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| DOCUMENTO
PROGRAMMATICO PREVISIONALE 2011 |
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| PREMESSA |
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Il documento programmatico annuale ha lo scopo di individuare, in forma sintetica, gli obiettivi e le modalità operative ai quali fare riferimento nello svolgimento dell’attività istituzionale nell’esercizio 2011.
Esso trae origine dal Documento Programmatico 2011-2013, al quale si fa comunque rimando per quanto attiene alle considerazioni di carattere generale e alle linee programmatiche - di cui costituisce il momento iniziale.
La Fondazione interagirà secondo una logica di compartecipazione con gli altri soggetti istituzionali ed associativi, nel quadro di una sussidiarietà virtuosa, capace anche di allargare lo spazio pubblico al privato sociale, che potrà rappresentare un moltiplicatore di opportunità ed un valido catalizzatore nella promozione dell'economia locale.
La territorialità, l’efficiente utilizzazione delle risorse, l’efficacia degli interventi, la trasparenza nelle scelte continueranno a rappresentare il sistema di valori a cui si ispirerà nel suo operare onde, da un lato, favorire lo sviluppo economico del territorio, dall’altro, conseguire un miglioramento della qualità della vita della comunità locale.
Il presente documento indaga innanzitutto l’area finanziaria e patrimoniale, dalla quale vengono tratte le risorse necessarie all’attività istituzionale; analizza quindi l’area degli interventi nei settori rilevanti ed ammessi, e presenta infine il preventivo economico dell’esercizio.
La grave crisi economica ha prodotto una tempesta di carattere sistemico, che ha sconvolto a livello internazionale i mercati finanziari, producendo effetti anche sul quadro economico della Fondazione. Per il prossimo futuro gli esperti delineano un quadro prospettico meno critico rispetto ai mesi passati, sebbene la ripresa si configuri piuttosto lenta in un contesto economico che sarà presumibilmente caratterizzato da incertezza e fragilità.
Appare allo stato molto difficile compiere una proiezione del patrimonio complessivo per il medio-lungo termine, a causa della volatilità dei mercati, dell’assegnazione di un dividendo della banca conferita ria e della diminuzione dei rendimenti cedolari.
Lo scenario economico in evoluzione, coniugato a principi generali di oculata gestione e la necessaria flessibilità operativa impongono di apportare - ai programmi in corso e a quelli futuri - gli opportuni aggiustamenti secondo criteri di prudenza e ragionevolezza nell’interesse dell’Ente.
Ne discende che dovrà essere mantenuta la linea di condotta sin qui adottata, improntata alla massima sobrietà, sia nelle erogazioni che nelle spese correnti. Senso di responsabilità, razionalizzazione e collaborazione da parte di tutte le istituzioni; rimodulazione dei criteri di selezione dei progetti, che non potranno prescindere da dati oggettivi riferiti alla popolazione, al numero di associazioni, di aziende, di centri di ricerca, di case di cura presenti nelle due province di Udine e Pordenone; interesse a fare sistema con le altre fondazioni regionali e italiane, con l’Associazione di categoria ACRI, del cui Consiglio di Amministrazione il Presidente è membro.
Queste le linee guida condivise dal Consiglio per il 2011, in ossequio all’indirizzo operativo seguito negli ultimi anni nell’ambito di un’attività preordinata all’interno delle linee strategiche contenute nel Piano Programmatico Triennale 2011-2013.
Scendono da cinque a quatto settori “rilevanti”, ai quali va riservata una quota prevalente delle erogazioni, e viene previsto il mantenimento di un adeguato presidio agli altri settori “ammessi”, già oggetto di sostegno in passato da parte della Fondazione.
Nonostante l’invarianza degli obiettivi ed anche, tutto sommato, della platea degli interlocutori, proseguirà anche l’anno prossimo l’ormai consolidata prassi nell’assegnazione dei contributi alle istituzioni pubbliche e private più rappresentative del territorio di riferimento, che prevede, in un’ottica di razionalizzazione, la sottoscrizione di apposite convenzioni. Proprio in tale solco è stato stipulato quest’anno l’accordo attuativo con l’Università di Udine, che risponde alla necessità di concentrare le risorse su aree e interventi ritenuti strategici a livello di governo dell’Ateneo, evitando la frammentazione e la dispersione delle risorse.
Nel 2011 la Fondazione proseguirà l’attività avviata a fronte della progettualità comprendente il compendio immobiliare di proprietà, il riordino dell’archivio storico, le iniziative di housing sociale.
L’altra faccia della medaglia ci rappresenta specularmente un quadro diverso, dal quale non si può prescindere, che consiste nella proiezione della quantità di risorse che la Fondazione è in grado di mettere in campo per i “progetti propri”, cioè progetti diretti, interventi a regia propria. Si presume che in tale ambito ci sarà un “anno sabatico”, in attesa dell’avverarsi di tempi migliori.
Già nel sopracitato Documento Triennale è stato preventivato che la principale fonte di introito - il dividendo della holding Intesa San Paolo S.p.A. – è stata prudenzialmente indicata in 6,250 milioni di euro nell’anno, corrispondenti a 0,08 centesimi per azione, ovvero quanto incassato per l’anno in corso.
In ogni caso sarà importante il prossimo anno, una volta raggiunte condizioni minime di stabilizzazione della partecipazione nella conferitaria, valutare l’opportunità di mantenere la concentrazione della maggior parte del patrimonio in un unico titolo azionario.
D’altro canto, la dotazione patrimoniale non immobilizzata (gestione diretta + esterna) si attesta su una media di 110 milioni /anno.
Dal quadro sopra delineato discende che in ogni caso solo nel caso di un’adeguata distribuzione di dividendi da parte del San Paolo IMI, la Fondazione potrebbe iniziare a raccontare una nuova storia, con un sereno, ma sempre rigoroso, esame circa l’eventuale riposizionamento dei propri impegni. Sino a quel momento la parole d’ordine dovrà essere "sobrietà". |
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| GESTIONE FINANZIARIA DEL PATRIMONIO |
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Al fine di inquadrare correttamente le politiche di investimento perseguibili durante l’esercizio 2011, conviene, innanzitutto, considerare quanto avvenuto a livello economico e sui mercati finanziari dall’inizio del corrente anno, posto che la strategia di gestione del patrimonio mobiliare della Fondazione è legata, inevitabilmente, all’evoluzione degli scenari economici, politici e finanziari nazionali ed esteri.
