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| DOCUMENTO
PROGRAMMATICO TRIENNALE 2008-2010 |
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| INTRODUZIONE |
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Il sistema delle fondazioni di origine bancaria si uniforma al complesso di disposizioni rivenienti principalmente dal D.Lgs.153/99 (cosiddetta Legge Ciampi), erede e interprete a sua volta della L.n. 218/90 ( meglio nota come Legge Amato), e da successive modificazioni e integrazioni.
In particolare – per quanto rileva ai fini della redazione del presente documento – sovviene quanto disposto dalla L. n. 448/01 al cui articolo 11 si prevede che le fondazioni destinino per un periodo di tre anni una parte prevalente delle proprie risorse erogative a favore dei settori definiti “rilevanti” (in numero massimo originariamente di tre, successivamente elevato a cinque), selezionati fra un numero di 20 settori indicati dalla legge come “ammessi”, fermo restando che questi ultimi rappresentano comunque il terreno sul quale alle fondazioni viene consentito di operare in via esclusiva.
Sulla scorta di tali disposizioni e di quanto sancito con le sentenze nn. 300 e 301 emesse nel 2003 dalla Corte costituzionale, è fatto obbligo alle fondazioni di provvedere ogni tre anni al citato adempimento programmatico normativo.
Ora, per ciò che riguarda la nostra Fondazione, compete all’Organo di Indirizzo – ai sensi dell’art. 3 del vigente statuto – di individuare con apposita deliberazione, nell’ambito delle proprie attribuzioni di programmazione, i settori ritenuti “rilevanti” per il prossimo triennio 2008-2010 in numero non superiore a cinque. Tale delicato compito, che non può evidentemente tradursi in una mera e anodina elencazione di settori, affonda primariamente la sua radice e ragion d’essere nei criteri ispiratori dello statuto della Fondazione e nel rispetto dei principi basilari posti a fondamento dell’ordinamento fondazionale.
Esso, in realtà, coincide e si identifica con la necessità propria di ogni ente – tradotta in obbligo per le fondazioni – di dare respiro pluriennale alla manovra programmatoria delle attività istituzionali, parametrato in definitiva alla realizzazione di quel vasto progetto strategico costituito dalla “mission” di quel soggetto.
E' dunque anche la Fondazione si deve dotare, come per il passato ha fatto e come ora si appresta a fare con il presente atto, del Documento Programmatico Triennale, che sostanzialmente traccia le linee-guida del percorso da seguire nel prossimo triennio, indicando criteri, modalità e mezzi da utilizzare per raggiungere gli obiettivi prefissati, assicurando idonei processi selettivi e adeguati livelli di trasparenza. Di esso, poi, ogni anno il Documento Programmatico Annuale darà graduale e progressiva attuazione, fatte salve eventuali integrazioni e/o modificazioni che – tempo per tempo - le circostanze suggerissero opportuno di apportare. |
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| IL TRIENNIO 2005-2007 |
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Sortito da una fase contrassegnata da elementi di incertezza e precarietà, derivanti da contradditorie indicazioni normative e nel contempo da perduranti criticità sui mercati internazionali, il documento programmatico triennale 2005-2007 venne impostato secondo criteri progettuali attinti per un verso alla logica della sostanziale continuità rispetto alle linee operative sino ad allora sviluppate e per altro verso ad una misurata valutazione prudenziale delle presumibili disponibilità finanziarie.
In realtà e a conti ormai praticamente completati, si può oggi affermare che i progetti delineati in tale documento si sono concretizzati quasi “in toto” secondo le previsioni, fatti salvi gli inevitabili aggiustamenti e completamenti portati “in itinere” per fronteggiare nuovi e imprevisti eventi; ma ciò che risulta alla fine inesatto è il dato previsionale delle entrate, che vennero all’epoca ipotizzate per l’intero triennio – secondo i flussi incrementali correntemente condivisi – nella misura di 41 milioni di euro, di cui 32 da dividendi e 9 da impieghi finanziari.
