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3.2. Arte, attività e beni culturali
La spesa per la formazione intellettuale non conosce flessioni e questo conferma che l’attenzione ai fenomeni cultuali, fortemente cresciuta negli ultimi anni, non cala nonostante il ridimensionamento reale dei redditi familiari e la ripresa dell’inflazione, che ha colpito anche i consumi primari.
Questo dato di fatto è particolarmente importante nella valutazione delle prospettive di crescita sociale ed economica del Paese. E’, infatti, ampiamente dimostrato ovunque che lo sviluppo civile ed economico di un Paese è strettamente collegato al livello d’istruzione dei suoi cittadini.
La cultura e l’arte sono perciò fattori decisivi per dare alla società quell’elasticità di cui ha bisogno per la propria crescita.
Si tratta di un asset particolarmente utile nei momenti di stagnazione o di recessione dell’economia, perchè di fatto porta ad un incremento dei flussi di turismo, capace di generare un circolo virtuoso con opportunità di sviluppo economico e ricadute positive, soprattutto in termini di incremento delle opportunità occupazionali nei diversi settori.
La Fondazione ha così ritenuto di concentrare la maggior parte delle risorse in questo settore destinandovi oltre il 40% del totale erogato per finanziare circa il 40% dei progetti, dispiegando il proprio impegno nell’ambito della ricerca, dello studio e della promozione artistico-culturale secondo i due usuali filoni d’intervento.
Il primo filone è rappresentato dal Progetto tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico, artistico e storico locale in cui sono stati ricompresi interventi mirati a promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico culturale e ad assicurarne le migliori condizioni di tutela, utilizzazione e fruizione.
E’ intervenuta prioritariamente in operazioni di restauro, recupero e valorizzazione di beni culturali appartenenti al patrimonio artistico-religioso (le Parrocchie vengono anche definite “stanze della memoria” e “vetrine dei beni culturali”) rappresentato sia da bei mobili (tele, arredi lignei, organi storici), che immobili di rilevanza artistica e storico-architettonica, di cui il territorio è straordinariamente ricco.
Non sono mancati, inoltre, interventi a beneficio di opere, forse di minore valore artistico, ma non di minore importanza e tuttavia spesso inutilizzate o non opportunamente valorizzate.
Di indubbio rilievo risulta il sostegno ai lavori di restauro delle statue presenti all’ingresso dei giardini dell’Abbazia di Rosazzo, di proprietà della Curia Arcivescovile di Udine. Si tratta di quindici sculture che si possono assimilare ai numerosi cicli di sculture da giardino che costellano il territorio regionale durante la prima metà del Settecento. La loro vicinanza tipologica a quelle del giardino di Palazzo Patriarcale in Udine, al cui restauro aveva contribuito la Fondazione alcuni anni orsono, fa pensare anche allo stesso committente: il patriarca Dionisio Delfino che le avrebbe commissionate a seguito della nomina ricevuta da parte di Papa Clemente XI ad abate commendatario di Rosazzo.
In corso d’anno hanno trovato concreta realizzazione sia l’intervento di restauro eseguito sul Polittico ligneo, opera del maestro friulano Agostini, conservato nella chiesa parrocchiale di San Tommaso Apostolo a Cadunea di Tolmezzo, che l’operazione di recupero dell’altare maggiore della chiesa di Sant’Antonio in Pravisdomini, al centro del quale è posizionata la pala opera dell’Amalteo, raffigurante “Cristo risorto”.
Sono proseguiti i lavori di recupero delle facciate di palazzi storici di Corso Vittorio Emanuele e Corso Garibaldi a Pordenone, estendendo il progetto ai prospetti degli edifici – esclusi dal Progetto Facciate del Corso - prospicienti la viabilità pubblica e ricadenti nell’ambito del Centro Storico Primario e nella zona di pregio storico ambientale, di comprovato valore storico-artistico.
Anche quest’anno una considerevole parte di risorse è stata destinata al restauro del ricco patrimonio di organi storici, che non ha eguali in Italia e di valorizzazione di questi pregiati strumenti musicali attraverso concerti e concorsi organististici, come quello promosso dal Comune di Muzzana del Turgnano, in collaborazione con le Parrocchie di Marano Lagunare, Palazzolo dello Stella, Muzzana del Turgnano, con la duplice finalità di diffondere nella comunità l’interesse per la musica e in particolare per la musica organistica, offrendo ai vicini centri turistici occasioni culturali che diversifichino e arricchiscano l’offerta con programmi di qualità, dando la possibilità a giovani organisti di esibirsi, farsi conoscere e socializzare le loro competenze e il loro talento.
Particolare rilievo per l’arricchimento dell’offerta culturale hanno assunto le attività di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio documentario e degli archivi storici di diversa tipologia, a testimonianza della storia locale.
Allo scopo di sostenere la ricerca e l’innovazione applicata al patrimonio culturale e incentivare progetti che stabiliscono contatti tra le nuove professionalità maturate nell’ambito universitario e le istituzioni o le imprese del territorio che offrono attività ed esperienze di ampliamento formativo post-laurea, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Archivio di Stato di Udine e la Fondazione per il sistema informativo denominato “Friuli in Prin-Anagrafe storica delle famiglie friulane”, affidando l’esecuzione di tale progetto per la parte tecnico-scientifica e per la parte di formazione e selezione degli operatori all’Università degli Studi di Udine.
Obiettivo del sistema informativo è quello di promuovere con le nuove tecnologie della comunicazione l’accesso al patrimonio archivistico locale e alle informazioni storico-anagrafiche contenute negli archivi, nonché offrire un servizio on line utile anche ai discendenti di famiglie friulane emigrate all’estero.
E' stato ultimato il progetto dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma “Memorie friulane: i democristiani di Udine e Pordenone”, con l’obiettivo di realizzare una ricerca finalizzata alla ricostruzione della storia del partito democristiano nelle province di Udine e Pordenone, nel periodo compreso tra il secondo dopoguerra e gli anni Ottanta.
Accanto a tale iniziativa si colloca il completamento dell’intervento di risanamento e di riordino della documentazione relativa all’attività della D.C. in provincia di Pordenone, risalente agli anni dal 1947 al 1994, recentemente aggregata all’Archivio Storico della Diocesi di Concordia-Pordenone.
L’impegno nel settore si è poi esteso a favore del potenziamento della rete museale per offrire alla collettività una visione unitaria del patrimonio artistico locale, nell’ottica della fruizione qualitativamente elevata volta a far acquisire maggior coscienza della propria storia e identità.
Si inserisce qui il sostegno fornito oramai da diversi anni al progetto denominato “rete museale provinciale”, curato e promosso dall’Assessorato alla cultura della Provincia di Udine, in collaborazione con il Consorzio Friuli Formazione. Intenzione della Provincia è delineare un sistema che valorizzi le singole istituzioni e crei percorsi significativi per i visitatori, trasformando le piccole realtà locali, in un’organizzazione di più alto e ampio livello, fornendo “valore aggiunto” alle singole realtà museali di cui si compone la rete, valorizzando e promuovendo ogni singola specifica realtà.
Nell’ambito del Progetto diffusione e ampliamento dell’offerta culturale, secondo filone d’intervento, si collocano le iniziative di valorizzazione del capitale culturale, a cui la Fondazione partecipa con attività tese a potenziare, diversificare ed allargare i consumi culturali.
Numerosi sono stati i progetti tesi a valorizzare e caratterizzare il territorio sotto il profilo culturale, sia attraverso il reperimento e la messa a disposizione di spazi adeguati alle diverse attività culturali, sia attraverso il supporto di attività proposte da associazioni e istituzioni del territorio, quali pubblicazioni, esposizioni, rassegne cinematografiche, concerti, spettacoli, incontri di studio, etc.