Il contesto congiunturale internazionale nel quale si inserisce questa relazione mostra un andamento ancora irregolare e caratterizzato dalla presenza di elementi di fragilità che rendono incerte le prospettive per i prossimi trimestri. Dal punto di vista congiunturale, nel secondo trimestre si è osservato, come era nelle attese, un rallentamento della crescita negli Stati Uniti, generato tra le altre cose dal venir meno di alcuni incentivi di carattere fiscale e di sostegno ai consumi. Nell’area Uem invece si è manifestata una sensibile ed inattesa accelerazione del Pil nel secondo trimestre, favorita dalla crescita economica della Germania particolarmente accentuata, mentre negli altri paesi dell’area i ritmi di crescita sono risultati assai più moderati.
Pur se moderatamente positive, le informazioni finora acquisite non sembrano tuttavia sufficienti a diradare le incertezze circa l’intensità prospettica della ripresa, alla luce dei segnali di rallentamento emersi, oltre che per Usa e Giappone, anche per Cina e altri paesi asiatici. e delle misure di risanamento dei conti pubblici adottate da vari paesi europei. Gli Stati Uniti hanno già annunciato un nuovo programma di sostegno alle infrastrutture per rilanciare la ripresa economica e non sono da escludere nuovi interventi di carattere fiscale.
L’inflazione resta ancora su livelli relativamente contenuti e le aspettative indicano un ulteriore ridimensionamento nei prossimi mesi, pur scongiurando, al momento, ipotesi deflazionistiche. Sul piano delle politiche economiche, le politiche monetarie restano espansive sia negli Stati Uniti che nell’area Uem. In entrambi i casi, oltre al mantenimento di tassi ufficiali ai livelli di minimo storico, le rispettive banche centrali hanno confermato la disponibilità ad intervenire sul mercato aperto per mantenere elevato il livello di liquidità nel sistema finanziario. I tassi monetari sono destinati pertanto a mantenersi contenuti per tutto il prossimo anno, auspicando il graduale ripristino di condizioni di normalità sul mercato interbancario al fine di poter contestualmente favorire il ciclo del credito.
I mercati azionari, dopo una fase di marcata ripresa che è durata fino alla scorsa primavera, sono stati caratterizzati nuovamente da momenti di incertezza che hanno generato andamenti più altalenanti. Le informazioni relative all’evoluzione degli utili segnalano tuttavia un quadro relativamente ancora favorevole che si riflette nelle aspettative per fine anno e per il prossimo. In funzione di tali aspettative, le attuali quotazioni non risultano sovradimensionate rispetto ai fondamentali dei titoli per cui le prospettive dei mercati potrebbero risultare comunque mediamente favorevoli anche in considerazione dell’elevato livello di liquidità presente nel sistema finanziario e dei tassi di interesse contenuti.
In ogni caso la tolleranza al rischio degli investitori è destinata comunque a mantenersi contenuta, almeno finché non saranno diradate le incertezze sulla ripresa economica e ciò potrà riflettersi se non altro in livelli di volatilità ancora elevati. In sostanza il quadro complessivo risulta ancora difficile e la ricerca di redditività più complessa, utilizzando strumenti tradizionali. La diversificazione assume quindi una connotazione ancora più indispensabile, al di là delle prospettive di breve termine dei mercati; la gestione dei portafogli dovrà assumere la presenza di una certa quantità di soluzioni innovative e di strumenti alternativi, pur con la memoria rivolta al più recente passato al fine di evitare eccessi e soluzioni non coerenti con i propri profili di rischio, ma che dovranno essere compatibili invece con i propri obiettivi ed esigenze di liquidità e orizzonte temporale degli investimenti.
Anche i gestori esterni dovranno pertanto tenere in considerazione le criticità appena descritte in funzione della realizzazione degli obiettivi di rendimento definiti contrattualmente: a tal fine rimane una priorità anche il monitoraggio dell’attività da loro svolta al fine di rilevare tempestivamente eventuali scostamenti dal target e dallo scenario economico finanziario corrente e ritenuto dominante nei mesi a venire.
Infine, nella sostanza, si delinea un quadro attuale e prospettico meno critico rispetto ai mesi passati. Lo scenario - pur in miglioramento – anche se ancora relativamente fragile, la lentezza che contraddistingue la rispesa economica e le incertezze ancora presenti sulla stabilità del sistema finanziario, caratterizzeranno le prospettive dei mercati finanziari con la presenza di una volatilità relativa; anche se - nel medio periodo - le scelte di asset allocation dovranno, comunque, essere progressivamente veicolate verso prodotti dall’orizzonte temporale più lungo e dal profilo di rischio/rendimento più elevato.
Alla luce di quanto sopra analizzato si può ipotizzare un rendimento presunto – per l’anno 2011 – pari al 2,75%, come meglio precisato in prosieguo. Tale prudenziale obiettivo trova supporto, in particolare, negli interessi e proventi derivanti da titoli obbligazionari corporate e polizze, che dovrebbero garantire comunque un determinato gettito certo.
Strumenti finanziari non immobilizzati, crediti e disponibilità liquide
La dotazione patrimoniale non immobilizzata, da cui è ipotizzabile un ritorno in termini reddituali medi annui del 2,75%, è costituita da un patrimonio medio di circa 116 milioni di euro, affidati in parte a gestori esterni (circa 2/3) ed in parte gestiti in amministrazione diretta (circa 1/3). In particolare, quest’ultima risulta costituita da titoli obbligazionari e crediti (60%), da titoli azionari (10%) e, per la rimanente parte (30%), da disponibilità liquide e investimenti strategici.
Le caratteristiche dei contratti di gestione – Total Return - devono rispettare il mandato, che prevede l’ottimizzazione della curva rischio/rendimento ed i gestori si assumono l’onere di scegliere l’asset allocation del portafoglio basandosi sul rendimento atteso e sul rischio accettato dal cliente.
Immobilizzazioni finanziarie
L’introito principale della Fondazione era rappresentato, in passato, dal dividendo riveniente dalla partecipazione detenuta in Intesa San Paolo S.p.A., costituita da n. 78.123.256 azioni ordinarie, pari circa lo 0,60% del capitale sociale della banca conferitaria ed iscritte in bilancio, nell’ambito del patrimonio finanziario immobilizzato, ad un valore di € 284.051.204.
