1. LE RISORSE
1.2. La distribuzione delle erogazioni per settore
1.3. Le erogazioni nel triennio 2008-2010: dati a confronto
1.4. La sintesi degli stanziamenti per classe dimensionale
1.5. La distribuzione delle erogazioni pagate nell'esercizio 2010
2. IL PROCESSO EROGATIVO
2.1. L'attività istruttoria e i criteri di selezione dei progetti
2.2. L'attività nel triennio 2008-2010
3. I SETTORI RILEVANTI
3.1. Educazione, istruzione e formazione
3.2. Arte, attività e beni culturali
3.3. Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa
3.4. Ricerca scientifica e tecnologica
3.5. Assistenza agli anziani
4. I SETTORI AMMESSI
4.1. Volontariato, filantropia e beneficenza
4.2. Realizzazione di lavori pubblici e di pubblica utilità
4.3. Protezione e qualità ambientale
4.4. Attività sportiva
4.5. Crescita e formazione giovanile
4.6. Altri diversi
5. I FONDI SPECIALI PER IL VOLONTARIATO ED I FONDI PER L'ATTIVITA' D'ISTITUTO
6. I PROGETTI PLURIENNALI
1. LE RISORSE
La presente sezione del bilancio si propone di comunicare agli stakeholder i risultati ottenuti e le azioni che sono servite a raggiungerli, ampliando l’orizzonte informativo sull’utilizzo delle risorse destinate ad adempiere alla mission statutaria.
Dalla gestione del patrimonio, la cui titolarità viene fatta risalire alla Comunità di riferimento, la Fondazione ha tratto i fondi necessari a svolgere la propria attività, perseguendo esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, con interventi rivolti prevalentemente alla realizzazione di progetti o iniziative di terzi.
Il 2010 ha continuato a registrare per l’economia internazionale, e anche per quella italiana, pesanti fattori di crisi che permangono tuttora e che probabilmente non hanno ancora prodotto tutte le loro ricadute negative sull’occupazione e sul tessuto sociale.
In questo difficile scenario e in presenza di un sempre più ridotto trasferimento di risorse statali, grazie alla sua flessibilità, alla conoscenza del territorio, oltre naturalmente alle risorse che è stata in grado di mettere in campo, cospicue ma tuttavia limitate, ha attivato nuove modalità di intervento in campi importanti per la crescita, contribuendo in modo significativo al rilancio del nostro Paese insieme alle altre fob.
Ha agito con estrema efficacia nel campo dell’arte e della cultura nelle sue varie espressioni, impegnandosi a preservare i valori del patrimonio culturale, artistico ed ambientale soprattutto a favore delle future generazioni, confermando un crescente interesse verso il comparto educazione-formazione-ricerca, nella convinzione che sia necessario non far venir meno, in particolare in un momento di difficoltà economica, interventi mirati all’economia della conoscenza, concorrendo, infine, alla qualificazione dei servizi alla persona (sanità/anziani/disabili) per migliorare la qualità di vita.
Il quadro di riferimento nel quale si è operato è stato quello delineato dal Documento programmatico 2008-2010, richiamato nel dettaglio dal Documento programmatico previsionale 2010, approvato il 26 ottobre 2009 dall’Organo di Indirizzo. In questa dinamica e sulla base di una preliminare analisi delle esigenze più pressanti del territorio, sono stati individuati i seguenti settori rilevanti: Educazione, istruzione e formazione; Arte, attività e beni culturali; Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; Ricerca scientifica e tecnologica; Assistenza agli anziani.
Come prescritto dalla normativa, tali settori sono destinatari di risorse per almeno il 50% del reddito residuo, di cui all’art. 8, del d.lgs. 153/99. Ai cinque settori rilevanti sono stati aggiunti i seguenti settori ammessi: Volontariato, filantropia e beneficenza; Realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità; Protezione e qualità ambientale; Attività sportiva; Crescita e formazione giovanile; Altri diversi.
Come di consueto, l’azione della Fondazione si è sviluppata in base al principio di sussidiarietà, inteso come partecipazione condivisa nel sistema generale delle responsabilità, ma nella differenziazione dei ruoli e nella loro complementarietà.
Consapevole di non poter intervenire in modo suppletivo rispetto ai soggetti pubblici e privati che operano a livello locale, ha cercato di promuovere forme di collaborazione virtuosa e sinergie con il sistema delle autonomie locali, della rete socio-sanitaria, della ricerca universitaria, della promozione culturale ed
economica e del non profit, scegliendo la progettualità in rete. Si è fatta promotrice di una pluralità di progetti che, in ciascuno dei campi d’azione, hanno avuto
quali principali destinatarie le due province di Udine e Pordenone, in favore delle quali sono state riversate risorse in modo equilibrato e differenziato.
Ha assegnato priorità alle iniziative in grado di generare un effetto moltiplicatore, di rispondere a problemi emergenti di infrastrutturazione sociale, svolgendo un ruolo proattivo, anticipando e accompagnando il cambiamento, incoraggiando progetti capaci di autoalimentarsi e rinnovarsi una volta esaurito il sostegno, limitando al massimo la frammentazione di risorse. Si è operato in linea di sostanziale continuità con il biennio precedente, anche se con volumi delle erogazioni decisamente inferiori rispetto al 2008, perfezionando e rendendo più rigoroso il processo di valutazione e selezione delle iniziative da finanziare, e monitorando i risultati, in un’ottica di massimizzazione dell’impatto positivo sul territorio di riferimento.
L’utilizzo degli accantonamenti, effettuati negli anni passati ai fondi di stabilizzazione, ha consentito di mantenere costante nel biennio il monte erogativo, nonostante il perdurare della crisi e la conseguente limitata redditività del patrimonio (dividendi in diminuzione, rendite finanziarie in forte flessione), stabilizzando le erogazioni in 9 milioni di euro.
In tale contesto, la Fondazione ha complessivamente erogato € 8.746.955, attraverso il finanziamento di 593 progetti, di cui € 7.425.761 destinati ai settori rilevanti. Le risorse stanziate in questi settori strategici possono concorrere seriamente allo sviluppo del territorio e più in generale alla crescita complessiva delle comunità di riferimento se vengono considerati investimenti produttivi e non sussidi a fondo perduto.