Secondo tradizione il settore delle mostre d’arte è stato oggetto d’impegno della Fondazione anche nel 2008, tessendo stretti rapporti di collaborazione con alcune realtà culturali del territorio, in quanto potente volano di crescita dell’interesse culturale della collettività.
In questo quadro si inserisce il sostegno a favore del Comitato San Floriano di Illegio di Tolmezzo, esempio di duratura impresa culturale (mission: mettere a contatto con l’arte il maggior numero di persone), che ha saputo riunire le amministrazioni e l’imprenditoria locali, nonché istituzioni come l’Arcidiocesi di Udine, guadagnandosi il riconoscimento ufficiale del Progetto culturale Cei.
Iniziato nel 2004 con una mostra dedicata a San Floriano, l’ambizioso programma del Comitato è proseguito annualmente con le mostre su “L’Eucaristia nell’arte europea”, “San Martino”, “Apocalisse, ultima rivelazione”, fino alla “Genesi, il mistero delle origini” (estate 2008). Si è trattato di eventi espositivi che si sono rivelati di fatto occasioni di studio e di approfondimento in materia teologica e iconologica (corredate da cataloghi), oltre che di forte richiamo per i visitatori in virtù della straordinaria qualità dei pezzi esposti (capolavori di Durer, Tintoretto, Canova, Rodin), prestati da importanti musei internazionali. Ancora a testimonianza della fattiva collaborazione con gli enti del territorio, si segnala il programma di eventi stilato dalla Diocesi di Concordia-Pordenone a mezzo secolo di distanza dalla scomparsa del Cardinale Celso Costantini, per onorare una figura di pastore e di profeta, primo delegato apostolico in Cina, che trascende gli orizzonti locali per proiettarsi in uno scenario internazionale. Il binomio Costantini-Cina ha costituito l’asse portante degli eventi programmati. La manifestazione socio-culturale più importante si è proposta di evocare, tramite una mostra storico artistica allestita nella sala espositiva della Provincia di Pordenone, la grandezza del personaggio e il valore della sua opera. Alla rassegna sono stati collegati la pubblicazione di un volume intitolato “Il cardinale Celso Costantini e la Cina”, promosso in collaborazione con l’Amministrazione provinciale di Pordenone e un convegno di studi su “Italia-Cina. Politica, economia e religione: un ponte sulla scia creata dal Cardinale Costantini”.
La Fondazione ha inoltre concorso a mettere a disposizione, non solo della comunità locale, ma anche al pubblico della Mitteleuropa un patrimonio unico nel suo genere, finanziando un’iniziativa di grande rilievo su San Cromazio in grado di elevare il livello culturale e dare lustro alle località che l’hanno ospitata.
Il 2 settembre scorso è stato solennemente aperto ad Aquileia l’anno Cromaziano per assolvere un debito nei confronti di questo grande Padre della Chiesa, ma allo stesso tempo anche un grande debito nei confronti della chiesa di Aquileia. E’ stato insediato dal Ministero per i Beni e le Attività cultuali uno speciale Comitato nazionale che ha provveduto a programmare una serie di iniziative: è stato organizzato ad Aquileia un convegno internazionale di studi, cui hanno partecipato esperti provenienti dalle più prestigiose università internazionali, dall’America all’Europa; è stato aperto un sito web. Come momento di massima presentazione della figura di Cromazio e di Aquileia del suo tempo è stata organizzata la mostra “Cromazio di Aquileia al crocevia di genti e religioni”. La mostra è stata una straordinaria occasione per riscoprire non soltanto la figura di questo grande vescovo e Padre della Chiesa, ma anche per meglio conoscere Aquileia antica e la sua funzione di ponte tra Oriente e Occidente, e per cogliere una delle radici fondamentali dell’Europa di oggi.
La città di Aquileia è parimenti protagonista di un’altra iniziativa curata dai Civici Musei di Storia e Arte del Castello di Udine, in corso nella chiesa di San Francesco, dal titolo “Splendori del Gotico nel Patriarcato di Aquileia”.
E' stato confermato il ruolo delle Fondazione quale ente di riferimento nel sostenere la programmazione culturale locale in campo teatrale e musicale.
Le risorse messe a disposizione a favore di numerose iniziative musicali e teatrali hanno favorito la diffusione e la fruizione dell’offerta culturale di qualità ad un pubblico sempre più vasto e diversificato, tenendo alto il livello degli enti promotori sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo.
Accanto ad iniziative dal modello oramai consolidato, sono stati sostenuti progetti con caratteristiche innovative, tra cui spicca il progetto “Raccontare la musica” promosso dall’Associazione Teatro Comunale Giuseppe Verdi allo scopo di fornire al pubblico del teatro di Pordenone (ma non solo) un momento di accostamento, di approfondimento e di riflessione, in riferimento agli spettacoli ed ai concerti inseriti nel cartellone musicale, con taglio divulgativo.
Analogamente l’Associazione Culturale Amici della Danza e del Teatro, oramai da più di vent’anni, pubblica il periodico “Udine Teatro”, che rappresenta l’unico periodico regionale che tratta esclusivamente di argomenti legati alla recensione scenica.
L'Ente ha mantenuto il ruolo di soggetto propulsivo per iniziative promosse dalle principali associazioni musicali del territorio, per favorire la crescita artistica e professionale dei soggetti più qualificati per far emergere le eccellenze, concorrendo, altresì, all’acquisto di strumenti musicali.
Le rassegne musicali, oramai divenute appuntamenti tradizionali, organizzate da realtà culturali come l’Associazione Amici della Musica “Salvador Gandino” di Porcia e l’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, e le numerose e qualificate corali come il Gruppo Polifonico di Ruda e l’Associazione Corale Polifonica Montereale Valcellina sono solo alcuni esempi di una programmazione musicale che vede lo svolgersi di numerose iniziative durante tutto l’arco dell’anno.
Merita di essere segnalato il progetto dell’Associazione culturale “Le Note Curiose” di Udine dal titolo “Paesaggi Sonori” che si propone di diffondere, attraverso le composizioni musicali ispirate al tema della natura, una maggiore responsabilità ambientale.
Resta confermato il forte impegno a sostegno del cinema, in una regione considerata ormai da molti anni all’avanguardia nel campo della cultura cinematografica: festival, mostre, premi, cineteche e mediateche hanno contribuito a creare e diffondere sull’intero territorio una conoscenza dei prodotti audiovisivi mondiali difficilmente riscontrabile nel resto d’Italia.
In sintonia con l’interesse che questa forma di espressione artistica riscuote è stato riservato un contributo notevole per rassegne di particolare interesse culturale e film d’essai promossi da istituzioni che si dedicano oramai da decenni alla ricerca e alla valorizzazione e rappresentano in forza della loro unicità vere e proprie eccellenze, come il Centro Espressioni Cinematografiche, la Cineteca del Friuli, l’Associazione Le giornate del Cinema Muto, capaci di offrire concrete occasioni di lavoro a tecnici e maestranze regionali.
Richiamando la valenza dell’asset arte-cultura espressa in premessa con riferimento all’incremento dei flussi di turismo culturale, si rappresenta che il turismo enogastronomico sta entrando, assieme a quello dei beni architettonici, artistici e ambientali, nei cataloghi dei maggiori tour operator internazionali.
Il Paese sta finalmente prendendo consapevolezza che, nella nuova era della globalizzazione e forte competitività, i settori economici sui quali puntare sono quelli irriproducibili e difficilmente esportabili. Fra questi il settore agroalimentare della ristorazione di qualità, legata ai prodotti tipici del territorio, che sta assumendo sempre più importanza e rappresenta già ora una notevole quota del Pil.
