Moneta longobarda in oro custodita presso il Museo Archeologico di Cividale del Friuli (Ud).

Le foto delle monete d’oro longobarde fanno parte di una collezione di proprietà della Fondazione Crup e affidate in comodato al Museo Archeologico di Cividale del Friuli.
 
   
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Relazione Economica e Finanziaria
1. L'ECONOMIA REALE

2. I MERCATI FINANZIARI

3. IL PATRIMONIO
3.1. Il Patrimonio Finanziario
- 3.1.1. Le Gestioni Esterne
- 3.1.2. La Gestione Diretta
- 3.1.3. Le Partecipazioni Finanziarie
  3.1.3.1 Le Partecipazione in Intesa San Paolo
  3.1.3.2 La Partecipazioni in Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.
  3.1.3.3 Le Partecipazione in Sinloc - Sistema Iniziative Locali S.p.A.
3.2. Il Patrimonio Immobialiare ed Artistico

Il patrimonio rappresenta il vero motore economico della Fondazione e, in genere, di tutte le fondazioni che traggono le risorse necessarie per la loro attività istituzionale dal reddito prodotto dagli investimenti patrimoniali. Si tratta di un patrimonio “dedicato”ad uno specifico scopo, quello di generare proventi da destinare alla collettività di riferimento. Da ciò deriva la necessità strategica di preservare e consolidare nel tempo tale patrimonio, attraverso oculate politiche di investimento che sappiano abbinare il conseguimento di un’adeguata redditività all’assunzione di un accettabile livello di rischio, nonché di un’attenta politica di accantonamenti a riserva.

1. L'ECONOMIA REALE

A partire dalla seconda metà del 2010 il Prodotto interno lordo (PIL) mondiale ha iniziato a ridurre il ritmo di espansione. Infatti, il rallentamento della crescita economica dei paesi emergenti, si è intensificato ed è stato solo in parte compensato da un’accelerazione in alcuni paesi industrializzati. Gli ultimi mesi del 2010 sono stati caratterizzati da due importanti novità:

Le pressioni inflazionistiche, originate dai rincari delle materie prime
le nuove misure di bilancio espansive negli Stati Uniti d’America, volte a rilanciare i consumi e favorire una ripresa degli investimenti.

Nonostante tale rallentamento emerso in particolare nella parte centrale dell’anno, gli indicatori congiunturali segnalano la prosecuzione della ripresa internazionale a ritmi ancora elevati, grazie al ritrovato slancio di Usa e Cina.

Nell’Unione Europea (UEM) la crescita trimestrale del Pil si è attestata all’1,7%, ma tra i paesi dell’area euro, la Germania si conferma l’economia più dinamica (3,5% la crescita 2010), mentre l’Italia, nonostante il contributo positivo delle esportazioni, fatica a mantenersi in linea con la crescita della domanda mondiale. Si conferma quindi la contrapposizione tra il dinamismo della Germania e la debolezza dei paesi periferici, per i quali l’incertezza sulla sostenibilità del debito pubblico e di quello estero contribuisce a mantenere onerose le condizioni di finanziamento che, in aggiunta a politiche di bilancio restrittive, tendono a vincolare la ripresa.

Mentre i paesi industrializzati, ancora sostenuti dalla politica economica, stanno lentamente recuperando il livello di Pil pre-crisi, quelli emergenti stanno controllando la fase di ripresa del ciclo con politiche monetarie restrittive.



2. I MERCATI FINANZIARI

L’anno scorso è stato caratterizzato da forti tensioni sui mercati finanziari provocate, in Europa, dalla crisi del debito sovrano, che ha avuto le fasi più critiche la scorsa primavera con le difficoltà della Grecia e a fine anno dell’Irlanda. Infatti, nel corso del 2010 i differenziali di rendimento tra i titoli governativi a 10 anni dei paesi dell’Uem e il bund tedesco hanno toccato più volte livelli record.

A metà ottobre sono, tuttavia, riemerse le criticità sui mercati sovrani europei, a causa di un aumento del rischio di insolvenza percepito per l’Irlanda e per le incertezze sui crescenti costi di salvataggio del suo sistema bancario. Il programma per assicurare stabilità ai paesi dell’Unione monetaria potrebbe non
essere adeguato alla gestione di una crisi che vedesse coinvolti altri paesi di dimensioni maggiori, ad esempio la Spagna. Tutti questi eventi hanno contribuito a mantenere ancora ampiamente accomodanti le politiche monetarie nelle varie aree.

Per quanto riguarda il comparto obbligazionario governativo, dopo aver toccato livelli storicamente molto bassi, i rendimenti a medio-lungo termine hanno iniziato ad aumentare, come riflesso di un miglioramento delle prospettive di ripresa economica e di tassi di inflazione attesi lievemente più elevati.