Purtroppo nell’ultimo biennio, a causa degli effetti immediati registrati nel settore creditizio e pur in presenza di bilanci confortati da dati positivi, la Capogruppo, in sede di chiusura dei bilanci consuntivi 2008 e 2009 - optando per oculate politiche di bilancio - ha deliberato robusti accantonamenti alle riserve patrimoniali e a copertura di rischi, azzerando (2008) e diminuendo (0,08 cent./azione) di conseguenza il dividendo da distribuire ai soci azionisti.
Sulla scorta di questa pregressa politica bancaria, la Fondazione, pur in presenza di risultati economici semestrali in miglioramento, preferisce mantenere una visione prudenziale, non essendoci la garanzia che la partecipata distribuisca elevati dividendi, come in passato. Pertanto si ipotizza un incasso dividendo pari a quello percepito quest’anno, ovvero 0,08 cent./azione, pari a 6.250.000,00 euro.
Tra le immobilizzazioni finanziarie la Fondazione annovera anche la partecipazione in Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., costituita da n. 800.000 azioni privilegiate, pari ad una percentuale dello 0,229 del capitale sociale della Cassa stessa, iscritte in bilancio ad un valore pari a € 8.011.152.
La Fondazione ha stimato un introito pari al 8,57% del capitale nominale (ovvero 686.000,00 euro), avuto riguardo delle previsioni finanziarie, nonché dei dati storici della predetta partecipazione.
Infine, la partecipazione in Sinloc – Sistema Iniziative Locali S.p.A., società finanziaria del Gruppo San Paolo di partecipazione e di consulenza al servizio delle Amministrazioni locali per la valutazione economico-finanziaria di progetti di investimento finalizzati allo sviluppo del territorio di competenza.
La nostra Fondazione detiene una quota pari al 10% del capitale della società, pari a 511.000 quote, per un investimento di circa 5 milioni di euro, che si inserisce nella strategia di diversificazione degli investimenti tra settori e soggetti di appartenenza, nonché dell’investimento di una parte del proprio patrimonio finanziario a supporto di progetti finalizzati allo sviluppo del territorio friulano.
Da questo investimento la Fondazione ipotizza per l’anno prossimo l’incasso di un dividendo almeno pari a quello staccato durante lo scorso anno - ovvero 200.000,00 euro.
Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone
| PREVISIONE |
| (tutti i valori vengono espressi in euro) |
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| Patrimonio non immobilizzato ipotizzato medio 2011 |
116.000.000,00 |
| R.E. presunto in proiezione al 2011 (2,75%) |
3.190.000,00 |
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| * Tenendo conto: erogazioni 9 milioni (750 mila euro/mese), 1 mil. richiami fondi, 3 mil. spese ordinarie e tasse, 2 milioni quota ristrutturazione immobile, dividendi da partecipazioni finanziarie, 3 milioni proventi derivanti dal patrimonio non immobilizzato. I dividendi da partecipazioni fin. si ipotizza di incassarli tutti durante il mese di giugno. |
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| RIEPILOGO |
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| INTERESSI E PROVENTI ASSIMILATI: |
| R.E. presunto in proiezione al 2011 (2,75%) |
3.190.000,00 |
| * R.E da crediti e disponibilità liquide |
190.000,00 |
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| Totale strumenti finanziari |
3.190.000,00 |
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| (2,75% circa in linea con le attese dei mercati, tenendo in debita considerazione gli andamenti dello scorso anno) |
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DIVIDENDI E PROVENTI ASSIMILATI:
da partecipazioni finanziarie |
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| * Intesa San Paolo S.p.A. |
6.250.000,00 |
| * Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. |
685.600,00 |
| * Sinloc - Sistema Iniziative Locali S.p.A. |
200.000,00 |
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| Totale Partecipazioni |
7.135.600,00
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(0,08 per azione, ovvero il dividendo incassato nel 2010)
8,57%
4,00% |
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| TOT. IN PROIEZ.NE PER DPP 2011 |
10.325.600,00 |
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CRITERI E INDIRIZZI PER L’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE |
Nel perseguire la mission la Fondazione è tenuta ad agire all’interno di determinati settori, ammessi per legge, e tra questi sceglierne al massimo cinque a cui destinare in via prevalente l’attività erogativa (settori rilevanti).
In conformità, dunque, alla normativa statutaria e legislativa, l’azione verrà indirizzata ai seguenti quattro settori rilevanti, scelti dall’Organo d’Indirizzo per il triennio 2011-2013, ai quali dovrà essere destinato almeno il 50% del reddito che residuerà dopo aver dedotti le spese di funzionamento, gli oneri fiscali e l’accantonamento alla riserva obbligatoria: Educazione, istruzione e formazione; Arte, attività e beni culturali; Salute pubblica medicina preventiva e riabilitativa; Ricerca scientifica e tecnologica.
Accanto ai settori rilevanti, per l’anno 2011, potrà, altresì operare, nei seguenti settori ammessi, ai quali viene destinata la quota residua: Volontariato, filantropia e beneficenza; Attività sportiva; Crescita e formazione giovanile; Protezione e qualità ambientale; Realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità; Altri diversi.
Nella scelta di questi ultimi si conferma la linea adottata nel triennio 2008-2010 volta a garantire il soddisfacimento dei bisogni che il territorio esprime nei più svariati ambiti.
L’azione continuerà ad essere improntata all’oramai consolidato sistema di valori, riassumibile nei seguenti punti, che consente di utilizzare al meglio e in modo trasparente le risorse disponibili:
- perseguire la concreta realizzazione del principio di sussidiarietà, che non significa operare secondo una logica di supplenza rispetto all’intervento pubblico, né tantomeno secondo una logica di mercato per sostituirsi alle imprese, in un fecondo rapporto con i soggetti del terzo settore e gli altri soggetti del territorio, concorrendo all’affermazione di un sistema di welfare maggiormente integrato (welfare community), affinchè si crei una vera e propria rete di protezione che dia risposte alle diverse esigenze;
- intervenire, per quanto possibile, in modo equilibrato e differenziato, su tutto il territorio di riferimento, rappresentato dalle due province di Udine e Pordenone;
- limitare al massimo la frammentazione delle risorse, privilegiando interventi con effetti duraturi e di ricaduta e valorizzando l’identità e le competenze del territorio;
- favorire progetti che attivano un meccanismo moltiplicatore di energie sociali, scientifiche e culturali, massimizzando l’utilizzo delle risorse disponibili e incoraggiando, per quanto possibile, lo start up di iniziative che successivamente siano in grado di autofinanziarsi;
- promuovere forme di collaborazione e di sinergia con le diverse espressioni della realtà locale per la realizzazione di progetti che possano diventare esempio virtuoso di sviluppo del capitale sociale (relazioni sociali).