In tale contesto si inserisce la manifestazione ItinerAnnia, nata per volontà dell’Amministrazione comunale di San Giorgio di Nogaro nel 2002, che si tiene con regolarità nel primo fine settimana di giugno.
Si tratta di un progetto di valorizzazione degli itinerari archeologici, delle attrattive turistiche dell’entroterra adriatico, dei prodotti agroalimentari tipici di questa zona, richiamandosi all’antica via consolare romana.
Tra le iniziative di rilevante interesse culturale spicca la partnership con le Province di Udine e Pordenone per il “Festival regionale del racconto – Un weekend nelle Terre di Mezzo” che ha coinvolto ben sette Comuni: Camino al Tagliamento (Capofila), Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Sedegliano, Varmo, Casarsa della Delizia e Cordovado. I territori oggetto dell’iniziativa sono caratterizzati da una presenza diffusa di beni culturali e ambientali considerati “minori” e attraverso il racconto si è cercato di farli comprendere e godere nella pienezza delle proprie potenzialità.
Racconto che si è manifestato principalmente nelle opere letterarie di sette grandi scrittori (Pier Paolo Pasolini, Ippolito Nievo, David Maria Turoldo, Elio Bartolini, Amedeo Giacomini, Sergio Maldini, Ermes di Colloredo), ma che non si è limitato alla parola scritta, estendendosi, in senso multidisciplinare, anche a manifestazioni artistiche, quali la pittura, la musica, il teatro, alle produzioni della tradizione enogastronomia locale, alle modalità di fruizione attiva e sostenibile del territorio, quale ad esempio quella cicloturistica.
E' stato confermato il sostegno al programma di valorizzazione dell’editoria, che ha visto l’Ente impegnato in iniziative di valorizzazione del libro e della lettura.
La lettura e il libro sono strumenti di mobilità sociale, sono presupposto e accompagnamento dello sviluppo, anche economico del Paese. Non sono un lusso irrinunciabile, ma una ricchezza auspicabile.
E' provato che leggere migliora il rendimento intellettivo nelle giovani generazioni, dunque l’educazione alla lettura va incrementata perché rappresenta un investimento culturale, sociale ed economico.
Nell’ambito del citato programma, intensa e proficua è stata l’attività editoriale, soprattutto di autori locali, attraverso il sostegno di oltre 80 progetti editoriali, i cui soggetti spaziano dalla storia, alla geografia, all’arte, dalle scienze sociali alle scienze matematiche.
Si è altresì operato per potenziare l’ormai consolidato “Progetto biblioteche” che, a dieci anni dall’avvio, ha coinvolto oltre 700 biblioteche d’interesse pubblico del territorio, a cui sono stati destinati circa 170.000 volumi, per oltre 1.000 titoli.
Immancabile il sostegno alla manifestazione culturale Pordenonelegge.it, che oltre ad essere significativa per l’ambito di attività, la promozione della lettura, esprime un particolare elemento di innovatività nell’organismo che la promuove: la Camera di Commercio di Pordenone. L’ente che rappresenta la rete delle imprese del territorio e che accompagna e sostiene nei loro progetti e nella loro evoluzione, ha saputo dare vita ad un nuovo strumento di promozione della realtà locale, legata ad un’immagine improntata alla valenza della sua economia manifatturiera. La festa del libro mantenendo l’eccellenza della propria offerta culturale, si è affermata come un elemento di attrattività turistica del territorio valorizzando l’immagine di Pordenone provincia letteraria.
Si segnala, altresì, dopo il successo delle due passate edizioni, la riproposizione sulle montagne friulane della manifestazione "Libri nel bosco" promossa dall´assessorato alle attività produttive della Regione e dal Comune di Forni di Sopra, con la collaborazione del Consorzio servizi turistici di Forni di Sopra; iniziativa fra il turismo e la cultura, diventata un appuntamento permanente, per quanti vi abitano, come per quelli che scelgono di trascorrere le loro vacanze fra quei monti.
Accanto alle sopradescritte manifestazioni si segnala, infine, Dedica 2008, la rassegna curata dall’Associazione Culturale Thesis, avvenimento culturale di grande rilevanza, apprezzato per l’originalità della formula e per la qualità delle proposte che ha visto quale protagonista della 14a edizione Nadine Gordimer, Premio Nobel per la letteratura nel 1991, una tra le massime voci della letteratura mondiale, scrittrice e saggista sudafricana tradotta in oltre trenta lingue.
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3.3. Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa
Recentemente il Libro Bianco della Commissione Europea sulla salute ha enfatizzato lo stretto legame tra salute e prosperità economica sottolineando, altresì, la centralità del benessere dei cittadini nelle politiche contemplate dalla strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione.
L'invecchiamento e la bassa natalità determinano un cambiamento nelle priorità del sistema sanitario, in ragione dei dati epidemiologici che mettono in evidenza come primarie le aree delle malattie cardiovascolari (prima causa di morte), dei tumori, delle patologie dell’invecchiamento e dell’infanzia. Le patologie dell’invecchiamento, in particolare quelle croniche, sono aumentate del 50% negli ultimi dieci anni e incidono, a seconda di come vengono prevenute e trattate, sul livello e sui tempi della disabilità (Libro Verde sul futuro del modello sociale "La vita buona nella società attiva" luglio 2008).
Molteplici, dunque le valenze in gioco che vanno dalla salute dei cittadini, al miglioramento dei servizi sanitari in genere, fino alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla formazione professionale.
In quest’area sono stati ricompresi sia gli interventi ricadenti nell’ambito del filone medico-sanitario, che quelli riguardanti il comparto socio-assistenziale, consultando per quanto possibile l’organizzazione sanitaria (direzioni della aziende sanitarie e ospedaliere), per l’individuazione delle priorità d’intervento, allo scopo di evitare erogazioni frammentarie e dispersive.
Con riferimento al primo filone è stato confermato il sostegno al Progetto apparecchiature diagnostiche e terapeutiche il cui scopo è quello di concorrere all’aggiornamento tecnologico, mediante la dotazione di apparecchiature e strumentazioni diagnostiche e sanitarie da mettere a disposizione di strutture ospedaliere allo scopo di garantire e potenziare l’efficienza dei reparti ospedalieri e dei centri di eccellenza locali.
L'Ente è intervenuto per l’acquisizione di strumentazioni dotate di caratteri altamente innovativi, ma di grande impegno economico, come nel caso dall'ecocardiografo intelligente, che l'Azienda Ospedaliero-Universitaria, impegnata da anni nello sviluppo e perfezionamento di tecniche chirurgiche ha richiesto per affrontare situazioni cliniche sempre più critiche ed impegnative, dovute soprattutto all'invecchiamento della popolazione e ad un cambiamento dei bisogni di salute, unitamente ad un aumento delle aspettative prestazionali. Tale strumento rappresenta per lo studio del cuore l'ultima novità in grado di proporre valutazioni morfologiche e funzionali indispensabili ad una corretta terapia con analisi precise eseguite immediatamente prima e dopo la correzione chirurgica, in grado di migliorare significativamente la capacità diagnostico-terapeutica dei cardiologi in sala operatoria.
E' stata confermata una attenzione particolare alla rete oncologica e alle iniziative che in tale settore riguardano la prevenzione, l’assistenza e gli interventi a favore di malati affetti da patologie inguaribili.
In collaborazione con l’Associazione Gocne, che ha svolto la funzione di catalizzatore di risorse, è proseguita l'azione di sostegno al Dipartimento di Oncologia Radioterapica del CRO di Aviano, concorrendo all’acquisto di un’apparecchiatura “restitu platform”, strumento all'avanguardia in grado di garantire i livelli di eccellenza della struttura, e favorire sistemi integrati di cura per incoraggiare lo sviluppo della ricerca clinica.
