Moneta longobarda in oro custodita presso il Museo Archeologico di Cividale del Friuli (Ud).

Le foto delle monete d’oro longobarde fanno parte di una collezione di proprietà della Fondazione Crup e affidate in comodato al Museo Archeologico di Cividale del Friuli.
 
   
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Relazione sulla Gestione

1. L'IDENTITA' DELLA FONDAZIONE
1.1. La storia: dai Monti di Pietà alla Fondazione CRUP
1.2. Le tappe evolutive della Fondazione

2. L'IDENTITA' DEL TERRITORIO E DELLE COMUNITA'
2.1. Il Territorio
2.2. La Popolazione
- 2.2.1. La composizione demografica
- 2.2.2. Lo stato di salute della popolazione
2.3. Le strutture sanitarie e assistenziali
2.4. L'Istruzione e la cultura
- 2.4.1. L'Università degli Studi di Udine
- 2.4.2. Le minoranze linguistiche storiche
2.5. Il lavoro
- 2.5.1. La produzione
2.6. Il settore bancario
2.7. Il volontariato
2.8. L'emigrazione

3. L'ASSETTO ISTITUZIONALE
3.1. Il Consiglio di Amministrazione
3.2. L'Organo di Indirizzo
3.3. Il Collegio Sindacale
3.4. Il Presidente
3.5. Il Direttore
3.6. Le Commisioni Consultive
3.7. Le Commisioni Teniche
- 3.7.1. La Commisione Finanza
- 3.7.2. La Commisione Immobili

4. L'AMBITO DI ATTIVITA'
4.1. I progetti realizzati
- 4.1.1. Il patrimonio artistico: le due mostre di Udine e Pordenone
- 4.1.2. Il piano di comunicazione – Il progetto per la comunicazione on line
- 4.1.3. Il progetto AGER
- 4.1.4. L’attività convegnistica
- 4.1.5. I progetti editoriali
- 4.1.6. Il personale

5. LE LINEE EVOLUTIVE DELL'ATTIVITA'
5.1. L’acquisizione dell’archivio storico
5.2. Il compendio immobiliare di proprietà
5.3. Il patrimonio artistico
5.4. Le modifiche statutarie



1. L'IDENTITA' DELLA FONDAZIONE

1.1. La storia: dai Monti di Pietà alla Fondazione CRUP


Costituita l'l gennaio 1992 a seguito della Legge Amato - così detta dal nome del proponente - che dava avvio a una profonda ristrutturazione del sistema bancario nazionale, con la trasformazione delle casse di risparmio e degli istituti di credito di diritto pubblico in società per azioni e con la contemporanea nascita degli enti conferenti, la Fondazione Crup, soggetto non profit che persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, si configura come l'erede morale e spirituale, e per molti versi anche materiale, dei Monti di pietà che sorsero tra il XV e il XVII secolo nelle principali città della "Patria del Friuli" (che al tempo faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia) e della Cassa di risparmio di Udine e Pordenone che da essi nacque alla fine dell'Ottocento.

Subito dopo la metà del XV secolo, in Umbria dapprima (Orvieto, Gubbio, Perugia), nel resto dell’Italia poi, nacque il Monte di Pietà, con lo scopo di fare prestiti sopra pegno di cose mobili al minor tasso possibile, specialmente alle persone meno agiate.

Nell'anno 1494, tra marzo e aprile, nacque a Cividale il primo Monte di pietà in Friuli; esso non aveva certo l'importanza e la struttura di quello di Udine, basti pensare che veniva aperto al pubblico solo due giorni alla settimana, il giovedì e il sabato.

Due anni dopo l'istituzione di quello di Cividale nacque, in una situazione sociale ed economica non dissimile, il Monte di pietà di Udine. In città era giunto nell'estate del 1496 il frate francescano Domenico Ponzone, discepolo di quel fra' Michele Carcamo di Milano che, insieme con Bernardino da Feltre, era stato uno dei più entusiasti sostenitori della necessità di istituire Monti di pietà e anzi aveva fondato nel 1462 a Perugia il primo Monte.

A Udine, le sue esortazioni, recepite dal clero e dalla nobiltà, fatte proprie dal nobile Antonio Savorgnano, motivarono il Consiglio comunale, 1'11 settembre 1496, a destinare cento ducati all'anno per dieci anni "pro solutione pauperum ad excludendum pravas extorsiones et usuras Judaeorum" e a compilare uno statuto che venne approvato il 22 marzo 1503.

Agli inizi però non tutto funzionò nel modo migliore e anzi il malcontento della popolazione, che forse nella nascita della nuova istituzione aveva riposto la segreta speranza di un radicale mutamento della propria esistenza, non avendo compreso quali fossero esattamente i pregi e i limiti del Monte di pietà, fu notevole.

Intanto, alcune nuove disposizioni, che permettevano al Monte di poter dare il quattro per cento d'interesse a chi depositava denaro e riducevano dal cinque al quattro per cento l'interesse dei pegni, giovarono alle buone sorti dell'istituto.
Per tutto il Settecento il Monte di pietà di Udine funzionò ottimamente, guadagnandosi la considerazione delle autorità che si erano sempre dimostrate pronte a punire chi, contravvenendo alle leggi e alla morale, tentasse di approfittare della povera economia dei bisognosi.

Terzo nato, nel 1557, è il Monte di pietà di San Daniele.
Poco dopo la metà del Cinquecento venne istituito anche il Monte di pietà di Sacile. A Pordenone l'idea d'istituire un Monte di pietà si fece strada soltanto nella seconda metà del Cinquecento.

Il sesto Monte di pietà del Friuli già veneto, ultimo nato in ordine di tempo, è quello di Palmanova.

Nei territori friulani soggetti alla casa d'Austria i Monti di Pietà nacquero più tardi ed ebbero diversa fortuna, anche per il particolare atteggiamento, certamente più favorevole di quello della Serenissima Repubblica, tenuto dall'autorità imperiale nei con-fronti dei prestatori ebrei.

A Udine il 16 giugno 1766, essendo i locali del primo Monte di pietà, e anche quelli acquisiti nei pressi per renderlo più capiente, inadatti a contenere la gran massa di "rame, biancheria, abiti et altro, che li massari non potevano che stentatamente ritrovar li pegni, non sapendo più dove ponerli se non che uno sopra l'altro", si "decretò che si dovesse imediatamente erigere di nuovo un altro Monte di Pietà da farsi sopra il prato del castello a norma del disegno e modello spedito in Venezia”. È l'edificio, ancor oggi esistente, adibito a biblioteca comunale.

Di tutti i Monti di pietà del Friuli "veneto" il più attivo e il più ricco, anche in considerazione del ruolo di capitale che allora la città ricopriva nella Patria del Friuli, fu certamente quello di Udine.

Il 12 febbraio 1822, in adesione alle idee dei governatori del Lombardo-Veneto, che sollecitavano la fondazione di istituti allora chiamati Cassa di risparmio e prudenza accanto ai Monti di pegno, nacque a Udine la Cassa di risparmio - prima in Italia - con lo scopo, si legge nell'avviso del 3 febbraio, "di offerire a tutti, e segnatamente alle infime Classi della Società, un facile mezzo di mettere in disparte qualunque piccolo sopravanzo di denaro, collocandolo nel più sicuro deposito, onde ritrarne immediatamente un utile proporzionato, il quale a piacere del Depositante può ben anche riunirsi a incremento del capitale, sicché egli ne' più tardi giorni della vita, e ne' casi di malattie, e di infortuni, o di altri straordinari bisogni abbia il conforto di valersi di un soldo di riserva con tanta agevolezza aumentato".

La nuova istituzione mosse a stento i primi passi. L'istituzione, decaduta, rinacque come dipendenza della Cassa di risparmio di Milano il 31 dicembre 1866, dopo che il Friuli al termine della Terza guerra di indipendenza era passato all'Italia. Fu tuttavia operativa per un solo decennio, visto che chiuse gli sportelli nell' ottobre del 1876.

Intanto però il 22 luglio dello stesso anno era nata, per volere dei dipendenti del Monte di pietà e del Comune, la Cassa di risparmio di Udine, autonoma, che nel tempo, con il nome di Cassa di risparmio di Udine e Pordenone, avrebbe assorbito l'attività - e il patrimonio - di tutti i Monti di pietà del Friuli "veneto" cui si è fatto cenno. L'attività della Cassa di risparmio di Udine e Pordenone, iniziata nell'ultimo scorcio dell'Ottocento e proseguita per l'intero secolo successivo, si intreccia profondamente con gli eventi storici, economici e sociali che hanno contraddistinto nel periodo l'Italia e il Friuli. Basti pensare all'opera di sostegno svolta durante i momenti più drammatici e cruenti della nostra storia, le due guerre mondiali, in particolare la prima, quando Udine divenne - come scrisse una rivista nazionale - la "capitale della grande guerra". Egualmente importante il suo ruolo durante il tragico terremoto che sconvolse il Friuli nel 1976 e che la vide particolarmente impegnata nell'opera di sostegno alla popolazione e in quella di ricostruzione dei paesi danneggiati dal sisma.