1.2. La distribuzione delle erogazioni per settore
La tabella che segue dà conto, oltre che del numero complessivo dei progetti realizzati, suddivisi per settore, anche del relativo onere e della concentrazione percentuale, nonché del valore medio dei progetti per settore.
| SETTORI DI INTERVENTO |
Erogaz.
Deliberate |
% |
Progetti
Sostenuti |
% |
Valore
Medio |
| Educazione, Istruzione e formazione |
2.323.706 |
26,56 |
54 |
9,11 |
43,032 |
| Arte, attività e beni culturali |
2.741.055
|
31,34 |
159 |
26,81 |
17.239 |
Salute pubblica, medicina preventiva e
riabilitativa |
1.328.000
|
15,18 |
51 |
8,60 |
26.039 |
| Ricerca scientifica e tecnologica |
858.000 |
9,81 |
16 |
2,70 |
53.625 |
| Assistenza agli anziani |
175.000 |
2,00 |
9 |
1,52 |
19.444 |
| Totale Settori Rilevati |
7.425.761 |
84,89 |
289 |
48,74 |
25.695 |
| Volontariato, filantropia e beneficenza |
599.1941 |
6,85 |
256 |
43,17 |
2.230 |
Realizzazione di lavori pubblici e di
pubblica utilità |
150.000 |
1,71 |
1 |
0,17 |
150.000 |
| Protezione e qualità ambientale |
23.000 |
0,27 |
3 |
0,50 |
7.666 |
| Attività sportiva |
170.000 |
1,94 |
20 |
3,37 |
8.500 |
| Crescita e formazione giovanile |
255.000 |
2,92 |
16 |
2,70 |
15.937 |
| Altri ammessi |
124.000 |
1,42 |
8 |
1,35 |
15.500 |
| Totale Settori Ammessi |
1.321.194 |
15,11 |
304 |
51,26 |
4.346 |
| Totale Complessivo |
8.746.955 |
100 |
593 |
100 |
14.750 |
*1-Di cui € 148.054 alla Fondazione per il Sud ex accordo del 23.6.2010 tra ACRI, Forum Terzo Settore e Volontariato.
La politica di erogazione, per quanto riguarda la scelta dei settori di intervento, conferma anche per il 2010 una propensione verso un'elevata specializzazione settoriale, intendendo come tale la scelta di concentrare non meno del 60% del totale erogato su due settori (oppure su un solo settore una cifra non inferiore al 50%), in linea con l’impostazione data al riguardo dalla normativa di settore.
Da una prima lettura dei dati sopra riportati emerge la ferma determinazione di continuare a investire nella società della conoscenza, sia in ambito artistico e culturale che in quello dell’educazione e della formazione, sulla quale i soggetti pubblici stanno disinvestendo, mettendo a rischio il futuro delle nuove generazioni.
Come anticipato, le erogazioni deliberate hanno trovato solo in parte copertura con le disponibilità dell’esercizio in corso (€ 4.970.237). E’ stato necessario, infatti, utilizzare il Fondo per le erogazioni nei settori rilevanti per € 1.000.000 ed il Fondo di stabilizzazione delle erogazioni per € 2.776.718 per consentire alla Fondazione di mantenere costante il monte erogativo.
AMMONTARE DELLE
EROGAZIONI DELIBERATE
NEL CORSO DELL’ESERCIZIO |
SETTORI
RILEVANTI |
SETTORI
AMMESSI |
TOTALE |
a) Sulle disponibilità del corrente
esercizio |
4.000.000 |
970.237 |
4.970.237 |
b) Sulle disponibilità dei fondi a
disposizione |
|
|
|
B1) sulle disponibilità dei Fondi
per le erogazioni nei settori
rilevanti |
1.000.000
|
|
1.000.000 |
B2) sulle disponibilità dei Fondi
di stabilizzazione delle
erogazioni |
2.425.761 |
350.957 |
2.776.718 |
| Totale |
7.425.761 |
1.321.194 |
8.746.955 |
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1.2. Le erogazioni nel triennio 2008-2010: dati a confronto
Per analizzare la distribuzione delle erogazioni suddivise per settore d'intervento, mettendo a confronto i dati del triennio, ci viene in aiuto la seguente tabella.
| SETTORI DI INTERVENTO |
Erogazioni
deliberate 2010 |
% |
Erogazioni
deliberate 2009 |
% |
| Educazione, Istruzione e formazione |
2.323.706 |
26,56 |
2.598.093 |
12,53 |
| Arte, attività e beni culturali |
2.741.055
|
31,34 |
2.515.216 |
42,23 |
Salute pubblica, medicina preventiva e
riabilitativa |
1.328.000
|
15,18 |
1.256.300 |
15,34 |
| Ricerca scientifica e tecnologica |
858.000 |
9,81 |
841.000 |
12,55 |
| Assistenza agli anziani |
175.000 |
2,00 |
127.000 |
2,01 |
| Totale Settori Rilevati |
7.425.761 |
84,89 |
7.337.609 |
84,84 |
| Volontariato, filantropia e beneficenza |
599.194 |
6,85 |
499.448 |
5,78 |
Realizzazione di lavori pubblici e di
pubblica utilità |
150.000 |
1,71 |
4.500 |
0,06 |
| Protezione e qualità ambientale |
23.000 |
0,27 |
35.000 |
0,40 |
| Attività sportiva |
170.000 |
1,94 |
229.000 |
2,65 |
| Crescita e formazione giovanile |
255.000 |
2,92 |
290.000 |
3,35 |
| Altri ammessi |
124.000 |
1,42 |
252.900 |
2,92 |
| Totale Settori Ammessi |
1.321.194 |
15,11 |
1.310.848 |
15,16 |
| Totale Complessivo |
8.746.955 |
100 |
8.648.457 |
100 |
| SETTORI DI INTERVENTO |
Erogazioni
deliberate 2008 |
% |
2005
2007
% |
| Educazione, Istruzione e formazione |
1.695.523 |
12,53 |
17,33 |
| Arte, attività e beni culturali |
5.715.350
|
42,23 |
40,33 |
Salute pubblica, medicina preventiva e
riabilitativa |
2.076.000
|
15,34 |
13,00 |
| Ricerca scientifica e tecnologica |
1.698.000 |
12,55 |
6,67 |
| Assistenza agli anziani |
273.000 |
2,01 |
2,33 |
| Totale Settori Rilevati |
11.457.873 |
84,66 |
- |
| Volontariato, filantropia e beneficenza |
514.878 |
3,80 |
6,33 |
Realizzazione di lavori pubblici e di
pubblica utilità |
40.000 |
0,30 |
- |
| Protezione e qualità ambientale |
68.000 |
0,50 |
- |
| Attività sportiva |
367.600 |
2,72 |
4,34 |
| Crescita e formazione giovanile |
471.500 |
3,49 |
7,33 |
| Altri ammessi |
613.000 |
4,53 |
2,34 |
| Totale Settori Ammessi |
2.074.978 |
15,34 |
- |
| Totale Complessivo |
13.532.851 |
100 |
100 |
Balza evidente, innanzitutto, che l’attività erogativa deliberata nel corso dell'esercizio ha subito rispetto al 2008 una significativa flessione sia degli importi complessivamente erogati (-35%), che del numero dei progetti finanziati (-31%, da 857 del 2008 sono passati a 593 nel 2010).
