalla Commissione Immobili, ha deliberato di partecipare alla realizzazione del parcheggio di Piazza I Maggio a Udine, con uno stanziamento totale di € 1,5 milioni, dei quali 300 mila euro a fondo perduto e la differenza per ottenere la concessione novantanovennale di circa 30 posti auto.

Questa operazione riveste una duplice valenza: da un lato infatti si configura come incremento di valore dell’immobile di proprietà, consentendo di dotare il compendio di un certo numero di posti auto, dei quali altrimenti risulterebbe totalmente sprovvisto; d’altro lato rappresenta un buon investimento del patrimonio dell’Ente, anche all’insegna dell’auspicata diversificazione del suo impiego.

Non si esclude che in futuro la Fondazione possa valutare la possibilità di acquistare altro immobile da destinare a propria sede, qualora questo risultasse più confacente alle sue esigenze. Nè va trascurata la circostanza che il 30 dicembre 2005, a pochi giorni dalla stipula del contratto definitivo di compravendita del compendio immobiliare Contarini ex Braida, venne costituito sul Palazzo di Via del Monte, comprendente la Cappella affrescata agli inizi del ‘700 dal pittore Giulio Quaglio, un diritto di prelazione, con atto pubblico vergato dal notaio Panella di Udine.

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4.1.3. Il patrimonio artistico

La Fondazione, nel dicembre 2006, ha portato a termine un’operazione di straordinaria valenza culturale: l’acquisizione – per un valore di quasi 2 milioni di euro – di oltre 500 opere che costituivano il cospicuo patrimonio artistico della storica Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, parte delle quali sono state esposte nelle due mostre di Udine e Pordenone nel 2008.

Le opere, alcune delle quali sono state concesse in comodato (Museo Diocesano di Udine, Galleria d’Arte Moderna di Udine, Museo Longobardo di Cividale, Università di Udine, Consorzio Universitario di Pordenone) sono state schedate, fotografate, catalogate, in linea con i dettami imposti dalla normativa di settore e in accordo con il Centro di Catalogazione Regionale.

La Fondazione intende far conoscere il più possibile questo imponente patrimonio artistico con mostre itineranti piuttosto che con la concessione in prestito e/o comodato delle opere, in sinergia con i soggetti istituzionalmente preposti alla salvaguardia e valorizzazione dei beni artistici nella nostra Regione.

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