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1.2. Le Tappe evolutive della Fondazione

Nata l’1.1.1992 in ossequio alla c.d. legge Amato, nel 2009 la Fondazione - che si configura come l’erede sostanziale dei Monti di Pietà e della Cassa di Risparmio - entra nel suo 18° anno di vita e acquista la maggiore età.

Le tappe della sua esistenza si possono identificare nei seguenti momenti:

  • 1^ FASE (1992-1998): avvio con legge Amato, direttiva Dini e altri provvedimenti.
  • 2^ FASE (1999-2003): assestamento con legge Ciampi, sentenze Corte Costituzionale, Corte Europea.
  • 3^ FASE (2004-2008): consolidamento con acquisizione ruolo sociale e reputazione.
  • 4^ FASE (inizio 2009): si apre ora l’epoca della responsabilità condivisa; ai corpi intermedi della società – proprio in concomitanza con la stagione più cruda di una profonda crisi sistemica – viene richiesta una scelta coraggiosa con l’assunzione di compiti e responsabilità ulteriori a suffragio della composita architettura di una società evoluta.

Se la Fondazione vuole esercitare in forma coerente e autorevole il proprio ruolo deve necessariamente mantenere alto il profilo contenutistico e morale della sua azione, preservando gelosamente il patrimonio di autonomia e indipendenza assegnatole dalla legge, senza peraltro cedere a facili tentazioni di improponibile autoreferenzialità.

La Fondazione intende raccogliere la sfida lanciata alla nostra società dalla inusitata complessità del momento e si pone con le proprie risorse e con tutto il peso della sua antica storia al servizio della collettività locale.


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2. L'IDENTITA' DEL TERRITORIO E DELLE COMUNITA'

In questa sezione sono presentate alcune informazioni di carattere generale sul territorio regionale e sulle principali caratteristiche della popolazione che vi risiede, sulla sanità, sulla salute, sulla produzione, sul comparto economico, sull’istruzione e sulle minoranze linguistiche storiche, con particolare riferimento all’aggregato sociale delle Province di Pordenone e di Udine, ove la Fondazione CRUP svolge prevalentemente la propria attività.

2.1. Il Territorio

Il territorio del Friuli Venezia Giulia copre una superficie di 7.856,5 Kmq, pari al 2,6 % del territorio italiano, dei quali 2.27,2 facenti parte della provincia di Pordenone e 4.905,4 di quella di Udine. Il territorio montano si estende sul 28% della Provincia di Pordenone ed il 48% di quella di Udine. Le coste si affacciano sul mare Adriatico per una lunghezza complessiva di 94 Km. Parchi, riserve naturali, aree protette comunali e intercomunali si estendono, nelle due province, su circa il 14% del territorio. La rete stradale complessivamente si estende per oltre 3.500 km.

Alla Regione Friuli Venezia Giulia è riconosciuto, con Legge costituzionale, un particolare Statuto di autonomia. Amministrativamente il territorio su suddivide in quattro province e 219 comuni (Tavola 1). La maggior parte dei comuni ha un territorio compreso fra i 2.000 ed i 6.000 ettari di superficie. Nel 2008, risultavano costituite sei unioni fra comuni e 34 associazioni intercomunali finalizzate alla gestione associata di una pluralità di funzioni e servizi. Quattro le comunità montane: la Comunità montana Torre-Natisone-Collio (con sede a San Pietro al Natisone), la Comunità montana del Gemonese-Canal del Ferro e Val Canale (Pontebba), la Comunità montana della Carnia (Tolmezzo) e la Comunità Montana del Friuli Occidentale (Barcis). Sono oltre una ventina i consorzi presenti sul territorio regionale che esercitano servizi di rilevanza economica e sociale, soggetti alle medesime normative e disposizioni applicate agli enti locali.

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2.2. La Popolazione

La popolazione residente in Regione al primo gennaio 2008 risulta pari a 1.222.061, di cui 591.597 maschi e 630.464 femmine, di cui 535.992 residenti al primo gennaio di quest’anno in Provincia di Udine (260.209 maschi e 275.783 femmine) e 307.664 residenti in Provincia di Pordenone (150.983 maschi e 156.681 femmine).

2.2.1. La Composizione demografica

Nell’intera regione risiedono 83.306 cittadini stranieri, di cui 42.643 sono maschi e 40.663 femmine. Il gruppo nazionale più numeroso è costituito dai Rumeni (13.593 unità), seguito dagli albanesi (11.728), dai cittadini di Serbia e Montenegro, Croazia e Ghana (4.160 I cittadini stranieri residenti in Provincia di Udine costituiscono a inizio anno il 5,2% della popolazione residente, dato inferiore a quello del Nord Est (7,2%). Superiore in percentuale la presenza degli stranieri nella provincia di Pordenone, dove si attestano all’8,2% del totale della popolazione residente con una aumento del 13,2% rispetto all’anno precedente.
Complessivamente, nel Friuli Venezia Giulia risiede il 2,5% degli stranieri residenti in Italia, e, fra la fine del 2006 e la fine del 2008, si è registrato un aumento medio della popolazione residente immigrata del 10.9%.

La realtà demografica regionale sta subendo delle radicali trasformazioni. Il tasso di natalità è inferiore all’8 per mille. L’età media al primo parto è di 32 anni. Più di un terzo dei nuovi nati ha almeno un genitore straniero. L’età media al matrimonio è aumentata di cinque anni dal 1970.

Il tasso di nuzialità regionale è il più basso in Italia ed è pari a 3,2 per mille. La struttura demografica regionale risulta caratterizzata dall’11,9% di soggetti in età 0-14, dal 65,9% in età 15-64 e dal 22,2% di soggetti con più di 65 anni. L’età media della popolazione risulta di 45,5 anni. Il numero medio di componenti per famiglia è calato di oltre il 25%, dal 1971 al 2006, passando da 3,24 componenti per famiglia a 2,3. Questo calo consistente si deve principalmente a due fattori: il persistente calo della fecondità registrato e l’allungamento delle aspettative di vita.

Un aspetto destinato ad assumere sempre maggiore rilievo, in ogni caso, è dato dalla presenza degli immigrati, non solo per le dimensioni raggiunte (ad esempio, gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado con cittadinanza non italiana sono il 10% del totale), ma per le caratteristiche demografiche che li differenziano profondamente dalla popolazione locale. Infatti:

  • il tasso di natalità per la popolazione indigena è 8‰ e per la popolazione immigrata 23‰, quasi tre volte quello delle locali;
  • l’indice di vecchiaia (numero di ultrasessantacinquenni per ogni 100 appartenenti alla classe 0-14 anni) per la popolazione indigena è 183 e per la popolazione immigrata 14;
  • i minori sul totale della popolazione sono il 15% fra la popolazione indigena, e il 22% fra la popolazione immigrata.

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2.2.2. Lo Stato di Salute della Popolazione

La speranza di vita alla nascita in Regione nel 2008 è di 84,1 anni per le donne e di 78,8 anni per gli uomini, guadagnando dal 2002, rispettivamente, 1,3 anni e 1,9 anni di vita attesi.

La domanda assistenziale della popolazione residente in Regione si è esplicitata per l’anno 2007 in: 467.288 accessi ai posti di Pronto Soccorso, dei quali 63.949 presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Udine e 54.900 presso l’Azienda Ospedaliera di Pordenone; 31.187 utenti trattati con servizio Infermieristico Domiciliare, di cui 6.401 (20,6%) nella Provincia di Pordenone, e 13.863 (44,5%) nella Provincia di Udine e 201.597 dimessi da ricovero ordinario o day-hospital.

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2.3 Le strutture sanitarie e assistenziali

In base al rapporto sul Servizio Sanitario regionale per l’anno 2007 predisposto dall’Agenzia Regionale della Sanità, alla fine dell’anno 2007 in Regione si contavano 787 posti letto in Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), ovvero 2,8 posti letto per mille residenti con età superiore a 65 anni, la Provincia di Pordenone contava 153 posti letto mentre la Provincia di Udine 288, 55 dedicati in ‘hospice’, dei quali 17 a Pordenone e 8 nell’intera provincia di Udine.

Le strutture residenziali per anziani (ex L.R. 33/88) erano a tale data 101, con 5.897 posti letto per non autosufficienti e 2.200 posti letto per autosufficienti, mentre le strutture residenziali per anziani autorizzate ex L.R. 19/97 erano 89 per un totale di 2.333 posti letto. In totale in tali strutture vi erano 10.430 posti letto, con una percentuale di 37,1 posti letto ogni mille abitanti di età superiore ai 65 anni.

A livello provinciale, in Provincia di Pordenone, l’Azienda Ospedaliera Santa Maria degli Angeli disponeva nel 2007 di 464 posti letto ordinari e 61 in day-hospital, con un tasso di occupazione pari al 78,9% e, rispettivamente, al 57,2%. Il C.R.O. di Aviano ha mantenuto invariato il numero di posti letto ultimi tre due anni (108 ordinari e 42 day-hospital) con una lieve flessione del tasso di occupazione, passato da 69,7% al 67,6% per i posti letto ordinari ed un incremento dal 154,8% al 170,4% dei posti letto per day-hospital.