Atteso che per l’anno corrente le disponibilità complessivamente erogabili si stimano in 9 milioni di euro, 7,75 milioni vengono destinati ai sopradescritti settori rilevanti, mentre la restante parte, pari a 1,25 milioni, viene indirizzata a finanziare gli altri settori ammessi.
Di seguito vengono sinteticamente rappresentati i programmi e le priorità individuati nei settori rilevanti e ammessi, secondo le linee guida espresse nel documento triennale 2011-2013, con l’indicazione delle modalità di svolgimento e delle finalità perseguite in rapporto alle esigenze espresse dalla collettività, con l’avvertenza che il confine tra i vari settori non sempre risulta esattamente definibile, date le frequenti contiguità e sovrapposizioni degli scopi medesimi.
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| I SETTORI RILEVANTI |
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Educazione, istruzione e formazione incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola.
La Fondazione occupa un ruolo di riferimento nel settore ove opera a tutti i livelli di educazione ed istruzione, a partire da quello primario fino alla formazione post-universitaria e concorre alla diffusione di nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Questo indirizzo sarà mantenuto anche nel 2011, nella consapevolezza che sulla formazione del capitale umano si gioca l’avvenire del nostro Paese, la cui crescita aumenta in proporzione all’investimento compiuto in istruzione.
Si è ritenuto di destinare la quota prevalente delle risorse, per incentivare e valorizzare quelle istituzioni scolastiche che promuovono progetti di ampio respiro, potenzialmente innovativi che abbracciano l’intero percorso formativo dei giovani, fino all’inserimento nel mercato del lavoro, il più possibile coerenti con le esigenze del mercato (“Progetto istruzione scolastica e universitaria”).
Come di consueto verranno sostenute iniziative finalizzate ad arricchire l’offerta formativa degli studenti con l’insegnamento integrativo di alcune discipline quali l’inglese, la musica e l’informatica, in collaborazione con i soggetti istituzionali preposti, supportando la sperimentazione di percorsi didattici interdisciplinari.
In una società multietnica come la nostra, per favorire l’integrazione degli alunni stranieri e prevenire il disagio giovanile verrà dato impulso ad azioni volte a educare alla convivenza e alla cultura dell’accoglienza attraverso la valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente.
Nel quadro di un dialogo efficace tra scuola, imprese e territorio, non si mancherà di supportare programmi di formazione continua, capaci di integrare il sistema dell’istruzione con quello della formazione e del lavoro in un ciclo virtuoso, perché competenze sempre più elevate e aggiornate giocano un ruolo decisivo per la competitività delle imprese e la qualità del lavoro.
Sul fronte della formazione superiore, va segnalato l’intendimento di dare continuità alle politiche di sostegno al “sistema universitario “.
Al riguardo, si rammenta che lo scorso anno, in presenza di un quadro congiunturale di particolare difficoltà, sono stati definiti precisi criteri di approccio al sistema in discorso per razionalizzare le risorse ed evitarne la dispersione. In particolare con l’Università di Udine è stata sottoscritta una convenzione quadro 2009-2011, avente ad oggetto un rapporto di collaborazione volto al sostegno e allo sviluppo delle seguenti aree d’intervento:
- Didattica e servizi agli studenti;
- Ricerca e trasferimento tecnologico;
- Internazionalizzazione. Tale convenzione si attua mediante la realizzazione di iniziative specifiche disciplinate da accordi attuativi di durata annuale nelle citate aree d’intervento.
Analogamente, si interverrà con iniziative tese a favorire il consolidamento del Consorzio Universitario di Pordenone, centro di riferimento per l’innovazione e lo studio di discipline in grado di produrre nuove professionalità, collegate a sperimentazioni di eccellenza nella cultura di impresa e nei servizi.
Nel solco della tradizione, l’Ente sarà impegnato nel “Progetto potenziamento strutture scolastiche e apparecchiature tecnologiche per la didattica” per rispondere alle esigenze di rinnovamento degli istituti scolastici.
Si continuerà, pertanto, a offrire supporto a progetti urgenti e indifferibili e di messa a norma di edifici scolastici ospitanti istituti scolastici di ogni ordine e grado, ivi comprese le scuole dell’infanzia.
Parallelamente, poiché le tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono migliorare l’istruzione nei contesti tradizionali, si concorrerà all’acquisto di attrezzature per laboratori informatici, linguistici, musicali, etc., nonché all’allestimento di biblioteche, implementando le dotazioni librarie e gli arredi.
Arte, attività e beni culturali
La Fondazione certa che cultura e creatività rappresentano “asset” decisivi per la rinascita e lo sviluppo del territorio continuerà, anche se in misura più contenuta, l’opera di salvaguardia delle testimonianze d’arte e di storia locale per trasmetterle alle future generazioni, svolgendo un’azione di qualificazione delle istituzioni culturali, nonché di ricostruzione della storia e della identità propria della nostra comunità.
Analogamente al passato, gli ambiti in cui si esplicherà l’attività sono riconducibili da un lato ad operazioni di restauro e conservazione del patrimonio architettonico, artistico e storico, di riallestimento, potenziamento e sostegno delle istituzioni museali (Progetto tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico, artistico e storico locale), dall’altro ad iniziative di valorizzazione del capitale culturale del territorio nei campi della musica, del teatro, dello spettacolo e di organizzazione di attività espositive (Progetto diffusione e ampliamento dell’offerta culturale).
Al fine di evitare la dispersione delle risorse, ma al contrario per fare sistema con quanto progettato e realizzato da altri enti, saranno privilegiati progetti di restauro di edifici sacri di generale interesse artistico e culturale e di edifici civili, che caratterizzano l’identità dei luoghi e dei tessuti urbani, che abbiano o per i quali si proponga una destinazione culturale pertinente, compatibili con le linee guida degli enti istituzionalmente preposti alla tutela e valorizzazione dei beni culturali (enti pubblici e diocesi).
Verranno effettuati interventi conservativi e di valorizzazione su beni mobili in complessi monumentali e museali, con un’attenzione specifica al restauro conservativo finalizzato al riutilizzo, in particolare, di quei beni situati nelle aree montane del territorio, in considerazione del maggior rischio di degrado degli stessi e delle minori risorse economiche delle comunità locali.
