Particolare dell'organo nuovo nella Basilica patriarcale di Aquileia

Foto di opere restaurate e/o acquistate con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone.
   
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DOCUMENTO PROGRAMMATICO PREVISIONALE 2010
 
PREMESSA


Il documento programmatico annuale ha lo scopo di individuare, in forma sintetica, gli obiettivi e le modalità operative ai quali fare riferimento nello svolgimento dell’attività istituzionale nell’esercizio 2010.

Esso trae origine dal Documento Programmatico 2008-2010, approvato dall’Organo di Indirizzo nella seduta del 29 ottobre 2007, ed al quale si fa comunque rimando per quanto attiene alle considerazioni di carattere generale e alle linee programmatiche - di cui costituisce il momento iniziale.

La Fondazione interagirà secondo una logica di compartecipazione con gli altri soggetti istituzionali ed associativi, nel quadro di una sussidiarietà virtuosa, capace anche di allargare lo spazio pubblico al privato sociale, che potrà rappresentare un moltiplicatore di opportunità ed un valido catalizzatore nella promozione dell'economia locale.

La territorialità, l’efficiente utilizzazione delle risorse, l’efficacia degli interventi, la trasparenza nelle scelte continueranno a rappresentare il sistema di valori a cui si ispirerà nel suo operare onde, da un lato, favorire lo sviluppo economico del territorio, dall’altro, conseguire un miglioramento della qualità della vita della comunità locale.

Il presente documento indaga innanzitutto l’area finanziaria e patrimoniale, dalla quale vengono tratte le risorse necessarie all’attività istituzionale; analizza quindi l’area degli interventi nei settori rilevanti ed ammessi, e presenta infine il preventivo economico dell’esercizio.

La grave crisi - originata dai mutui sub-prime durante il mese di agosto del 2007 - ha prodotto una tempesta di carattere sistemico, che ha sconvolto a livello internazionale i mercati finanziari, producendo effetti anche sul quadro economico della Fondazione. Per il prossimo futuro gli esperti delineano un quadro prospettico meno critico rispetto ai mesi passati, sebbene la ripresa si configuri piuttosto lenta in un contesto economico che sarà presumibilmente caratterizzato da incertezza e fragilità.

Già nel corso del corrente anno le previsioni stimate del patrimonio non immobilizzato risultano rispettate ed anzi migliorate, circostanza questa che fa ben sperare anche per il 2010.

Lo scenario economico in evoluzione, coniugato a principi generali di oculata gestione e la necessaria flessibilità operativa impongono di apportare - ai programmi in corso e a quelli futuri - gli opportuni aggiustamenti secondo criteri di prudenza e ragionevolezza nell’interesse dell’Ente.

Ne discende che dovrà essere mantenuta la linea di condotta sin qui adottata, improntata alla massima sobrietà, sia nelle erogazioni che nelle spese correnti. Senso di responsabilità, razionalizzazione e collaborazione da parte di tutte le istituzioni; rimodulazione dei criteri di selezione dei progetti, che non potranno prescindere da dati oggettivi riferiti alla popolazione, al numero di associazioni, di aziende, di centri di ricerca, di case di cura presenti nelle due province di Udine e Pordenone; interesse a fare sistema con le altre fondazioni regionali e italiane, con l’Associazione di categoria ACRI, del cui Consiglio di Amministrazione il Presidente è membro.

Queste le linee guida condivise dal Consiglio per il 2010, in ossequio all’indirizzo operativo seguito negli ultimi anni nell’ambito di un’attività preordinata all’interno delle linee strategiche contenute nel Piano Programmatico Triennale 2008-2010.

Restano invariati i cinque settori “rilevanti”, ai quali va riservata una quota prevalente delle erogazioni, e viene previsto il mantenimento di un adeguato presidio agli altri settori “ammessi”, già oggetto di sostegno in passato da parte della Fondazione.

Preme rilevare, tuttavia, che nonostante l’invarianza degli obiettivi ed anche, tutto sommato, della platea degli interlocutori, è stata avviata, e proseguirà anche l’anno prossimo, una nuova prassi nell’assegnazione dei contributi alle istituzioni pubbliche e private più rappresentative del territorio di riferimento, che prevede, in un’ottica di razionalizzazione, la sottoscrizione di apposite convenzioni. Proprio in tale solco è stato stipulato quest’anno, a valere per un triennio, un accordo con l’Università di Udine, che risponde alla necessità di concentrare le risorse su aree e interventi ritenuti strategici a livello di governo dell’Ateneo, evitando la frammentazione e la dispersione delle risorse.

Nel 2010 la Fondazione proseguirà l’attività avviata con i “progetti propri”, cioè progetti diretti, interventi a regia propria, dopo che nel 2008 sono state organizzate a Udine e a Pordenone due mostre di opere d’arte di proprietà e nel 2009 alcune iniziative collaterali alla mostra su Alcide De Gasperi (convegno su De Gasperi rivolto essenzialmente ai Sindaci delle due Province e iniziative rivolte al mondo della scuola). Sulla base dell’esperienza maturata, verranno avviate nuove linee progettuali, i cui contenuti verranno definiti nel corso del 2010.

L’altra faccia della medaglia ci rappresenta specularmente un quadro diverso, dal quale non si può prescindere, che consiste nella proiezione della quantità di risorse che la Fondazione è in grado di mettere in campo per adempiere alla sua mission.

Già nel sopracitato Documento Triennale era stato preventivato che la principale fonte di introito - il dividendo della holding Intesa San Paolo S.p.A. - venisse prudenzialmente indicata in 17 milioni circa (12 milioni in meno rispetto ai due anni precedenti che avevano beneficiato dell’extradividendo derivante dall’operazione di integrazione fra San Paolo e Banca Intesa), e cioè 0,22 euro per azione posseduta.

Purtroppo lo scorso anno, a causa degli effetti immediati registrati nel settore creditizio e pur in presenza di bilanci confortati da dati positivi, la Capogruppo, in sede di chiusura di bilancio, optando per oculate politiche di bilancio, ha deliberato accantonamenti robusti a riserve e a copertura di rischi, azzerando di conseguenza il dividendo da distribuire ai soci azionisti.

Sulla scorta di questa pregressa politica bancaria, la Fondazione, pur essendo i risultati economici raggiunti dalla Capogruppo migliorati nel primo semestre 2009 rispetto al punto di minima toccato nel quarto trimestre 2008, preferisce mantenere una visione prudenziale, non essendoci - rebus sic stantibus - la garanzia che la partecipata distribuisca dividendo già a partire da maggio 2010.

In ogni caso sarà importante il prossimo anno, una volta raggiunte condizioni minime di stabilizzazione della partecipazione nella conferitaria, valutare l’opportunità di mantenere la concentrazione della maggior parte del patrimonio in un unico titolo azionario.

D’altro canto, il rendimento derivante dagli investimenti del patrimonio liquido disponibile – circa 127 milioni di euro - affidati in parte a gestori esterni (circa 2/3) ed in parte gestiti in amministrazione diretta (circa 1/3) ci si augura che nel 2010 possa mantenersi su livelli percentuali vicini a quelli attuali.

Dal quadro sopra delineato discende che in ogni caso solo da maggio 2010, nel caso di distribuzione di dividendi da parte del San Paolo IMI, la Fondazione potrebbe iniziare a raccontare una nuova storia, con un sereno, ma sempre rigoroso, esame circa l’eventuale riposizionamento dei propri impegni. Sino a quel momento la parole d’ordine dovrà essere “sobrietà”.

Dal punto di vista istituzionale permane l’interesse del nostro Ente a sostenere alcuni progetti già avviati o in corso di definizione, quali di seguito brevemente riassunti:

1. L’archivio storico – completamento dell’acquisizione e del riordino
Il 18 febbraio 2009, presso la Sala Consiglio della banca, è stata perfezionata con atto pubblico, notaio Bruno Panella di Udine, la cessione gratuita alla Fondazione dell’archivio storico della vecchia Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, oggi Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia.

Contestualmente all’acquisizione, è stato assunto da parte della Fondazione anche l’onere di preservare l’archivio secondo i canoni dettati dalla normativa e di renderlo consultabile da parte di studiosi e dall’intera collettività, per dispiegare il quale gran parte del materiale è stato portato presso la FriulArchivi srl di Udine, in attesa di completare la ristrutturazione del Palazzo Contarini, ove il materiale documentale verrà definitivamente collocato.

2. Il compendio immobiliare di proprietà – ristrutturazione/destinazione
Il Consiglio sarà chiamato ad assumere una decisione definitiva in ordine alla destinazione del compendio immobiliare di proprietà che, come noto, si compone del Palazzo Contarini e di altri tre edifici antichi.

In particolare dovrà essere decisa la sorte della parte più antica, denominata “ex Braida”, che ormai versa in condizioni fatiscenti.

Rimane fermo per il momento l’intendimento di procedere, in difetto di altre possibilità, alla ristrutturazione del c.d. “Palazzo d’oro”.

Rimane strettamente collegata alla questione della proprietà/ristrutturazione del Palazzo Contarini l’acquisizione di alcuni parcheggi qualora venisse realizzato il parcheggio con circa 500 posti auto in Piazza I Maggio a Udine nelle vicinanze del Ristorante “Concordia” / Istituto Sello.