In Provincia di Udine, nel periodo gennaio-dicembre 2007, l’attuale Azienda unica Ospedaliera ed Universitaria di Udine contava 940 posti letto ordinari, 151 posti letto per day-hospital. Elevati risultano i tassi di occupazione dei posti letto sia per i ricoveri ordinari, 86,9%, sia per day-hospital, pari al 173% (su di una media regionale pari al 73,3% per i ricoveri ordinari e del 104,2 per quelli in day-hospital).

Nel 2007, i medici di medicina generale erano 1.024 sul territorio regionale, di cui 233 nella ASS6 di Pordenone, 297 nella ASS 4 di Udine, 71 nella ASS3 e 87 nella ASS5.

Il personale dipendente del Servizio Sanitario Regionale ammontava alla fine dell’anno 2006 a 19.834 unità. L’Azienda Ospedaliera Universitaria di Udine con 3.832 unità risulta la maggiore struttura sanitaria pubblica per numero di dipendenti, seguita dall’azienda Ospedaliera di Pordenone con 2.901 dipendenti.
Sono 390 le farmacie operanti sul territorio regionale, nell’anno 2007, delle quali 102 in provincia di Pordenone (media 3,3 ogni 10.000 abitanti) e 180 in provincia di Udine (media 2,8).

Alla fine del 2008, sono oltre 75.000 i donatori di sangue della nostra regione, dei quali circa 50.000 nella sola Provincia di Udine, con un costante incremento nel tempo sia dei donatori che del numero delle donazioni. Nei centri specializzati della regione sono stati 87 i trapianti effettuati nell’anno 2007.

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2.4 L'Istruzione e la cultura

L’anno scolastico 2008/2009 vede iscritti complessivamente al sistema scolastico dell’intera Regione 139.736 alunni (erano 138.641 nell’anno scolastico precedente). La popolazione scolastica di cittadinanza non italiana ammonta 13.859 allievi, pari al 9,07 degli iscritti (l’8,9% degli iscritti alla scuola dell’infanzia, il 10,33% degli iscritti alla scuola primaria, il 10,51% degli iscritti alla scuola secondaria di primo grado, ed il 6,84% degli iscritti alla scuola secondaria di secondo grado).

In Provincia di Udine gli alunni iscritti sono 62.098 (rispetto ai 61.806 dell’anno precedente), mentre in quella di Pordenone gli alunni sono 36.587 (362 in più rispetto al 2007/2008).

La ripartizione degli alunni della Provincia di Udine è tale per cui il 14,5% sono iscritti alla scuola dell’infanzia, il 33% alla scuola primaria, il 19,5% alla scuola secondaria di primo grado ed il 33% alla scuola secondaria di secondo grado. Percentuali che rimangono sostanzialmente invariate negli anni.

Analoga la situazione in Provincia di Pordenone con un lieve incremento nei cicli inferiori: 11% sono gli alunni iscritti alla scuola dell’infanzia, 38% alla scuola primaria, 21% alla scuola secondaria di primo grado e 30% alla scuola secondaria di secondo grado.

Nella città di Pordenone sono anche presenti quattro corsi di laurea dell’Università degli Studi di Trieste, due di primo livello e due di laurea specialistica, in Scienze del Servizio Sociale e, rispettivamente, in Ingegneria industriale, presso i quali sono iscritti, nel corrente anno accademico, complessivamente 419 allievi.

Si segnala che l’organizzazione internazionale OCSE nel 2006 ha svolto in 59 Paesi del mondo una indagine sulle competenze degli studenti di 15 anni, sulla base di un identico questionario, in tema di competenze scientifiche. Fissato a quota 500 il parametro medio di valutazione, per l’Italia esso è risultato 475; per le scuole del Friuli Venezia Giulia 534; limitatamente ai licei del Friuli Venezia Giulia il parametro è risultato 566. In termini di confronto i risultati del Friuli Venezia Giulia sono i più alti fra quelli di tutte le regioni italiane, al livello dei grandi paesi europei (Germania, Francia); i licei del Friuli Venezia Giulia si collocano al livello dei paesi con il punteggio più alto (Finlandia – Corea del Sud).

Nell’anno accademico in corso sono 578 gli allievi iscritti al Conservatorio Musicale ‘Jacopo Tomadini’ di Udine, otto in più rispetto all’anno precedente. Di questi 453 frequentano i corsi ordinari, 103 sono iscritti ai corsi superiori (69 al triennio e 34 al biennio) e 22 al biennio di didattica.

Ancora viva e diffusa risulta, altresì, nelle comunità locali, la tradizione bandistica. Oggi si contano 16 bande attive nella Provincia di Pordenone e 44 in quella di Udine, che coinvolgono nelle loro attività complessivamente oltre 2.000 strumentisti, di ogni età.

Altrettanto capillarmente diffusi nel territorio friulano risultano i cori e le associazioni corali: alla fine dell’anno 2008, 132 erano i cori legalmente costituiti ed operanti nella provincia di Udine, 76 quelli in provincia di Pordenone. Si stima che siano oltre cinquemila le persone coinvolte stabilmente nell’attività di tali organismi culturali, alcuni dei quali da diversi anni sono stabilmente riconosciuti ai vertici della produzione musicale nazionale.

Secondo la classificazione standard risultano attualmente registrati ed aperti al pubblico 41 musei nella provincia di Udine ed 11 in quella di Pordenone, anche se la rete museale della provincia di Udine (progetto sostenuto dalla Fondazione e realizzato per il tramite del Consorzio Friuli Formazione) presenta 83 siti catalogati (comprendendo anche mostre permanenti, pinacoteche e raccolte di reperti, oggetti e materiali, sia pubblici che di proprietà di privati). Nella destra Tagliamento sono circa 40 i siti catalogati.

Attualmente nella nostra Regione sono censite con codice bibliotecario nazionale e regolarmente aperte al pubblico 498 fra biblioteche e fondi speciali, (pubblici e privati, specie ecclesiastici): di queste 67 sono presenti in Provincia di Pordenone e 194 in Provincia di Udine.

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2.4.1 L'Università degli Studi di Udine

L’Università di Udine, nell’anno accademico in corso, ai articola in 10 facoltà, 28 dipartimenti, ed offre 39 cori di laurea triennale (di cui 4 a Gorizia e 4 a Pordenone) e 48 di laurea magistrale (di cui 5 a Gorizia e 2 a Pordenone). Gli studenti sono 16.620, per tre/quarti provenienti dal Friuli Venezia Giulia, ospitati in sei sedi, Gorizia (con 1555 studenti), Pordenone (1083), Gemona del Friuli, Cormons, Mestre e, ovviamente, Udine.

Dal 1978 si contano quasi trentamila laureati, e, dalle indagini statistiche nazionali risulta che più di un laureato su due dell’Università trova lavoro a un anno dal conseguimento del titolo triennale, contro la media nazionale del 45,5%.

Un’offerta didattica qualificata, che comprende anche la Scuola Superiore (che ogni anno registra mediamente 110 domande per 18 posti disponibili), 20 master universitari, 31 Scuole di Specializzazione e 19 Corsi di Dottorato di Ricerca per 165 posti disponibili.

Nell’anno accademico in corso l’Università di Udine conta 462 docenti, 283 ricercatori, 633 fra tecnici amministrativi e collaboratori ed esperti linguistici (di cui 94 a tempo determinato), 1.356 tra assegnisti di ricerca, specializzandi e dottorandi. L’Università di Udine si stima coinvolga circa 20 mila persone.

Nel campo della ricerca, di base e applicata, l’Università è presente attraverso diverse strutture ad alta specializzazione, quali l’Azienda agraria universitaria, l’Azienda ospedaliero-universitaria, i consorzi ‘Friuli Formazione’, ‘Cirmont’ e ‘Friuli Innovazione-Centro di ricerca e di trasferimento tecnologico’, che gestisce anche il Parco scientifico e tecnologico di Udine. Gli indicatori di trasferimento tecnologico pongono il nostro Ateneo tra i migliori d’Italia. Il portafoglio brevetti ha raggiunto la quota di 58 domande di tutela depositate, di cui 29 commercializzate. Dal 2002 al 2008 sono 22 le imprese spin-off dell’Università.

Di particolare successo, in termini di risultati e di partecipazione, la manifestazione ‘Start Cup’: è una competizione tra idee imprenditoriali innovative, promossa dall’Università degli Studi di Udine e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone.

L’Ateneo mantiene collaborazioni con circa 200 atenei dell’Unione Europea per la mobilità studentesca. È stato, infine, recentemente avviato anche un master europeo con l’Università della Sorbona nel settore delle arti.

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2.4.2 Le minoranze linguistiche storiche

La Legge 482/1999 ha riconosciuto la presenza nel Friuli Venezia di ben tre minoranze linguistiche storiche: friulana, slovena e germanofona. Di queste la più diffusa è certamente quella friulana, che si stima venga parlata da circa 600.000 persone. Più ridotta la diffusione della lingua slovena, che, nel territorio della Provincia di Udine è diffusa prevalentemente nei comuni posti lungo la fascia confinaria orientale. La presenza dei ceppi linguistici germanofoni, infine, è registrata solo in cinque comuni della montagna friulana: Tarvisio, Sauris, Paluzza (frazione di Timau), Malborghetto-Valbruna e Pontebba.