I differenziali di rendimento tra i titoli corporate e governativi hanno ripreso a calare, quando si sono allentate le tensioni dopo le prime misure a sostegno della crisi sul debito sovrano europeo.

Sui mercati azionari europei, le minori e più volatili performance riflettono ovviamente il deterioramento del clima di fiducia legato alla crisi del debito sovrano. In particolare il settore bancario europeo è stato tenuto sotto pressione a causa della forte esposizione verso alcuni paesi con gravi problemi di finanza pubblica, nonché per gli effetti negativi sui bilanci bancari della svalutazione dei titoli in portafoglio.

In ogni caso, dall’inizio del secondo semestre del 2010, una ritrovata propensione al rischio ed il miglioramento degli utili societari hanno generalmente favorito tali mercati; il trend favorevole, accompagnato da una riduzione della volatilità, è stato più marcato per il mercato statunitense, mentre è stato più contenuto nei Paesi aderenti all’Unione Economica e Monetaria, dove le quotazioni hanno recuperato - e comunque non in tutti i paesi - le perdite della prima metà dell’anno.

I mercati azionari dei paesi emergenti invece hanno attenuato la fase di rialzo, probabilmente penalizzati dal rimpatrio dei capitali nei paesi industrializzati, dove tali mercati potrebbero continuare ad essere favoriti da politiche monetarie ancora espansive rispetto alle misure restrittive che alcuni paesi emergenti stanno attuando a seguito di più evidenti pressioni inflazionistiche. L’andamento favorevole su questi mercati, negli ultimi mesi, ha portato ad un nuovo e generale rialzo del rapporto tra i prezzi correnti e utili attesi.
Come anticipato, le recenti pressioni inflazionistiche sono state determinate dal nuovo rally legato alle commodities, trainato dalla componente cerealicola e dai metalli di base. Relativamente alla componente energetica, il prezzo del petrolio a fine anno si è portato sopra i 90 dollari al barile, con un aumento da fine maggio – punto di minimo dell’anno – di oltre il 35%.

Infine, per quanto concerne le valute, l’ euro è stato fortemente penalizzato dalle tensioni legate al debito sovrano: il cambio dollaro/euro e quello yen/euro – a metà 2010 - hanno raggiunto livelli minimi, rispettivamente sotto quota 1,20 dollari e 110 yen per euro. In seguito si è osservato un generale recupero della valuta comune, meno marcato nei confronti della valuta giapponese.

3 IL PATRIMONIO

La definizione data alle Fondazioni di “patrimonio per la collettività”, può essere utile per comprendere meglio come il patrimonio di ogni fondazione abbia una valenza particolare, visto che rappresenta la fonte delle risorse economiche che le consentono di perseguire i propri scopi istituzionali.

Da questa consapevolezza e dalla necessità strategica di preservare e consolidare nel tempo il valore del patrimonio, la Fondazione trae l’esigenza di ricercare strumenti finanziari ed investimenti caratterizzati da un accettabile livello di rischio, in grado di determinare un’adeguata redditività.

Nel definire gli indirizzi strategici, che devono governare la gestione del patrimonio e la politica degli investimenti, sono stati perseguiti questi obiettivi:

  • Preservare il valore reale del patrimonio ed incrementarlo;
  • Generare un’adeguata redditività atta a sostenere le attività istituzionali;
  • Diversificare le risorse disponibili;
  • Realizzare la missione della Fondazione anche attraverso l’investimento patrimoniale in realtà locali presenti sul territorio di appartenenza.

Nel patrimonio della Fondazione, oltre al portafoglio finanziario, si annovera anche la componente immobiliare, nonché il patrimonio storico – artistico, come viene di seguito rappresentato.

3.1 Il Patrimonio Finanziario

Il portafoglio finanziario della Fondazione è costituito da tutte le risorse finanziarie disponibili, ivi comprese le somme deliberate per l’attività istituzionale e non ancora erogate.

3.1.1. Le gestioni esterne

L’anno 2010 rappresenta un anno di particolari movimentazioni finanziarie e patrimoniali per la nostra Fondazione. Tra le più importanti possiamo ricordare la diversificazione del portafoglio gestito, nonché la dismissione parziale – a fine anno - di due mandati di gestione.

Un costante lavoro di analisi e monitoraggio sulle società di gestione del risparmio (SGR) nonché sulla parte di patrimonio amministrata direttamente è stato svolto con report mensili al Consiglio di Amministrazione e, in fase di definizione delle linee strategiche per il 2011, relazionato anche all’Organo di
Indirizzo.