Le vicende che poi seguirono, dapprima con il rafforzamento degli indici di produttività ottenuto dal S.Paolo IMI (in cui la Fondazione ha investito la maggior parte del proprio patrimonio e dalla quale dunque trae in assoluto il volume più alto di risorse) e successivamente, soprattutto, con l’operazione di fusione con Banca Intesa che repentinamente si materializzò nel 2006, produssero un inaspettato quanto cospicuo accrescimento dei dividendi da tale partecipazione; dividendi che si aggiunsero, peraltro, ad ulteriori incrementi registrati sia nei dividendi della partecipata Cassa DD.PP. che negli utili da investimenti delle disponibilità liquide, grazie ad un costante positivo andamento dei mercati finanziari. Di talchè, infine, nel triennio la Fondazione ha ottenuto quasi 60 milioni di euro di soli dividendi da partecipazione, oltre 12 milioni di euro da ricavi per impieghi finanziari. Da ciò ne hanno tratto beneficio, ben oltre ogni aspettativa, i fondi previsti per legge e cioè il fondo per la riserva obbligatoria, che è passato in tre anni da 13 a 23 milioni di euro e il fondo per il Volontariato, al quale sono affluiti nel medesimo periodo circa 1,7 milioni di euro; ma anche i fondi istituiti spontaneamente dalla Fondazione a garanzia della propria continuità operativa e a maggior tutela del proprio patrimonio (passati rispettivamente da 12 a 26 milioni di euro e da 3 a 5 milioni di euro circa).
Tuttavia, ciò che più conta in questa sede sottolineare – avuto riguardo alla mission della Fondazione - è senza dubbio rappresentato dalla più larga disponibilità di mezzi venutasi a creare a beneficio degli interventi erogativi nei settori rilevanti e ammessi: dai 21 milioni previsti si è giunti ad un plafond complessivo di 30 milioni di euro, come in prosieguo dettagliato.
Ciò ha consentito di affrontare con sufficiente serenità l’incalzante insistenza esercitata con geometrica progressione dalla società civile alla ricerca – conseguente alla riduzione, se non anche talora al totale inaridimento, di fonti primarie - di altre forme di finanziamento, individuate in misura sempre più ampia e diffusa nelle casse della Fondazione.
I costanti rapporti intrattenuti con la Friulcassa (ora Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia) – solamente ora emersa da un complicato periodo di transizione evolutiva conseguente alla fusione fra le due Casse di Risparmio di Gorizia e Udine/Pordenone e, in particolare, al necessario riassetto organizzativo e funzionale post fusione Intesa-S.Paolo – hanno permesso di esaurire convenientemente gli adempimenti relativi all’acquisto del compendio immobiliare di via Manin/via Prefettura e di archiviare le pratiche inerenti all’iscrizione sui registri immobiliari del diritto di prelazione sul palazzo di via del Monte/via Mercatovecchio, ma hanno anche agevolato il completamento del lungo iter per l’acquisizione dei beni artistici di proprietà della ex CRUP, mentre va per contro annotato che non è stato a tutt’oggi possibile porre la parola fine – anche se ciò pare ormai prossimo - alla vicenda riguardante il passaggio dalla banca alla Fondazione dei beni archivistici dei Monti di Pietà (S.Daniele, Udine, Cividale, ecc.) e della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, fino alla sua citata fusione con quella di Gorizia.
Con la disponibilità piena degli immobili e dei beni artistici acquistati, accompagnata – elemento di non secondaria rilevanza – da solide ragioni circa la continuità di congrue fonti di finanziamento, la Fondazione si trova ora di fronte a scelte suggestive mirate al raggiungimento di fecondi obiettivi per favorire i fattori di crescita sociale e culturale della nostra comunità .
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Nel triennio è stato aggiornato l’assetto organizzativo del personale dipendente, riallocando compiti e funzioni in ragione del miglior utilizzo delle risorse umane, rispetto all’esigenza di fornire alla collettività risposte precise e tempestive, in un quadro operativo rispondente a criteri di efficienza e di efficacia.
All’organico, mantenuto ancora a livelli molto agili e snelli, è stata riservata nel tempo una costante sollecitudine, indirizzata da un lato a fornire i mezzi e le condizioni migliori per lo svolgimento dell’attività quotidiana, dall’altro a favorire un processo di formazione prima, poi di crescita e di aggiornamento permanente, modellato su figure professionali specifiche idonee a corrispondere alle nuove esigenze della Fondazione e ad un moderno approccio alle tematiche operative e comunicative.
L’obiettivo cui si è mirato in questi anni ha riguardato, perciò, la formazione professionale individuale, ma anche la creazione di una squadra efficiente, interattiva e fortemente motivata.