Ha, inoltre, finanziato un piano di ristrutturazione edilizia e di revisione degli arredi della pediatria elaborato dall’Azienda Ospedaliera di Pordenone, nell'ambito di un più complessivo progetto di riqualificazione dell'area materno infantile, per creare all'interno del reparto di degenza un luogo ed uno spazio a "misura di bambino", in cui possano trovare accoglienza i piccoli pazienti, ma anche gli aspetti propri della vita di un bambino (gioco, confort, sentirsi a casa), così da non interrompere le relazioni con il mondo esterno.
Si tratta di un progetto di forte valenza strategica per il riflesso che gli interventi di promozione della salute, di cura e riabilitazione in ambito materno infantile hanno sulla qualità del benessere psico-fisico nella popolazione generale attuale e futura.
Con l’intento di integrare i servizi del sistema sanitario udinese la Fondazione e la Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia hanno donato un’autoemoteca all’Associazione Friulana Donatori Sangue per prelevare e conservare il plasma alle medesime condizioni presenti nei centri ospedalieri, contribuendo a salvare molte vite e a dare un apporto essenziale in modo particolare alle attività curative e di trapianto d’organi presenti nella realtà locale.
Si tratta di un’iniziativa di sensibilizzazione sull´importanza della donazione del sangue come forma di tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini, invitando a fare un dono concreto recandosi nei servizi trasfusionali delle strutture ospedaliere e nelle unità di raccolta.
Notevole, infine, il contributo dato per l’organizzazione di corsi di formazione per operatori del settore, convegni e meeting specialistici, per l’aggiornamento delle risorse umane operanti nelle strutture sanitarie.
Rientrano nel secondo filone i programmi e le attività socio-assistenziali rivolti alle categorie sociali più deboli.
Nell’ambito del settore, circa la metà delle risorse è stata destinata a favore di organizzazioni e associazioni che il territorio esprime spontaneamente per soddisfare bisogni di rilevante impatto sociale legati all’emergere di nuovi tipi di disagio e quale conseguenza delle crescenti difficoltà di risposta da parte dei soggetti pubblici, alimentando e favorendo progetti innovativi che prevedano la diffusione di interventi in rete tra associazioni e tra “privato sociale” e pubblico.
Gli interventi si sono concentrati su alcune aree prioritarie quali l’esclusione sociale, il disagio giovanile, il bisogno assistenziale connesso alla diffusione di patologie gravi, la condizione del bambino, della donna, del nucleo familiare.
Nel tentativo di rispondere alle situazioni di emergenza sopra rappresentate ha valorizzato realtà (cooperative sociali, associazioni) impegnate sia in termini di servizio offerto agli utenti finali (quali il supporto alle famiglie tramite il servizio educativo e di recupero per giovani disadattati), sia in termini di prestazione svolta a favore di persone in difficoltà, diversamente abili, disadattati, concorrendo a sostenere progetti di ristrutturazione di immobili sedi di comunità di recupero.
All’interno di tale programmazione si inserisce il sostegno alla Cooperativa Sociale “D.A.V.I.D.E.” di Tolmezzo per l’organizzazione di corsi di formazione di lavoro al telaio rivolti a persone disabili per favorirne lo sviluppo delle capacità fisiche (movimento degli arti, postura, etc.) e mentali (coordinamento tra gli input provenienti dalla mente e l'esecuzione materiale del lavoro), avviati sulla base degli esiti di un’indagine di mercato che ha rilevato una certa possibilità di sviluppo nel settore della tessitura di nicchia, caratterizzata dalla produzione di sciarpe, berretti ed altri capi in lana.
Si rammentano, inoltre, i contributi stanziati a favore dell’Associazione “Amici di Totò” di Colloredo di Monte Albano, per finanziare un corso di formazione di I livello per operatori in onoterapia, una forma di pet therapy che utilizza l’asino come strumento terapeutico per il superamento di un danno sensoriale, cognitivo affettivo e comportamentale e all’Associazione Centro di Rieducazione Equestre “Anche noi a cavallo” di Porcia per promuovere un’iniziativa di diffusione dell’attività rieducativa a favore dei propri utenti con il cavallo, con la particolarità di offrire un servizio con l’impiego di soggetti diversamente abili e di offrire ospitalità a giovani europei che intendono investire parte del loro tempo in programmi di volontariato sociale.
La Fondazione sta, inoltre, contribuendo da diversi anni al ripristino di un immobile ospitante una Comunità Terapeutica Residenziale per il recupero ed il reinserimento sociale dei giovani con problemi di tossicodipendenza e alcolismo gestito a Ribis dal Centro Solidarietà Giovani “Micesio”.
Nell’ambito del “Progetto dopo di noi” mirato a costituire scenari di vita autonoma del diversamente abile, nel momento in cui verrà meno la rete familiare di supporto è stato confermato il sostegno all’Associazione Nostro Domani “Pontello Valentino” di Majano per il completamento del Centro Diurno e residenziale destinato a dare accoglienza, lavoro ed una vita di relazioni al diversamente abile, per rispondere all’assillo del “Dopo di noi” e all’Associazione ANFFAS di Pordenone che dispone di un Centro residenziale e semiresidenziale per accogliere persone disabili in condizioni di gravità.
Il supporto all’attività socio-assistenziale è avvenuto anche partecipando all’ampliamento del parco mezzi in dotazione per migliorare il servizio emergenza-urgenza e per il trasporto disabili e concorrendo all’acquisto di attrezzature per le realtà impegnate in progetti di recupero dell’autonomia personale e nel reinserimento dei soggetti deboli.
Tra le iniziative più significative si segnalano i contributi assegnati alla Comunità Piergiorgio di Udine per l’acquisizione di un sistema gestionale informatico, alla Cooperativa Sociale “La Zeje” di Tolmezzo per gli arredi destinati al centro socio-educativo diurno per disabili e alla Cooperativa sociale “Hattiva lab” di Udine per gli arredi e le attrezzature destinati alla sede amministrativa e alla struttura operativa.
Analogamente, riconoscendo la funzione educativa e sociale delle attività di oratorio, la Fondazione è intervenuta per favorire il riuso e la nascita di nuove infrastrutturazioni sociali, quali oratori, centri culturali, sale della comunità soprattutto per la funzione di aggregazione che detti centri svolgono.
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3.4. Ricerca Scientifica e Tecnologica
Per rilanciare la crescita e contrastare la concorrenza dei Paesi emergenti è prima di tutto necessario migliorare il sistema universitario, puntando su una forte interdisciplinarietà e creando robusti legami con il mondo della ricerca e delle imprese.
Perciò sono state progressivamente aumentate le risorse destinate allo specifico settore, confermando un deciso impegno nell’ambito delle attività di ricerca di base e applicata in campo scientifico, tecnologico, medico, biologico, economico e archeologico, senza trascurare alcune attività seminariali.
Inoltre, lo sviluppo economico del territorio rientra tra le finalità statutarie e dunque il sostegno alla ricerca, rivolta all’individuazione sia di modelli di sviluppo, sia di progetti innovativi nei vari comparti dell’economia locale, è stato valutato un valido strumento per contribuire ad un rilancio delle prospettive di crescita con modalità più qualificate e competitive.
Nello scegliere le aree di ricerca da finanziare si è tenuto conto del fatto che il territorio di operatività è un’area a forte valenza agroalimentare – con presenza di produzioni caratterizzate da certificazioni di qualità di processo e prodotto, di produzioni tipiche a forte vocazione turistica e ambientale e anche di strutture di ricerca ad alto valore. Nei vari comparti quello che assume carattere prevalente è la viticultura.