Lo studio di fattibilità è stato commissionato dal Comune, per un costo preventivato del progetto che si attesta su 10 milioni di euro, a cui dovrebbero concorrere la Regione e la SSM SpA, mentre rimane da valutare la possibilità che partecipino anche le Associazioni di categoria, la Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e la Fondazione CRUP.

Certo è che la disponibilità dei nuovi posti auto, oltre a dare completezza alla proprietà immobiliare del nostro Ente, rappresenterebbe un volano per l’economia e, quindi, un eventuale contributo della Fondazione andrebbe a sostegno del territorio.

Spetterà alla Commissione Immobili valutare le diverse soluzioni di intervento e proposte ufficiali che verranno formulate dal Comune, anche se ogni decisione in merito dovrà essere assunta dal Consiglio di Amministrazione.

3. Il patrimonio artistico – valorizzazione
La Fondazione, nel dicembre 2006, ha portato a termine un’operazione di straordinaria valenza culturale: l’acquisizione – per un valore di quasi 2 milioni di euro – di oltre 500 opere che costituivano il cospicuo patrimonio artistico della vecchia Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, parte delle quali sono state esposte nelle due mostre di Udine e Pordenone nel 2008.

Si tratterà ora di definire la destinazione di tutto questo complesso schedato, fotografato, catalogato, che fa della collezione d’arte della Fondazione, una delle più significative della Regione. Rimane l’intendimento – statutariamente impegnato nella salvaguardia e promozione dell’arte e della cultura locale – di proseguire il processo di valorizzazione del patrimonio artistico di proprietà con: mostre itineranti, la concessione in prestito e/o comodato delle opere, un museo della Fondazione, quest’ultimo subordinato certamente alla ristrutturazione di Palazzo Contarini. Questo percorso verrà per quanto possibile condiviso con le istituzioni e gli enti che affondano le loro radici nel tessuto culturale delle due province di Udine e Pordenone.

4. Le modifiche statutarie
Si procederà quanto prima ad apportare alcune modifiche allo statuto della Fondazione in vigore, in parte motivate da ragioni pratiche (dovrà essere rivista la scadenza del Consiglio e dell’Organo di Indirizzo), mentre altre dovute (aggiornamenti sulla base delle variazioni intervenute dall’ultima approvazione, il 25 luglio 2005).

 

 
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GESTIONE FINANZIARIA DEL PATRIMONIO
 

Al fine di inquadrare correttamente le politiche di investimento perseguibili durante l’esercizio 2010, conviene, innanzitutto, considerare quanto avvenuto a livello economico e sui mercati finanziari dall’inizio del corrente anno, posto che la strategia di gestione del patrimonio mobiliare della Fondazione è legata, inevitabilmente, all’evoluzione degli scenari economici, politici e finanziari nazionali ed esteri.

Il contesto congiunturale nel quale si inserisce questa relazione trasmette una sensazione di maggiore ottimismo rispetto alla situazione dei mesi passati. Il secondo trimestre - infatti - ha riservato sorprese positive in termini di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) nei maggiori Paesi; il contributo delle esportazioni nette è stato generalmente positivo, mentre nell’area dell’ Unione Economica e Monetaria (Uem) si è registrato un miglioramento dei consumi, grazie soprattutto alle politiche di sostegno, oltre che di spesa e investimenti pubblici. Pure i Paesi Emergenti - primi fra tutti Cina e India - hanno continuato a crescere in modo sostenuto, aiutando la diffusione dell’espansione negli stati limitrofi.

Gli andamenti del secondo trimestre hanno generato di conseguenza una revisione delle stime di andamento del Pil nel 2009, ora previsto meno negativo da tutti gli istituti internazionali così come dalle autorità governative.

Permangono, tuttavia, cautele sulla natura e sull’intensità della ripresa nel 2010, il venir meno degli stimoli fiscali e degli incentivi recentemente adottati e il permanere di stringenti vincoli di medio periodo, potrebbero generare un arresto o quantomeno un’attenuazione della fase di ripresa, in assenza di stimoli endogeni alimentati anche dai tradizionali canali di finanziamento all’economia, primo fra tutte il credito bancario oggi ancora molto debole. Il mercato occupazionale permane debole ed in alcuni casi è prevista proprio per il 2010 la fase di maggiore difficoltà.

Questo quadro, pur consolidando l’idea che la fase più difficile si esaurirà con il 2009 e che l’inversione di tendenza (almeno come arresto della caduta del Pil) sia ormai avvenuta, non esaurisce però le incertezze sull’evoluzione di breve periodo delle variabili economiche.

L’efficacia delle manovre di politica economica messe in atto, e quelle che ancora potrebbero essere attivate, passa anche attraverso la necessità di assistere ad una progressiva normalizzazione del meccanismo di funzionamento dei mercati finanziari, condizione necessaria per trasferire all’economia reale il miglioramento degli stessi.

Sui mercati interbancari i tassi si sono ridotti sensibilmente collocandosi al di sotto dei tassi ufficiali; tale situazione riflette prevalentemente un mercato caratterizzato da scarsa circolazione della liquidità, che viene prevalentemente depositata giornalmente presso la Banca Centrale Europea. Evidentemente il grado complessivo di fiducia all’interno del sistema finanziario - pur in miglioramento rispetto ai mesi passati - non sembra ancora in grado di ripristinare un circuito normale di funzionamento, condizionando anche i meccanismi di trasmissione della politica monetaria e le modalità di finanziamento del sistema economico.

I mercati dei tassi di interesse ipotizzano un progressivo aumento dei tassi a breve termine per il 2010 sia negli Stati Uniti che nell’area Uem; in funzione di quanto detto sopra, tale aumento potrebbe riflettere più una normalizzazione dei livelli dei tassi in presenza di maggiori scambi sul mercato, piuttosto che una modifica delle impostazioni di politica monetaria, almeno fino alla metà del prossimo anno. Le problematiche strutturali insite nelle variabili di crescita, il mercato occupazionale debole e la previsione di una dinamica inflazionistica sotto controllo, non suggeriscono infatti la necessità di modificare le impostazioni di politica monetaria.

Un’incognita nella dinamica dei tassi resta comunque l’andamento dei rendimenti a medio-lungo termine che finora non ha registrato nessuna particolare reazione, mantenendosi generalmente basso dopo l’aggiustamento dai minimi storici. Tale stabilità, oltre a riflettere proprio le criticità finanziarie e di scenario ancora presenti, potrebbe essere stata favorita anche dagli acquisti operati finora dalle Banche Centrali.

Per quanto riguarda il mercato corporate, in parallelo con la generalizzata maggiore tolleranza al rischio da parte degli investitori, i differenziali di rendimento rispetto ai titoli pubblici si sono ridotti, raggiungendo in diversi casi valori presenti prima del fallimento di Lehman. Sotto questo aspetto, le necessità di finanziamento delle imprese industriali, in presenza di condizioni di credito bancario ancora deboli, così come la maggiore convenienza da parte delle stesse società finanziarie a ricorrere a forme di raccolta diretta, manterranno comunque il mercato corporate ancora relativamente “dinamico” e interessante sotto il profilo della diversificazione. Sui titoli con rating inferiore - high yield - i rendimenti medi sono ancora relativamente elevati e comunque più che in linea con la rischiosità insista in questi investimenti.

Infine, il mercato azionario negli ultimi mesi ha più che recuperato le perdite accumulate nei primi tre mesi dell’anno e, al momento, in diverse piazze finanziarie si assiste a perfomance da inizio anno a due cifre. Il movimento osservato può essere giustificato - in parte - con un processo di adeguamento verso livelli maggiormente in equilibrio, dopo gli eccessi dei mesi passati, nei quali le quotazioni erano spesso coerenti con uno scenario di depressione stile fine anni ‘20.

In sostanza si delinea un quadro attuale e prospettico certamente meno critico rispetto ai mesi passati. Lo scenario - pur in miglioramento – anche se ancora relativamente fragile, la lentezza che contraddistingue la rispesa economica e le incertezze ancora presenti sulla stabilità del sistema finanziario, caratterizzeranno le prospettive dei mercati finanziari con la presenza di una volatilità relativa; anche se - nel medio periodo - le scelte di asset allocation dovranno, comunque, essere progressivamente veicolate verso prodotti dall’orizzonte temporale più lungo e dal profilo di rischio/rendimento più elevato.

Alla luce di quanto sopra analizzato si può ipotizzare un rendimento presunto – per l’anno 2010 – pari a oltre il 2,60%, come meglio precisato in prosieguo. Tale prudenziale obiettivo trova supporto, in particolare, negli interessi e proventi derivanti da titoli obbligazionari corporate e polizze, che dovrebbero garantire comunque un determinato gettito certo.

Strumenti finanziari non immobilizzati, crediti e disponibilità liquide

La dotazione patrimoniale non immobilizzata, da cui è ipotizzabile un ritorno in termini reddituali medi annui superiore al 2,60%, è costituita da circa 127 milioni di euro, attualmente affidati in parte a gestori esterni (circa 2/3) ed in parte gestiti in amministrazione diretta (circa 1/3). In particolare, quest’ultima risulta costituita da titoli obbligazionari e crediti (70%), da titoli azionari (5%) e, per la rimanente parte (25%), da disponibilità liquide e investimenti strategici.