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2.5 Il lavoro

Il 2008 è stato un anno dall’andamento contrastante, con un primo semestre che prosegue la tendenza alla crescita degli anni precedenti ed un secondo che segna un sostanziale peggioramento di tutti i principali indicatori dell’occupazione.

In base alle rilevazioni Istat il tasso di occupazione (15-64 anni) nel Nord Est nel terzo trimestre 2008 si attesta al 68,2% e in Friuli Venezia Giulia al 65,3%, con un tasso maschile che in Regione risulta pari a 74,7% e femminile pari a 55,7%. I tassi di disoccupazione registrati nello stesso trimestre risultano pari a 2,4%, quello maschile, e 6,7% quello femminile.

Gli occupati in regione alla fine dell’anno 2008 sono 522.000. In particolare, nel primo semestre l’occupazione si è accresciuta di 7 mila, con una sostanziale stabilità degli indici degli ammortizzatori sociali. Nel secondo semestre, invece, è diminuita di oltre 10 mila unità e sono cresciute le domande per gli interventi di sostegno pubblici.

Gli occupati nel settore dell’industria risultano stabili (148.000 unità) rispetto all’anno precedente, in calo gli addetti nel settore dei servizi (con una perdita di circa 12 mila addetti), e nell’agricoltura (meno mille), compensati in parte dall’incremento nel settore del commercio (più 6 mila) e delle costruzioni (più 2 mila). In generale, aumentano le posizioni di lavoro indipendenti e calano quelle dipendenti. Il calo delle assunzioni per i lavoratori italiani è di poco superiore al 12%, a fronte di una riduzione superiore al 27% per i lavoratori non italiani.
Per quanto attiene agli ammortizzatori sociali, le domande relative all’indennità di disoccupazione salgono del 21,2%, quelle di mobilità del 26,57 % e quelle di cassa integrazione del 13,25%.

Per il 2009 anche il numero dei disoccupati è destinato a crescere sia a causa della diminuzione dell’occupazione che, in conseguenza, dei giovani che si affacciano per la prima volta al mercato e non trovano lavoro. Nel primo semestre 2009 si prevede un consistente incremento della cassa integrazione ordinaria, mentre nel secondo è prevista una notevole ripresa della straordinaria.

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2.5.1 La produzione

Il PIL regionale, stimato ad oltre 1,6% nei primi mesi del 2008, è progressivamente scivolato nel corso dell’anno superando la soglia psicologica dello zero, attestandosi definitivamente sul valore di - 0,3%. Per il 2009 si prevede un ulteriore calo che attualmente viene stimato tra il -1 ed il -2,2%. Soltanto per il 2010 si prevede una fase di ripresa, di qualche punto decimale.
Il PIL pro capite del Friuli Venezia Giulia corrisponde ad un valore di circa 29.000 euro, superiore del 12,3 % rispetto alla media nazionale.

Notizie non positive, parimenti, giungono da numerose imprese operanti nei settori chimico e della gomma-plastica. Anche il settore edilizio, dopo oltre 10 anni di crescita ininterrotta, presenta un calo della domanda ed una pur lenta caduta dei prezzi. Per la contrazione degli investimenti da parte delle famiglie, in difficoltà anche il settore del legno e dell’arredo, con conseguenti ripercussioni anche sull’indotto, primi fra tutti gli spedizionieri e gli autotrasportatori.

Alla fine dell’anno 2008, risultano attive in regione 100.423 imprese, con una riduzione dello 0,67 rispetto all’anno precedente. Le imprese attive costituiscono l’1.89 % di quelle operanti sull’intero territorio nazionale. 48.728 sono le imprese attive in Provincia di Udine, pari al 48,52 dell’intera regione.

La difficile fase congiunturale viene confermata da una serie di dati tra cui il traffico autostradale, che nel mese di febbraio 2009 registrano una riduzione del traffico leggero del 6,38% rispetto all’anno precedente. Tutte le previsioni concordano nel segnalare le difficoltà per una ripresa delle esportazioni nell’anno 2009 e nel prevedere una ripresa già nel corso del 2010.

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2.6 Il settore bancario

Nel Friuli Venezia Giulia sono presenti, nel 2008, 26 banche con 955 sportelli. Gli sportelli sono aumentati di numero in Provincia di Pordenone – più 6 con 229 sportelli in totale – e 7 in Provincia di Udine – con 471 sportelli. La loro presenza si diffonde su 31 comuni, dei 49, presenti nel territorio della destra Tagliamento e su 111, de1 137 appartenenti al territorio della Provincia di Udine.

Nell’anno 2008 i prestiti bancari, al netto delle erogazioni alle società finanziarie e assicurative, hanno rallentato rispetto all'anno precedente: la minore crescita dei finanziamenti alle famiglie ha riguardato sia i mutui, sia il credito al consumo, mentre i prestiti alle imprese hanno risentito dell'andamento della congiuntura regionale.

Nel contempo, le posizioni con rate scadute o relative alla clientela in una situazione di temporanea difficoltà hanno registrato un sostenuto incremento. La raccolta presso le famiglie consumatrici ha ulteriormente accelerato, con una crescita particolarmente accentuata per la componente obbligazionaria

Alla data del 30 settembre 2008, la Banca d’Italia informa che gli impieghi totali (compresi pronti conto termine) espressi in milioni di euro, ammontano, nella regione, a 30.157 milioni di euro (erano 28.175 al 30.09.2007). Le sofferenze superano i 723 milioni di euro per oltre diecimila fra persone fisiche e giuridiche.

I depositi, alla stessa data, risultano pari a 18.398 milioni di euro (erano 18.492 al 31 dicembre 2006): una crescita sospinta dai titoli di Stato e dalle obbligazioni non bancarie, mentre la raccolta complessiva presso le famiglie consumatrici ha frenato rispetto all’esercizio precedente.

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2.7 Il volontariato

La Legge 266/1991 dispone che le Fondazioni di origine bancaria accantonino una parte degli utili di bilancio in favore dei fondi regionali destinati a sostenere le attività svolte dai centri di Servizio per il Volontariato.

Il Fondo regionale è amministrato da un Comitato di gestione, cui partecipano i rappresentanti delle Fondazioni, delle associazioni di volontariato, delle istituzioni nazionali, regionali e locali.

Le profonde radici storiche del volontariato friulano hanno portato alla costituzione, nell’anno 2000 dell’Associazione interprovinciale di organismi denominata "Centro Interprovinciale Servizi i Volontariato Friuli Venezia Giulia", partecipata anche dalla quattro amministrazioni provinciali ed a cui oggi aderiscono oltre 300 associazioni.

Complessivamente sono 964 le organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale all’inizio del corrente anno, ma se ne contano oltre 1.650 operanti nei più diversi campi: sanitario, sociale, culturale, della protezione civile, dell’ambiente e nella cooperazione internazionale. Stime attendibili indicano che attualmente vi operano circa 30.000 unità con una media di 36 volontari per ciascuna associazione. A questi vanno aggiunti gli 11.000 volontari della protezione civile e almeno altri 10.000 appartenenti alle associazioni non iscritte, per un totale di circa 50.000 volontari in regione. Il maggio numero di associazioni di volontariato è presente nella provincia di Pordenone (33%), seguita da Udine (30%). La pluralità dei servizi di volontariato si rivolge in particolare a tre categorie di utenza: al primo posto i malati, al secondo gli anziani e al terzo, leggermente distaccati, i giovani.

Nel novero delle associazioni che operano per la promozione del territorio e che organizzano annualmente centinaia di eventi e manifestazioni di grande attrazione, un ruolo di rilievo hanno assunto le Pro Loco: sono attualmente 225 quelle censite dall’Associazione regionale che le riunisce e si stima che siano oltre 35 mila i volontari coinvolti.

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2.8 L'emigrazione

La Fondazione CRUP ritiene essenziale il ruolo svolto dalle associazioni rappresentative dei corregionali all’estero che consentono di mantenere vivi i caratteri dell’identità ed il legame con la Piccola patria. Sono 3.734.2428 i cittadini italiani residenti all’estero secondo i dati dell’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero (AIRE), aggiornati all’aprile 2008, anche se il ‘Rapporto - Italiani nel Mondo 2008’ stima che la collettività italiana allargata all’estero sia superiore a 60 milioni e più di persone.

Rispetto ai dati ufficiali, circa 134.908 sono gli iscritti nelle all’AIRE del Friuli Venezia Giulia, così suddivisi per Paesi di residenza: Argentina 19,6%, Francia 14,5%, Svizzera 11,9 %, Germania 6,6%, Belgio 6,5%, Canada 5,1%, Australia 4,7%, Sud Africa, 2,8%, ecc..

Va rilevato che più della metà degli italiani all’estero (oltre il 54%, pari a circa 2 milioni di persone) è costituita da giovani al di sotto dei 35 anni. La maggior parte di questi giovani è concentrata in Europa (1,2 milioni, pari al 60,6% del totale, all’incirca 3 su 5), un continente non solo più vicino ma anche più affine culturalmente: è qui che i giovani studiosi, i lavoratori e i professionisti trovano maggiori opportunità di formazione e di avviamento occupazionale, grazie anche al supporto di specifici programmi di ricerca e di scambio in ambito comunitario.