Sulla scorta delle esperienze di successo già sperimentate, si parteciperà ad iniziative di consolidamento e di rivitalizzazione del patrimonio bibliotecario locale, estendendo la rete delle biblioteche e incentivando la fruizione a un pubblico più ampio,
Continuerà l’opera di conservazione di quegli archivi che rivestono importanza per il valore dei fondi negli stessi contenuti, nonché per la memoria storica del territorio, incentivando la fruibilità, in particolare attraverso l’informatizzazione e digitalizzazione da attuarsi nel rispetto dei criteri nazionali.
Per favorire e diffondere l’offerta culturale di qualità ad un pubblico più vasto, proseguirà l’attività di sostegno all’organizzazione di mostre d’arte, in continuità storico-artistica con quelle sinora svolte, concentrando l’interesse su esposizioni di grande rigore scientifico, anteponendo il criterio qualitativo a quello quantitativo.
Non mancherà di destinare risorse all’offerta teatrale, musicale, cinematografica di livello elevato e il concorso alla sua diffusione sul territorio.
Si cercherà di valorizzare le strutture, anche decentrate che costituiscono punti di riferimento per la crescita di giovani artisti e tecnici dello spettacolo, nonché per l’incentivazione della pratica artistica.
Per sensibilizzare le giovani generazioni alle problematiche relative ai beni culturali ed ambientali, si impegnerà a promuovere e a sostenere progetti che propongano azioni innovative di didattica e di educazione ai valori della cultura e a quelli del patrimonio artistico, monumentale storico, ambientale e paesaggistico.
A corollario della programmazione in questo settore si segnala il sostegno all’editoria locale che rappresenta un solido punto di forza per continuare a sviluppare l’ormai noto Progetto Biblioteche.
Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa
Il Libro Verde del welfare parte da considerazioni cui non si sfugge: "Le tendenze demografiche, i grandi cambiamenti nella coscienza dei bisogni e nella struttura delle risposte, la globalizzazione sregolata e una crescita dell'economia che rimane al di sotto del potenziale stanno progressivamente sgretolando la rete delle vecchie sicurezze".
Si tratta di ricostruire un welfare capace di riproporre la centralità della persona e della sua salute, riducendo la povertà, l'emarginazione e il disagio sociale, incrementando la produttività del lavoro, i tassi di occupazione e la crescita complessiva dell'economia.
In ragione delle molteplici valenze in gioco che vanno dalla salute dei cittadini, al miglioramento dell’offerta dei servizi sanitari, fino alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla formazione professionale, quello della salute è un settore di primaria rilevanza sociale.
E’ necessario a questo punto ricordare che in un'ottica di riorganizzazione e di ottimizzazione delle risorse, a partire dal 2011, le iniziative legate ai temi dell’assistenza agli anziani, prima trattate in uno specifico settore, verranno ricomprese nell’ambito del settore “salute”.
Due gli ambiti di intervento orientati entrambi a garantire la salute e il benessere psicofisico: la Sanità e l’Assistenza e tutela delle categorie più deboli.
Si conferma l’attenzione per il potenziamento dei centri di riconosciuta eccellenza, favorendo iniziative mirate all’innovazione/potenziamento tecnologico delle apparecchiature in dotazione alle strutture ospedaliere (Aziende sanitarie e ospedaliere) (Progetto apparecchiature diagnostiche e terapeutiche).
Le priorità verranno individuate in accordo con l’organizzazione sanitaria, tenuto conto del programma degli investimenti delle Aziende sanitarie e ospedaliere, in coerenza con gli indirizzi di politica sanitaria regionale, allo scopo di implementare sistemi idonei a migliorare l’efficienza delle strutture sanitarie e la qualità del servizio, evitando duplicazioni e sottoutilizzazioni.
Verranno pertanto effettuati, in via di massima, interventi che elevino la qualità delle prestazioni in modo significativo, escludendo quelli che si configurino quali semplici sostituzioni di attrezzature obsolete.
Una corsia preferenziale spetterà agli investimenti di potenziamento delle tecnologie per la prevenzione e la diagnosi.
Parallelamente si valuteranno positivamente i progetti ove possa concretamente verificarsi una sinergia positiva con altri settori di operatività, come quelli della ricerca scientifica e dell’educazione. L’esperienza delle organizzazioni sanitarie più evolute insegna che l’eccellenza clinica può essere raggiunta attraverso l’investimento nella didattica e nella ricerca, che permette di affrontare l’innovazione continua richiesta dalla pratica medica. Non si mancherà pertanto di finanziare corsi, seminari, occasioni di scambio per favorire l’integrazione dell’esperienza clinica e assistenziale con l’attività scientifica.
Si interverrà anche nell’ambito dell’Assistenza e tutela delle categorie più deboli per tentare di contrastare nuove povertà e nuovi bisogni.
Una volta intercettati i bisogni, l’azione si concentrerà su alcune aree prioritarie quali l’esclusione sociale, il disagio giovanile, il bisogno assistenziale connesso al progressivo invecchiamento della popolazione e alla diffusione di patologie gravi, la condizione del bambino, della donna e del nucleo familiare, le necessità della persona.
Si conferma l’impegno a sostegno di progetti atti a prevenire, rallentare, contrastare, accompagnare la non autosufficienza in qualunque forma ed in qualunque età essa si manifesti, per evitare fenomeni di esclusione sociale e per sollevare le famiglie colpite.
La lotta contro l’esclusione sociale, in favore di una piena soggettività di individui e famiglie è un pre-requisito essenziale per lo sviluppo del nostro Paese, nel contesto di una perdurante crisi economica e di una crescente competitività internazionale. Un paese può affrontare i ritmi incalzanti della sfida mondiale soprattutto se dispone di un tessuto sociale coeso e reattivo.
Per costruire un welfare maggiormente integrato e per migliorare la qualità degli interventi verranno favorite le realtà (cooperative sociali, associazioni) impegnate in programmi di assistenza ed integrazione sociale che privilegiano progetti in rete, coinvolgenti più soggetti.
Saranno valutate con attenzione iniziative volte a potenziare il livello di assistenza prestato a soggetti diversamente abili, con interventi di tipo assistenziale, sanitario o di miglioramento strutturale e/o concorrendo all’ampliamento del parco mezzi per migliorare il servizio di mobilità.
In particolare, per costruire scenari di vita autonoma del diversamente abile, nel momento in cui verrà meno la rete familiare di supporto, verranno sicuramente ripetuti interventi mirati a sostenere il “Progetto dopo di noi”.