Al riguardo si rammenta che, anche con la collaborazione della Fondazione, i ricercatori dell'Ateneo udinese che lavorano all’Istituto di Genomica Applicata (Iga), con sede al Parco scientifico e tecnologico in Udine, hanno portato a termine con successo con i colleghi italiani e francesi impegnati nel progetto “Vigna”, il sequenziamento del genoma della vite, che ha dato un’accelerazione al processo di selezione. I ricercatori dopo 10 anni di impegno hanno coronato il sogno di produrre le prime varietà di vite da vino resistenti alle malattie con principali destinatari i produttori friulani, ma con un occhio al resto del mondo.
La ricerca scientifica agroalimentare è anche il tema che ha portato ad oggi 13 fondazioni di origine bancaria di tutta Italia - tra le quali la nostra con 500.000 euro l’anno per un triennio - ad aderire ad una Associazione Temporanea di Scopo (ATS) per il progetto Ager – Agroalimentare e ricerca, con una dotazione complessiva pari a circa 30 milioni di euro. Si tratta di un’iniziativa promossa dalla Fondazione Cariplo che rappresenta il più grande investimento filantropico a favore dalla ricerca scientifica mai registrato in Europa.
L’iniziativa - presentata a Udine il 12 settembre 2008 - si prefigge di attivare una rete di collaborazioni tra fondazioni per il sostegno di progetti di ricerca condivisi nel settore agro-alimentare, saldare la collaborazione scientifica tra le università e i centri di ricerca che già operano nelle aree d’intervento delle fondazioni e suggellare la vocazione territoriale dei tessuti produttivi locali concentrando gli sforzi sull’innovazione, la ricerca scientifica e il capitale umano di eccellenza.
Si tratta di un progetto che prevede la realizzazione di iniziative congiunte e, in particolare, lo sviluppo diretto di progetti, l’adozione di bandi per l’assegnazione di contributi a sostegno di interventi di terzi e la divulgazione dei risultati conseguiti tramite azioni di disseminazione nazionale e locale e di comunicazione, finalizzato alla promozione della ricerca e all’applicazione dei risultati conseguiti dalla stessa nel settore della produzione agricola e zootecnica.
Anche nell’ambito del progetto Ager, insieme alla realizzazione di ricerche relative alle produzioni ortofrutticole, dei cereali, della zootecnia, ci si occuperà della ricerca nel campo della vite, proprio in risposta a nuove esigenze di innovazione, che come detto rappresentano le criticità ancora in atto nel comparto.
L' importante, tuttavia, sottolineare che l’idea progettuale nasce dall’assunto che in campo agroalimentare il nostro Paese ha posizioni di leadership (fatturato che supera i 180 miliardi di euro e rappresenta il 12% del Pil nazionale) che meritano di essere consolidate e rafforzate e la capacità di innovazione è un asset fondamentale e imprescindibile per perseguire questo risultato.
Sempre in campo economico si inserisce l’intervento a favore del Keymec di San Vito al Tagliamento, Centro di innovazione, ricerca e formazione per la meccanica, per l’acquisto del Centro multifunzionale di tornitura e fresatura OKUMA Multus B300, fondamentale per rendere funzionante il laboratorio di Ricerca per la Meccanica e per renderlo disponibile all’Università, alle imprese, agli enti e alle scuole del territorio.
Anello di congiunzione tra l’industria meccanica regionale e il mondo della ricerca e della formazione, il Laboratorio rappresenta un punto d’incontro in cui sperimentare nuove tecnologie, concepire metodologie innovative per la pianificazione, esecuzione ed ottimizzazione del processo produttivo, ed infine formare personale altamente qualificato.
Con l’obiettivo di capitalizzare e rendere fruibile anche per il pubblico - docenti e studenti - della scuola superiore la preziosa risorsa rappresentata dal dibattito internazionale sull’innovazione al servizio dell’impresa che dal 2005 si realizza ad InnovAction, la Fondazione ha dato un sostegno convinto alla seconda edizione del progetto InnovAction Young, Salone dell’innovazione per le giovani generazioni, promosso e organizzato da Udine e Gorizia Fiere, in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine.
Questa sezione della manifestazione fieristica si propone di incoraggiare e ospitare un’inedita sinergia fra il mondo della formazione (superiore e universitaria) del sistema Friuli Venezia Giulia con quello dell'innovazione. Un programma ambizioso che, attraverso la valorizzazione di progetti innovativi vuole rappresentare diversi settori in cui l’innovazione di processo o di prodotto può operare a partire dall’universo scuola: dalla scienza alla tecnica, dall’arte alla musica, rispettando il carattere della multisettorialità da sempre sperimentato in InnovAction.
In campo medico scientifico, si rappresenta la partecipazione a un progetto destinato ad avviare un percorso di studio e di ricerca nel campo della medicina oncologica, che si svilupperà attraverso importanti sinergie tra il Princess Margaret Hospital (PMH) di Toronto e il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano, con importanti ricadute sul sistema territoriale, cui la Fondazione ha aderito su sollecitazione di un gruppo di facoltosi italo-canadesi, appartenenti alla Comunità Friulana di Toronto che, desideroso di coinvolgere anche la propria terra d’origine, ha proposto al nostro Ente di intervenire.
Si tratta di un programma pluriennale di scambio medico-scientifico su base accademica nel campo della ricerca e della pratica curativa applicata all’oncologia tra il PMH e il CRO di Aviano, allo scopo di favorire il reciproco passaggio di conoscenze e fornire a quest’ultimo un fondamentale apporto scientifico e didattico, che si esplicherà principalmente attraverso borse di studio post-universitarie per stage presso il PMH, cicli di lezioni teorico-pratiche tenute da medici provenienti dal medesimo ospedale, visiting professors e conferenze.
Va subito precisato che il PMH è il maggiore centro oncologico del Canada e una delle cinque principali strutture oncologiche al mondo, ma soprattutto è l’unico ospedale dedicato esclusivamente alla formazione, alla cura e alla ricerca in ambito oncologico. In quanto membro della University Health Network (Rete Sanitaria Universitaria), esso è inoltre impegnato a fornire ai pazienti i trattamenti curativi più completi e innovativi.
Una delle principali attività dell’Istituto canadese, in qualità di leader mondiale nel settore, consiste nella formazione e aggiornamento permanente di operatori specializzati in materia oncologica con riguardo allo studio delle particolarità della diagnosi e della cura oncologica, tra cui la radioterapia, la chirurgia e l’applicazione di nuovi farmaci.
Parimenti nel campo della ricerca medica si inserisce il sostegno al progetto “La procreazione medicalmente assistita: la relazione diadica madre-bambino”, nato da una collaborazione fra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Maria della Misericordia di Udine, l’Università degli Studi di Udine e l’Università degli Studi di Trieste. Scopo del progetto è quello di monitorare il vissuto emotivo e relazionale della madri PMA dalla nascita del bambino fino ai primi dodici mesi di vita per comprendere meglio eventuali risvolti psicologici a breve e medio termine generati dall’uso della procedura di “Procreazione medicalmente assistita” e permettere al personale medico e infermieristico, di intervenire con un sostegno più mirato fin dai primi momenti di vita del bambino.
Oltre a sostenere l’acquisto di strumentazioni e attrezzature utili alla prevenzione e alla diagnosi delle malattie (di cui si è dato conto nel settore salute), l’Ente ha confermato l’assegnazione di borse di studio per realizzare programmi di avvio e/o di approfondimento di ricerca scientifica in differenti ambiti tematici.
Ha partecipato, infine, a numerosi progetti di ricerca archeologica, concorrendo alla realizzazione di campagne di scavo, di pubblicazioni ad hoc e di percorsi espositivi, allestiti per rendere pubblici i risultati delle indagini svolte sul campo, allo scopo di tutelare un patrimonio che appartiene a tutta l’umanità.