Le caratteristiche dei contratti di gestione – Benchmark e Total Return - devono rispettare il mandato, che prevede per le gestioni a Benchmark le tradizionali linee di gestione patrimoniale (obbligazionaria, bilanciata, azionaria e speculativa) commisurate ad un parametro di riferimento (benchmark), che generalmente fa riferimento ad un indice delle corrispondenti categorie di investimento. Per le gestioni Total Return è prevista l’ottimizzazione della curva rischio/rendimento ed i gestori si assumono l’onere di scegliere l’asset allocation del portafoglio basandosi sul rendimento atteso e sul rischio accettato dal cliente.

Immobilizzazioni finanziarie

L’introito principale della Fondazione era rappresentato, in passato, dal dividendo riveniente dalla partecipazione detenuta in Intesa San Paolo S.p.A., costituita da n. 78.123.256 azioni ordinarie, pari circa lo 0,60% del capitale sociale della banca conferitaria ed iscritte in bilancio, nell’ambito del patrimonio finanziario immobilizzato, ad un valore di € 284.051.204.

Purtroppo lo scorso anno, a causa degli effetti immediati registrati nel settore creditizio e pur in presenza di bilanci confortati da dati positivi, la Capogruppo, in sede di chiusura del bilancio consuntivo 2008 - optando per oculate politiche di bilancio - ha deliberato robusti accantonamenti alle riserve patrimoniali e a copertura di rischi, azzerando di conseguenza il dividendo da distribuire ai soci azionisti.

Sulla scorta di questa pregressa politica bancaria, la Fondazione, pur in presenza di risultati economici semestrali in miglioramento, preferisce mantenere una visione prudenziale, non essendoci la garanzia che la partecipata distribuisca dividendo anche per l’anno corrente.

I primi risultati del Gruppo evidenziano un andamento positivo, Intesa Sanpaolo – infatti – nel primo semestre 2009 ha continuato ad attuare le linee d’azione che hanno contraddistinto la sopra citata gestione e aventi come obiettivo prioritario la redditività sostenibile, determinata dalle scelte strategiche riguardanti non solo ricavi ed i costi ma anche la liquidità, la solidità ed il basso profilo di rischio.

Le connesse politiche gestionali orientate al medio periodo hanno consentito a tale Gruppo nel secondo trimestre, rispetto al primo trimestre 2009, in particolare di:

  • Registrare una significativa ripresa dei ricavi, che ha riguardato interessi netti, commissioni nette, risultato dell’attività di negoziazione e risultato della gestione assicurativa;

  • Mantenere un forte controllo dei costi operativi;

  • Contenere le rettifiche sui crediti.

Ne è conseguito un robusto utile netto consolidato di Gruppo che, nel secondo trimestre 2009,è risultato pari a 513 milioni di euro.

Tra le immobilizzazioni finanziarie la Fondazione annovera anche la partecipazione in Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., costituita da n. 800.000 azioni privilegiate, pari ad una percentuale dello 0,229 del capitale sociale della Cassa stessa, iscritte in bilancio ad un valore pari a € 8.011.152.

La Fondazione ha stimato un introito pari al 4% del capitale nominale, avuto riguardo delle previsioni finanziarie, nonché dei dati storici della predetta partecipazione.

Infine, la partecipazione in Sinloc – Sistema Iniziative Locali S.p.A., società finanziaria del Gruppo San Paolo di partecipazione e di consulenza al servizio delle Amministrazioni locali per la valutazione economico-finanziaria di progetti di investimento finalizzati allo sviluppo del territorio di competenza.

La nostra Fondazione detiene una quota pari al 10% del capitale della società, pari a 511.000 quote, per un investimento di circa 5 milioni di euro, che si inserisce nella strategia di diversificazione degli investimenti tra settori e soggetti di appartenenza, nonché dell’investimento di una parte del proprio patrimonio finanziario a supporto di progetti finalizzati allo sviluppo del territorio friulano.

Da questo investimento la Fondazione ipotizza per l’anno prossimo l’incasso di un dividendo almeno pari a quello staccato durante lo scorso anno - ovvero 55.000,00 euro.


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CRITERI E INDIRIZZI PER L’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE


Come anticipato, in osservanza alla normativa statutaria e legislativa, la Fondazione entro il 31 ottobre di ogni anno ha l’obbligo di provvedere all’adozione di un documento contenete la previsione dell’attività programmata per l’esercizio successivo, capace di offrire un quadro progettuale delle priorità annuali e degli obiettivi intermedi dell’azione delineati nel piano pluriennale, sufficientemente chiaro e preciso.

Il presente documento rappresenta, pertanto, la parte progettuale ed esecutiva per l’anno 2010 del Documento Programmatico 2008-2010[1] in quanto ne riprende gli obiettivi le strategie in funzione delle risorse finanziarie, organizzative e umane a disposizione e ne diffonde la conoscenza, utilizzando mezzi e tecniche di comunicazione opportuni.

La mission verrà perseguita prevalentemente attraverso l’attività di grantmaking che sarà disciplinata dal “Regolamento per finalità istituzionali” e dal documento “Criteri selettivi e modalità operative”.

L’adozione di questi strumenti permette di standardizzare il processo di selezione dei progetti, assicurando la trasparenza delle scelte attraverso metodologie di selezione condivise, l’efficiente utilizzazione delle risorse e l’efficacia degli interventi da misurare con criteri oggettivi.

Con l’obiettivo di massimizzare la snellezza operativa, senza rinunciare ad un’opportuna regolamentazione del modus operandi in materia di interventi, nell’esame delle richieste di erogazione verrà effettuata una valutazione oggettiva del singolo progetto e comparativa rispetto agli altri progetti presentati (gli Uffici provvedono ad analizzare ed ordinare i progetti e le iniziative in gruppi omogenei in riferimento ai settori e ai sottosettori o finalità, corredandoli di relazioni istruttorie), dando priorità ai progetti in grado di garantire valore aggiunto espresso in termini di benessere sociale, carattere innovativo ed eventualmente sostenibile, capacità di attivare risorse di terzi e di sviluppare collaborazioni tra soggetti inseriti nella rete[2].

L’azione dell’Ente continuerà ad ispirarsi al già noto sistema di valori capace di rispondere alle esigenze del territorio rappresentate dalle richieste di associazioni ed enti di varia natura, in modo equo nei diversi settori d’intervento, pur consapevole della limitatezza delle risorse rispetto alle necessità sempre crescenti.

La Fondazione, ponendosi di fatto come entità di riferimento della società civile e operando quale collettore e portavoce degli interessi del territorio medesimo, interverrà non solo nella logica della sussidiarietà rispetto alle finalità istituzionali degli enti pubblici, ma attraverso la sua capacità di costituire network e la possibilità di sperimentare percorsi nuovi con una flessibilità e una rapidità difficilmente accessibili alla pubblica amministrazione, continuerà a rappresentare una risorsa preziosa per l’innovazione sociale e civile, oltre che scientifica e economica.

Gli interventi si estenderanno, quanto più possibile, in modo equilibrato e differenziato su tutto il territorio di riferimento, le due province di Udine e Pordenone, limitando al massimo la frammentazione delle risorse, privilegiando interventi con effetti duraturi e di ricaduta e valorizzando l’identità e le competenze dello stesso.

[1] Approvato dall’Organo di Indirizzo il 29 ottobre 2007.

[2] Per chiarire il processo istruttorio ed erogativo dei progetti si rimanda allo schema riportato nel bilancio 2008.

Verranno, inoltre, incentivati progetti che attivano un meccanismo moltiplicatore di energie sociali, scientifiche e culturali, favorendo, per quanto possibile, lo start up di iniziative che successivamente siano in grado di autofinanziarsi.

In questi anni l’attività dell’Ente si è sviluppata notevolmente. Nel rispetto dei contenuti programmatici, è stata infatti pianificata una serie di interventi, alcuni anche pluriennali e di rilevante significato per la comunità (Università, partecipazione a eventi culturali non episodici, iniziative proprie in materia di salute pubblica, forte spinta allo sviluppo della ricerca scientifica, sostegno all’attività delle associazioni di volontariato, etc.).

Malauguratamente le minori risorse a disposizione dovute alla crisi impongono una selezione ancora più accurata dei progetti, adottando, in via prudenziale, criteri più rigorosi e selettivi rispetto al passato.

Verranno, dunque, considerate prioritarie le seguenti categorie d’intervento: iniziative e/o progetti a sostegno delle fasce sociali più deboli; progetti direttamente impattanti sulle energie del sistema economico/produttivo locali; sostegno a enti e istituzioni stabilmente insediati e operanti sul territorio (storicità e garanzia di efficacia); iniziative consolidate e di comprovato valore (continuità e originalità operative).

In conformità allo statuto, la Fondazione persegue esclusivamente fini di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico e, tenuto conto delle risorse disponibili, realizza la propria attività istituzionale, che costituisce il core-business dell’Ente, sulla base dei bisogni del territorio anche in rapporto alle richieste d’intervento pervenute ed ai settori di attività in cui si è manifestato l’interesse.