Da un’indagine risulta che a cinque anni dalla laurea le ragioni dell’emigrazione (definitiva e a lungo termine) sono dovute, in quasi la metà dei casi, alla ricerca di migliori condizioni di lavoro solitamente presso grandi aziende. Un fenomeno che coinvolge anche le province di Udine e Pordenone e che viene registrato dall’apertura di sempre nuovi ‘Fogolârs Furlans’ nei più diversi paesi (dall’Inghilterra al Perù, dalla Cina alla Romania), costituiti da imprenditori, manager, professionisti e tecnici qualificati operante nei settori dell’industria, della finanza e del commercio internazionale.

Fonti dati:

  • I.S.T.A.T. – Istituto nazionale di Statistica
  • Rapporto sul Servizio Sanitario Regionale – anno 2007, Agenzia Regionale della Sanità);
  • Bollettino Statistico della Banca d’Italia;
  • Annuario degli Italiani nel Mondo – Edizione 2008;
  • Università degli Studi di Udine;
  • Università degli Studi di Trieste;
  • Ufficio Scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia;
  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Agenzia del Lavoro
  • AISCAT – Traffico autostradale società Autovie Venete
  • Fondazione CREF – Udine
  • INVALSI – L’organismo ufficiale del Ministero Italiano della Pubblica Istruzione per la Valutazione delle Scuole).
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3. L'ASSETTO ISTITUZIONALE

Il 2008 è coinciso con la scadenza del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale e, in buona sostanza, con la conclusione di un importante periodo di decennale lavoro del Presidente Antonini Canterin e di buona parte dei Consiglieri.

L’Organo di Indirizzo, statutariamente chiamato ad eleggere i nuovo organi, si è riunito il 10 dicembre 2008 dinnanzi al notaio Panella di Udine, che ha redatto il verbale della seduta.

Un difficile compito quello di scegliere il nuovo Consiglio, considerata l’importanza di assicurare una sostanziale continuità di gestione, nel rispetto del principio della territorialità e dell’equilibrata distribuzione delle risorse, in un momento in cui la crisi finanziaria non poteva che evocare armonia, spirito di collaborazione e senso di responsabilità.

Per i rinnovi hanno trovato applicazione le procedure di cui all’art. 16 dello statuto e l’elezione è avvenuta sulla base di liste uniche presentate dai componenti dell’Organo di Indirizzo, a testimoniare la condivisione e l’assenza di incertezza circa i nominativi proposti.

Sono stati 4 i Consiglieri confermati dal precedente triennio, tutti quelli che statutariamente non avevano raggiunto il limite massimo di mandati (Comelli, Faleschini, Politi Tomasini), altri 6 nominati all’interno dell’Organo di Indirizzo (Chiarotto, Cignacco, Insacco, Musolla, Pezzetta, Tosolini), mentre l’11° individuato nel Direttore della Fondazione (D’Agostini).

Sono stati confermati il Presidente del Collegio Sindacale, i due Sindaci effettivi e i due Sindaci supplenti.

Il nuovo Consiglio e il Collegio Sindacale resteranno in carica per un triennio a decorrere dal 1° gennaio 2009 e verranno a scadere alla data di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2011 (quindi nel mese di aprile 2012) da parte dell’Organo di indirizzo.

L’Organo di Indirizzo rimarrà in carica sino a metà novembre 2011.

 

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3.1. Il Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio si è riunito nel corso del 2008 13 volte per deliberare sulle questioni di amministrazione ordinaria e straordinaria non di stretta competenza dell’Organo di Indirizzo.

I componenti in carica al 31.12.2008 erano:

PRESIDENTE
ANTONINI CANTERIN Silvano

VICE PRESIDENTI
COMMESSATTI Pietro
PADOVESE Luciano

CONSIGLIERI
BRESSANI Pier Giorgio
COMELLI Gianfranco
FALESCHINI Carlo
FAVARO Gianfranco
PERESSUTTI Sergio
POLITI Msssimo
PUNTIN Lodovico Nevio
TOMASINI Bruno

Dagli avvicendamenti si evince che essi rappresentano una scelta di rinnovamento, ma lungo una linea di sostanziale continuità. Un segnale, dunque, di stabilità e di compattezza in un momento di crisi sistemica.

Il 2 gennaio 2009 il Consiglio - eletto il 10 dicembre 2008 - si è riunito per decretare il suo insediamento, nonchè per nominare il nuovo Presidente, che è stato individuato - per acclamazione - nel dott. Lionello D’Agostini, i due Vice Presidenti, nelle persone del sig. Carlo Faleschini (per la Provincia di Udine) e dott. Paolo Musolla (per la Provincia di Pordenone) ed il Consigliere anziano, l’avv. Bruno Tomasini. A tale data la composizione del Consiglio risultava quindi così modificata:

PRESIDENTE
D’AGOSTINI Lionello

VICE PRESIDENTI
FALESCHINI Carlo
MUSOLLA Paolo

CONSIGLIERI
CHIAROTTO Sergio
CIGNACCO Gian Battista
COMELLI Gianfranco
INSACCO Emilio
PEZZETTA Marco
POLITI Massimo
TOMASINI Bruno
TOSOLINI Marco Maria

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3.2. L'Organo di Indirizzo

Ai sensi dell’art. 11 dello statuto, il numero dei componenti dell’Organo di Indirizzo è di 24, 20 dei quali designati da organismi, enti, associazioni ed istituzioni espressivi delle realtà locali, e 4 cooptati.

Per statuto i componenti non operano in rappresentanza delle istituzioni da cui vengono designati, ma si impegnano a fornire il loro contributo sulla base della loro esperienza e competenza professionale.

I membri cooptati sono stati prescelti in quanto persone di chiara e indiscussa fama, in possesso dei richiesti requisiti di professionalità e onorabilità.

L’Organo di Indirizzo seleziona le linee strategiche e gli obiettivi da perseguire, attraverso gli strumenti di programmazione triennale ed annuale.
Esso nel corso del 2008 si è riunito 5 volte, per deliberare sui seguenti argomenti:

- approvazione del bilancio consuntivo 2007;
- variazioni al Documento Programmatico Previsionale 2008;
- approvazione del Documento Programmatico Previsionale 2009;
- nomina del nuovo Consiglio della Fondazione.

Per effetto delle nomine sopra indicate, la composizione dell’Organo di Indirizzo si è ridotta a 18, un tanto determinando la necessità di ricostituirne il plenum con 4 designazioni e 2 cooptazioni; esse sono avvenute il 23 marzo 2009, come di seguito indicato:

- DESIGNAZIONI:
1.Provincia di Pordenone: ing. Valter Giugni
2.Comune di Aquileia: sig. Lodovico Nevio Puntin
3.Deputazione di Storia Patria – Udine: prof. Gianfranco Ellero
4.Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pordenone: dott. Danilo Raffaele Villalta.

- COOPTAZIONI:
1. prof. Franco Calabretto
2. dr. Claudio Filipuzzi.

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3.3. Il Collegio Sindacale

E' l’organo di controllo della Fondazione, con funzioni di vigilanza sull’operato e sulle deliberazioni assunte dall’Organo di Indirizzo, di amministrazione e di direzione, per assicurarne la rispondenza alla legge, ai regolamenti di settore ed allo statuto dell’Ente.

E' composto da tre componenti effettivi, di cui uno è Presidente del Collegio, e due supplenti nominati dall’Organo di Indirizzo ogni triennio. Esso è intervenuto a tutte le adunanze del Consiglio e dell’Organo di Indirizzo e si è riunito ogni trimestre per le verifiche statutariamente previste.

Di seguito ne viene riportata la composizione, rimasta invariata rispetto al precedente esercizio:

Presidente
PELIZZO Giovanni

Membri
LARICE Raffaele
NONIS Luciano

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3.4. Il Presidente

Il Presidente è il Presidente dell’Organo di Indirizzo e del Consiglio di Amministrazione ed ha la rappresentanza legale della Fondazione di fronte ai terzi e in giudizio.

Come già in precedenza evidenziato, il 2 gennaio 2009 si è avuto un avvicendamento in tale ruolo, essendo stato nominato nella carica di Presidente della Fondazione il dott. Lionello D’Agostini - che sino a quel momento aveva rivestito il ruolo di Direttore - in sostituzione del dr. Silvano Antonini Canterin.

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3.5. Il Direttore

Il Direttore è capo degli uffici e del personale della Fondazione ed ha tutte le attribuzioni di cui all’art. 25 dello statuto.

E' nominato dal Consiglio di Amministrazione ed ha l’incarico di fornire indicazioni, seguire e vistare tutti gli atti amministrativi, nonché di dare esecuzione alle delibere.

Il Consiglio ha nominato in data 19 gennaio 2009 quale nuovo Direttore della Fondazione l’ing. Pier Antonio Varutti, che ha assunto l’incarico con decorrenza 2 febbraio 2009.

Egli partecipa a tutte le sedute dell’Organo di Indirizzo, con il compito di redigerne il verbale, e del Consiglio di Amministrazione, con funzioni consultive e propositive.