L’Organigramma ed il relativo Mansionario, approvati dal Consiglio di Amministrazione, tengono conto dell’esperienza sin qui maturata, delle nuove esigenze emergenti e di comparazioni con altre realtà fondazionali similari, nella logica di un nuovo processo funzionale e operativo. |
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| IL TRIENNIO 2008-2010: AMBITI STRATEGICI |
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Late le premesse di cui alle brevi note sopra descritte, oggettivamente diverso appare, dunque, lo scenario operativo del prossimo triennio rispetto a quello precedente.
Sul palcoscenico sociale locale, non meno che su quello italiano, ha fatto la sua comparsa – dapprima in forma indistinta e in seguito affermandosi progressivamente con precisi contorni – la figura della Fondazione, definibile – secondo la locuzione usata dalla Corte costituzionale - come soggetto privato inserito nel sistema delle libertà sociali operante nell’ambito concettuale della sussidiarietà orizzontale, vale a dire in funzione integrativa di attività, proprie di specifici enti pubblici o privati, utili allo sviluppo culturale ed economico delle comunità locali.
Il peculiare ruolo della Fondazione – lungi perciò dall’identificarsi in un presunto rimedio di inadempienze altrui – ha trovato facilmente spazio e riconoscente accoglienza in quegli ambiti le cui angustie finanziarie costringevano talora a funamboliche e fantasiose economie gestionali o a mortificanti amputazioni progettuali, quando non anche a frustranti scelte ultimative. Per non rimanere nell’indefinito campo del generico, ci si riferisce, in questo caso, al quadro comprendente non solo la miriade di associazioni ed enti costituiti e operativi su base volontaristica (il Friuli è in testa alle regioni italiane per numero di associazioni di volontariato e per numero di addetti), ma anche e in misura vieppiù crescente l’apparato di enti – territoriali e non – posti a presidio del sistema sociale e delle autonomie locali.
Non vi è dubbio, ormai, e lo testimoniano i numerosi, quotidiani riscontri oggettivi, che l’ipersensibile ago dell’universale bussola indicante la rotta per il reperimento di risorse finanziarie si è stabilmente orientato in direzione di via Manin, 15 a Udine. Ma ciò, non trovandosi ivi l’inesauribile pozzo di S.Patrizio, pone immediatamente almeno due ordini di problemi.
Il primo di essi attiene ad una corretta, continua e capillare informazione circa i perimetri delimitanti gli spazi operativi della Fondazione: da ciò trae vantaggio l’immagine complessiva del nostro ente, la chiarezza del suo operare e la trasparenza delle procedure adottate e, dunque, in definitiva una rappresentazione assolutamente limpida della sua collocazione sociale. A tale obiettivo identificantesi, nel caso nostro, nel noto piano di comunicazione, avviato in forma sperimentale nel 2006 ed attualmente in fase di consolidamento, va assicurata stabilità funzionale e continuità temporale, prefiggendosi l’obiettivo di aprire con modalità articolate varchi spazio-temporali con gli strati compositi degli stakeholders .
Il secondo ordine di problemi deriva dalla neutra, ma ovvia, considerazione che le risorse disponibili per gli interventi istituzionali, certamente non più scarne come ai primordi, ma neppure illimitate come si vorrebbe, si collocano ad un livello - variabile di anno in anno a seconda degli andamenti dei mercati finanziari e delle partecipazioni in portafoglio – comunque insufficiente a soddisfare la caterva di richieste, che per numero e per importi si va ingigantendo anno dopo anno. Tale fenomeno, favorito fra l’altro anche dalla snellezza dei processi burocratici, attivati dalla struttura fondazionale che nulla sottraggono all’oculatezza delle istruttorie e dei controlli delle pratiche, ma sicuramente ne agevolano la rapida conclusione (molto diversamente – va detto – da quanto avviene in molti enti, pubblici e non), è destinato, secondo un prevedibile vaticinio, a subire costanti incrementi non solo, ma anche crescenti attenzioni da parte di vari soggetti, oggidì spettatori non disinteressati della sorprendente posizione conquistata dalla Fondazione.
A quest’ultimo proposito non appare superfluo accennare alla circostanza – più oltre meglio precisata - che, oltre alle somme per le erogazioni annuali, la Fondazione dispone attualmente di un patrimonio pari a circa 560 milioni di euro (416 milioni a valore di libro), per oltre il 70% immobilizzato in partecipazioni (in misura assolutamente prevalente nella holding bancaria Intesa S. Paolo), dalle quali è stato possibile ottenere sinora dividendi importanti.