Tale diminuzione si spiega non solo con un atteggiamento prudente indotto dalla congiuntura economica non favorevole, ma anche con un livello di erogazioni del 2008 particolarmente elevato e, per certi aspetti, straordinario.
Un dato interessante è il valore medio per iniziativa che nel 2010 è sceso a € 14.750 (nel 2009 era € 15.450 e nel 2008 € 15.790).
Andando ad esaminare i singoli settori, viene confermato il forte impegno nel settore dell’ “arte”, che riconquista la prima posizione, segnando un incremento del 10% rispetto al 2009 (in forte flessione rispetto al 2008 con -50%), ed una quota sul totale erogato del 31,34%, leggermente più alta rispetto al 2009 (29,08%), dopo il picco massimo raggiunto nel 2008 (42,23%). Il forte investimento in questo settore è giustificato soprattutto dagli effetti positivi indotti sul piano sociale ed economico, anche in termini di offerta turistica e di promozione dei prodotti tipici locali.
Segue al secondo posto, in diminuzione rispetto allo scorso anno, il settore “educazione” che ha assorbito il 26,56% delle risorse (era il 30,04 nel 2009) per il quale si segnala, comunque un deciso incremento soprattutto con riferimento all’esercizio 2008, non solo in valori assoluti ma anche relativi.
Tale incremento è conseguente al forte impegno economico richiesto per soddisfare le obbligazioni assunte nei confronti del “sistema universitario”, verso il quale, in presenza di un quadro congiunturale critico, sono stati definiti precisi criteri di approccio per razionalizzare le risorse ed evitare la dispersione.
In particolare, con l’Università di Udine nel settembre 2009 è stata sottoscritta una convenzione quadro 2009-2011 avente ad oggetto un rapporto di collaborazione volto al sostegno e allo sviluppo di tre differenti aree d’intervento: Didattica e servizi agli studenti; Ricerca e trasferimento tecnologico; Internazionalizzazione. Tale convenzione si attua mediante la realizzazione di iniziative specifiche disciplinate da accordi attuativi di durata annuale nelle citate aree d’intervento. Tenuto conto dell’esito positivo dell’accordo 2009 è stato sottoscritto l’accordo attuativo 2010 con qualche lieve variazione, fermi restando i capisaldi (aree d’intervento) fissati dalla convenzione.
Non è tuttavia da trascurare che nell’ambito del citato accordo con l’Ateneo udinese sono stati ricompresi e attribuiti al settore “educazione”, per praticità e affinità, anche i progetti che afferiscono alla “ricerca e al trasferimento tecnologico”, con il conseguente appesantimento del settore stesso e la rappresentazione di dati non omogenei rispetto al 2008.
Stabile al terzo posto il settore “salute” che ha assorbito circa il 15,18% delle risorse, registrando un lieve incremento con riferimento all’esercizio 2009 (era il 14,53%), per un totale di 51 iniziative finanziate (pari all’8,6% del totale).
Al quarto posto della graduatoria si colloca il settore “ricerca” a cui va il 9,81% delle risorse, che ancorché in forte flessione (-50%) rispetto al 2008, quando la quota sul totale erogato era pari al 12,55%, conferma i valori raggiunti nel 2009.
Resta invariato rispetto al 2008 l’erogato al settore “assistenza agli anziani”, pari al 2,00% del totale, mentre è in lieve risalita rispetto al 2009 (era l’1,47%).
Analogamente al biennio trascorso, le somme stanziate al di fuori degli ambiti sin qui esaminati sono distribuite ai settori “ammessi”, che presi singolarmente assumono un’incidenza marginale e complessivamente raggiungono il 15% circa del totale erogato.
Volendo, infine, comparare il triennio in esame con i valori del triennio precedente (2005-2007)2, emerge una significativa diminuzione in percentuale delle risorse assegnate al settore “arte”; con una quota sul totale erogato che passa dal 40,33% del triennio 2005-2007 al 31,34% del 2010.
Al contrario, per lo stesso periodo sono cresciute le erogazioni del settore “educazione” dal 17,33% al 26,56 % e della “ricerca” dal 6,67% al 9,81%.
Si tratta di variazioni che testimoniano con chiarezza l’orientamento della Fondazione indirizzato ad accrescere gli investimenti in conoscenza e saperi, nella convinzione che si tratti di leve imprescindibili per favorire la competitività del territorio e della sua popolazione, con particolare riguardo alle fasce giovanili.
*2 - Si precisa che nel triennio 2005-2007 il settore “crescita e formazione giovanile” era annoverato tra i settori rilevanti, mentre il settore “assistenza agi anziani” rientrava nel raggruppamento dei settori ammessi.