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3.6. Le Commisioni consultive

Le Commissioni consultive sono state istituite dal Consiglio con delibera del 19 dicembre 2005, con la funzione di compiere l’esame istruttorio delle proposte e dei progetti pervenuti all’Ente, che vengono ripartiti per materia.

Sono presiedute dal Presidente o da un suo delegato, mentre ne fanno parte, di diritto, i Vice Presidenti ed il Direttore.

Le Commissioni sono tre: Istruzione, Formazione, Ricerca Scientifica; Arte, Attività e Beni Culturali; Salute, Medicina, Assistenza, Volontariato.

Il loro contributo, che consiste nell’esame delle iniziative, della loro ammissibilità e nella valutazione della loro rilevanza sul territorio, consente all’organo deliberante di decidere con consapevolezza e snellezza operativa.

Nel corso del 2008 esse si sono riunite tre volte.

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3.7. Le Commisioni Tecniche

Con la medesima delibera consiliare che istituì le Commissioni consultive sono state insediate anche due Commissioni tecniche: la Commissione Finanza e la Commissione Immobili, entrambe con compiti consultivi su questioni tecniche, bisognose di specifici studi istruttori o di particolari approfondimenti in materia finanziaria e patrimoniale ovvero nel comparto edilizio-immobiliare. Il prodotto del loro lavoro consente, quindi, agli organi competenti di assumere le determinazioni del caso con la dovuta conoscenza.

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3.7.1. La Commisione Finanza

Nel corso del 2008 il comparto finanziario è stato molto sollecitato – tra monitoraggi pluriquotidiani, acquisizioni di dati, confronti con i gestori e consultazioni con gli esperti – per far fronte alla grave crisi che ha coinvolto i mercati finanziari, producendo i suoi effetti negativi anche sul quadro economico/finanziario della Fondazione. Nel secondo semestre 2008 alle società di gestione del risparmio, che hanno in delega di gestione una parte del patrimonio del nostro Ente (Eurizon Capital SGR SpA, Duemme SGR Benchmark, Duemme SGR Total Return, Pioneer I.M. e Generali I.M.) sono stati richiesti dei report nei quali venissero illustrate le politiche di investimento che esse intendevano adottare fino a fine anno e i risultati che ragionevolmente ritenevano di conseguire a fine 2008.

Tali dati sono stati esaminati e valutati, oltre che dagli uffici della Fondazione e dall’advisor Prometeia Sim SpA, anche dalla Commissione Finanza, i cui esiti sono stati tempestivamente riferiti al Consiglio.

Quanto al portafoglio in gestione diretta, la Commissione ha suggerito di rinviare l’attuazione di alcune operazioni già autorizzate dal Consiglio, quali la cessione del fondo di private equity di Duemme SGR, la riduzione dei titoli meno liquidi, l’azzeramento dei titoli sottili; ma anche l’assegnazione ad un gestore indipendente di una quota del patrimonio liquido, nonché l’adesione definitiva al fondo AIADINN della finanziaria regionale Friulia.

Per quanto concerne le valutazioni sull’asset partecipativo della Fondazione, la Commissione ha suggerito di chiedere alla società di advisory, anche in vista dell’ormai prossima scadenza del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, un parere esterno indipendente in merito alla congruità e garanzia della quota detenuta in Intesa San Paolo SpA, che rappresenta il più rilevante e storico investimento della Fondazione (circa 70% del proprio patrimonio).

La Commissione ha inoltre valutato favorevolmente l’attivazione di un nuovo mandato di gestione Total Return con un’importante società di gestione del risparmio indipendente, Kairos SGR SpA, sull’attuazione del quale il Consiglio ha successivamente deciso di soprassedere sino al momento della ristabilizzazione dei mercati.

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3.7.2. La Commisione Immobili

Il persistente silenzio dell’Amministrazione comunale opposto alle sollecitazioni della Fondazione in ordine alla richiesta di variante del PPCC e alla conseguente modifica della “destinazione d’uso” di quelle unità immobiliari per cui è attualmente prevista una destinazione a prevalente uso residenziale ha indotto la Fondazione a nuove valutazioni circa l’impiego del suo patrimonio edilizio.

La Commissione Immobili ha esaminato tutti gli elementi utili ai fini delle necessarie valutazioni, che successivamente sono state fatte proprie dal Consiglio. Alla fine è stata assunta la decisione di procedere alla ristrutturazione del solo Palazzo Contarini (uffici operativi e di rappresentanza, biblioteca e archivi, spazi espositivi e mostre), soprassedendo a qualsiasi decisione circa i restanti immobili più antichi.

Sono stati presi anche dei contatti per i primi interventi urgenti sugli impianti esistenti, quali ad esempio quello di raffrescamento.

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4. L'AMBITO DI ATTIVITA'

In questa sezione viene descritta l’attività svolta dalla Fondazione nel corso del’esercizio 2008, delineandone i percorsi seguiti, le singole iniziative svolte, i principali obiettivi raggiunti.

L’ambito è stato gestito secondo i principi cardine individuati per regolamentare l’attività istituzionale, nel rispetto dello statuto e sulla base della programmata, autonoma strategia della Fondazione e in ossequio ai suoi principi ispiratori (la territorialità, l’efficiente utilizzazione delle risorse, l’efficacia degli interventi, la trasparenza nelle scelte).

Il Direttore si è quindi avvalso delle dipendenti in applicazione del nuovo organigramma, che ormai può considerarsi collaudato nella sua funzionalità con le sue 3 aree operative (finanza e patrimonio – e gestione amministrativa del personale, amministrazione e logistica, interventi per finalità istituzionali), oltre ad una funzione di staff, con compiti di supporto agli organi istituzionali e attività di comunicazione. Allo stesso modo hanno concorso al raggiungimento degli obiettivi prestabiliti altre risorse che, a vario titolo, supportano l’ente: trattasi delle persone che prestano la loro opera in Fondazione per conto di cooperative convenzionate o che forniscono consulenze continuative, specie nel campo finanziario e patrimoniale. Con questo sistema combinato è stato possibile gestire in modo snello, efficace ed efficiente l’attività perseguendo gli obiettivi indicati nei documenti programmatici e negli atti deliberativi, quali di seguito sinteticamente riassunti e raggruppati, per comodità espositiva, per ambiti operativi.


4.1. I Progetti Realizzati

4.1.1. Il Patrimionio Artistico le due mostre di Udine e Pordenone

Il 1° febbraio 2009 si è chiusa a Pordenone la mostra Testimonianze d'arte in Friuli.Capolavori della Fondazione Crup, che ha proposto al grande pubblico i tesori della Fondazione acquisiti dall’ex Cassa di Risparmio in occasione dell’ingresso di quest’ultima nel gruppo Intesa San Paolo. La kermesse era partita dalla chiesa di San Francesco a Udine il 5 ottobre per poi trasferirsi presso l’ex convento di San Francesco a Pordenone dal 5 dicembre: oltre 100 opere, provenienti da una collezione di 500 pezzi di diversa tipologia tra dipinti antichi e moderni, sculture, incisioni, oreficerie, codici, libri miniati e monete longobarde, dal VI secolo ai giorni nostri, tesori originariamente tramandati dai monti di pietà friulani, che costituiscono un patrimonio unico.

La mostra è stata in un qualche modo caratterizzata da visite e fuori programma. Le presenze sono state un record per il numero, oltre 7mila: 5.300 a Udine e 1.800 a Pordenone. Un grande successo, quindi, sia in termini di numero di visitatori e di cataloghi distribuiti che in termini di impatto sul territorio. E’ la prima volta che la Fondazione organizza un evento di tale portata, fortemente voluto dal Presidente Antonini Canterin e dalla precedente Amministrazione, che ha acquistato il patrimonio artistico proprio con l’intento di farlo conoscere e renderlo fruibile da parte dell’intera comunità. E’ stata registrata una diversa affluenza presso le due sedi allestite, che risulta peraltro rapportata alla dimensione territoriale delle due province, ma anche al fatto che le medesime opere erano già rimaste esposte per due mesi a Udine. In ogni caso la provincia pordenonese è rimasta molto soddisfatta dell’evento, anche per il fatto che un allestimento così ben strutturato, a detta anche delle istituzioni locali, non si era mai visto presso l’ex Convento di San Francesco.

La mostra è stata tristemente segnata dal lutto per la scomparsa dell’architetto Leonardo Miani, che ne aveva curato il progetto allestitivo, spentosi all’improvviso poco prima dell’apertura di Pordenone. Non sono mancate le sorprese curiose e decisamente più leggere: Agostina Biasutti, classe 1920 di Coseano (UD), si è riconosciuta ritratta da adolescente in una tela del 1933 dell’artista friulano Ernesto Mitri. La signora, che credeva persa l’opera con le vicissitudini del secondo conflitto mondiale, si è invece potuta rispecchiare, 75 anni dopo, in un attimo della sua adolescenza immortalata in un ritratto che esprime tutta la poetica del Novecento.

Se da un lato la mostra è stata segnata da tali eventi, da un altro è stata mecenate consapevole per la diffusione e la promozione di cultura, spirito che ha caratterizzato l’istituto friulano sin dalla sua costituzione. Ben 3.100 i cataloghi editi da Skira regalati ai visitatori, un volume di oltre 200 pagine a cura di Giuseppe Bergamini e Giancarlo Pauletto con foto, didascalie, critica artistica e contestualizzazione storica, pubblicazione in tiratura limitata per accompagnare negli anni il ricordo di una mostra carica di contenuti.