Nel quadro di una riflessione proiettata su un orizzonte pluriennale, un elemento di valore in assoluto dirimente è costituito dalla circostanza che nel mese di dicembre 2008 giunge a naturale scadenza triennale il mandato del Consiglio di amministrazione ora in carica, 2/3 dei cui componenti non potranno essere rinominati per compiuto periodo (due mandati consecutivi) statutariamente fissato.
Tralasciando in questa sede ogni prematura considerazione, ma nel contempo non potendo sottacere un richiamo alle oggettivamente delicate implicazioni derivanti da tale evento, giova qui solamente ricordare che esso assume fondamentale rilevanza - tanto più e a maggior ragione - per il fatto che coinvolge anche la figura del Presidente.
S’intende pacificamente che ogni determinazione relativa al rinnovo del Consiglio sarà rimessa all’autonoma e indipendente valutazione dell’Organo di Indirizzo, a ciò per legge espressamente vocato, secondo le modalità e i tempi previsti dal testo statutario.
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I principali temi che la Fondazione si trova ad affrontare nel triennio riguardano:
- gli investimenti finanziari e le partecipazioni
- il patrimonio immobiliare e artistico
- i progetti propri
- la selezione dei settori d’intervento.
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| GLI INVESTIMENTI FINANZIARI |
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La programmazione triennale degli interventi infra delineata si potrà realizzare nella misura in cui verrà individuata la relativa copertura economica, frutto delle strategie di investimento adottate, le quali a loro volta sono, inevitabilmente, condizionate dall’evoluzione degli scenari economici, politici e finanziari dei mercati interni ed internazionali.
Nonostante tali fenomeni siano difficilmente prevedibili, si ritiene – considerati i valori intrinseci delle scelte finanziarie adottate - di poter traguardare gli obiettivi del triennio ad un livello sostanzialmente omologabile al trend attuale.
In via di massima, si ipotizza pertanto - nello scenario di medio termine – una costante prosecuzione del ciclo espansivo globale, nonostante l’attuale volatilità presente sui mercati finanziari, seppure con ritmi inferiori rispetto all’ inizio del corrente anno
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Premesso quanto sopra, le presumibili componenti positive e negative del preventivo economico relativo al triennio considerato nel presente documento, sono riepilogate nel prospetto che segue. |
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2008-2010
EURO
(dati in migliaia) |
2005-2007
EURO
(dati in migliaia) |
DIVIDENDI
DA PARTECIPAZIONI
RISULTATO ECONOMICO DERIVANTE DA IMPIEGHI FINANZIARI
SPESE DI FUNZIONAMENTO
ONERI FISCALI
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65.300
11.700
- 6.500
- 2.750 |
32.000
9.000
- 4.700
- 1.800 |
| AVANZO DEL PERIODO (+) |
67.750 |
34.500 |
ACCANTONAMENTO ALLA
RISERVA OBBLIGATORIA
EROGAZIONI:
-NEI SETTORI RILEVANTI
-NEI SETTORI AMMESSI
ACCANTONAMENTO AL FONDO VOLONTARIATO
ACCANTONAMENTO AL FONDO PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO SUD
ACCANTONAMENTO AI FONDI PER LE EROGAZIONI NEI SETTORI RILEVANTI
ACCANTONAMENTO AI FONDI PER LE EROGAZIONI NEGLI ALTRI SETTORI
ACCANTONAMENTO ALLA RISERVA PER L’INTEGRITA’ DEL PATRIMONIO |
-13.550
-36.000
-30.000
-6.000
-1.807
-1.807
-9.000
-3.000
-2.586 |
6,23% |
AVANZO
RESIDUO |
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Gli introiti della Fondazione sono rappresentati dai dividendi rivenienti dalle partecipazioni detenute in Intesa San Paolo S.p.A., in Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., in Sinloc S.p.A., nonché dagli utili derivanti dalla gestione finanziaria del patrimonio mobiliare affidato – in parte - ad intermediari abilitati ed in parte gestito direttamente.
Per quanto attiene al dividendo derivante dalla partecipazione in Intesa San Paolo S.p.A. - costituita da 78.123.256 azioni ordinarie - si ritiene prudenziale prefigurare nel triennio, tenuto conto dei dati storici delle due banche (Intesa S.p.A. e San Paolo Imi S.p.A.), nonché delle prospettive di crescita del nuovo Gruppo bancario, un incasso da dividendi partecipativi di oltre 63 milioni di euro.