Con delibera del 29 ottobre 2007 l’Organo di Indirizzo ha individuato, per il triennio in parola, quali settori d’intervento, nell’ambito dei settori ammessi, di cui all’art. 1, comma 1, lettera c-bis) del d.lgs. 153/99, i seguenti settori rilevanti

SETTORI RILEVANTI

Educazione, istruzione e formazione incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola

Arte, attività e beni culturali

Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa

Ricerca scientifica e tecnologica

Assistenza agli anziani


Agli stessi dovrà essere destinato almeno il 50% del reddito che residuerà, dopo aver dedotti le spese di funzionamento, gli oneri fiscali e l’accantonamento alla riserva obbligatoria.

Per l’anno 2010 - ultimo del triennio di programmazione - si potrà, altresì, operare nei seguenti settori ammessi, che restano anch’essi immutati, per garantire una sostanziale continuità rispetto all’attività sinora svolta, ai quali viene destinata la quota residua: Volontariato, filantropia e beneficenza; Realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità; Protezione e qualità ambientale; Attività sportiva; Crescita e formazione giovanile; Altri ammessi.

Le risorse su cui la Fondazione ha potuto contare sono state fino ad oggi crescenti ed adeguatamente prevedibili, tuttavia la crisi dei mercati finanziari nazionali e internazionali che, da un anno a questa parte, sta caratterizzando e influenzando pesantemente le economie di tutti i paesi, unitamente all’assenza del dividendo dalla partecipata Intesa Sanpaolo SpA per l’esercizio 2009, si riverbereranno inevitabilmente anche sulla attività futura del nostro Ente tanto che, in questo momento, risulta particolarmente difficile e rischioso formulare valutazioni circa i rendimenti attesi nel prossimo anno e di conseguenza stimare l’ammontare di risorse da desinare all’attività erogativa istituzionale.

In relazione alla politica patrimoniale e finanziaria ipotizzata, si stima il monte erogativo complessivo disponibile (budget) per il 2010 in 9 milioni di euro, di cui 8 milioni destinati ai settori rilevanti, mentre la restante parte, pari a 1 milione indirizzata al finanziamento degli altri settori ammessi.

Di seguito vengono definiti gli indirizzi e le modalità di intervento preferenziali all’interno dei singoli settori ammessi e rilevanti, secondo le linee guida espresse nel documento triennale citato, con indicazione delle modalità di svolgimento e delle finalità perseguite in rapporto alle esigenze espresse dalla collettività, con l’avvertenza che il confine tra i vari settori non sempre risulta esattamente definibile, date le frequenti contiguità e sovrapposizione di scopi.

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I SETTORI RILEVANTI
 

Educazione, istruzione e formazione incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola.

In una società basata sulla conoscenza, per affrontare con successo la competizione internazionale è necessario disporre di capitale umano qualificato, capace di concorrere ai processi di innovazione e di gestione delle attività a maggiore contenuto scientifico e tecnologico.

La qualità del capitale umano dipende da un numero molto elevato di variabili, ma è indubbio che un rilevante influsso sia esercitato dalla qualità dei processi formativi.

Nei moderni mercati del lavoro è solo grazie a una adeguata formazione e preparazione che si può efficacemente contrastare l’estromissione dal lavoro per lunghi periodi e quella dipendenza prolungata dalla assistenza pubblica (sussidi e ammortizzatori sociali) che minano la libertà e la creatività della persona e i suoi rapporti familiari e sociali. E’opportuno affrontare in modo innovativo le complesse problematiche del mondo del lavoro, puntando con decisione sullo sviluppo delle competenze e sulla formazione delle persone più che su tutele di tipo formale che, come dimostra la crisi in atto, rischiano di rimanere inesorabilmente sulla carta.

Preparare i lavoratori di oggi ai mercati del lavoro di domani è uno slogan efficace.[1] Per trasformare la crisi in opportunità anche il nostro Paese dovrà necessariamente tornare a investire sul proprio capitale umano, a partire dai giovani, progettando percorsi educativi di qualità, accessibili a tutti e maggiormente coerenti con le esigenze del sistema produttivo.

[1] E’ questa la prospettiva in cui si colloca anche il Libro Bianco del ministro del Lavoro Sacconi sul futuro del modello sociale, là dove riconosce che un moderno quadro regolatorio delle relazioni di lavoro attento alla centralità della persona, deve mirare a garantire i tre diritti fondamentali del lavoro. Il diritto ad ambienti di lavoro sicuri. E anche il diritto ad un compenso equo, tale da garantire una esistenza libera e dignitosa. A ciò si dovrà aggiungere – si legge nel libro Bianco – un diritto di nuova generazione, ma ancora poco effettivo nel nostro Paese. Quello dell’incremento delle conoscenze e delle competenze lungo tutto l’arco della vita, quale vera garanzia di stabilità occupazionale e di espressione delle proprie potenzialità.

La Fondazione, riconoscendo alla formazione un ruolo di assoluta centralità, sia come leva di sviluppo e di ripresa che come ammortizzatore sociale, opererà a tutti i livelli di educazione ed istruzione a partire da quello primario fino alla formazione post-universitaria e conferma l’intendimento di continuare a sviluppare la propria azione lungo i filoni d’intervento oramai ben consolidati.

Nell’ambito del “Progetto istruzione scolastica e universitaria”, l’Ente svolgerà un ruolo di incentivazione e di sostegno delle istituzioni scolastiche operanti sul territorio, con prioritaria attenzione alle iniziative più innovative e socialmente rilevanti, allo scopo di consolidare e qualificare ulteriormente il sistema formativo locale.

Come di consueto, in un’ottica di valorizzazione dell’autonomia scolastica, si favoriranno i progetti ritenuti meritevoli di originalità, che prevedono l’insegnamento integrativo di alcune discipline, quali l’informatica, la musica, il teatro e in particolar modo le lingue straniere, sollecitando le istituzioni scolastiche territoriali ad impegnarsi con fondi propri e a ricercare la partnership finanziaria con altri soggetti (enti locali).

Con l’obiettivo di incentivare la collaborazione interscolastica, la corresponsabilità, l’efficacia delle iniziative ed un impegno più razionale delle risorse, si fornirà supporto a quei progetti che impegnano più scuole, a livello comprensoriale e distrettuale.

L’Ente, consapevole che, in una società sempre più globalizzata e multietnica, l’apertura della didattica al mondo attraverso l'internazionalizzazione favorirebbe l’innovazione, intensificherà l’azione volta a favorire lo scambio internazionale nelle scuole, che deve divenire parte integrante delle politiche scolastiche, poiché costituisce uno degli aspetti fondamentali della crescita formativa e personale di studenti e docenti.

Nel quadro di un dialogo efficace tra scuola, imprese e territorio, non si mancherà di sostenere progetti educativi e formativi in particolare rivolti alla formazione professionale anche ai fini di una riconversione e/o razionalizzazione all’interno del mercato del lavoro, allo scopo di contenere una forte carenza di competenze elevate e intermedie legate ai nuovi lavori e un disallineamento complessivo dell’offerta formativa rispetto al mercato del lavoro, rilanciando e riqualificando l’istruzione tecnico-professionale.

Particolare rilievo assumeranno le iniziative di promozione delle attività formative dirette all’educazione alla prevenzione della dispersione scolastica e delle dipendenze tipiche del contesto di riferimento, e i progetti finalizzati ad ampliare e potenziare l’azione didattica con attenzione anche alle problematiche degli alunni stranieri.

Sul versante della formazione superiore, verrà confermata la partecipazione a favore di interventi indirizzati all’area dell’istruzione universitaria e post-universitaria.

La Fondazione intende consolidare l’ormai più che decennale rapporto con l’Ateneo udinese, nella consapevolezza che esso rappresenta uno strumento fondamentale di crescita per il territorio, grazie all’offerta formativa di livello, che produce capitale umano di eccellenza, rispondente al sistema produttivo e al mercato del lavoro, con il quale, già in fase di progettazione dei corsi, viene favorita la collaborazione.

Si fornirà, dunque, supporto oltre che alla formazione universitaria di base, alla formazione post-laurea mediante l’assegnazione di borse di studio a studenti meritevoli per poter accedere a scuole di specializzazione e/o dottorato, nonché master promossi dall’Università.

Allo scopo di razionalizzare le risorse ed evitarne la dispersione, si rammenta che Università e Fondazione hanno recentemente stipulato una convenzione triennale che ha per oggetto un rapporto di collaborazione volto al sostegno e allo sviluppo delle seguenti aree d’intervento: didattica e servizi agli studenti; ricerca e trasferimento tecnologico; internazionalizzazione.

Detta convenzione si attuerà mediante la realizzazione di iniziative specifiche disciplinate da accordi attuativi di durata annuale nelle aree citate.

Analogamente l’Ente verrà coinvolto nei programmi di sviluppo e consolidamento del Consorzio Universitario di Pordenone, prendendovi parte in forme diverse, a cominciare dalla partecipazione di un proprio rappresentante alla gestione operativa nel Consiglio di Amministrazione.

Non mancherà, infine il sostegno alle attività didattico-formativo-culturali promosse da università della terza età.

Al secondo filone d’intervento afferisce il Progetto potenziamento strutture scolastiche e apparecchiature tecnologiche per la didattica, per rispondere alle esigenze di adeguamento e potenziamento delle strutture scolastiche nel loro complesso, nonché di efficentamento delle infrastrutture tecnologiche e dei servizi di sostegno al sistema dell’istruzione.