Allo scopo di rispondere all’esigenza di creare un nuovo modello di assistenza attenta ai cambiamenti determinati dall’invecchiamento delle popolazione, si parteciperà a progetti finalizzati a migliorare le condizioni di vita degli anziani, prevenendo e contrastando il processo che conduce alla non autosufficienza, favorendo altresì la domiciliarità, onde evitare distacchi traumatici dalla propria casa, mediante il sostegno del nucleo familiare nell'assistenza domiciliare.
Allo stesso tempo, si concorrerà al finanziamento delle attività di oratorio o similari promosse dalle parrocchie o dagli istituti religiosi, riconoscendo la funzione educativa, formativa, sociale e di aggregazione dalle stesse svolta nella comunità locale.
Potranno, infine, essere compiuti interventi a sostegno delle fasce sociali più deboli e con problemi socio-economici (famiglie colpite da licenziamento o da cassa integrazione, immigrati senza lavoro regolare disoccupati), attraverso il sostegno a progetti e iniziative che facilitano l’accesso al credito (microcredito) e lo sviluppo di politiche di housing sociale.
Ricerca scientifica e tecnologica
Ricerca e innovazione hanno assunto un ruolo e un’importanza cruciali per lo sviluppo economico e sociale di un Paese. L’ampliamento delle conoscenze e le nuove applicazioni che derivano dal progresso scientifico saranno fattori sempre più incisivi per la competitività e dunque per il miglioramento degli standard di vita socio-economica.
La Fondazione, consapevole che ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e innovazione sono oggi, elementi più che mai irrinunciabili e imprescindibili opererà per contribuire alla creazione di un ambiente favorevole alla stessa, al trasferimento tecnologico ed alla valorizzazione del capitale umano impegnato in tale settore, con particolare riferimento ai giovani ricercatori.
La ricerca sarà sostenuta in ogni sua forma (teorica, di base, applicata), in campo scientifico, tecnologico, medico, biologico ed economico, confermando la validità delle linee d’intervento finora attuate.
Nello scenario economico attuale, un’attenzione particolare verrà posta per favorire e stimolare la crescita del capitale umano. Si contribuirà a formare e far crescere professionalmente le risorse umane ad elevata qualificazione, preferibilmente d’intesa con l’Università locale o con centri di ricerca particolarmente qualificati, attraverso le forme più idonee: dalle borse di studio per percorsi formativi di dottorato, fino alle nuove figure di ricercatore, che consentono l’acquisizione di elevate professionalità, anche a favore dello sviluppo del territorio.
La necessità di promuovere il trasferimento dell’innovazione tecnologica dal mondo della ricerca a quello dell’industria si è fatta sempre più pressante, soprattutto in questi ultimi dieci anni, in cui si è andata affermando la globalizzazione dei mercati. Pertanto, per le piccole e medie imprese (Pmi), che in Italia costituiscono circa il 70% della produzione di beni e servizi, e che generalmente non dispongono di valide strutture di ricerca, l'acquisizione di nuove tecnologie è di vitale importanza al fine di poter conseguire o mantenere una posizione di competitività sul mercato nazionale ed internazionale.
Sarà, pertanto, data priorità ai programmi volti a incoraggiare le sinergie tra il mondo della scienza e il mondo imprenditoriale, in funzione dello sviluppo economico del territorio, stimolando attività di diffusione e trasferimento di tecnologie al sistema produttivo e la creazione di imprese ad alta tecnologia.
Si contribuirà a favorire lo sviluppo di nuove conoscenze nei settori ritenuti prioritari, attraverso il sostegno sia di studi e ricerche, sia di momenti di incontro e condivisione della conoscenza, anche attraverso la pubblicazione di riviste e volumi altamente specializzati (produzione scientifica).
Potranno essere avviati progetti indirizzati al potenziamento delle strutture dedicare alla ricerca, con particolare riferimento all’acquisto e al rinnovo di strumenti tecnologici in dotazione ai laboratori dei centri di ricerca, favorendone l’inserimento in grandi progetti capaci di creare nuova conoscenza, come ad esempio centri di eccellenza o reti internazionali, capaci di attrarre finanziamenti e ricercatori anche dall’estero (internazionalizzazione) soprattutto in quei settori, ad alta tecnologia, come l’informatica, le telecomunicazioni, le biotecnologie, la medicina.
Verrà, infine, confermato l’impegno a sostegno della ricerca archeologica, attraverso la partecipazione alla realizzazione di campagne di scavo, pubblicazioni ad hoc e di percorsi espositivi, allestiti per rendere pubblici i risultati delle indagini svolte sul campo. |
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| I SETTORI AMMESSI |
Volontariato, filantropia e beneficenza
La Fondazione ha fatto propri i contenuti dell’accordo sottoscritto dall’Acri nel giugno del corrente anno con le rappresentanze del mondo del volontariato che prevede, tra gli altri, un impegno erogativo garantito e continuativo a valere sui bilanci relativi agli esercizi dal 2010 al 2014 a favore dei Centri di Servizio e della Fondazione per il Sud.
Pertanto, in ossequio all’accordo in parola, in base alle disposizioni impartite dall’Acri, che funge da cabina di regia dell’accordo, oltre all’accantonamento per il volontariato ex art 15 L. 266/91, viene appostato all’interno del settore Volontariato, filantropia e beneficienza un importo pari a 150 mila euro per l’anno 2011.
Si intende, altresì, confermare il supporto al mondo del Volontariato e dell’Associazionismo di promozione sociale, che rappresenta una grande ricchezza del nostro territorio, attraverso micro-interventi rientranti nell'area degli interventi socio-assistenziali, del miglioramento della qualità di vita, della tutela e valorizzazione dell'ambiente, della valorizzazione della cultura, determinanti per la crescita del tessuto associativo locale.
Attività sportiva
L’attività sportiva educa al valore della vita attraverso una competizione virtuosa e sul quale bisogna tornare ad investire nell’attuale clima di emergenza educativa.
La Fondazione, riconoscendo la funzione educativa e sociale dello sport ai fini della formazione armonica e completa delle persone, della tutela del benessere psicofisico, dello sviluppo di relazioni sociali inclusive, dell'equilibrio sostenibile con l'ambiente urbano e naturale, ha ritenuto di continuare a annoverare tra i propri settori d’intervento l’attività sportiva.
La dimensione formativa e ricreativa che connota le attività legate allo sport rende l’intervento dell’Ente complementare a quello negli altri settori legati alla formazione.