Infatti, da un punto di vista gestionale-strategico, l’Assemblea degli Azionisti della Capogruppo Intesa San Paolo S.p.A. nell’approvare la distribuzione dei dividendi e delle riserve proposta il 14 aprile 2007 dal Consiglio di Sorveglianza nel quadro del Piano d’Impresa 2007-2009, ha previsto l’assegnazione di un dividendo anche per l’esercizio 2007 (in distribuzione a maggio 2008) nella misura di 0,38 euro per ogni azione ordinaria detenuta (29,6 milioni circa).
Per i successivi due anni, facendo riferimento ai dati oggi disponibili, si intende – prudenzialmente – prefigurare di incassare un dividendo pari a 0,22 euro per azione (17 milioni circa), ovvero il solo “dividendo ordinario”, pur consapevoli degli ambiziosi progetti di espansione dell’Istituto bancario partecipato, che prevedono - tra gli altri obiettivi - un elevato ritorno per gli azionisti, puntando ad un possibile dividendo per il 2009 (in distribuzione nel 2010) pari a 0,35 euro per azione ordinaria detenuta.
Dall’investimento in Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., di rilevanza strategica e sociale, poiché diretta a sostenere lo sviluppo dell’economia locale attraverso il finanziamento degli enti locali, degli organismi di diritto pubblico, radicati sul territorio di appartenenza, viene stimato un introito annuo pari al 5% del capitale nominale investito (costituito da 8 milioni di euro in azioni privilegiate) per complessivi € 400.000 ad anno. Ciò in relazione a quanto disposto dall’art. 30 dello Statuto della Società in parola, ove viene accordato alle azioni privilegiate un dividendo preferenziale commisurato al tasso di inflazione relativo all’ultimo mese dell’esercizio cui i predetti utili si riferiscono, in aggiunta ad un tasso pari al 3%.
Infine, l’investimento in Sinloc – Sistema Iniziative Locali S.p.A., società finanziaria del Gruppo San Paolo di partecipazione e di consulenza al servizio delle Amministrazioni locali per la valutazione economico-finanziaria di progetti di investimento finalizzati allo sviluppo del territorio di competenza, è rappresentato dal 10% del capitale della società, pari a 511.000 quote del valore di circa 5 milioni di euro e rappresenta una forma di diversificazione degli investimenti tra settori e soggetti di appartenenza, nonché un utile strumento a supporto di progetti finalizzati allo sviluppo del territorio friulano.
Da esso si ipotizza di trarre l’incasso di un dividendo almeno pari a quello staccato durante questo primo anno, ovvero 105.000 euro, anche se tale quota risulta destinata ad aumentare.
Dalla dotazione patrimoniale non immobilizzata - pari a circa 130 milioni di euro alla data di redazione del presente documento - la cui strategia gestionale è mirata alla tutela dei fondamentali obiettivi prefissati, quali la salvaguardia dell’integrità del patrimonio e la garanzia di un flusso finanziario riservato al sostegno dell’attività istituzionale, nonché a copertura delle spese gestionali ordinarie dell’Ente, si stimano dei ritorni in termini reddituali valutati intorno al 3% annuo, pari a oltre 11,7 milioni di euro per l’intero triennio (circa € 3.900.000 ad anno).
Si ritiene, infine, di prefigurare l’eventualità che la Fondazione metta allo studio ipotesi di diversificazione del patrimonio tali da poter partecipare in qualche misura a piani di sviluppo dei diversi segmenti dell’economia reale, onde coglierne – tempo per tempo – le svariate opportunità di mercato, attenuando nel contempo i profili di rischio connessi all’eccessivo peso di investimenti monotematici.
Giova, a questo proposito, richiamare quanto disposto dall’art. 7 del D. Lgs. 153/99:
“Le Fondazioni diversificano il rischio di investimento del patrimonio e lo impiegano in modo da ottenere un’adeguata redditività assicurando il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali ed in particolare con lo sviluppo del territorio.”