Si concorrerà con le istituzioni preposte a sostenere interventi di ristrutturazione e riadeguamento funzionale dei plessi scolastici che risultino inadeguati sotto il profilo strutturale, della sicurezza e dell’accessibilità da parte dei soggetti portatori di handicap.

Non si mancherà di potenziare la dotazione di edifici scolastici attraverso la realizzazione di costruzioni ex novo. In via prioritaria, verrà favorito l’investimento in nidi e materne di qualità, allo scopo di offrire punti di partenza meno sfavorevoli ai figli delle famiglie svantaggiate, ridurre le disuguaglianze di opportunità legate al background familiare e mettere le basi per accumulare un buon capitale umano diffuso in futuro.

Parallelamente assumeranno rilievo le iniziative di potenziamento della dotazione infrastrutturale relativa a tecnologie didattiche, laboratori scientifici, tecnologici, artistici, multimediali e linguistici, privilegiando quelli che si configureranno per l’innovatività non di carattere edilizio ma didattico.

Verranno, infine, destinate risorse all’acquisto di arredi e di attrezzature per le scuole dell’infanzia.

Arte, attività e beni culturali

Nel panorama culturale e artistico locale la Fondazione è da diversi anni un attore rilevante, partecipando con attività tese a potenziare, diversificare ed allargare i consumi.

Si tratta, per quanto possibile, di continuare l’opera di salvaguardia delle testimonianze d’arte e di storia locale per trasmetterle alle future generazioni e di svolgere un’azione di qualificazione delle istituzioni culturali, nonché di ricostruzione della storia e della identità propria della nostra comunità, con lo scopo di rafforzare sentimenti e valori di appartenenza e coesione.

Anche nel prossimo futuro l’Ente intende proporsi come fattore propulsivo per lo sviluppo locale in grado di incentivare gli investimenti in tale ambito per avviare un processo virtuoso capace di coinvolgere, con ricadute positive, anche tutta una serie di ulteriori settori sinergici quali infrastrutture, artigianato, industria e altri servizi.

Verrà, dunque, confermato l’impegno di destinare la quota prevalente delle risorse a tale ambito di operatività in ragione del cospicuo patrimonio artistico e culturale che richiede per la conservazione e valorizzazione, risorse che gli enti pubblici sono in grado di mettere a disposizione soltanto in misura limitata e in forte riduzione rispetto al passato.

Consapevole che, con un patrimonio artistico-culturale ricco come il nostro, possono emergere enormi potenzialità di crescita non ancora valorizzate, la Fondazione svilupperà la propria azione lungo i due consueti filoni di attività, in accordo con gli operatori del settore artistico e culturale e con quelli dello sviluppo locale, al fine di rendere il proprio intervento efficace e capace di generare valore per il territorio e per i fruitori.

Sarà impegnata in primis nel Progetto tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico, artistico e storico locale con interventi mirati alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed ambientale presente nelle province di Udine e Pordenone, privilegiando progetti compatibili con le linee guida degli enti istituzionalmente a ciò preposti.

Prestando attenzione alla progettualità sollecitata dal territorio, verranno sostenuti interventi di restauro di edifici sacri di generale interesse artistico e culturale e di edifici civili di proprietà pubblica, che caratterizzarono l’identità dei luoghi e dei tessuti urbani, che abbiano, o per i quali si proponga, una destinazione culturale pertinente.

Si concorrerà, altresì, alla realizzazione di interventi di recupero e di ripristino di beni mobili facenti parte, in via prevalente, del notevole patrimonio artistico-religioso (teli, arredi lignei, organi storici).

Sarà, inoltre, determinante l’inserimento del bene artistico del quale si chiede il restauro in percorsi di utilizzo e di fruizione, con l’obiettivo di fare sistema tra le diverse realtà territoriali e di valorizzare le potenzialità dei beni stessi come elemento di crescita culturale e di attrazione turistica.

Si parteciperà ad allestimenti museali di istituti di nuova creazione e riallestimenti/ampliamenti di musei già funzionanti, di cui vi sia stato un riconoscimento formale di interesse locale.

Rientrano nel Progetto diffusione e ampliamento dell’offerta culturale gli interventi di valorizzazione del capitale culturale costituito dall'insieme dei valori che caratterizzano l'identità culturale della comunità locale di cui ne fanno parte la pratica delle arti visive, dello spettacolo e la letteratura, le industrie e il commercio culturali, l'artigianato artistico, etc.

Visto il determinante ruolo delle attività culturali per la crescita della collettività e per una sempre più alta coesione sociale e interculturale, si continuerà a dare impulso e a sostenere progetti in tale ambito, realizzando iniziative culturali (concerti, spettacoli teatrali, eventi espositivi) di elevato livello qualitativo e di risonanza almeno regionale, promosse da istituzioni ed enti di riconosciuta competenza nello specifico settore, che adeguatamente progettate e gestite, promuovano la cultura del territorio e possano attrarre l’attenzione e la partecipazione di un pubblico numeroso e qualificato, contribuendo anche allo sviluppo dell’immagine del territorio e della sua economia.

Un interesse specifico verrà posto nei confronti delle iniziative innovative destinate ai giovani nei campi delle più diffuse espressioni artistiche (musica, attività teatrale, danza, cinema) per diffondere l’amore per l’arte, per il bello e per la pacifica convivenza civile, valorizzando le opere dal forte contenuto educativo, anche di storia locale, che costituiscono un bagaglio di valori e di memoria per le giovani generazioni, come elemento essenziale per la costruzione di una società più aperta e più civile.

La conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio potrà avvenire anche attraverso l’acquisizione di opere e documenti particolarmente rappresentativi per la storia e l’arte del territorio, nonché attraverso la salvaguardia di archivi storici eccellenti.

Si rammenta, infine, l’impegno a dare impulso ad attività e iniziative di promozione del libro e della lettura, finanziando molteplici progetti promossi sul territorio per la condivisione del piacere di leggere, nonchè attraverso l’acquisizione e/o il concorso alla realizzazione di pubblicazioni per garantire la prosecuzione del “Progetto Biblioteche”.

Si tratta di un progetto che la Fondazione ha avviato nel 1999 per contribuire allo sviluppo e al mantenimento della propensione alla lettura, partecipando al rinnovamento del patrimonio librario delle biblioteche d’interesse pubblico del territorio.

Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa

La salute è un diritto fondamentale e come tale viene qualificato dalla Costituzione.

Promuovere la salute consente di ridurre la povertà, l’emarginazione e il disagio sociale e anche di incrementare la produttività del lavoro, i tassi di occupazione, la crescita complessiva dell’economia. Allo stesso modo, un aumento della qualità del lavoro e delle occasioni di impiego per un arco di vita più lungo, così come un contesto favorevole alla occupabilità e alla mobilità sociale, qualunque sia il punto di partenza di ciascuno, si traducono in maggiore salute e benessere psico –fisico[2].

[2] Libro Bianco sul futuro del modello sociale.La vita buona nella società attiva. Maggio 2009

Di fronte alla manifesta difficoltà dello Stato, la risposta delle fondazioni di origine bancaria e di tutto il terzo settore si sta rivelando come l’unica possibile soluzione.

L’epoca della sussidiarietà rimette in discussione i modelli tradizionali di politiche sociali, aprendo la strada a nuovi soggetti che si affiancano da protagonisti a quelli di natura pubblica: la famiglia, il privato sociale, l’impresa. Il terzo settore è diventato a tutti gli effetti una risorsa economica e in diverse occasioni supplisce alle carenze di professionalità e di presenza da parte della pubblica amministrazione.

E’, infatti, possibile ipotizzare l’attribuzione al terzo settore di un ruolo primario nella soluzione dei problemi connessi all’evoluzione e al rinnovamento del welfare, consentendogli di divenire insieme allo Stato ed al privato, il “terzo pilastro” del nuovo sistema che, sostituendo il welfare state, darà origine alla welfare community.

Sulla base di queste premesse, la Fondazione intende investire buona parte delle proprie disponibilità per migliorare i servizi sanitari e assistenziali all’utenza in un’ottica di razionalizzazione delle risorse disponibili.

Si collocano in quest’area sia gli interventi afferenti al filone medico-sanitario, che quelli riguardanti il comparto socio-assistenziale, realizzati consultando per quanto possibile l’organizzazione sanitaria, per l’individuazione delle priorità d’intervento (programma degli investimenti delle Aziende sanitarie e ospedaliere, in coerenza con gli indirizzi di politica sanitaria regionale).

L’obiettivo è una sanità di migliore livello e maggiormente fruibile, con equilibrio tra servizi ospedalieri e servizi sul territorio, che cresca nell’organizzazione e quindi nell’efficacia.

Attraverso il sostegno al Progetto apparecchiature diagnostiche e terapeutiche non si intende sostituirsi ai soggetti preposti, ma contribuire ad una complementarietà che escluda interventi di mera sostituzione di apparecchiature medicali obsolete per concentrarsi sull’acquisto di dispositivi di nuova generazione, caratterizzati da innovatività strumentale e/o di sistema e finalizzati a migliorare la qualità e l’efficacia della prestazione, sia in campo diagnostico che terapeutico.

In tale quadro assumerà particolare rilevanza il sostegno all’affermazione e al consolidamento di centri di eccellenza, pur senza trascurare altre esigenze, sia nell’ambito ospedaliero che extraospedaliero.

