E' opinione condivisa che, dal punto di vista economico, si debba considerare il 2009 come un anno decisamente difficile, i cui effetti si sono riverberati, talora anche in forma pesante, sull'intera collettività. A farne le spese sono state innanzitutto le fasce sociali più deboli e i settori più sensibili, come la sanità, l'istruzione, la cultura.
Il fenomeno sì presentato, in tutta la sua cruda realtà, anche per la Fondazione CRUP, che si è trovata a dover fare i conti in primis con l'azzeramento della principale sua fonte di introito, rappresentata dal dividendo della partecipazione nella holding Intesa San Paolo, equivalente a circa il 70% del proprio patrimonio complessivo e contestualmente con l'andamento incerto dei mercati finanziari, sui quali è investito quasi per intero per il restante 30%. Il momento è stato critico. Alla Fondazione è sembrato fosse necessario - nonostante tutto - lanciare al territorio un forte messaggio di fiducia e anche di coraggio.
Le istituzioni, gli enti, le associazioni, al cui fianco da anni ci siamo collocati per fornire supporto e condivisione, avevano e hanno bisogno di essere sostenuti proprio in momenti di difficoltà. D'altra parte essi per primi hanno compreso la difficoltà generale che stava attanagliando il Paese, l'Europa e anche oltre.
E hanno compreso perfettamente la manovra straordinaria attivata con senso di responsabilità e con rigore dalla Fondazione, costretta a far ricorso alle proprie riserve per assicurare - pur in forma ridotta - le disponibilità necessarie alle erogazioni contributive.
In un contesto, dunque, particolarmente delicato, quale mai sinora si era verificato, la Fondazione ha mantenuto un forte radicamento sul territorio delle due province di Udine e Pordenone; ha assicurato un sostegno - talvolta anche decisivo - ai progetti a più alta valenza sociale e alle realtà di maggio impatto infrastrutturale, come il sistema scolastico, della formazione giovanile e dell'assistenza.
Certamente si è trattato di interventi tutto sommato contenuti rispetto alle necessità manifestate, ma utili in fin dei conti a garantire quella forma di sussidiarietà necessaria a realizzare programmi che le istituzioni deputate non riescono a finanziare per intero.
Ci siamo dati una linea comportamentale sobra e rigorosa, com'è proprio della natura e dello stile di vita friulano!
Riteniamo, infine, che in un momento di scarsità di risorse, come l'attuale, si debba far ricorso a quel bene immateriale, ma essenziale, costituito dalla condivisionie dei progetti strategici e di eccelenza e, conseguentemente, da una qual forma di sinergia cone quegli enti istituzionalmente preposti al governo del territorio e dei suoi cittadini, convinti che questa possa essere la chiave del successo per superare le contingenti difficoltà.
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