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1.3. La sintesi degli stanziamenti per classe dimensionale
Significativa è la rappresentazione delle erogazioni in base alla classe dimensionale per numero di progetti ed entità di risorse, riportata nella seguente tabella.
Si osserva, innanzitutto, che la classe dimensionale compresa tra € 3.001 e € 25.000 è quella nella quale si concentra il maggior numero di interventi (45%), come peraltro registrato negli anni scorsi, mentre le erogazioni superiori a € 50.000 incidono quanto ad ammontare per il 41,47% e quanto a numero di interventi solo per il 3,54%, mettendo in evidenza una forte concentrazione delle risorse deliberate su interventi di rilevante dimensione, per garantirne la massima efficacia.
Si rileva, altresì, una cospicua quantità di progetti di piccola dimensione. Il numero dei finanziamenti al di sotto di € 3.0003 è pari al 43% del totale, ma il corrispondente importo supera leggermente il 5% del deliberato complessivo. Ciò dimostra che le risorse destinate a mantenere il rapporto con gli interlocutori portatori di istanze tradizionali, pur assorbendo una modesta quota del monte erogazioni, consentono di intercettare un elevato numero di sollecitazioni, assicurando la continuità dell’operato tradizionale nel campo della solidarietà e del volontariato.
*3 - Si è ritenuto di ampliare il range della I classe dimensionale poichè a partire dal 2010 allo scopo di soddisfare un numero maggiore di richieste, senza appesantire l’attività del Consiglio di Amministrazione, al Presidente è stata data facoltà di effettuare direttamente interventi entro limite unitario massimo per singola erogazione di € 3.000.
| Classe dimensionale |
Numero
progetti |
% |
Erogazioni
deliberate |
% |
| da € 0 a € 3.000 |
255 |
43,00 |
451,140 |
5,16 |
| da € 3.001 a € 25.000 |
267
|
45,03 |
2.802.738 |
32,04 |
| da € 25.001 a €50.000 |
50
|
8,43 |
1.866.023 |
21,33 |
| oltre € 50.000 |
21 |
3,54 |
3.627.054 |
41,47 |
| Totale Settori Ammessi |
593 |
100 |
8.746.955 |
100,00 |
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1.4. La distribuzione delle erogazioni pagate nell’esercizio 2010
| Settore d'intervento |
Numero progetti |
Totale pagato per settore |
| Educazione, istruzione e formazione |
55 |
1.964.055 |
| Arte, attività e beni culturali |
187 |
3.135.443 |
| Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa |
46 |
1.000.500 |
| Ricerca scientifica e tecnologica |
23 |
493.621 |
| Assistenza agli anziani |
13 |
206.500 |
| Volontariato filantropia beneficenza |
215 |
437.015 |
| Realizzazione di lavori pubblici e di pubblica attualità |
1 |
3.937 |
| Protezione e Qualità Ambientale |
2 |
10.000 |
| Attività sportiva |
22 |
234.000 |
| Crescita e formazione giovanile |
26 |
354.000 |
| Altri ammessi |
13 |
184.900 |
| Totale |
603 |
8.023.971 |
| Anno di competenza |
Ammessi |
Rilevanti |
Importo pagato |
| 2003 |
|
250.000 |
250.000 |
| 2004 |
10.000 |
15.000 |
25.000 |
| 2005 |
|
5.000 |
5.000 |
| 2006 |
4.500 |
288.000 |
292.500 |
| 2007 |
155.500 |
510.892 |
666.392 |
| 2008 |
88.012 |
1.135.060 |
1.223.072 |
| 2009 |
547.200 |
3.027.440 |
3.574.640 |
| 2010 |
455.140 |
1.532.227 |
1.987.367 |
| Totale |
1.260.352 |
6.763.619 |
8.023.971 |
Da tali dati emerge che sono stati pagati € 8.023.971, di cui € 1.987.367 relativi a contributi deliberati in corso d’esercizio, mentre € 6.036.604 riguardano erogazioni deliberate negli esercizi precedenti, per progetti la cui rendicontazione è giunta in Fondazione solo nel 2009.
Emerge, altresì, che sono stati pagati € 6.763.619 relativi ad erogazioni deliberate nei settori rilevanti.
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2. IL PROCESSO EROGATIVO
2.1. L'attività istruttoria e i criteri di selezione dei progetti.
L’attività istituzionale della Fondazione è disciplinata dal “Regolamento per finalità istituzionali” e dal documento “Criteri selettivi e modalità operative”, elaborati allo scopo di assicurare la trasparenza dell’attività, la motivazione delle scelte e la più ampia possibilità di tutela degli interessi contemplati nello statuto.
Tuttavia, nel corso dell’ultimo biennio (2009-2010), in presenza di un delicato contesto economicofinanziario, è stato necessario rivedere i criteri di assegnazione, individuando alcune categorie prioritarie di interventi, allo scopo di assicurare, oltre alla trasparenza delle procedure di selezione, una maggiore efficacia ed efficienza nell’attività di sostegno.
Oltre ai criteri generali, di cui si è fatta menzione, è stata data priorità alle seguenti categorie d’intervento: iniziative e/o progetti a sostegno delle fasce sociali più deboli; progetti direttamente impattanti sulle energie del sistema economico/produttivo locali; sostegno a enti e istituzioni stabilmente insediati e
operanti sul territorio (storicità e garanzia di efficacia); iniziative consolidate e di comprovato valore (continuità e originalità operative).
2.2. L'attività nel triennio 2008-2010
Il grafico sotto riportato mette a confronto i dati relativi ai progetti pervenuti ed accolti nel triennio 2008-2010, che ha visto la disamina di circa 2.900 domande ed il finanziamento di ben 1.570 progetti.
Mentre l’andamento delle richieste pervenute è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2009, quello delle richieste accolte è leggermente aumentato (+10%). L’attività di valutazione è tuttavia diminuita in modo significativo rispetto al 2008 (-30%).
Risulta con assoluta evidenza che il trend delle richieste di finanziamento non accolte è in costante crescita, soprattutto perchè come sopra sottolineato nel corso del biennio 2009-2010 l’attività degli organi è stata improntata al massimo rigore sia nell’analisi preliminare dei soggetti richiedenti, che nella disamina delle richieste.