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3.5. Assistenza agli Anziani
La diminuzione della fecondità, l’innalzamento della speranza di vita a tutte le classi di età e la riduzione del tasso di mortalità sono tra i fattori che, più di altri, spingono la nostra popolazione verso un progressivo invecchiamento demografico. Tale fenomeno porta all’incremento sia del numero delle persone anziane, sia della loro proporzione nei confronti delle altre fasce di età.
Una conseguenza del processo demografico, che coinvolge l’Italia, è stato, tra gli altri, un capovolgimento della piramide per età, prima con una base molto larga e una punta stretta, oggi con una base ridotta e una punta sempre più ampia.
Questo “capovolgimento” demografico è destinato ad appesantire ulteriormente i bilanci pubblici, attraverso gli incrementi di spesa per le pensioni, i servizi sanitari e l’assistenza sociale.
Si presenta, pertanto, la necessita di sviluppare politiche di Welfare compatibili con le dinamiche demografiche e dello stato di salute della popolazione, evitando di scaricare sulle generazioni future, come avviene oggi, tutto il peso delle rendite attuali.
Il Libro Verde, già richiamato durante la trattazione del settore “salute”, propone un modello di welfare che si dovrebbe realizzare "non solo attraverso le funzioni pubbliche ma soprattutto riconoscendo, in sussidiarietà, il valore della famiglia, di tutti i corpi intermedi e delle funzioni professionali che concorrono a fare comunità".
La Fondazione ha, dunque, svolto un ruolo sussidiario, concorrendo al potenziamento dei servizi assistenziali esistenti e destinando la maggior parte delle risorse all’adeguamento e al rinnovamento di strutture per la residenza (case di riposo e residenze per anziani), nonché al miglioramento del servizio offerto, partecipando all’acquisto di nuovi arredi, attrezzature e automezzi per il trasporto degli ospiti, in collaborazione con enti locali territoriali e aziende sanitarie preposte.
Significativo l’intervento a favore della Casa di Riposo della Carnia “San Luigi Scrosoppi” per il completamento degli arredi e delle attrezzature destinati alla nuova palestra per rendere più accogliente e vivibile la struttura, offrendo occasioni di vita comunitaria e di attività ricreative.
E', inoltre, intervenuta sostenendo iniziative volte a promuovere una rete integrata di servizi sanitari e sociali per l’assistenza delle persone anziane, in particolar modo quelle non autosufficienti, favorendo il mantenimento degli anziani nell’ambito della famiglia e della comunità di appartenenza.
Da segnalare il concorso alle spese di acquisto di un automezzo da destinare al Comune di Premariacco, quale soggetto titolare della funzione di programmazione locale del sistema integrato, per lo svolgimento di un servizio di assistenza domiciliare, gestito e coordinato nell’ambito distrettuale del cividalese, volto al mantenimento dell’anziano nel proprio contesto familiare.
Analogamente, è stato finanziato il progetto “Senjor park”, promosso dal Residence Stati Uniti d’America – Centro Anziani Villa Santina, struttura di proprietà del Comune di Villa Santina donata dal governo degli Stati Uniti d’America come gesto di solidarietà dopo il terremoto del 1976, che consiste in un percorso attrezzato appositamente per gli anziani, con esercizi motori pensati per prevenire deficit legati alla vecchiaia e al recupero o mantenimento delle abilità residue.
Sono state, infine, favorite le iniziative promosse dalle università della terza età il cui proposito è quello di suscitare il gusto del sapere e della creatività attraverso attività culturali, formative e da quelle realtà associative che offrono importanti occasioni di incontro e socializzazione, come l’Associazione Italiani fra Anziani e Volontariato di Pordenone.
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4. I SETTORI AMMESSI
4.1. Volontariato, filantropia e beneficenza
Ad integrazione degli accantonamenti dovuti per legge al Fondo Speciale per il Volontariato e per accordi nazionali alla Fondazione Sud, tra gli obiettivi principali che la Fondazione si è prefissata in tale ambito è rientrato anche il riconoscimento del valore e della funzione dell’associazionismo quale espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, favorendone lo sviluppo nell’autonomia e l’apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale.
L'azione dell’Ente in tale settore risulta solo apparentemente polverizzata sul territorio, e sovente frammentata in una miriade di micro-interventi; è invece un insieme interagente di investimenti, capaci di amalgamarsi, di generare sviluppo, utilità e rafforzamento per le comunità locali proprio perché ha agito su quei diversi elementi che compongono lo sviluppo nella micro-dimensione territoriale.
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4.2. Realizzazione di lavori pubblici e di pubblica utilità
I lavori pubblici e di pubblica utilità rappresentano un’area progettuale a prevalente competenza pubblica e che comprende interventi, quali le opere pubbliche, idrauliche, marittime e di difesa del suolo, le opere igieniche, le opere sanitarie, le opere di edilizia, le opere per lo sport e il turismo, le opere di urbanizzazione e infrastrutturali.
In tale ambito d’intervento è stato fatto rientrare il contributo dato dalla Fondazione al progetto “Competitività e sostenibilità delle aree urbane italiane”, promosso dall’ACRI sulla base di un’idea formulata congiuntamente da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), da Banca Europea degli Investimenti (BEI) e Sinloc SpA. Il progetto è collegato con JESSICA (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas), programma comunitario di sostegno congiunto per gli investimenti sostenibili nelle aree urbane, lanciato dalla Commissione Europea in accordo con la Banca Europea degli Investimenti, la Banca Centrale Europea, che prevede l’utilizzo di nuovi strumenti finanziari, i cosiddetti Fondi di Sviluppo Urbano (FSU), per intercettare i finanziamenti provenienti dai fondi strutturali europei e indirizzarli a progetti di sviluppo locale e di rigenerazione urbana.
Il progetto in parola di durata triennale intende, da un lato, supportare, in Italia la nascita di FSU previsti nell’ambito del sistema “Jessica”, dall’altro, fornire strumenti alle fondazioni e ad altri stakeholder per i loro interventi , anche al di fuori del sistema “Jessica”.
Il prodotto finito sarà costituito da un “Rapporto annuale sulla competitività delle aree urbane”, con una valutazione del rischio sistematico delle aree urbane con perimetro geografico provinciale e capoluogo di provincia, che diverrà di proprietà dei committenti.
L'attività operativa di predisposizione dei servizi viene svolta da un gruppo di operatori (Sinloc, Prometeia, Fondazione Ismu, SiTI) che in relazione alla propria specializzazione ed esperienza, si stanno focalizzando su specifici ambiti di valutazione.
Ad oggi il team ha concluso le prime attività proposte dal piano, con la costruzione della base informativa e l’identificazione degli indicatori utili a fornire un quadro delle dimensioni competitive del territorio, per concentrarsi su affinamento e validazione finale delle variabili e del modello.
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4.3. Protezione e qualità ambientale
La qualità dell’ambiente va considerata come una caratteristica essenziale delle qualità della vita in una società e, quindi, come una caratteristica essenziale dello sviluppo economico.
Con l’obiettivo di favorire la diffusione di politiche attive volte al rispetto, conservazione e valorizzazione della natura e della qualità dell’ambiente di vita è stato finanziato il progetto “Protezione e salvaguardia dei corpi idrici superficiali nella zona transfrontaliera italo slovena di Gorizia e Nova Gorica”, promosso dal Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Udine.
Il progetto è finalizzato allo studio dei processi che regolano il comportamento degli inquinanti nei diversi sistemi idrici, all’analisi degli effetti che tali inquinanti esercitano sugli organismi e sulle comunità e alla messa a punto di criteri e metodologie per la classificazione ecologica delle acque superficiali, allo scopo di fornire gli elementi di base necessari agli utenti finali per una corretta gestione dell’ambiente.