Le spese di funzionamento - valutate nel rispetto dei principi di adeguatezza delle stesse alla struttura organizzativa - sono state stimate tenendo conto dei dati attualmente in possesso (consuntivo 2006, previsionale 2007) nonché di un tasso di inflazione annuo atteso pari a circa il 1,7%. La voce comprende l’ammontare dei compensi e rimborsi spese degli organi statutari, i costi per il personale dipendente e per consulenti e collaboratori esterni, per servizi di gestione del patrimonio, gli ammortamenti ed oneri diversi, tra i quali le spese relative al piano di comunicazione.
GLi oneri fiscali, l’accantonamento alla riserva obbligatoria, nonché l’accantonamento al Fondo per il volontariato ex lege 266/91 sono stati calcolati in relazione alle disposizioni normative attualmente in vigore.
Dedotti gli accantonamenti di cui sopra, in relazione alla programmazione sviluppata nel documento, la rimanente parte di reddito viene destinata agli interventi istituzionali nei settori rilevanti per 30 milioni di euro, agli altri settori istituzionali ammessi per 6 milioni di euro, all’accantonamento ai fondi nei settori rilevanti (9 milioni di euro), all’accantonamento ai fondi negli altri settori statutari (3 milioni di euro), all’accantonamento al fondo per la realizzazione del Progetto sud (1,807 milioni di euro) ed al fondo per il mantenimento dell’integrità del patrimonio (2,586 milioni di euro). |
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| IL PATRIMONIO IMMOBILIARE ED ARTISTICO |
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Come in premessa accennato, la Fondazione detiene in proprietà l’intero compendio immobiliare compreso fra via Manin, via Prefettura, piazzetta Valentinis a Udine, a suo tempo acquistato per un valore di quasi 7,5 milioni di euro. Esso è costituito, come noto, da un edificio di costruzione relativamente recente (Palazzo Contarini) e da altri tre corpi di fabbrica risalenti al XV-XVI secolo, il cui grado di conservazione può definirsi più che precario, mentre l’inestetico stato di abbandono in cui versa da decenni non costituisce certamente il migliore biglietto da visita alla città di Udine per una delle sue principali e storiche vie di accesso.
L’intento di utilizzare l’intera struttura per finalità culturali e associative è condizionato dai vincoli posti dal Piano particolareggiato comunale.
Un intervento di recupero che comporti tale destinazione d’uso va reso compatibile con la vigente normativa urbanistica.
Da tempo la Fondazione si è attivata in tal senso presso il Comune di Udine.
Dall’esito dei contatti con quell’Amministrazione, ripresi recentemente per iniziativa della Fondazione, dipendono quindi le scelte relative all’utilizzazione dell’intero compendio o di singole unità immobiliari che ne facciano parte, qual’è palazzo Contarini, sede della Fondazione.
Si ricorda, per altro verso, che sullo storico palazzo del Monte di Pietà di via del Monte/via Mercatovecchio, sede della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, venne a suo tempo posto un diritto di prelazione a nostro favore.
Per quanto riguarda il patrimonio artistico, costituito principalmente dalle oltre 500 opere acquistate dalla Friulcassa, ma comprendente anche altri beni (collezione delle monete d’oro longobarde, Crocefissione dei F.lli Basaldella, ecc.), dovrà essere avviata una fase di valorizzazione e di pubblica fruibilità, attraverso percorsi culturali – anche diversificati – organizzati sul territorio in collaborazione con altri enti. |
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| I PROGETTI PROPRI |
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A questa categoria di iniziative si possono ascrivere le operazioni di carattere sociale e/o culturale promosse e gestite in prima persona dalla Fondazione.
Innanzitutto gli archivi storici, di cui in premessa si è fatto cenno: esaurite le procedure, ora in fase di completamento, relative alla loro acquisizione, si tratterà di assicurare in futuro gli strumenti per la loro fruibilità (locali, arredi, strumentazioni).
Allo stesso modo si dovrà provvedere affinché anche la nostra biblioteca venga inserita nella rete informatica interattiva con tutte le biblioteche pubbliche (e private di uso pubblico), garantendone poi la consultabilità in loco.
Già per l’anno 2008 si stanno predisponendo le bozze dei programmi per l’allestimento di due importanti mostre d’arte, da tenersi nei due capoluoghi di provincia, rappresentanti una selezione mirata delle oltre 500 opere d’arte acquistate recentemente dalla Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia. Tali mostre, corredate opportunamente di relativi cataloghi, potranno poi essere replicate – anche in forme e dimensioni diverse – in altre realtà territoriali.