Allo scopo di non disperdere il bacino di talenti che nasce sul territorio, verrà incoraggiato lo sviluppo e la qualificazione degli spazi e degli impianti sportivi, supportando l'acquisto di attrezzature tecnico- sportive fisse e mobili e la realizzazione di progetti di manutenzione degli impianti.
Sarà favorita la diffusione delle attività sportive negli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sostenendo la cultura dell'attività motorio-ricreativa in accordo con le istituzioni preposte, incentivando il rapporto con le associazioni e società sportive dilettantistiche.
Non si mancherà di intervenire a sostegno di iniziative di valorizzazione dello sport come pratica continuativa e preventiva, con attività motorie rivolte ai ragazzi, agli adulti e agli anziani per affrontare l’emergenza educativa giovanile e non poche altre marginalità, favorendo l’inserimento in un tessuto sociale sano.
Verranno, altresì, promosse attività e iniziative volte al sostegno dell'associazionismo e del volontariato sportivo.
Crescita e formazione giovanile
L’obiettivo della Fondazione nel settore “crescita” è quello di migliorare la condizione giovanile supportando istituzioni e organismi promotori di iniziative destinate a favorire il benessere psico-fisico di adolescenti e giovani, nonché a prevenire rischi di emarginazione sociale e devianza costituisce.
In tale ambito, senza sovrapporsi al ruolo determinante dell’educazione prettamente scolastica e professionale, l’azione continuerà ad essere sviluppata lungo tre filoni interdipendenti, sostenendo principalmente iniziative indirizzate a promuovere la capacità di auto relazionarsi con gli altri.
Saranno favorite innanzitutto attività ricreative promosse da parrocchie o da associazioni, ovvero quelle che incoraggiano i ragazzi alla riflessione sull’uso propositivo del territorio, sulla solidarietà verso i più deboli, sulla gestione costruttiva del tempo libero e sul rispetto dell’altro.
Un secondo filone sarà rappresentato dalla promozione di iniziative didattiche in senso lato e mirate alla diffusione e all’apprendimento di saperi informali come la musica, il teatro, la danza, con la promozione di progetti di sostegno scolastico, di laboratori educativi, ludico ricreativi, di attività culturali.
Il terzo e ultimo filone prevede la promozione di interventi atti a facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e il sostegno di iniziative progettuali finalizzate a valorizzare lo spirito di iniziativa degli studenti, stimolando le potenzialità anche imprenditoriali e di ricerca, senza dimenticare il supporto a progetti formativi capaci di accrescere le competenze di operatori impegnati nella formazione continua.
Protezione e qualità ambientale
Un ambiente pulito è fondamentale per la salute e il benessere umano. L’Educazione ambientale è uno strumento indispensabile per sensibilizzare i cittadini a una maggiore responsabilità verso i problemi ambientali e alla consapevolezza della necessità di essere coinvolti nelle politiche di governo del territorio.
Saranno sostenute attività tese a sensibilizzare i cittadini ai temi dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile e promossi progetti di educazione ambientale rivolti in particolare al mondo dei ragazzi, che potranno trovare spazio nel tradizionale POF, per promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti individuali e collettivi, anche tramite il sostegno di pubblicazioni e prodotti multimediali.
Investire in energia pulita, trasporti sostenibili, foreste e agricoltura ecocompatibile è essenziale, affinché possano essere raggiunti gli obiettivi concordati a livello internazionale per ridurre la povertà.
Verranno, pertanto, favorite iniziative di diffusione della “green economy” che consente non solo un risparmio energetico e una riduzione dell’inquinamento, ma rappresenta anche una fonte importante di nuovi posti di lavoro nell’ambito dei cosiddetti “Green Jobs”.
Realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità
In tale ambito sono ricompresse iniziative progettuali a prevalente competenza pubblica, quali le opere idrauliche, marittime e di difesa del suolo, le opere igieniche, le opere sanitarie, le opere di edilizia, le opere per lo sport e il turismo, le opere di urbanizzazione e infrastrutturali che fungono da supporto allo sviluppo economico e sociale ed agiscono nella promozione del territorio e delle sue attività economiche.
In particolare, le infrastrutture e i trasporti sono e saranno tra i principali fattori di competitività e di successo del sistema economico e sociale non solo locale, ma anche di una parte consistente del nostro Paese e dei paesi contermini. Il loro contributo alla crescita economica, alla riallocazione delle risorse e delle attività produttive è l'evidenza stessa della loro utilità economica, oltre che sociale.
Il potenziamento delle reti infrastrutturali crea condizioni operative migliori per le imprese e per i cittadini, sia favorendo l'abbattimento dei costi di trasporto, sia creando maggiore certezza nei tempi di movimentazione e aumentando, a livello generale, il grado di competitività del sistema economico.
Pertanto, allo scopo di creare le condizioni di sviluppo sostenibile nel settore potranno essere destinate risorse per supportare iniziative di sensibilizzazione degli enti competenti sul tema della riqualificazione e potenziamento del sistema delle infrastrutture e dei trasporti, oltre che compiuti interventi a sostegno di opere di urbanizzazione e infrastrutturali, in affiancamento agli enti a ciò preposti.
Allo scopo di sostenere lo sviluppo economico della città di Udine, la Fondazione ha deciso di partecipare alla realizzazione del parcheggio sotterraneo di Piazza I Maggio a Udine, stanziando la somma di € 1.500.000, di cui € 300.000 a fondo perduto da corrispondersi in due annualità (2010 e 2011) e la differenza per ottenere la concessione novantannovennale di circa una trentina di posti auto, quale risposta alle esigenze degli abitanti e delle attività commerciali.
Altri diversi
La Fondazione potrà farsi carico di interventi rientranti negli altri settori di cui all’art. 1 del d.lgs. 153/99, partecipando alle iniziative che fronteggiano ad esempio nuove emergenze, quali la sicurezza pubblica, la protezione dei consumatori, la sicurezza alimentare.
Poiché la ripartizione delle somme a disposizione per lo svolgimento dell’attività istituzionale fra i settori scelti è basata sia sulle previsioni di spesa relative ad interventi già individuati, sia sulla base dell’esperienza del passato, il Consiglio di Amministrazione, in presenza di obiettive esigenze, potrà attuare il trasferimento di risorse da un settore all’altro mediante il prelievo nella misura massima del 10% dello stanziamento di ogni singolo settore e contestuale accredito ad altro settore in misura non superiore al 20% del suo budget. |
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PREVENTIVO ECONOMICO ESERCIZIO 1.1.2011 – 31.12.2011
Le presumibili componenti positive e negative del preventivo economico relativo all’esercizio 1.1.2011 - 31.12.2011, determinate sulla base del criterio della competenza, sono riepilogate nei prospetti che seguono.