La Fondazione ha offerto agli istituti scolastici del territorio laboratori didattici gratuiti, finalizzati ad avvicinare i più giovani all’arte: un’opportunità a costo zero per il settore pubblico di contestualizzare le lezioni di arte con il confronto dal vivo su opere di indiscusso valore.

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4.1.2. Il piano di comunicazione - Il progetto per la comunicazione on line

E' proseguito e si è sviluppato nel corso del 2008 il piano di comunicazione della Fondazione, che venne avviato nel 2006. Dopo una prima fase di sperimentazione, sono state aperte nuove linee di comunicazione con gli uffici stampa di istituzioni ed associazioni particolarmente rappresentative del territorio (Università, Unione Artigiani di Udine, Casa dello Studente di Pordenone), con il primario obiettivo di diffondere nell’ambito della comunità la missione della Fondazione ed i suoi valori guida.

E' stata anche rafforzata la comunicazione interna, intesa come insieme coordinato e coerente di specifici programmi predisposti per management, organi istituzionali e dipendenti. Dopo una prima ma breve incerta fase di avvio, la comunicazione è stata intesa da tutti coloro che operano per la Fondazione, sia internamente che come collaborazioni esterne, quale utile strumento di diffusione dei programmi e delle iniziative sostenute dall’Ente, specialmente in un periodo di difficoltà che si è manifestato nel 2008, ma che si farà sentire molto proprio quest’anno.

Va segnalata in particolare la collaborazione con il Messaggero Veneto, pagine “Messaggero scuola”, dedicate agli studenti; in proposito si evidenzia che tra le novità 2008 vi è stato l’ampliamento dell’iniziativa ai bambini delle quinte elementari e la realizzazione di alcuni articoli sulla Fondazione (attività, assetto della governance, mostre e presentazioni di volumi) direttamente dai ragazzi della redazione.

Anche alcuni settimanali (La Vita Cattolica, Il Friuli) dedicano una pagina a temi selezionati tra i progetti più significativi sostenuti dal nostro Ente.

Tra i canali di veicolazione delle inziative vanno annoverate anche le emittenti televisive (Telefriuli, Telepordenone, Telechiara) e le radio (radio Voce nel Deserto e radio Spazio 103).

In questa fase evolutiva e di affinamento del piano di comunicazione si sta compiendo una valutazione anche circa l’eventuale rimodulazione del progetto “Dalla penna all’e-mail” del Gazzettino, che potrebbe vedere un’implementazione di partners strategici, secondo modalità che sono allo stato in corso di definizione.

Un importante progetto portato a compimento è il giornale web della Fondazione che, strutturato nelle sezioni “Eventi e notizie”, “Biblioteca”, “Opere d’arte”, “Interventi per finalità istituzionali”, “loghi”, è stato aggiornato nei contenuti e messo on line, allo scopo di renderlo fruibile da parte dell’intera collettività. Questo progetto si è rivelato vincente, date le attestazioni di efficacia e condivisione dell’iniziativa e del numero di contatti giornalieri registrati.
Il rifacimento del sito ha rappresentato altresì l’occasione per la realizzazione di un nuovo sistema di gestione della biblioteca interna e dei volumi acquisiti e posti in distribuzione alle biblioteche pubbliche.

Inoltre si è realizzata una mailing list informatizzata, attualmente composta di circa 1.500 nominativi, che consente di effettuare dei raggruppamenti diversi a seconda delle esigenze (spedizioni di volumi, di bilanci, di inviti, altro) senza necessità di duplicazione di files.

Nell’ambito della comunicazione è stato realizzato il primo notiziario informativo della Fondazione, che ne evidenzia l’identità attraverso la sua storia, i suoi ambiti di intervento, i suoi scopi ed i suoi valori guida.

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4.1.3. Il Progetto AGER (Agroalimentare e Ricerca)

Avrà durata triennale e funzionerà tramite un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS), promossa dalla Fondazione Cariplo e alla quale aderiscono 13 fondazioni di origine bancaria - tra le quali la nostra con 500.000 euro l’anno per un triennio - con una dotazione complessiva pari a circa 30 milioni di euro.

Di essa si tratterà più diffusamente in prosieguo.

La Fondazione vi partecipa attivamente con due membri del Comitato Scientifico (prof. Raffaele Testolin, docente della Facoltà di Agraria dell’Università di Udine e Presidente dell’IGA e dott. Eugenio Sartori, direttore dei Vivai di Rauscedo) ed uno del Comitato di Gestione (dr. Marco Pezzetta).

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4.1.4. L'attività convegnistica

Allo scopo di far conoscere tale iniziativa sul territorio, la Fondazione ha organizzato, insieme all’Università di Udine, un convegno intitolato “Ricerca e innovazione PER l’agroalimentare in Friuli Venezia Giulia”, che si è tenuto il 12 settembre 2008 presso l’Azienda Agraria Universitaria “A. Servadei”, ove nella stessa giornata è stato inaugurato il Farmer’s market dell’Università.

A chiusura delle iniziative attuate nel corso del 2008 nella ricorrenza dei dieci anni dalla scomparsa dell’avv. Antonio Comelli, primo Presidente della Fondazione CRUP e già Presidente della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, la Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, d’intesa e in collaborazione con la Fondazione, ha organizzato, il 19 novembre 2008, presso l’Auditorium della Regione FVG a Udine un convegno di studi con tema “ La Regione Friuli Venezia Giulia: realtà e prospettive”.

Le relazioni sono state dei professori Sergio Bartole dell’Università di Trieste (Una Regione per il cambiamento), Enzo Rullani dell’Università di Venezia (L’economia del Friuli Venezia Giulia nel mondo che cambia) e Bruno Tellia dell’Università di Udine (Idee ed energie per preparare la società di domani), coordinatore il dr. Bruno Vespa.

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4.1.5. I progetti editoriali

Nel 2008 la Fondazione ha realizzato alcuni progetti editoriali, connessi all’acquisizione del patrimonio artistico, all’allestimento delle due mostre di Udine e Pordenone e alla ricorrenza del decimo anniversario della scomparsa dell’avv. Antonio Comelli, di cui si è detto nelle sezioni rispettivamente dedicate:

  • a) catalogo generale delle opere d’arte della Fondazione (2.500 cofanetti con due tomi versione normale e versione lusso in seta), 480 pagine di cui 400 stampate a colori e 80 in bianco e nero, che raccoglie circa 550/600 immagini a colori, 550 cartelle complessive tra saggi, schede e apparati;
  • b) catalogo unico delle mostre di Udine e Pordenone: originariamente stampato in 2.000 copie e ristampato in altri 3.000 esemplari distribuiti in mostra gratuitamente. Si tratta di un tomo di complessive 192 pagine stampate a colori, 90 immagini a colori, 140 cartelle complessive tra saggi, schede e apparati;
  • c) volume sull’oreficeria in Friuli (versione normale e versione lusso in seta) dedicato all’avv. Antonio Comelli nel decimo anniversario della scomparsa: 2.000 copie, un tomo di complessive 256 pagine di cui 192 stampate a colori e 64 in bianco e nero, 250 immagini a colori in 192 pagine, 250 minimali in bianco e nero, 210 cartelle complessive tra saggi, schede e apparati, dedicato all’avv. Antonio Comelli.

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4.1.6. Il Personale

Lo svolgimento dell’attività esecutiva si basa essenzialmente sulla professionalità del personale dipendente, costituito da risorse giovani ma qualificate, che si avvale – all’occorrenza – dei necessari supporti di consulenza.

Esso è strutturato su un modello organizzativo che suddivide le attività istituzionali secondo una logica funzionale, in tre distinte aree: Finanza e Patrimonio, Amministrazione e Logistica, Interventi per Finalità Istituzionali, oltre ad una funzione di staff.

Al 31.12.2008 l’organico era composto da 6 dipendenti assunte a tempo indeterminato con contratto collettivo nazionale del commercio e servizi e da 2 persone che collaborano a mezzo di una cooperativa di servizi.
L’assetto organizzativo è il seguente:

  • Segreteria Organi e Comunicazione esterna (staff) - 1 unità responsabile. La figura preposta allo svolgimento di queste funzioni ha il compito di supportare gli organi istituzionali e di curare la comunicazione esterna;
  • Finanza e Patrimonio - 1 unità responsabile. La figura preposta allo svolgimento di queste funzioni ha il compito di presidiare l’attività di natura finanziaria, di gestione del patrimonio e delle partecipazioni dell’Ente, e di intrattenere i rapporti con la società advisor e con i gestori esterni, nonché di supportare e coadiuvare il Direttore nell’attività di gestione contabile ed amministrativa del personale;
  • Interventi per Finalità Istituzionali – 3 unità (1 responsabile e 2 referenti per settore d’intervento e/ o gruppi di settore). Comprende tutte le attività relazionali con gli stakeholders, nonché di istruttoria tecnica delle richieste di contributo, di amministrazione e di controllo delle erogazioni. L’operatività viene gestita per settore d’intervento (senso verticale), garantendo in tal modo una precisa identificazione degli interlocutori ed una coerente continuità nei rapporti;
  • Amministrazione e Logistica - 2 unità (1 responsabile e 2 operatori a part-time orizzontale e/o verticale). Nell’area vengono svolte principalmente le attività di carattere amministrativo, contabile e fiscale, di gestione del bilancio, logistica, economale.