Sempre nell’anno 2008 ricorre il 10° anniversario dell’improvvisa scomparsa dell’avv. Antonio Comelli, il ricordo della cui figura ed opera resta tuttora patrimonio dell’intera collettività friulana, ma in particolare della nostra Fondazione, che in Lui trovò il vero e preveggente artefice, ed in seguito primo attento Presidente. E’ ipotizzabile che - per ricordarne la vasta e diuturna opera svolta nei diversi campi d’interesse coltivati (pubblica amministrazione, politica, finanza, ecc.) - si possa immaginare l’organizzazione di un evento speciale – i cui contorni restano da definire, anche in collaborazione con altri enti e istituzioni (Regione, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, ecc.) – con la partecipazione di qualificati rappresentanti istituzionali per le diverse materie affrontate. |
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| LA SELEZIONE DEI SETTORI D’INTERVENTO |
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Va innanzitutto ricordato che i settori, entro i cui ambiti le fondazioni debbono operare a norma di legge, sono i seguenti:
- Famiglia e valori connessi;
- Crescita e formazione giovanile;
- Educazione, istruzione e formazione incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola;
- Volontariato, filantropia e beneficienza;
- Religione e sviluppo spirituale;
- Assistenza agli anziani;
- Diritti civili;
- Prevenzione alla criminalità e sicurezza pubblica;
- Sicurezza alimentare e agricoltura di qualità;
- Sviluppo locale ed edilizia popolare locale;
- Protezione dei consumatori;
- Protezione civile;
- Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa;
- Attività sportiva;
- Prevenzione e recupero delle tossicodipendenze;
- Patologie e disturbi psichici e mentali;
- Ricerca scientifica e tecnologica;
- Protezione e qualità ambientale;
- Arte, attività e beni culturali.
- Realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità.
Fra questi 20 ambiti progettuali va, dunque, individuato il gruppo di settori nei quali la Fondazione intende – a termini di statuto – operare in via prevalente, assicurando singolarmente e nel loro insieme l’equilibrata destinazione delle risorse e dando preferenza ai settori a maggiore rilevanza sociale. E proprio a quest’ultimo criterio debbono ispirarsi – inserendosi in un’ottica che misura il livello di attenzione alle problematiche locali e la profondità del sentire sociale – le scelte in questione.
Trattasi, perciò, di attivare un percorso di monitoraggio e di analisi dei corpi sociali, delle istanze emergenti dal tessuto socio-economico, delle dinamiche di sviluppo territoriale, alla fine del quale la Fondazione possa disporre di idonei elementi utili alla selezione degli ambiti entro i quali intervenire.
In secondo luogo si fa memoria che nel corrente triennio 2005-2007, ormai in fase di esaurimento, la Fondazione ha indirizzato in via prevalente le proprie risorse ai seguenti cinque settori “rilevanti”:
Erogazioni deliberate nel triennio 2005-2007
Valori medi annuali
| SETTORI DI INTERVENTO |
EROGAZIONI
DELIBERATE NEL TRIENNIO
2005-2007
(al 16/10/07) |
% |
| Educazione, istruzione e formazione |
1.655.364
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18 |
| Arte, attività e beni culturali |
3.824.728 |
40 |
| Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa |
1.290.840 |
14 |
| Crescita e formazione giovanile |
682.933 |
7 |
| Ricerca scientifica e tecnologica |
667.191 |
7 |
| TOTALE
SETTORI RILEVANTI |
8.121.056 |
86% |
| Settori ammessi diversi |
1.348.677 |
14% |
| Oneri fiscali
(-) |
1.348.677 |
14% |
TOTALE COMPLESSIVO |
9.469.733 |
100% |
Le somme a tal fine impiegate nel periodo sfiorano complessivamente i 30 milioni di euro.
Sulla scorta delle informazioni assunte e degli approfondimenti eseguiti con criteri selettivi e comparativi, per il prossimo triennio vengono prescelti come "settori rilevanti":
- Educazione, Istruzione e Formazione incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola;
- Arte, Attività e Beni Culturali;
- Salute pubblica medicina preventiva e riabilitativa;
- Ricerca Scientifica e tecnologica;
- Assistenza agli anziani.