FORMAZIONE E DESTINAZIONE DEL REDDITO
| |
EURO
(dati in migliaia) |
% |
DIVIDENDI
DA PARTECIPAZIONI
- Intesa San Paolo SpA
-
Cassa Depositi e Prestiti S.p.A
- Sinloc SpA |
7.136
6.250
686
200
|
69,11%
|
| PROVENTI
SU IMPIEGHI FINANZIARI |
3.190 |
30,89% |
| TOTALE
REDDITO (+) |
10.326 |
100,00% |
| Spese di
funzionamento (-) |
-2.360 |
22,85% |
| Oneri fiscali
(-) |
-550 |
5,33% |
| AVANZO
DELL'ESERCIZIO |
7.416 |
71,82% |
La posta relativa ai dividendi da partecipazioni si riferisce agli introiti che la Fondazione ha effettivamente prevede i introitare dalle partecipazioni immobilizzate Intesa San Paolo SpA, Cassa Depositi e Prestiti SpA e Sinloc – Sistema Iniziative Locali SpA.
La voce relativa agli interessi e proventi assimilati evidenzia l’ammontare dei proventi derivanti dall’investimento del patrimonio non immobilizzato – circa 116 milioni di euro in parte conferito in gestioni patrimoniali individuali ed in parte amministrato direttamente - prevedendo un ritorno in termini reddituali intorno al 2,75%.
Le spese di funzionamento – valutate nel rispetto dei principi di adeguatezza delle stesse alla struttura organizzativa – sono state stimate tenendo conto dei dati attualmente in possesso (consuntivo 2009, previsione spese 2010) e incidono sul totale del reddito presunto per una percentuale di circa il 23%.
Gli oneri fiscali sono stati calcolati in relazione alle prescrizioni normative attualmente in vigore. La voce accoglie principalmente l’IRES (aliquota 27,50%, l’IRAP (aliquota 3,90%), l’ICI (6%0) e le ritenute a titolo d’imposta su investimenti finanziari.
In conformità alle vigenti disposizioni regolamentari e di vigilanza, il preventivato avanzo dell’esercizio viene ripartito come segue:
- 1 milione e 483 mila euro all’accantonamento alla riserva obbligatoria;
- 5 milioni di euro a quattro settori rilevanti individuati dall’Organo di Indirizzo tra i settori ammessi;
- 735 mila euro ad altri settori ammessi;
- 198 mila euro a favore del Fondo per il volontariato ex art. 15 della L. 266/91.
Di seguito, si riporta lo schema del conto economico di previsione dell’esercizio 1.1.2011 - 31.12.2011, nonché lo schema della ripartizione delle erogazioni nei vari settori di intervento.
| CONTO ECONOMICO DI PREVISIONE |
| |
DPP 2011 |
DPP 2010 |
Dividendi e proventi assimilati:
|
|
|
| - da immobilizzazioni finanziarie |
7.136 |
7.136 |
| Intesa San Paolo SpA |
6.250 |
6.250 |
| Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. |
686 |
686 |
| Sinloc S.p.A. |
200 |
200 |
| Interessi e proventi assimilati: |
3.190 |
3.190 |
| - da strumenti finanziari non immobilizzati |
3.000 |
2.900 |
| - da crediti e disponibilità liquide |
190 |
500 |
| Oneri: |
-2.360 |
-2.320 |
| - compensi e rimborsi spese organi statutari |
-760 |
-750 |
| - per il personale |
-260 |
-250 |
| - per consulenti e collaboratori esterni |
-240 |
-250 |
| - per servizi di gestione del patrimonio |
-110 |
-100 |
| - ammortamenti |
-250 |
-250 |
- altri oneri
|
-740 |
-720 |
| Imposte |
-550 |
-550 |
| AVANZO
DELL'ESERCIZIO |
7.416 |
7.666 |
| Accantonamento
alla riserva obbligatoria |
-1.483 |
-1.533 |
| Erogazioni: |
-5.735 |
-5.725 |
nei settori rilevanti
nei settori ammessi
|
-5.000
-735 |
-5.000
-725 |
| Accantonamento
al fondo per il volontariato |
-198 |
-204 |
| Accantonamento al fondo per la realizzazione del Progetto Sud |
- |
-204 |
| AVANZO
RESIDUO |
// |
// |
RIPARTIZIONE DELLE EROGAZIONI NEI VARI SETTORI DI INTERVENTO |
| SETTORI
RILEVANTI |
EURO
(dati in migliaia) |
% |
| 1.
Educazione, istruzione e formazione |
2.550 |
28,33 |
| 2.
Arte, attività e beni culturali |
2.400 |
26,67 |
| 3. Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa |
1.600 |
17,78 |
| 5. Ricerca
scientifica e tecnologica |
1.200 |
13,33 |
| TOTALE
SETTORI RILEVANTI |
7.750 |
86,11 |
| SETTORI
AMMESSI |
EURO
(dati in migliaia) |
% |
| 1.
Volontariato, filantropia e beneficenza |
1.250 |
13.89 |
| 2. Attività
sportiva |
| 3.
Crescita e formazione giovanile |
| 4.
Protezione e qualità ambientale |
| 5.
Realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità |
| 6.
Altri diversi |
| TOTALE
SETTORI AMMESSI |
| TOTALE
COMPLESSIVO |
9.000 |
100,00 |
Le erogazioni troveranno solo in parte copertura con le disponibilità dell’esercizio (5,735 milioni di euro). Sarà necessario, pertanto, utilizzare il Fondo per le erogazioni nei settori rilevanti (2 milioni) ed il Fondo di stabilizzazione delle erogazioni (1,265 milioni di euro) tempo per tempo incrementati.
DPP 2011
EROGAZIONI (dati in migliaia) |
SETTORI RILEVANTI |
SETTORI AMMESSI |
TOTALE |
| a) Sulle disponibilità del corrente esercizio |
5.000 |
735 |
5.735 |
| b) Sulle disponibilità dei fondi a disposizione |
|
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|
| b1) sulle disponibilità dei Fondi per le erogazioni nei settori rilevanti |
2.000 |
- |
2.000 |
| b2) sulle disponibilità del Fondo di stabilizzazione delle erogazioni |
750 |
515 |
1.265 |
| TOTALE |
7.750 |
1.250 |
9.000 |
|
|
|
 |
|
|
|
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