Quest’area comprende, com’è noto, anche le funzioni connesse alla gestione della biblioteca, del flusso di volumi in entrata ed uscita, nonché della reception e del centralino, quale sistema integrato di funzioni eterogenee, ma che per praticità operativa fanno capo ad un unico ambito.

Si è provveduto in corso d’anno alla gestione ordinaria ed all’aggiornamento delle posizioni in essere; peraltro, su questo fronte si è aperto un nuovo capitolo rappresentato dal “Libro Unico del Lavoro”, obbligatorio a decorrere da gennaio 2009 e recato come novità assoluta dal D.L. 112/2008, che introduce nuovi adempimenti a carico del datore di lavoro, con onerose responsabilità e sanzioni.
Sono stati altresì gestiti i contratti relativi alle collaborazioni esterne delle risorse non incardinate in pianta stabile.

In tale quadro si inserisce anche l’avvio di una collaborazione con un affermato studio di commercialisti, avente sede a Udine, con l’incarico di seguire l’area amministrativa particolarmente in fase di redazione del bilancio.

Similmente in ambito finanziario, è stato avviato dal gennaio 2008 un rapporto di collaborazione con una società di advisory indipendente, la Prometeia Advisor Sim SpA di Bologna.

Nel 2008 si è continuato ad accogliere gli stagisti dell’Università di Udine - sulla base di un’apposita convenzione di tirocinio - che sono stati impiegati soprattutto per l’implementazione delle sezioni in cui si struttura il giornale web della Fondazione.

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5. Le Linee Evolutive dell'attività

Dal punto di vista istituzionale permane l’interesse della Fondazione a fare sistema con le altre fondazioni regionali e italiane, con l’Associazione di categoria ACRI, con le istituzioni pubbliche e private rappresentative del territorio di riferimento.

Già per alcune iniziative sono state sottoscritte delle apposite convenzioni (ad esempio quella di Villa Manin di Passariano), che costituiscono un convincente esempio dei risultati che possono essere conseguiti con un’azione coordinata, nonché un paradigma di future possibili analoghe iniziative.

Pare importante sottolineare in questa sede che a inizio anno sono stati organizzati degli incontri ufficiali con le Istituzioni di Udine e Pordenone (Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio), nel corso dei quali sono stati affrontati i temi dell’attuale crisi economico-finanziaria e le sue ripercussioni sul territorio, nonché dei nuovi criteri di assegnazione delle risorse della Fondazione. I dati economici negativi registrati determineranno infatti una contrazione della capacità di intervento finanziario del nostro Ente, rendendo ancora più stringenti i presupposti erogativi. In particolare in questo momento pare quanto mai opportuno invocare senso di responsabilità, sobrietà e collaborazione da parte di tutte le Istituzioni, per far fronte, insieme, a questo momento di crisi generalizzata. Per questo motivo il Consiglio ha deciso una rimodulazione dei criteri di selezione dei progetti, che non potranno ignorare dati oggettivi riferiti alla popolazione, al numero di Associazioni, di aziende, di centri di ricerca, di case di cura, quali riportati nella sezione a ciò dedicata.

Proprio in tale ottica di razionalizzazione è stato concordato con l’Università degli Studi di Udine un nuovo modello di finanziamento, attraverso la sottoscrizione di un accordo che risponde alla necessità di concentrare le risorse su aree e interventi ritenuti strategici a livello di governo dell’Ateneo, evitando la frammentazione e la dispersione delle risorse. L’accordo nasce dal profondo ripensamento e razionalizzazione dei modelli di finanziamento per l’Università, basato su linee strategiche e, in questo difficile momento per l’economia e la finanza, rappresenta un modello di chiarezza e trasparenza che tutto il sistema dovrebbe adottare e che rispecchia il lodevole spirito con cui l’Ateneo friulano sta affrontando il momento di difficoltà che investe tutto il sistema universitario.

Si sono tenute nel periodo anche numerose riunioni con i vertici della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e della Capogruppo Intesa San Paolo, nel corso delle quali è stato posto l’auspicio che vengano rafforzate le sinergie tra la Fondazione e la banca, allo scopo di concorrere efficacemente al sostegno del tessuto economico e sociale del territorio.

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5.1. L'Acquisizione dell'Archivio Storico

Il 18 febbraio 2009, presso la Sala Consiglio della banca, è stata perfezionata con atto pubblico, alla presenza del notaio Bruno Panella di Udine, la cessione gratuita alla Fondazione dell’archivio storico della vecchia Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, oggi Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, che si compone della documentazione degli antichi Monti di Pietà e della banca fino alla Crup SpA (2003).

Per l’esatta individuazione dei menzionati complessi archivistici è stato elaborato un “Progetto di intervento archivistico”, consegnato nel gennaio 2007 dalla professionista Luisa Villotta, che ha già assunto per la Fondazione l’incarico per il riordino del materiale non classificato.

Con tale atto di cessione si è acquisito un patrimonio di straordinaria valenza ideale per le due Istituzioni, ma soprattutto per il territorio friulano, costituendo una preziosa testimonianza dello svolgersi delle vicende storiche, economiche e sociali del territorio regionale. Esso comprende l’archivio storico del Monte di Pietà di Udine (1496-1943), l’Archivio storico del Monte di Pietà di Cividale (XVIII-XX sec.), l’Archivo storico del Monte di Pietà di San Daniele (XVII-XX sec.) e l’Archivio storico della Banca di Maniago (1916-1954), l’Archivio storico della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone Ente creditizio pubblico (dal 1876 al 31 dicembre 1991), l’Archivio storico della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone SpA (dal 1° gennaio 1992 al 30 novembre 2003).

Contestualmente all’acquisizione, è stato assunto da parte della Fondazione anche l’onere di preservare l’archivio secondo i canoni dettati dalla normativa e di renderlo consultabile da parte dell’intera collettività, per dispiegare il quale gran parte del materiale verrà portato presso la FriulArchivi srl di Udine, anche per consentire di effettuare agevolmente le operazioni di ristrutturazione del Palazzo Contarini.

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5.2. Il Compendio Immobiliare di Proprietà

Quanto prima dovrà essere riconsiderata dal nuovo Consiglio la questione relativa alla destinazione del compendio immobiliare di proprietà che, come noto, si compone del Palazzo Contarini e di altri tre edifici antichi.

Nella valutazione si dovrà tenere conto che il precedente Organo amministrativo aveva assunto l’orientamento di procedere con la ristrutturazione del primo, mentre si era riservata di decidere in ordine alla destinazione della rimanente parte, che ormai versa in condizioni fatiscenti.

Peraltro non va trascurata la circostanza che il 30 dicembre 2005, a pochi giorni dalla stipula del contratto definitivo di compravendita del compendio immobiliare in oggetto, era stato costituito sul Palazzo di Via del Monte, comprendente la Cappella affrescata agli inizi del ‘700 dal pittore Giulio Quaglio, un diritto di prelazione, con atto pubblico vergato dal notaio Panella di Udine.

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5.3. Il Patrimionio Artistico

La Fondazione, nel dicembre 2006, ha portato a termine un’operazione di straordinaria valenza culturale: l’acquisizione – per un valore di quasi 2 milioni di euro – di oltre 500 opere che costituivano il cospicuo patrimonio artistico della vecchia Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, parte delle quali sono state esposte nelle due mostre di Udine e Pordenone recentemente conclusesi.

Si tratterà ora per il Consiglio di definire la destinazione di tutto questo complesso schedato, fotografato, catalogato, che fa della collezione d’arte della Fondazione una delle più significative della Regione. Rimane l’intendimento – statutariamente impegnato nella salvaguardia e promozione dell’arte e della cultura locale – di proseguire il processo di valorizzazione del patrimonio artistico di proprietà con mostre itineranti, un museo della Fondazione, la concessione in prestito e/o comodato delle opere. Questo percorso verrà per quanto possibile condiviso con le istituzioni e gli enti che affondano le loro radici nel tessuto culturale delle due province di Udine e Pordenone.

In tale contesto si inserisce pure il rientro in sede di due opere particolarmente importanti concesse a suo tempo in comodato alla Galleria d’Arte Moderna di Udine: la “Crocifissione” di Afro e Mirko Basaldella ed il “Bozzetto della cancellata delle Fosse Ardeatine” di Mirko Basaldella.

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5.4. Le Modifiche Statutarie

Si rende opportuno procedere quanto prima ad apportare alcune modifiche allo statuto della Fondazione in vigore, in parte motivate da ragioni pratiche (la scadenza del Consiglio dovrebbe coincidere con l’approvazione del bilancio e comunque non essere concomitante con quella dell’Organo di Indirizzo), mentre altre dovute (ad esempio va sostituito fra gli enti designanti il Policlinico Universitario di Udine, non più esistente, con altro soggetto).

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