Nelle pagine che seguono viene fornita una rappresentazione dell’articolazione delle erogazioni all’interno di ciascun settore “rilevante” secondo specifiche finalità, in attuazione e secondo le linee dei piani programmatici approvati.
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3. I SETTORI RILEVANTI
3.1. Educazione, istruzione e formazione
In questo comparto è stato investito circa il 30% del monte erogativo per l’innalzamento dei livelli di conoscenza e competenza dei giovani.
La qualità del fattore umano costituisce di fatto l’elemento chiave per rispondere non solo alle nuove esigenze di un mercato del lavoro in piena evoluzione, ma anche per interrompere la spirale della disoccupazione, della povertà e dell’esclusione sociale.
L’Ente ha occupato un ruolo di riferimento nel settore ove, come di consueto, ha operato a tutti i livelli di educazione ed istruzione, a partire da quello primario, fino alla formazione post-universitaria, impegnandosi nel “Progetto istruzione scolastica e universitaria” e ha cercato di rispondere alle esigenze di rinnovamento degli istituti scolastici per favorire la diffusione di nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione tramite il “Progetto potenziamento strutture scolastiche e attrezzature tecnologiche per la didattica”.

Il grafico sopra riportato consente di evidenziare, innanzitutto, il forte impegno a favore di interventi rientranti nell’area “Formazione superiore”, a cui è andato il 64% delle risorse del settore, che ancorché in flessione rispetto allo scorso anno (era il 73%), ha permesso di garantire continuità alle politiche di sostegno al “sistema universitario” locale. In particolare, come già anticipato, con l’Università di Udine, nell’ambito del protocollo d’intesa 2009-2011, è stato sottoscritto l’accordo attuativo 2010, mentre è proseguita l’opera tesa al consolidamento del Consorzio Universitario di Pordenone, centro di riferimento per l’innovazione e lo studio di discipline in grado di produrre nuove professionalità.
Nel comparto “Istruzione primaria e secondaria”, che ha impegnato il 17% delle risorse, hanno avuto un peso significativo gli interventi a supporto di programmi e progetti di studio. A questo riguardo si rileva un’ampia gamma di iniziative, focalizzate talora sulla messa a disposizione di dotazioni strumentali adeguate a specifici insegnamenti o alla fruizione di servizi scolastici (ad esempio: allestimento di laboratori linguistici e scientifici, aule multimediali, biblioteche, servizi di trasporto studenti), altre volte mirate ad ampliare il campo disciplinare dell’insegnamento attraverso percorsi didattici interdisciplinari o su materie non previste da programmi didattici ufficiali (musica, informatica, sport), concentrandosi sull’innovazione delle metodologie didattiche, riferite alle materie curricolari fondamentali: le materie letterarie, in particolare l’italiano e l’inglese, la matematica, le scienze.
Particolare rilievo hanno assunto le iniziative di promozione delle attività formative dirette all’educazione alla prevenzione della dispersione scolastica e delle dipendenze tipiche del contesto di riferimento, e i progetti finalizzati ad ampliare e potenziare l’azione didattica con attenzione anche alle problematiche degli alunni disabili.
Giova qui ricordare che recentemente è stato sottoscritto un protocollo d’intesa di durata annuale tra Fondazione Crup, Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia e Consulta Regionale dei Disabili del Friuli Venezia Giulia per potenziare e arricchire gli interventi di integrazione scolastica a favore degli allievi disabili frequentanti le istituzioni scolastiche presenti nelle aree montane dell’Alto Friuli (Comunità Montana della Carnia, del Gemonese, Val Canale e Canal del Ferro), di Cividale e delle Valli del Natisone, della Valcellina e del Maniaghese.
E’ stata, inoltre, impegnata in misura significativa nel sostegno di opere infrastrutturali indispensabili, realizzate in particolare laddove era in gioco la sicurezza degli studenti, per dotare il sistema scolastico di spazi in cui svolgere una formazione di qualità in condizioni di sicurezza, a conferma di una sensibilità particolare in un ambito in cui si manifestano alcune tra le emergenze più acute del sistema educativo nazionale. Si è rafforzato, viceversa, il comparto “Istruzione ed educazione generica” che ha raggiunto quasi il 20% delle risorse confluite in questo settore (era il 10% nel 2009), nella consapevolezza che istruzione e formazione devono rispondere alle richieste di crescita culturale e professionale non solo dei più giovani, ma anche di coloro che sono già sul mercato del lavoro e che, possono, avere l’esigenza di seguire percorsi di riconversione professionale per la ricollocazione in azienda.
Si collocano in questo comparto, infine, le iniziative che sono state intraprese per permettere l’acquisizione di competenze sempre più qualificate e aderenti al mondo del lavoro, fornendo adeguate forme di orientamento al lavoro nel quadro di un dialogo efficace tra scuola imprese e territorio.
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3.2. Arte, attività e beni culturali
La Fondazione ha continuato a svolgere un ruolo di mecenatismo, consapevole che l’investimento culturale rappresenta un importante volano di crescita per l’economia, la competitività locale e l’occupazione. Ha, pertanto, dispiegato il suo impegno nell’opera di salvaguardia delle testimonianze d’arte e di storia locale, svolgendo un’azione di qualificazione delle istituzioni culturali, nonché di ricostruzione della storia e dell’identità della nostra comunità.

Il comparto ha riconquistato la prima posizione tra i settori d’intervento, beneficiando di una significativa quota di assegnazioni, quasi il 32% del totale erogato per finanziare il 30% circa dei progetti indirizzati allo studio, alla ricerca e alla promozione artistico-culturale secondo i due tradizionali filoni progettuali.
Il primo filone è rappresentato dal Progetto tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico, artistico e storico locale a cui afferiscono operazioni di riutilizzo e rivitalizzazione del patrimonio architettonico, artistico e storico, di riallestimento e sostegno delle istituzioni museali, che hanno assorbito il 13% dell’erogato.