Si continuerà ad operare a supporto delle necessità di attivazione di percorsi formativi dedicati, tenendo conto dell’emergere di nuovi bisogni assistenziali, in particolare tramite le borse di studio finalizzate alla specializzazione post-laurea.

Non si mancherà, infine, di sostenere progetti volti alla tutela della salute pubblica attraverso azioni di prevenzione ed iniziative dirette a rendere più umano il percorso della malattia nell’ambito ospedaliero, domiciliare, dell’handicap e delle emergenze.

Una parte rilevante delle risorse verrà destinata al secondo filone progettuale rappresentato dai programmi e dalle attività socio-assitenziali per fronteggiare nuove povertà e nuove bisogni.

Oggi che il welfare state è in crisi non solo per problemi di bilancio, ma soprattutto per la sua incapacità di gestire i nuovi bisogni della società è necessario, come anticipato nella premessa a questo settore d’intervento, spostare la protezione sociale dallo stato al settore no profit, abbandonando lo schema dello stato assistenziale.

Per costruire un sistema di welfare maggiormente integrato (welfare community) e per migliorare la qualità dell’intervento, verrà favorita l’attività delle realtà (cooperative sociali, associazioni) che operano in tale campo, privilegiando progetti in rete che coinvolgano più soggetti.

Sarà incentivata sul territorio, innanzitutto, la cultura della responsabilità verso i soggetti più fragili della popolazione, per perseguire un miglioramento delle condizioni di vita, sostenendo in particolare iniziative dirette a favorire processi di inclusione sociale e di ampliamento del welfare locale.

Una volta intercettati i bisogni, gli interventi si concentreranno su alcune aree prioritarie quali l’esclusione sociale, il disagio giovanile, il bisogno assistenziale connesso alla diffusione di patologie gravi, la condizione del bambino, della donna, del nucleo familiare.

Saranno valutate con attenzione iniziative volte a migliorare il livello di assistenza a favore di persone diversamente abili, con interventi di tipo assistenziale, sanitario o di miglioramento strutturale e/o concorrendo all’ampliamento del parco mezzi per migliorare il servizio di mobilità.

A tale riguardo è utile richiamare il progetto “Dopo di Noi” nell’ambito del quale verrà promossa la nascita e ove già presenti, il consolidamento di organizzazioni che, operando in favore dei disabili e delle loro famiglie, si impegnino ad avviare progetti di residenzialità di tipo familiare e comunitario allo scopo di dare la possibilità a queste persone di continuare a vivere nel proprio contesto socio-territoriale, quando venga a mancare il sostegno della famiglia naturale.

Per rispondere ai bisogni dei giovani in situazioni di disagio verrà dato impulso a progetti che sostenendo e promuovendo i centri di aggregazione, favoriscano l’integrazione, l’educazione e la crescita sociale; tali progetti potranno comportare anche interventi di ristrutturazione di immobili sedi di comunità di recupero e di accoglienza (oratori).

Parallelamente, l’Ente si impegnerà in azioni di sensibilizzazione alle problematiche della dipendenza da sostanze stupefacenti e alcoliche, allo scopo di supportare le famiglie affinchè non restino isolate e siano spronate ad entrare in contatto con i servizi a ciò preposti, in modo da offrire ai figli relazioni educative forti, capaci di curare le dipendenze.

Allo stesso tempo verranno rafforzati i progetti di inclusione sociale e di mediazione culturale per prevenire o appianare le difficoltà di integrazione di una popolazione immigrata sempre più numerosa.

Si concorrerà, infine, al sostegno di eventi, con connotazione di corsi di aggiornamento, a valenza almeno nazionale e con svolgimento sul territorio di competenza.

Ricerca scientifica e tecnologica

La ricerca scientifica e tecnologica è risorsa di base per lo sviluppo sociale ed economico, posto che la capacità di produrre innovazione generalmente promuove la qualità della vita collettiva e individuale.

Ampia è la casistica delle attività ricomprese nel settore, che contemplano la ricerca di base e applicata in campo scientifico, tecnologico, medico, biologico, economico e archeologico e alcune iniziative seminariali.

La Fondazione intende confermare il proprio impegno a sostegno di tale settore, quale motore dell’innovazione nel sistema economico e nello stesso mondo scientifico.

Lo sviluppo economico del territorio rientra tra le finalità statutarie ed assume particolare rilevanza soprattutto in momenti di crisi del sistema economico. Pertanto, il sostegno alla ricerca, rivolta all’individuazione sia di modelli di sviluppo, sia di progetti innovativi nei vari comparti dell’economia locale, è stato valutato un valido strumento per contribuire ad un rilancio delle prospettive di crescita con modalità più qualificate e competitive.

La competitività dell’economia è strettamente legata alla capacità di innovare e per lo sviluppo di una duratura competitività tecnologica dell’impresa italiana si deve puntare sul capitale umano, che sia sul fronte industriale che su quello scolastico e universitario manifesta la sua debolezza.

Solo dalla soluzione del nodo del capitale umano a tutti i livelli di istruzione e formazione può derivare una leadership internazionale del nostro Paese a livello tecnologico.

Si contribuirà, dunque, a formare e a far crescere professionalmente le risorse umane ad elevata qualificazione professionale, preferibilmente d’intesa con l’Università ed i centri di ricerca regionali particolarmente qualificati.

Dal momento che, come avverte il Governo, la ripresa economica non potrà prescindere dalla rinascita del settore manifatturiero, solo diffondendo la cultura dell’innovazione e della ricerca nel mondo della piccola e media impresa, si potrà garantire un futuro a tale settore che rappresenta il principale volano di sviluppo dell’economia regionale e da cui non potrà prescindere il futuro del nostro Paese.

Allo scopo, dunque, di contrastare la concorrenza dei paesi che possono contare su costi minori e maggior disponibilità di materie prime, verrà favorito il trasferimento di tecnologie e competenze dal mondo della ricerca universitaria a quello delle industrie, supportando l’attività dei centri di ricerca, che costituiscono veri e propri intermediari tra università e mondo esterno (imprese).

Potranno, inoltre, essere destinate risorse per promuovere progetti finalizzati al potenziamento delle strutture dedicate alla ricerca medica, con particolare riferimento all’acquisto e al rinnovo di strumenti tecnologici in dotazione ai laboratori dei centri di ricerca, piani di formazione di giovani ricercatori di alto livello e di incentivazione della collaborazione tra diversi gruppi di ricerca locali.

Anche quest’anno sarà forte l’impegno a sostegno del progetto Ager - Agroalimentare e ricerca - che rappresenta il primo progetto di collaborazione tra Fondazioni sul tema della ricerca agro-alimentare.

Riconosciuta la centralità di questo settore, un cospicuo numero di Fondazioni (finora 13) – tra le quali la nostra con 500.000 euro l’anno per un triennio a partire dal 2008 - ha deciso di riunire insieme competenze e risorse per saldare la collaborazione scientifica tra le università e i centri di ricerca che già operano nelle diverse aree di intervento e di sperimentare nuove metodologie di lavoro congiunto.

Il progetto, attraverso le sue realizzazioni, intende suggellare la vocazione territoriale del sistema produttivo italiano nell'ambito agroalimentare, concentrando gli sforzi sull'innovazione, la ricerca scientifica e il capitale umano di eccellenza, quali precondizioni per un ulteriore sviluppo economico e sociale.

Si è ritenuto di finanziare quest’area di ricerca principalmente perchè il nostro territorio è un’area a forte valenza agroalimentare con presenza di produzioni caratterizzate da certificazioni di qualità di processo e prodotto, di produzioni tipiche a forte vocazione turistica e ambientale e anche di strutture di ricerca ad alto valore.

Secondariamente per il ruolo anticiclico del settore primario, che sta attraversando una fase di profondo cambiamento e di crescita grazie all’ampliamento del campo di attività dalla semplice coltivazione ed allevamento a quella di trasformazione e vendita, alle attività di cura dell’ambiente, didattiche, ricreative e sociali, che ha visto la nascita di imprese estremamente innovative spesso condotte da giovani che rispondono alle nuove domande di sicurezza alimentare e ambientale dei cittadini.

Notevole, infine, continuerà a essere l’impegno a sostegno della ricerca archeologica, attraverso la partecipazione alla realizzazione di campagne di scavo, di pubblicazioni ad hoc e di percorsi espositivi allestiti per rendere pubblici i risultati delle indagini sul campo, non solo per tutelare ma anche per valorizzare un patrimonio incommensurabile.

Assistenza agli anziani

Il mondo sta invecchiando con una rapidità senza precedenti. Secondo la previsione contenuta nell’ultimo rapporto dell’Us Census Bureau[3] il numero degli abitanti over 65 supererà per la prima volta quello dei bambini sotto i 5 anni. Lo studio riafferma la drasticità del processo demografico in atto e le sfide che ben presto porrà ai governi dal punto di vista economico e sociale, dalla carenza di forza lavoro per sostenere lo sviluppo, ai mutamenti nella composizione dei nuclei familiari, fino agli sforzi che si renderanno necessari per mantenere in pareggio i conti pubblici.

[3] Agenzia demoscopica che fa capo al Dipartimento americano del Commercio.

Per la prima volta la popolazione mondiale invecchia e al tempo stesso diminuisce: si tratta della combinazione tra il calo del tasso di fertilità e appunto l’invecchiamento della popolazione mondiale.