Il patrimonio non immobilizzato detenuto dalla Fondazione – alla fine dell’esercizio 2010 – ammonta a oltre 123 milioni di euro; di questi, mediamente 33 costituiscono la tesoreria, mentre 90 risultano affidati in gestione a quattro società specializzate.

Le caratteristiche di ciascun mandato di gestione tendono a salvaguardare l’integrità del patrimonio e a supportare il finanziamento delle iniziative istituzionali della Fondazione; esse si estrinsecano nei seguenti parametri di riferimento:

Gestore Parametro di riferimento Var. % annua Rendim.
lordo
Variazione al 31/12/2010
1 Indice ISTAT (come rilevato dalla pagina Bloomberg ITCPI) + 60 b.p. + 3,060 - 1,500

- 4,560

2 Euribor 3 mesi + 150 b.p.
+ 2,213 + 0,755 - 1,458
3 Euribor 3 mesi + 200 b.p.
+ 2,350 + 2,450 + 0,100
4 MTS Bot lordo + 200 b.p. + 2,460 + 4,460 + 2,000

Come si evince dalla tabella seguente, la gestione effettiva degli asset ha prodotto una rendita lorda che, in termini assoluti, risulta di oltre 771,55 mila euro ed in termini percentuali pari ad una media ponderata dell’ 1,53 % su base annua.

Gestore Capitale iniziale Increm.
Decrem.
Capitale finale Risultato economico lordo Risultato economico netto Risultato economico in % annua
GEST. 1 26.140 - 15.800 9.960 -380 - 405 - 1,50%
GEST. 2 36.911 - 27.111 10.069 + 269 + 241 + 0,755%
GEST. 3 20.569 - 20.976 + 407 + 366 + 2,45%
GEST. 4 10.800 - 11.275 + 475 + 394 + 4,46%
Totali 94.419 -42.911 52.280 + 771 + 595 + 1,53%
*Gli importi sono in migliaia di euro

In relazione ai dati sopra esposti, si evidenzia che:

  • Tre mandati hanno conseguito nel corso del 2010 un risultato positivo, mentre uno ha rilevato una perdita in conto capitale;
  • Con decorrenza dicembre 2010 sono stati ridotti parzialmente i mandati 1 e 2, rispettivamente di 15,8 milioni il primo e 27,111 milioni il secondo.

Si auspica che nel medio periodo i portafogli così impostati siano in grado di raggiungere l’obiettivo di rendimento atteso rispettando i vincoli di rischio (volatilità) definiti.

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3.1.2. La gestione diretta

Normalmente nell’ambito della tesoreria vengono amministrati i fondi necessari per consentire l’attività erogativa istituzionale e le spese di gestione ordinaria. Tuttavia, per effetto dell’incasso di dividendi, di extra dividendi e delle condizioni molto volatili dei mercati finanziari, nell’esercizio appena trascorso le disponibilità gestite direttamente sono ammontate in media a oltre 32 milioni di euro.

Nella gestione è stato colto l’andamento, seppur volatile, dei mercati finanziari, aumentando in modo selettivo il comparto azionario (attraverso una gestione tattica), ove sono stati privilegiati gli acquisti di titoli ad elevato dividendo, buoni valori fondamentali e rischi contenuti (sui quali in seguito, terminata la fase di accumulo, operare tatticamente al fine di aumentare ulteriormente la redditività).

Nel comparto obbligazionario è aumentata l’opera di arbitraggio a favore di strumenti di debito quotati e non a tasso fisso e variabile, con buone cedole, nonché una capacità di stabilizzazione dei flussi certi di cassa (attraverso la valorizzazione a prezzi medi di acquisto), contenuta vita finanziaria e facile liquidabilità.

Il risultato finanziario lordo della gestione diretta ha superato 1,5 milioni di euro, corrispondente ad una percentuale del 4,53%.

Le politiche di investimento, perseguite dalla Fondazione tramite le gestioni esterne e la tesoreria, hanno superato gli obiettivi prefissati, assicurando un buon risultato e, in particolare, la sostanziale integrità del patrimonio.

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3.1.3. LE PARTECIPAZIONI FINANZIARIE

Il patrimonio della Fondazione si è incrementato negli anni per effetto delle importanti operazioni finanziarie che hanno interessato in particolare le partecipazioni fiannziarie.

Nei 19 esercizi di vita dell’Ente, il valore di queste ultime è gradualmente passato da 136 milioni di euro del 1992 ad oltre 297,4 milioni di euro del 2010.