L’Ente ha profuso risorse per continuare nell’opera di restauro di edifici sacri di generale interesse artistico e culturale e di edifici civili, impegnandosi, altresì ad accrescere la fruizione e a diffondere la conoscenza del patrimonio artistico, archeologico e ambientale. Parallelamente ha promosso iniziative di recupero e ripristino di beni mobili in complessi monumentali e museali, con un’attenzione specifica al restauro conservativo finalizzato al riutilizzo, in particolare, di quei beni situati nelle aree montane del territorio, in considerazione del maggior rischio di degrado degli stessi e delle minori disponibilità economiche delle comunità locali.
Il secondo filone d’intervento è rappresentato dal Progetto diffusione e ampliamento dell’offerta culturale in cui si collocano le attività di valorizzazione del capitale culturale locale nei campi della musica, del teatro, dello spettacolo e di organizzazione di attività espositive.
Il filone tematico nell’ambito del quale si è concentrato il maggior numero di interventi è quello delle “manifestazioni culturali” a cui è andato il 47% del totale erogato nel settore.
Per garantire l’accesso alla cultura di ampie fasce di pubblico e dei giovani in particolare è proseguita l’attività di sostegno all’organizzazione di mostre d’arte, in continuità storico-artistica, con quelle sinora svolte, concentrando l’interesse su esposizioni di grande rigore scientifico, anteponendo il criterio qualitativo a quello quantitativo.
Per sviluppare il settore dei consumi culturali, soprattutto tra le giovani generazioni, è stato promosso, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Università degli Studi di Udine e l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione il progetto dal titolo “Repubblica della Carnia 1944. Le radici della libertà e della democrazia”, che prevede mostre, convegni, visite guidate, con il coinvolgimento anche delle scuole.
Le predette iniziative si inseriscono nelle celebrazioni per il 150esimo dell’Unità d’Italia, alle quali la nostra Fondazione e le altre fob parteciperanno, con il coordinamento dall’ACRI, non solo attraverso il finanziamento di progetti organizzati sul proprio territorio, ma anche con importanti iniziative collettive.
Non ha mancato di destinare risorse all’offerta teatrale, cinematografica di livello elevato e di concorrere alla loro diffusione sul territorio.
Seguono le “attività musicali” (11%), in cui accanto alla promozione e al sostegno di stagioni concertistiche, sono state favorite iniziative finalizzate a incentivare la crescita di nuove professionalità, allo scopo di valorizzare le potenzialità, stimolare lo sviluppo e promuovere una diffusione organica della cultura musicale. Ha partecipato a studi e ricerche finalizzati alla conoscenza e alla divulgazione del patrimonio etnomusicale locale.
L’impegno nell’ “editoria” (9%) per la promozione del libro e della lettura è stato contrassegnato dal finanziamento di un buon numero di progetti editoriali e trova una tipica e ormai consolidata espressione nella produzione di volumi d’arte e pubblicazioni di qualità, rappresentando un solido punto di forza per continuare a sviluppare il Progetto biblioteche.
Ulteriori contributi sono stati destinati a biblioteche e archivi per attività di censimento, catalogazione e archiviazione di collezioni librarie e documentali, con un forte impulso all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali e multimediali.
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3.3. Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa
La salute è un settore di primaria importanza sociale al quale la Fondazione ha destinato anche quest’anno buona parte del monte erogativo, per garantire la salute e il benessere psicofisico.
Si collocano in quest’area sia gli interventi afferenti al filone medico-sanitario, che quelli riguardanti il comparto socio-assistenziale, realizzati consultando per quanto possibile l’organizzazione sanitaria, per l’individuazione delle priorità d’intervento.
La complessità della crisi economica, con le sue ricadute occupazionali e sociali sta provocando inevitabilmente, in presenza di una progressiva riduzione dei servizi da parte del welfare nel suo complesso ai vari livelli territoriali, un incremento della domanda di interventi di sostegno a larghe fasce di popolazione in difficoltà.
In questo contesto si è ritenuto di concentrarsi maggiormente sul comparto socio-assistenziale (66%) per cercare di affrontare in modo adeguato l’emergenza di nuove e più diffuse povertà e l’aumento delle situazioni di disagio sociale sul territorio, come si evince dal grafico sotto riportato.

Nell’ambito dei programmi e delle attività socio-assistenziali si inserisce una variegata gamma di iniziative a favore delle categorie sociali più deboli (diversamente abili, malati terminali, persone affette da gravi patologie fisiche e psichiche, emarginati, donne e minori in difficoltà) attraverso la quale è stato possibile realizzare un’importante azione di rafforzamento, supporto e integrazione della rete di protezione sociale offerta dal soggetto pubblico. E’stata di fatto incentivata la cooperazione con le varie organizzazioni del terzo settore presenti sul territorio, in un comune sforzo teso ad assicurare, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale, una rete di assistenza comunitaria a tali categorie di soggetti.
Rispondendo alla sua vocazione di servizio alla persona, l’Ente ha pertanto operato per supportare iniziative progettuali di tipo assistenziale e sanitario e di miglioramento strutturale, promosse da realtà, quali cooperative sociali, associazioni di volontariato, concorrendo altresì all’ampliamento del parco mezzi a disposizione, per assicurare la maggiore autonomia possibile dei soggetti interessati ed un loro coinvolgimento attivo, lavorativo e sociale nelle nostre comunità, per evitare fenomeni di esclusione sociale e per sollevare le famiglie colpite.
In particolare, con riferimento al “Progetto dopo di noi” sono stati privilegiati interventi di edilizia sociale, sperimentando soluzioni innovative per garantire ai disabili autosufficienti l’autonomia abitativa, attraverso la ristrutturazione e l’ammodernamento di alloggi, attrezzandoli per superare le barriere architettoniche.
L’impegno nel settore si è poi esteso per combattere e prevenire le situazioni di disagio giovanile, un fenomeno segnalato in crescita, attraverso il recupero di edifici e la dotazione di attrezzature nei luoghi dedicati all’aggregazione giovanile (centri parrocchiali e strutture ricreative pubbliche).