Accanto a questo intervento è stato promosso e sostenuto il volontariato, nonché coinvolta la società civile nella tutela dell’ambiente, concorrendo all’ampliamento del parco mezzi in dotazione al Club Alpino Italiano Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Servizio Regionale e sostenendo l’acquisto di un trattore per l’Associazione “Amici del Bosco Brussa” di Palazzolo dello Stella allo scopo di agevolare l’attività di rimboschimento e cura di un’area che, oltre a rappresentare un importante polmone verde è anche luogo di ritrovo e socializzazione, nonché importante punto di riferimento a livello didattico per i bambini e ragazzi in età scolare.
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4.4. Attività sportiva
La Fondazione dal 2005 annovera tra i propri settori ammessi anche quello dell’attività sportiva. La dimensione formativa e ricreativa che connota le attività legate allo sport rende l’intervento dell’Ente in questo ambito complementare a quello negli altri settori legati alla formazione.
Duplice l’obiettivo perseguito dalle iniziative promosse: da un lato non disperdere il bacino di talenti che nasce sul territorio, dall’altro affrontare l’emergenza educativa giovanile e non poche altre marginalità, favorendone l’inserimento in un tessuto sociale sano.
I progetti finanziati hanno riguardato l’acquisto di attrezzature e la realizzazione di progetti di manutenzione degli impianti limitatamente alla messa a norma, adeguamento impiantistico per accrescere l’offerta di servizi, il superamento delle barriere architettoniche anche per l’accesso del pubblico e la fruizione degli stessi.
Le strutture sportive, tuttavia, non bastano in quanto dietro ad un progetto servono operatori sportivi motivati e valorizzati. In tale contesto si inserisce l’avvio di una “Scuola Media dello Sport” su iniziativa dell’Istituto Comprensivo di Tavagnacco (prima in Italia).
Non vanno, inoltre, sottaciuti gli interventi di valorizzazione dello sport come pratica continuativa e preventiva, con attività motorie rivolte sia ai ragazzi che agli adulti e anziani, tesi anche ad evitare l’isolamento e l’emarginazione.
Di grande rilievo è stata la promozione di eventi sportivi, anche internazionali (il 60% circa del deliberato 2008 del settore) per offrire ai giovani la possibilità di incontrare coetanei provenienti da altri Paesi e di condividere momenti insieme dopo le gare, come ad esempio la manifestazione internazionale di pallavolo Memorial “Ferruccio Cornacchia”, promossa dalla Polisportiva San Giorgio di Porcia e per la partecipazione ai campionati europei e mondiali di pattinaggio artistico a rotelle degli atleti dell’Associazione Dilettantistica Polisportiva Orgnano; eventi che hanno contribuito a qualificare e valorizzare l’immagine del territorio.
In campo editoriale si segnala il sostegno all’Associazione “La Voce” di Pordenone, che annovera tra i sui periodici “Piancavallo Dolomiti Friulane”, “Piancavallo Magazine Inverno”, “Piancavallo Magazine Estate”, dedicati agli sport praticati in montagna e “Domenica Sport”.
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4.5. Crescita e formazione giovanile
A questo settore afferiscono gli interventi volti a completare la formazione giovanile, attraverso progetti mirati alla crescita della persona in senso ampio, fornendo sostegno ad istituzioni, enti, associazioni che operano nel settore, avendo riguardo anche ad iniziative e progetti finalizzati a prevenire fenomeni di emarginazione sociale e devianza, compresa la promozione ed il sostegno ad iniziative di responsabilizzazione dei giovani.
In tale ambito, pertanto, la Fondazione senza sovrapporsi al ruolo determinante dell’educazione prettamente scolastica e professionale, ha sviluppato l’attività lungo tre filoni interdipendenti, sostenendo principalmente iniziative indirizzate a promuovere la capacità di auto-relazionarsi con gli altri.
Sono state favorite in primis attività ricreative promosse da parrocchie o da associazioni, ovvero quelle che incoraggiano i ragazzi alla riflessione sull'uso propositivo del territorio, sulla solidarietà verso i più deboli, sulla gestione costruttiva del tempo libero e sul rispetto dell’altro. Tra queste si possono segnalare l’organizzazione di campi scuola estivi e punti verdi promossi dalle parrocchie delle due province e il progetto ‘Bullismo … che fare?’ realizzato dal Consultorio Noncello di Pordenone, in sintonia con la legislazione nazionale del MIUR e con quanto previsto dai Comuni e dalla Regione sul contrasto alla “dispersione scolastica”, volto a far conoscere e contrastare in modo efficace il problema del “bullismo”. Un secondo filone di intervento ha visto l’intervento dell’Ente nella promozione di iniziative didattiche in senso lato e mirante alla diffusione e all’apprendimento di saperi informali come la musica, il teatro, la danza, con la promozione di progetti di sostegno scolastico, di laboratori educativi, ludico-ricreativi, di attività culturali. Si tratta di progetti il cui scopo non è tanto di far acquisire conoscenze quanto piuttosto di suscitare il gusto, la passione e la creatività dei giovani.
Tra i diversi progetti sostenuti si possono citare: “Adotta uno spettacolo” promosso dall’Associazione “Thesis” di Pordenone e il progetto “Teatro&Scuola” realizzato dall’Ente Regionale Teatrale di Udine. Proprio in occasione dell’importante traguardo dei vent’anni di attività, la campagna Teatro è Scuola ha voluto esprimere i concetti di circolarità e reciprocità nel rapporto tra il Teatro e il mondo della Scuola, concetti che hanno caratterizzato il lavoro del Progetto sin dalla sua nascita: dal 1988, infatti, Teatro&Scuola promuove l’avvicinamento delle giovani generazioni ai linguaggi del teatro e dello spettacolo dal vivo ponendosi come interlocutore aperto e propositivo di scuole, insegnanti, educatori, istituzioni, enti pubblici, compagnie ed artisti, riuscendo a costruire un prezioso tessuto di relazioni su tutto il territorio regionale, che possiede un’importante valenza educativa e formativa in sé.
Nel terzo e ultimo filone rientrano le iniziative rivolte ai formatori: la formazione, infatti, implica per chi ha il compito di gestirla, di non farsi sorprendere dal cambiamento ma appunto di governarlo. In questo contesto si rileva come i soggetti coinvolti nella formazione continua siano tutti gli educatori, famiglie incluse. A titolo di esempio si possono citare i corsi di formazione nel settore del legno promossi dal Comune di Sutrio organizzati per contribuire al rilancio del comparto artigiano e in particolare al recupero delle lavorazioni del legno, che oramai stanno scomparendo, nonchè l’attività formativa svolta a vari livelli dall’A.I.C.C.R.E. Federazione Regionale del Friuli Venezia Giulia.
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4.6. Altri diversi
La Fondazione, in funzione dei propri scopi istituzionali, è intervenuta anche negli altri settori ammessi di cui all’art. 11 del d.lgs. n. 153/99, sostenendo progetti che si prefiggono di prevenire le nuove emergenze sociali.
Sostegno, infine, è stato dato a quelle forme di solidarietà per iniziative a favore di paesi in via di sviluppo, realizzate per il tramite di istituzioni locali operanti nel settore e in alcuni casi di concerto con l’ACRI, partecipando a progetti di emergenza umanitaria, sanità, educazione, sviluppo urbano, formazione professionale.
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5. I Fondi speciali per il volontariato ed i Fondi per l’attività d’istituto
In ottemperanza a quanto disposto dalla normativa in materia di volontariato (art. 15 L. 266/91), le Fondazioni provvedono annualmente ad effettuare un accantonamento destinato ai Fondi speciali per il volontariato costituiti presso le Regioni. Tale accantonamento corrisponde al quindicesimo dell’avanzo dell’esercizio al netto della riserva obbligatoria e dell’importo minimo da destinare ai settori rilevanti.