L’invecchiamento, dunque, rappresenta una minaccia per lo sviluppo.

Il progressivo aumento del numero di anziani, in particolare non autosufficienti o in situazioni di solitudine presenti sul territorio costituisce, altresì, motivo di attenzione per interventi di supporto e miglioramento delle condizioni di vita di tale fascia di popolazione.

Verrà assegnata priorità a progetti volti a prevenire e contrastare situazioni di solitudine e povertà e attuare il principio di domiciliarità, sperimentando concrete soluzioni innovative ed efficaci, finalizzate a consentire la permanenza degli anziani nelle proprie abitazioni, onde evitare distacchi traumatici dalla propria casa, degli affetti e dalle proprie abitudini, attraverso l’erogazione di servizi a carattere essenziale e all’assistenza familiare, oltre ad attività di formazione per il personale addetto all’assistenza domiciliare degli anziani.

Ove non sarà possibile mantenere l’autonomia, in collaborazione con le amministrazioni comunali locali, verrà promossa l’attuazione di iniziative a sostegno della residenzialità per anziani.

Si punterà a promuovere la creazione di nuove strutture residenziali, la messa a norma, l’adeguamento qualitativo e degli standard previsti dalla normativa di riferimento, nonché interventi di parziale ristrutturazione e ampliamento dei centri di accoglienza residenziali e/o diurni (RSA) e delle case di riposo.

Parallelamente verrà dato impulso ad iniziative in grado di incentivare l’invecchiamento attivo come prevenzione delle fragilità e della non autosufficienza, sostenendo attività di volontariato civile per anziani, facilitando l’accesso e l’accompagnamento a eventi culturali e al turismo sociale.

Si favorirà, dunque, la socializzazione, offrendo agli anziani le opportunità di impegno e di coinvolgimento (pratico, intellettuale e morale) che consentano loro di esprimere quanto e come possono la propria positività, di spendere bene il bagaglio di esperienza e di vita vissuta sentendosi valorizzati nelle loro capacità, non sopportati o peggio rifiutati ed esclusi.

Saranno, infine, valutati positivamente progetti finalizzati a creare centri di servizio (strutture di aggregazione e attività, anche ricreative, culturali e sportive) a favore di utenti, esterni alle strutture di assistenza residenziali, sostanzialmente autosufficienti ma con necessità di migliorare il proprio livello qualitativo di esistenza tramite l’accesso a prestazioni migliorative.

 
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I SETTORI AMMESSI

Volontariato, filantropia e beneficenza

La Fondazione da sempre riconosce, incoraggia e sostiene le attività e le iniziative sociali, culturali, produttive e promozionali organizzate da soggetti pubblici e privati, individuando in particolare nell’associazionismo uno strumento fondamentale per la crescita civile e morale della collettività e degli individui che la compongono.

Pertanto, ad integrazione degli accantonamenti dovuti per legge al Fondo Speciale per il volontariato e alla Fondazione per il Sud, verrà confermato il sostegno all’associazionismo di promozione sociale e al volontariato, attraverso l’assegnazione di contributi di modesta entità, ma determinanti per la crescita e la sopravvivenza del tessuto associativo locale.

Tali impieghi, in questa congiuntura, avranno un valore aggiunto doppio in quanto attiveranno circuiti economici diffusi, di piccolo taglio, ma in grado di “irrorare” il territorio.

Realizzazione di lavori pubblici e di pubblica utilità

In tale ambito di attività vengono ricompresi interventi a prevalente competenza pubblica, quali le opere idrauliche, marittime e di difesa del suolo, le opere igieniche, le opere sanitarie, le opere di edilizia, le opere per lo sport e il turismo, le opere di urbanizzazione e infrastrutturali.

In particolare, le infrastrutture e i trasporti sono e saranno tra i principali fattori di competitività e di successo del sistema economico e sociale non solo locale, ma anche di una parte consistente del nostro Paese e dei paesi contermini.

Potranno, dunque, essere compiuti interventi per favorire l’avvio di opere infrastrutturali (ferrovia AV/AC (Alta Velocità/Alta Capacità), Corridoio V, sviluppo della rete autostradale, portualità, sviluppo della banda larga) per conferire alla nostra regione il ruolo di piattaforma logistica[1] a supporto degli scambi commerciali dell’Europa centrale e orientale.

[1] La Piattaforma logistica regionale è costituita dall’insieme dei nodi logistici e portuali regionali che, opportunamente integrati e coordinati, danno vita ad un sistema di trasporti inteso come un unicum di reti, di infrastrutture e offerta di servizi.

Allo scopo di creare le condizioni di sviluppo sostenibile nel settore del trasporto pubblico verranno intraprese iniziative per sensibilizzare gli enti competenti al tema della riqualificazione e potenziamento del sistema dei trasporti, da intendersi come incremento della competitività dei servizi attraverso una migliore qualità degli stessi e potenziamento di un sistema di trasporto come passaggio strategico per le opportunità di crescita della nostra regione.

Non si mancherà di incoraggiare il processo di riqualificazione di aree urbanizzate al fine di accrescere la vitalità economico-sociale dei centri e di messa in rete del patrimonio riqualificato, promuovendo percorsi turistici alternativi.

Protezione e qualità ambientale

Una corretta e positiva fruizione del territorio da parte della collettività locale, la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente naturale rappresentano oggi condizioni imprescindibili.

In uno scenario di sfruttamento incontrollato delle risorse, lasciare il seme del rispetto per la terra significa necessariamente coinvolgere i giovanissimi, consumatori di domani, ma anche e soprattutto importanti divulgatori per gli adulti di oggi.

Verranno, dunque, favorite iniziative volte a promuovere la conoscenza e la fruizione responsabile dell’ambiente attraverso azioni di sensibilizzazione e programmi di educazione ambientale, anche tramite la realizzazione di pubblicazioni e di prodotti multimediali.

Una specifica attenzione verrà posta sul tema della promozione delle tecnologie energetiche pulite come strumento per incoraggiare anche la ripresa economica e affrontare la sfida della sicurezza energetica, posto che l’ “Economia verde” (economia delle energie rinnovabili) è una delle principali leve per contrastare la crisi economica e finanziaria, in grado di creare nuove opportunità per le imprese verdi, sia quelle che commercializzano tecnologie esistenti, sia quelle con contenuto innovativo, e con esse nuove e qualificate occasioni di lavoro.

Non si mancherà di appoggiare iniziative di avvicinamento alla problematica dello smaltimento dei rifiuti, che nel nostro paese vede un atavico ritardo, dell’inquinamento atmosferico e acustico, dei cambiamenti climatici che rappresentano una minaccia soprattutto per la salute, del riciclaggio, affrontando eventualmente anche altre problematiche ambientali.

Si effettueranno, infine, interventi consistenti in materia di salvaguardia del patrimonio boschivo dotando le squadre di volontari antincendio e protezione civile di automezzi specializzati, di dispositivi di protezione individuale e di apparecchiature tecnologiche, con benefici in termini di sicurezza e di incremento dell’efficienza operativa.

Attività sportiva

L’attività sportiva riveste una spiccata valenza formativa, non solo dal punto di vista dell’educazione all’attività fisica, ma anche nel senso più ampio dell’educazione ad una vita sana, stimolando relazioni positive con gli altri e manifestandosi come un formidabile deterrente contro i fenomeni di bullismo.

Lo sport mira a educare al valore della vita attraverso una competizione virtuosa che diventa sempre più rilevante in ragione dell’attuale clima di emergenza educativa.

Con l’obiettivo di non disperdere il bacino di talenti che nasce sul territorio, non si mancherà di destinare risorse al miglioramento dello standard qualitativo della rete impiantistica esistente, concorrendo all’acquisto di attrezzature, nonché favorendo la costruzione di impianti.

L’Ente interverrà inoltre a sostegno di progetti che salvaguardino le attività sportive tradizionali e specifiche del nostro territorio, senza perdere di vista gli sport cosiddetti minori.

Allo scopo di affrontare l’emergenza educativa verranno valutate positivamente iniziative di promozione dell’attività fisica coniugata all’educazione ad una corretta alimentazione.

Si conferma il supporto di progetti di formazione degli educatori, indirizzati ad accrescere in loro la consapevolezza che lo sport è un veicolo di trasmissione dei valori a sostegno di un comportamento civile e solidale.

Accanto agli interventi citati troveranno spazio iniziative a favore dell’attività sportiva di soggetti deboli (anziani) e diversamente abili, con l’obiettivo di favorirne la partecipazione sociale oltre che il benessere fisico e il sostegno di eventi sportivi promossi dalle realtà associative operanti sul territorio, e dagli enti istituzionali.

Crescita e formazione giovanile

A quest’ambito d’azione afferiscono gli interventi volti a completare la formazione dei giovani, attraverso progetti mirati alla crescita della persona in senso ampio.

Verrà fornito sostegno ad istituzioni, enti, associazioni che operano nel settore per incentivare la crescita personale, culturale e professionale delle giovani generazioni, in linea con le politiche di sviluppo del capitale umano, assicurando conoscenze, abilità, capacità e competenze decisive per essere cittadini attivi, in grado di concorrere al progresso materiale e spirituale del Paese.