Ha dato spazio all’attività di prevenzione e non solo agli interventi sanitari, nella convinzione che debba prevalere la promozione e l’educazione alla salute. Coerentemente con il suo impegno in favore del rafforzamento della società della conoscenza ha proseguito nel suo sostegno ad iniziative di formazione,
specializzazione e aggiornamento del personale medico e paramedico, al fine di assicurare alti livelli di professionalità e la permanenza sul territorio di risorse umane altamente qualificate.
Si è confermato l’interesse per i centri di riconosciuta eccellenza, favorendo iniziative mirate all’innovazione e al potenziamento tecnologico delle apparecchiature diagnostiche e terapeutiche in dotazione alle strutture sanitarie e ospedaliere (Progetto apparecchiature diagnostiche e terapeutiche). Analogamente al passato, le priorità sono state individuate in accordo con l’organizzazione sanitaria, tenuto conto del programma degli investimenti delle Aziende sanitarie e ospedaliere, in coerenza con gli indirizzi di politica sanitaria regionale, allo scopo di implementare sistemi idonei a migliorare l’efficienza delle strutture sanitarie e la qualità del servizio, verificandone l’effettiva funzionalità, oltre che la comprovata urgenza.
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3.4. Ricerca Scientifica e Tecnologica
La Fondazione, consapevole che la ricerca e l’innovazione, costituiscono due componenti centrali per affrontare le sfide della competitività e garantire lo sviluppo economico, ha operato per contribuire a creare un ambiente favorevole alla stessa, al trasferimento tecnologico e alla valorizzazione del capitale umano impegnato in tale settore, con particolare riferimento ai giovani ricercatori.
La ricerca è stata sostenuta in ogni sua forma (teorica, di base, applicata), finanziando progetti che si sono articolati lungo tre differenti filoni, assegnando complessivamente il 10% circa delle risorse erogate.

Come di consueto, sono prevalsi con il 71% gli interventi di ricerca e di sviluppo sperimentale nel “campo delle scienze naturali e tecnologiche”. Accanto ai progetti di ricerca archeologica, si colloca il finanziamento di ricerche applicate in
grado di stimolare la collaborazione tra atenei e centri di ricerca eccellenti e le realtà produttive del territorio, con l’obiettivo di favorire l’innovazione tecnologica del sistema produttivo. Tali obiettivi sono perseguibili sia focalizzando le ricerche su temi specifici di rilevante interesse per il territorio, sia attraverso partecipazioni ad iniziative nazionali con altre fondazioni di origine bancaria.
Il più grande progetto svolto in collaborazione con altri partner è il progetto Ager, cui aderiscono alcune delle principali fondazioni bancarie italiane, per il perseguimento dell’eccellenza della ricerca scientifica in campo agroalimentare e l’utilizzo dei suoi risultati, in considerazione del suo forte potenziale di ricaduta a favore del territorio.
La nostra Fondazione vi ha aderito con uno stanziamento triennale di 1,5 milioni di euro (500 mila euro l’anno e il 2010 rappresenta l’ultima annualità), partecipando con un rappresentante al Comitato di Gestione e con due rappresentanti nel Comitato Scientifico. Il progetto interviene su quattro comparti, individuati per il forte richiamo alla tradizione agroalimentare italiana: cerealicolo, ortofrutticolo, vitivinicolo e zootecnico.
Nel campo delle “scienze sociali” è’ stata data continuità alla ricerca socio-economica, destinandovi il 16% delle risorse del settore.
Ciò è avvenuto, in particolare, attraverso la stipula nel corso del 2010 di una convenzione quadro con la Fondazione Cref finalizzata a promuovere nuovi progetti di ricerca e iniziative di studio sulle tematiche dello sviluppo locale.
E’ proseguito, infine, l’interesse e l’impegno verso la ricerca in “campo medico” (13%) con l’obiettivo di sperimentare soluzioni innovative direttamente applicabili o rapidamente trasferibili all’attività clinica, che contribuiscano a migliorare i livelli di assistenza ai pazienti da parte delle strutture sanitarie.
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3.5. Assistenza agli Anziani
Allo scopo di rispondere all’esigenza di creare un nuovo modello di assistenza attenta ai cambiamenti determinati dall’invecchiamento della popolazione, si è concorso al potenziamento dei servizi essenziali esistenti, per rendere più vivibili e accoglibili le strutture per anziani, innanzitutto partecipando all’acquisto di nuovi arredi e attrezzature, destinando una quota pari al 70% delle risorse del settore.

Non sono mancati, infine, gli interventi destinati al comparto automezzi adibiti al trasporto di persone, anche per garantire un servizio a favore di utenti esterni alle strutture residenziali, in collaborazione con enti locali territoriali e aziende sanitarie preposte (21%).
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4. I SETTORI AMMESSI
L’attività è stata, altresì, indirizzata nei seguenti settori ammessi.
4.1. Volontariato, filantropia e beneficenza
La Fondazione ha fatto propri i contenuti dell’accordo sottoscritto dall’Acri il 23 giugno 2010 con le rappresentanze del mondo del volontariato che prevede, tra gli altri, un impegno erogativo garantito e continuativo a valere sui bilanci relativi agli esercizi dal 2010 al 2014 a favore dei Centri di Servizio e della Fondazione per il Sud. Pertanto, in ossequio all’accordo in parola, in base alle disposizioni impartite dall’Acri, che funge da cabina di regia dell’accordo, oltre all’accantonamento per il volontariato ex art.15 L. 266/91, viene appostato in questo settore un importo di € 148.054.
L’Ente ha confermato il supporto al mondo del volontariato e dell’associazionismo di promozione sociale, tutelando una rete fatta anche di piccole realtà, testimonianza di una vivacità e di una partecipazione attiva, di una sensibilità e di una predisposizione verso il prossimo, attraverso micro-interventi rientranti nell’area degli interventi socio-assistenziali, del miglioramento della qualità di vita, della tutela e della valorizzazione della cultura, determinanti per la crescita del tessuto associativo locale.