Questi fondi, amministrati da appositi Comitati di Gestione, sono messi a disposizione dei Centri di Servizio, istituiti per sostenere e qualificare l’attività di volontariato presso ogni Regione.
Il Fondo in parola chiude l’esercizio con un saldo di euro 1.998.298, che è la risultante delle consistenze di fine esercizio precedente, pari a euro 1.899.424, dell’ulteriore accantonamento effettuato in questo esercizio pari a euro 523.269, delle erogazioni effettuate in corso d’anno per euro 541.351, nonché del trasferimento per euro 116.956 di parte dell’accantonamento 2007 (extraccantonamento) destinato al Fondo per la realizzazione del Progetto Sud.
Quest’ultimo Fondo è stato istituito a seguito della stipula nell’ottobre del 2005 del Protocollo d’intesa tra l’ACRI ed il forum del Terzo settore. A decorrere dall’esercizio 2005 (per un quinquennio) il Fondo accoglie il differenziale degli accantonamenti derivanti dall’applicazione di quanto disposto dall’art. 15 della L. 266/91 ed il criterio stabilito dall’Atto di Indirizzo del 19 aprile 2001.
Il frutto principale del Protocollo d’intesa è la costituzione, in data 22 novembre 2006, della Fondazione per il Sud, il cui obiettivo è promuovere e potenziare l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno.
La nostra Fondazione partecipa alla dotazione patrimoniale della Fondazione per il Sud con un importo di euro 406.879.
Il Fondo per la realizzazione del Progetto Sud evidenzia un saldo di euro 768.854, ovvero, l’ammontare accantonato nel corrente esercizio pari a 523.269 e ciò che residua dell’accantonamento 2007 come evidenziato nella nota integrativa.
Nel corso del 2008 l’ACRI, posto che gli accantonamenti effettuati dalle Fondazioni avevano superato l’onere originariamente previsto, ha aperto un tavolo di confronto con gli altri firmatari del Protocollo in parola al fine di ricondurre gli importi alle dimensioni a suo tempo ipotizzate.
Tale confronto si è positivamente concluso con un accordo (in data 22 ottobre 2008) che prevede, tra gli altri punti, l’individuazione di un importo da impegnare per l’anno 2008 (a valere sui bilanci 2007) inferiore a quello complessivamente già accantonato dalle Fondazioni e, per altri due anni di durata dell’accordo (a valere sui bilanci 2008 e 2009), l’individuazione di importi in cifra fissa da destinare alla cosiddetta “perequazione” (nelle due linee di intervento previste dal Protocollo: il sostegno del volontariato nelle regioni meridionali e l’integrazione dei fondi speciali per il volontariato ex L. 266/91), coerenti con gli impegni originariamente assunti dalle Fondazioni.
In particolare le Fondazioni assicureranno, a valere sui bilanci 2007, 2008 e 2009 i seguenti importi:
- sui bilanci 2007 euro 42 milioni (per la perequazione dell’anno 2008);
- sui bilanci 2008 euro 40 milioni (per la perequazione dell’anno 2009);
- sui bilanci 2009 euro 40 milioni (per la perequazione dell’anno 2010).
A valere sui bilanci 2007 si è stabilito di destinare alla Fondazione per il Sud un importo pari a euro 20 milioni, anch’esso inferiore a quello che si sarebbe determinato con l’autonoma applicazione dei meccanismi di calcolo degli anni passati.
L'onere complessivo a carico delle Fondazioni relativamente all’anno 2008 (a valere sui bilanci 2007), è pari a circa il 31% in meno di quanto già accantonato. Le risorse così recuperate sono state reindirizzate dalle Fondazioni all’attività istituzionale.
Considerando che la quota a carico di ciascuna Fondazione verrà individuata in sede nazionale dopo la chiusura dei bilanci di tutte le Fondazioni, l’ACRI ha suggerito di effettuare anche per il corrente esercizio, in modo analogo agli anni precedenti, un extra-accantonamento di importo pari a quello effettuato del Fondo speciale volontariato ex L. 266/91, con riserva di conguagliare a consuntivo.
L'accordo del 22 ottobre 2008 prevede, altresì, una modalità condivisa di utilizzazione dei fondi ex art. 15 della L.266/91 per il sostegno della progettazione sociale. In particolare l’accordo contempla “l’adozione di un modello concertativo che preveda la partecipazione delle Fondazioni finanziatrici e del Volontariato locale alle decisioni sugli ambiti, sui criteri e sulla modalità di assegnazione dei fondi, in modo integrato con il ruolo dei Comitati di Gestione e del Centri Servizi per il Volontariato previsto dalla normativa vigente”. Le parti hanno convenuto sull’opportunità di individuare un percorso comune e condiviso teso a realizzare una finalizzazione dei fondi speciali per il volontariato che risponda sempre di più ai bisogni delle comunità territoriali.
*****
Infine, al Fondo di stabilizzazione delle erogazioni si è accantonato un importo pari a euro 1.118.673. Nella determinazione di tale importo si è tenuto conto della fluttuazione dei mercati mobiliari registrata nell’ultimo esercizio e della variabilità attesa del risultato per l’esercizio 2009. Funzione del fondo in oggetto, pertanto, è quella di garantire stabilità al processo erogativo in modo tale da contenere la variabilità degli introiti destinati per la maggior parte al perseguimento delle finalità istituzionali in un orizzonte temporale pluriennale.
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In relazione alle proiezioni per l’esercizio 2009, l’attività istituzionale della Fondazione, in conseguenza della prevista ridotta remunerazione del patrimonio legata alla delicata situazione dei mercati, sarà finanziata attraverso il parziale utilizzo del Fondo di stabilizzazione delle erogazioni e del Fondo per le erogazioni nei settori rilevanti tempo per tempo incrementati.
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6. I progetti pluriennale
Settore Ricerca scientifica e tecnologica
Istituto di Genomica Applicata – Udine: contributo di € 100.000 annui per tre anni a partire dall’esercizio 2006 a sostegno del progetto “Sequenziamento e analisi del genoma della vite”.
Istituto Nazionale di Oceanografia e Geografia Sperimentale – Sgonico: contributo di € 15.000 annui per due anni a partire dall’esercizio 2008 a sostegno del progetto “Le Trezze dell’Alto Adriatico: studio di alcune aree di particolare pregio ambientale ai fini della valorizzazione delle risorse alieutiche locali”.
Progetto Ager: contributo di € 500.000 annui per tre anni a partire dall’esercizio 2008 per la realizzazione di progetti di ricerca e innovazione tecnologica nel settore agroalimentare.
Settore Salute pubblica medicina preventiva e riabilitativa
Parrocchia Cuore Immacolato di Maria – San Giorgio di Nogaro: contributo di € 60.000 da suddividere su due annualità a partire dall’esercizio 2008, di cui € 40.000 da imputare al 2008 per la realizzazione di interventi edilizi e di adeguamento alla normativa vigente della casa canonica finalizzati ad adibirla anche a casa famiglia.
Settore Arte, attività e beni culturali
Comune di Sesto al Reghena: contributo di € 25.000 annui per due anni a partire dall’esercizio 2008 a sostegno di una ricerca storica sull’Abbazia di Santa Maria in Sylvis nell’epoca moderna (sec. XV-XVIII).
Associazione Culturale di Amici della Danza e del Teatro – Udine: contributo di € 7.000 per tre anni a partire dall’esercizio 2008 a sostegno della stampa e diffusione del periodico trimestrale “Udine Teatro.
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