3.1.3.1. La partecipazione in Intesa San Paolo S.p.A.

La quota di partecipazione della Fondazione in Intesa San Paolo SpA al 31 dicembre scorso era costituita da 78.123.256 azioni ordinarie iscritte in bilancio ad un valore di 284.051.204,00 euro, pari ad una percentuale dello 0,60% circa del capitale sociale del Gruppo bancario.

Per la Fondazione l’investimento in Intesa San Paolo rappresenta circa il 70% del patrimonio netto. Lo scorso anno, a causa degli effetti registrati nel settore creditizio e la “ripatrimonializzazione” bancaria in vista dell’entrata in vigore dei nuovi e più restrittivi parametri di Basilea 3, pur in presenza di bilanci confortati da dati positivi, la Capogruppo, in sede di chiusura del bilancio consuntivo 2009 - optando per oculate politiche di bilancio - ha deliberato robusti accantonamenti alle riserve patrimoniali e a copertura di rischi, erogando solo un dividendo minimo da distribuire ai soci azionisti.

Pertanto il dividendo 2009 incassato nel corso del 2010 è stato pari a 6.249.860,48 euro (0,08 centesimi di euro per azione detenuta).

Nonostante la partecipazione abbia avuto nel passato un rendimento soddisfacente, le problematiche finanziarie emerse in questi ultimi anni, soprattutto sui titoli bancari, hanno accentuato le riflessioni sulla concentrazione del rischio che interessa molte fondazioni di origine bancaria.

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3.1.3.2. La partecipazione in Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.

La partecipazione che la nostra Fondazione detiene in Cassa Depositi e Prestiti SpA è costituita da n. 800.000 azioni privilegiate, corrispondenti ad un valore nominale di 8.000.000,00 euro, pari ad una percentuale dello 0,229% del capitale sociale della Cassa stessa, che annovera – tra le sue attività - la gestione del finanziamento degli investimenti dello Stato, delle regioni, degli enti locali, degli enti pubblici, nonché il finanziamento di opere infrastrutturali destinate alla fornitura di servizi pubblici.

L’utile netto 2009 è stato pari a 1.725 milioni di euro, in crescita del 24% rispetto al 2008, con conseguente aumento proporzionale dei dividendi (che passano a 300 milioni di euro), oltre alla garanzia di proseguire – al di là dell’accantonamento per 86,2 milioni a riserva legale – nella politica di rafforzamento patrimoniale per oltre 1 miliardo di euro. E’ stata inoltre costituita una specifica riserva di stabilizzazione degli investimenti in equity (azioni) per ulteriori 300 milioni di euro.

L’assemblea ha quindi approvato il bilancio al 31 dicembre 2009, nonché la relativa proposta di distribuzione del dividendo nella misura del 8,57%.

La nostra Fondazione, pertanto, ha registrato un introito di 685.714,29 euro.

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3.1.3.3. La partecipazione in Sinloc - Sistema Iniziative Locali S.p.A.

Sinloc – Sistema Iniziative Locali SpA è una società finanziaria di partecipazione e di consulenza finalizzata allo sviluppo locale ed a iniziative di rilancio del territorio di competenza.
Gli azionisti della società sono fondazioni e Cassa Depositi e Prestiti spa.

La partecipazione detenuta in Sinloc S.p.A. dalla nostra Fondazione è costituita da n. 511.000 azioni - per un investimento totale di circa 5 milioni di euro – corrispondente al 10% del capitale sociale.

Lo scopo è quello di diversificare gli investimenti del proprio patrimonio e di sostenere progetti finalizzati allo sviluppo del territorio friulano.

L’assemblea dei soci, per l’anno 2010, ha approvato la proposta di distribuzione di un dividendo, che per quanto riguarda la nostra Fondazione corrisponde ad un importo pari a 200 mila euro.

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3.2. Il Patrimonio Immobiliare ed Artistico

Sinloc – Sistema Iniziative Locali SpA è una società finanziaria di partecipazione e di consulenza finalizzata allo sviluppo locale ed a iniziative di rilancio del territorio di competenza.
Gli azionisti della società sono fondazioni e Cassa Depositi e Prestiti spa.

La partecipazione detenuta in Sinloc S.p.A. dalla nostra Fondazione è costituita da n. 511.000 azioni - per un investimento totale di circa 5 milioni di euro – corrispondente al 10% del capitale sociale.

Lo scopo è quello di diversificare gli investimenti del proprio patrimonio e di sostenere progetti finalizzati allo sviluppo del territorio friulano.

L’assemblea dei soci, per l’anno 2010, ha approvato la proposta di distribuzione di un dividendo, che per quanto riguarda la nostra Fondazione corrisponde ad un importo pari a 200 mila euro.

 
   
 
 
 
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