Si tratta di un tessuto (che in Friuli Venezia Giulia vede la concentrazione più alta in rapporto al numero di abitanti), che proprio in un periodo di difficoltà, ha bisogno di trame forti per fornire sussidio a compiti che istituzioni ed enti non sono sempre in grado di soddisfare.
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4.2. Realizzazione di lavori pubblici e di pubblica utilità
Sono stati favoriti interventi tesi alla valorizzazione di aree urbane, al miglioramento delle infrastrutture territoriali. Si tratta di opere pubbliche di grande rilievo economico, alle quali la Fondazione ha concorso in partnership con soggetti pubblici.
Allo scopo di sostenere lo sviluppo economico della città di Udine, la Fondazione ha deciso di partecipare alla realizzazione del parcheggio di Piazza I Maggio a Udine, stanziando la somma di € 1.500.000, di cui € 300.000 a fondo perduto da corrispondersi in due annualità (2010 e 2011) e la differenza per ottenere la concessione novantanovennale di circa una trentina di posti auto, quale risposta alle esigenze degli abitanti e delle attività commerciali.
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4.3. Protezione e qualità ambientale
In campo ambientale sono state considerate prioritarie le iniziative volte al rafforzamento delle attività di protezione del territorio svolte da numerose realtà di protezione civile, posto che la qualità di vita si promuove soprattutto attraverso la tutela dell’ambiente.
Non sono mancati interventi di valorizzazione turistica del territorio e iniziative di
sensibilizzazione ai temi dell’ambiente.
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4.4. Attività sportiva
La Fondazione annovera da sempre tra i suoi settori d’intervento quello dell’attività sportiva in considerazione della sua valenza educativa, per migliorare le capacità relazionali e per l’importante contributo dell’educazione fisica alla qualità di vita e alla prevenzione nel campo della salute.
Allo scopo di non disperdere il bacino di talenti che nasce sul territorio, tradizionalmente le erogazioni hanno contribuito allo sviluppo e alla qualificazione degli spazi e degli impianti sportivi, supportando l’acquisto di attrezzature tecnico-sportive fisse e mobili e di mezzi di trasporto.
Non vanno, infine, sottaciuti gli interventi rivolti alle persone con disabilità, all’organizzazione e sponsorizzazione di eventi e manifestazioni sportive, sia a livello internazionale per quanto riguarda gli sport più noti, sia a livello locale per far conoscere e diffondere discipline considerate “minori”.
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4.5. Crescita e formazione giovanile
Discrete risorse sono state destinate al settore “crescita”, nell’ambito del quale, senza sovrapporsi al ruolo determinate dell’educazione prettamente scolastica e professionale, l’azione si è sviluppata lungo tre filoni interdipendenti per favorire il benessere psico-fisico di adolescenti e giovani e prevenire rischi di emarginazione sociale.
Sono state, innanzitutto, favorite attività ricreative promosse da associazioni e parrocchie, incentivate iniziative didattiche in senso lato e mirate alla diffusione di saperi informali (musica teatro, danza) e, infine, incoraggiati progetti di formazione per educatori, coerentemente con il suo impegno in favore del rafforzamento della società della conoscenza.
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4.6. Altri diversi
Oltre ai settori descritti in precedenza, l’attività è stata diretta a incoraggiare iniziative non ascrivibili fra i settori principali e comunque rientranti negli altri settori previsti dalla vigente normativa.
Si inserisce qui il sostegno dato alle popolazioni terremotate di Haiti, partecipando a progetti di emergenza umanitaria di concerto con l’ACRI.
Di fronte a una crisi senza precedenti, la Fondazione ha saputo cooperare con le istituzioni, le forze economiche, le forze sociali, l’associazionismo, il volontariato, per vincere le sfide che il tempo presente ci propone e contribuire alla crescita della nostra comunità, con un occhio di riguardo per il futuro delle giovani generazioni.
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5. I Fondi speciali per il volontariato ed i Fondi per l’attività d’istituto
In ottemperanza a quanto disposto dalla normativa in materia di volontariato (art. 15 L. 266/91), le Fondazioni provvedono annualmente ad effettuare un accantonamento destinato ai Fondi speciali per il volontariato costituiti presso le Regioni. Tale accantonamento corrisponde ad un quindicesimo dell’avanzo dell’esercizio al netto della riserva obbligatoria e dell’importo minimo da destinare ai settori rilevanti.
Il saldo di tale fondo al 31.12.2010 ammonta a euro 1.292.501. Si ricorda che con la stipula del Protocollo d’intesa tra l’ACRI ed il Forum del Terzo settore nel
2005 è stato istituito il Fondo per la realizzazione del progetto Sud (iscritto in bilancio tra i fondi per l’attività istituzionale). Il frutto principale di tale Protocollo è la costituzione, in data 22 novembre 2006, della Fondazione per il Sud (quota di dotazione patrimoniale euro 406.879), il cui obiettivo è promuovere e potenziare l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno. L’importo del Fondo per la realizzazione del progetto Sud che accoglie gli accantonamenti effettuati per un quinquennio a decorrere dall’esercizio 2005, al netto dei versamenti effettuati, al 31.12.2010 ammonta a euro 270.368.
I saldi del Fondo di stabilizzazione delle erogazioni e del Fondo per le erogazioni nei settori rilevanti, al netto degli utilizzi effettuati in corso d’esercizio per coprire le erogazioni, ammontano rispettivamente a euro 6.704.707 ed a euro 10.040.601.
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6. I progetti pluriennale
Settore Ricerca scientifica e tecnologica
Progetto Ager: contributo di € 500.000 annui per tre anni a partire dall’esercizio 2008 per la realizzazione di progetti di ricerca e innovazione tecnologica nel settore agroalimentare.
Settore Salute pubblica medicina preventiva e riabilitativa
Associazione Culturale di Amici della Danza e del Teatro – Udine: contributo di € 7.000 per tre anni a partire dall’esercizio 2008 a sostegno della stampa e diffusione del periodico trimestrale “Udine Teatro.
Settore Arte, attività e beni culturali
Comune di Udine: contributo di € 150.000 annui per due anni a partire dall’esercizio 2010 per partecipare alla realizzazione del parcheggio di Piazza I Maggio a Udine.
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