La Fondazione, senza sovrapporsi al ruolo determinante dell’educazione prettamente scolastica e professionale, svilupperà l’attività lungo tre filoni indipendenti, sostenendo in via prioritaria progetti finalizzati a prevenire fenomeni di emarginazione sociale e devianza, compresa la promozione e il sostegno a iniziative di responsabilizzazione dei giovani.

Verranno stimolati innanzitutto interventi promossi da associazioni, parrocchie, istituzioni pubbliche volte a promuovere l’inclusione sociale attraverso l’inserimento e l’accompagnamento ad attività sportive, culturali, ricreative e di turismo sociale nella regione.

Il secondo filone d’intervento vedrà la Fondazione favorire l’avvio di iniziative didattiche in senso lato e mirate alla diffusione di saperi informali come la musica, il teatro, la danza con la promozione di progetti di sostegno scolastico, di laboratori educativi, ludico ricreativi e di attività culturali.

Si inseriscono qui anche i progetti legati all’educazione interculturale che si propone non solo di consentire l’inserimento degli allievi stranieri nella scuola, ma anche di proporre un approccio educativo di tipo universalistico rivolto sia agli stranieri che agli italiani.

Il terzo e ultimo filone prevede la promozione e il sostegno di progetti formativi che accrescano le competenze degli operatori impegnati nel sociale, in particolare degli educatori e degli animatori attivi nelle realtà giovanili.

Altri ammessi

La Fondazione, in funzione dei propri scopi istituzionali, potrà tenere conto anche degli altri settori ammessi di cui all’art. 11 del d.lgs. 153/99, sostenendo progetti che si prefiggono di prevenire le nuove emergenze sociali, quali la lotta alla criminalità, la tutela dei consumatori e l’emergenza abitativa.

In particolare con riferimento a quest’ultima, il social housing rappresenta un nuovo strumento per fronteggiare il fabbisogno abitativo, cui non si mancherà di fornire un supporto.

Tutto ciò premesso, si rappresenta che le linee che interpretano gli orientamenti sono state presentate sommariamente nelle sezioni dedicate ai singoli settori, tuttavia esse non esauriscono il potenziale d’intervento complessivo della Fondazione e potranno essere naturalmente modificate o integrate in sede di attuazione e sulla base della valutazione di specifiche opportunità che si presentino nel frattempo, nonché dei risultati e degli esiti dell’attività 2009, ove ne sussistano giustificate ragioni.

Si ricorda, infine, che analogamente a quanto stabilito per l’esercizio 2009, allo scopo di disporre dei necessari strumenti di flessibilità e di semplificazione procedurale rispetto alle mutevoli necessità del territorio, il Consiglio di Amministrazione, in presenza di obiettive esigenze, potrà attuare il trasferimento di risorse da un settore all’altro mediante il prelievo nella misura massima del 10% dello stanziamento di ogni singolo settore e contestuale accredito ad altro settore in misura non superiore al 20% del suo budget.

 
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PREVENTIVO ECONOMICO ESERCIZIO 1.1.2010 – 31.12.2010


Le presumibili componenti positive e negative del preventivo economico relativo all’esercizio 1.1.2010 - 31.12.2010, determinate sulla base del criterio della competenza, sono riepilogate nei prospetti che seguono.

FORMAZIONE E DESTINAZIONE DEL REDDITO
 
  EURO
(dati in migliaia)
%
DIVIDENDI DA PARTECIPAZIONI
- Cassa Depositi e Prestiti S.p.A
- Sinloc SpA
375
320
55
9,93%



PROVENTI SU IMPIEGHI FINANZIARI 3.400 90,07%
TOTALE REDDITO (+) 3.775 100,00%
Spese di funzionamento (-)

-2.270

60,13%
Oneri fiscali (-) -490 12,98%
AVANZO DELL'ESERCIZIO
1.015 26,89%
 

La posta relativa ai dividendi si riferisce agli introiti che la Fondazione prevede di percepire dalle partecipazioni immobilizzate Cassa Depositi e Prestiti SpA e Sinloc – Sistema Iniziative Locali SpA. Per quanto riguarda la partecipata Intesa San Paolo SpA, la Fondazione ritiene di mantenere una visione prudenziale ipotizzando, pertanto, che anche nel corso del 2010, non vi sia la distribuzione dei dividendi.

La voce relativa agli interessi e proventi assimilati evidenzia l’ammontare dei proventi derivanti dall’investimento del patrimonio non immobilizzato – circa 127 milioni di euro - prevedendo un ritorno in termini reddituali superiore al 2,6%.

Le spese di funzionamento – valutate nel rispetto dei principi di adeguatezza delle stesse alla struttura organizzativa – sono state stimate tenendo conto dei dati attualmente in possesso (consuntivo 2008, previsione spese 2009) e incidono sul totale del reddito presunto per una percentuale di circa il 60%.

Nel corso del 2010 è ipotizzabile un intervento di ristrutturazione del compendio immobiliare di proprietà, tuttavia, allo stato, vi sono ancora delle problematiche di carattere urbanistico che non consentono di effettuare previsioni.

Gli oneri fiscali sono stati calcolati in relazione alle prescrizioni normative attualmente in vigore. La voce accoglie principalmente l’IRES (aliquota 27,50%), l’IRAP (aliquota 3,90%), l’ICI (6%0) e le ritenute a titolo d’imposta su investimenti finanziari.

In conformità alle vigenti disposizioni regolamentari e di vigilanza, l’avanzo dell’esercizio viene ripartito come segue:

- 203 mila euro all’accantonamento alla riserva obbligatoria;

- 700 mila euro a cinque settori rilevanti individuati dall’Organo di Indirizzo tra i settori ammessi;
- 58 mila euro ad altri settori ammessi;

- 27 mila euro a favore del Fondo per il volontariato ex art. 15 della L. 266/91;

- 27 mila euro a favore del Fondo per la realizzazione del Progetto sud.

Con riferimento a quest’ultimo accantonamento, l’ACRI - considerato che è in corso un approfondimento circa gli sviluppi futuri del Protocollo d’intesa 5.10.2005 (Progetto Sud) - ha suggerito di effettuare in via preventiva, in modo analogo agli anni precedenti, un extra-accantonamento di importo pari a quello effettuato per il Fondo speciale per il volontariato ex art. 15 L. 266/91, sebbene la Fondazione si sia formalmente impegnata al sostegno del Progetto in parola fino al 2009.

Di seguito, si riporta lo schema del conto economico di previsione dell’esercizio 1.1.2010 - 31.12.2010, nonché lo schema della ripartizione delle erogazioni nei vari settori di intervento.

CONTO ECONOMICO DI PREVISIONE ESERCIZIO 1.1.2010 - 31.12.2010
  EURO
(dati in migliaia)
Dividendi e proventi assimilati:

- da immobilizzazioni finanziarie 375
Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. 320
Sinloc S.p.A. 55
Interessi e proventi assimilati: 3.400
- da strumenti finanziari non immobilizzati 2.900
- da crediti e disponibilità liquide 500
Oneri: -2.270
- compensi e rimborsi spese organi statutari -750
- per il personale -250
- per consulenti e collaboratori esterni -200
- per servizi di gestione del patrimonio -120
- ammortamenti -250
- altri oneri
-700
Imposte -490
AVANZO DELL'ESERCIZIO 1.015
Accantonamento alla riserva obbligatoria -203
Erogazioni:
nei settori rilevanti
nei settori ammessi
-758
-700
-58
Accantonamento al fondo per il volontariato -27
Accantonamento al fondo per la realizzazione del Progetto Sud -27
AVANZO RESIDUO // 


RIPARTIZIONE DELLE EROGAZIONI NEI VARI SETTORI DI INTERVENTO
SETTORI RILEVANTI EURO (dati in migliaia) %
1. Educazione, istruzione e formazione, incluso l'acquisto di prodotti editoriali per la scuola 2.500 27,78
2. Arte, attività e beni culturali 2.800 31,11
3. Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa 1.200 13,33
4. Assistenza agli anziani 500 5,56
5. Ricerca scientifica e tecnologica 1.000 11,11
TOTALE SETTORI RILEVANTI 8.000 88,89
SETTORI AMMESSI EURO (dati in migliaia) %
1. Volontariato, filantropia e beneficenza     
2. Attività sportiva
3. Crescita e formazione giovanile
4. Protezione e qualità ambientale
5. Realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità
6. Altri diversi
TOTALE SETTORI AMMESSI 1.000 11,11
TOTALE COMPLESSIVO 9.000 100,00


Le erogazioni troveranno solo in parte copertura con le disponibilità dell’esercizio (758 mila euro). Sarà necessario, pertanto, utilizzare il Fondo per le erogazioni nei settori rilevanti (2 milioni) ed il Fondo di stabilizzazione delle erogazioni (6,242 milioni di euro) tempo per tempo incrementati.


DPP 2010
EROGAZIONI (dati in migliaia)
SETTORI RILEVANTI SETTORI AMMESSI TOTALE
a) Sulle disponibilità del corrente esercizio 700 58 758
b) Sulle disponibilità dei fondi a disposizione      
b1) sulle disponibilità dei Fondi per le erogazioni nei settori rilevanti 2.000   2.000
b2) sulle disponibilità del Fondo di stabilizzazione delle erogazioni 5.300 942 6.242
TOTALE 8.000 1.000 9.000

 
 
   
 
 
 
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