Santo Stefano Protomartire deposizione Gradisca di Sedegliano

Foto di opere restaurate e/o acquistate con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone.
   
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Le Origini
 
Al di là della costituzione formale, la Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone vanta una storia ben più antica. Le sue origini risalgono, infatti, al XV secolo, quando nel 1496 nasce il Monte di Pietà di Udine, il cui impegno è rivolto in favore dei più deboli. e svolge fino al 1942 ruoli diversi, mai secondari, nell’economia della città.

Sorto ai margini dell’Italia centro-settentrionale, area in cui si diffonde la predicazione francescana contro l’usura e i banchi feneratizi ebraici, il Monte si adopera in favore di chi ha bisogno di piccoli prestiti e si sviluppa come organismo laico, sotto la tutela del Consiglio della Città, sotto il controllo dell’autorità veneziana che sovraintende alla conduzione nel rispetto delle consuetudini locali, commisurandone tuttavia gli sviluppi con quelli di enti analoghi della terraferma.

La necessità di garantire liquidità per prestiti su pegno favorisce per tutta l’età veneta la richiesta e l’affluenza di depositi a utile di enti e di privati. Al ruolo statutario di beneficenza l’istituto viene così affiancando caratteri creditizi, che lo portano a funzionare – entro certi limiti e con non poche resistenze – come banca della città per le emergenze economiche della città stessa.

A Udine infatti non si sviluppano, come in altri luoghi, un Monte Nuovo o una banca privata o pubblica che assolvano le operazioni del credito corrente. Sul territorio friulano il Monte di Pietà esercita pertanto fino a tutto il Settecento non soltanto il prestito su pegno in concorrenza con i banchi ebraici, ma viene incontro alle esigenze di liquidità della comunità udinese.

Successivamente il governo francese ed il governo austriaco ridefiniscono i settori di intervento dei Monti di Pietà, modificandone l’organizzazione, affidando agli stessi un ruolo circoscritto alla beneficienza e separato dalle nuove istituzioni creditizie.

Mentre a Udine nascono le prime banche e una Cassa di Risparmio autonoma (1876), il governo italiano nella seconda metà dell’Ottocento classifica il Monte come opera pia.
Quando però verso la fine del secolo la necessaria riforma del 1890 delle opere pie impone un deciso controllo governativo e norme legislative non conciliabili con l’attività di prestito su pegno, ai Monti di Pietà viene riconosciuto un carattere di specificità e concessa una parziale autorizzazione a funzioni di credito, senza escludere nelle formulazioni statutarie le rappresentanze locali.

La presidenza di Nicolò Mantica alla fine dell’Ottocento coincide per l’Istituto friulano con un periodo di rinnovata vitalità, segnato dall’incremento patrimoniale e dalla riduzione dei tassi di prestito su pegno. Successivamente le disposizioni legislative, l’impossibilità (e la non volontà istituzionale) di competere con la Cassa di Risparmio, le nuove esigenze e le nuove forme del credito a cui ricorrono le classi popolari riducono le funzioni del Monte, che per mantenere stabile il patrimonio aumenta i tassi praticati sul prestito su pegno.

Alla vigilia della seconda guerra mondiale lo stesso Monte, divenuto di Credito su Pegno, sollecita la fusione con la Cassa di Risparmio, che avviene nel 1942. Un’ attività specifica di beneficenza, comune a tutte le opere di “pietà”, accompagna nel tempo l’attività dell’Istituto: l’erogazione di doti a ragazze bisognose.

Tali doti sono costituite dalle rendite di lasciti pervenuti per disposizione testamentaria di benefattori con la precisa clausola di una loro destinazione a orfane, esposte o indigenti, e si aggiungono alle elemosine ai poveri.
In questo periodo nascono anche le fondazioni o commissarie, le quali vengono assoggettate a leggi sulla beneficenza diversificate da quelle del Monte, pur rimanendo sotto la conduzione amministrativa.

Due tendenze, spirito caritativo e spirito creditizio, percorrono dunque la storia del Santo Monte di Pietà, confuse per tutta l’età moderna per poi diversificarsi in età contemporanea.

Dalla ricostruzione storica emerge un patrimonio di esperienza che appartiene a tutto il Friuli e non solo alla Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone o alla CRUP SpA, custodi e prosecutori della secolare azione del Monte di Pietà.

Così come dalla tradizione e dalla realtà attuale dei due Istituti deriva un forte impegno a continuare nel lavoro svolto per la crescita dell’intera comunità friulana.

 
   
 
 
 
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