Le ragioni sostanziali sottese a tali scelte si possono ricondurre principalmente a:
- opportunità di proseguire nel tempo, sedimentandone i contenuti, i programmi a suo tempo intrapresi sul fronte dell’arte nelle sue diverse espressioni e, più in generale, della cultura nella sua più ampia accezione;
- necessità di rafforzare i presidi sociali posti a salvaguardia della conoscenza diffusa, della salute e dell’assistenza;
- interesse a mantenere livelli alti di qualificazione nei settori produttivi caratterizzanti l’economia del territorio;
- convenienza a rispondere tempestivamente alle sfide di una società in costante crescita e sempre più permeata dalle tecnologie;
- bisogno di sviluppare e adeguare i servizi sociosanitari per gli anziani.
La scelta effettuata per il triennio in parola vede, dunque, la conferma del settore ricerca scientifica e tecnologica accanto a quella dei tre settori in cui la Fondazione opera sin dalle origini (educazione, arte, salute) e lo spostamento nel gruppo dei “settori rilevanti” del settore assistenza agli anziani, già inserito tra i settori ammessi, in sostituzione del settore crescita e formazione giovanile. Questi ultimi sono entrambi settori che rivestono un particolare rilievo sociale per il territorio di riferimento; tuttavia il progressivo invecchiamento della popolazione, incrementando automaticamente le esigenze di quest’area socialmente debole (anziano), sconta la difficoltà dell’ente pubblico di dare risposte adeguate e tempestive.
Giova ricordare, tuttavia, che riconoscere il giusto spazio al talento, al merito, alle capacità ed alla forza delle giovani generazioni, rappresenta il principio ispiratore dell’azione della Fondazione che mira a fare dei giovani il principale elemento di trasformazione del Paese. Ringiovanire l’Italia significa poggiare su basi più solide ed eque il suo futuro, sbloccare le sue potenzialità e renderla più dinamica e competitiva .
L’impegno dell’Ente a favore della giovani generazioni verrà, pertanto, mantenuto e semmai accresciuto, sia attraverso il sostegno di progetti strettamente scolastici (di pertinenza del settore educazione istruzione e formazione) – è solo il caso di rilevare che il rafforzamento dell’autonomia scolastica ha consentito l’ampliarsi dell’offerta formativa – sia attraverso iniziative formative in senso lato, che vanno dalla sensibilizzazione verso le più diffuse espressioni della cultura e dell’arte (musica, teatro, etc), alla valorizzazione delle potenzialità e delle competenze per il raggiungimento dell’eccellenza clinica e sviluppare innovazione, progetti questi riconducibili agli altri settori di intervento rilevanti (ricerca, etc.).
Per quanto riguarda specificamente l’area scolastica e dell’istruzione, rispetto alla quale si è di recente manifestata l’esigenza di una riscoperta e valorizzazione, vanno sostenuti e promossi progetti i cui contenuti rilancino il pensiero del filosofo Maritain, secondo il quale una scuola che intende educare istruendo non può ridurre tutto il percorso della conoscenza alla sola acquisizione di competenze, ma deve preoccuparsi di formare l’individuo, favorendo la scoperta e la condivisione del rispetto verso gli altri, della ricerca della verità e del bene comune, quali valori fondanti per la vita di ognuno nella collettività, bandendo perciò la tentazione di scoprire scorciatoie per avere soldi e successo rapidamente e senza fare fatica. In tale contesto si inserisce anche il senso del recente decreto del Ministro dell’Istruzione Fioroni, strutturato per premiare e incentivare i risultati di eccellenza. Il messaggio, in questo senso, mirato a porre le basi per un futuro diverso, dev’essere chiaro anche come premessa alla temperie della vita: si torna a studiare seriamente, si rispettano le regole, si valorizzano i talenti e chi si impegna.
Ma ciò, da solo, non basta. La piena formazione dei giovani resta, in ogni caso e comunque la si voglia intendere, connessa ai tipi di modelli comportamentali che la società e la famiglia sanno rappresentare. I genitori, in particolare, sono i primi, fondamentali educatori dei propri figli, rispetto ai quali gli insegnanti svolgono un ruolo sussidiario e integrativo. Vanno perciò favorite iniziative programmate per supportare con strumentazioni idonee i faticosi percorsi genitoriali di accompagnamento alla crescita armonica dei figli, concorrendo al sostegno di apparati pubblici e privati destinati a tale scopo.
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Per ciascuna delle aree sopraelencate è stata di seguito delineata la mappa del bisogno, che rappresenti le esigenze reali della società e permetta di definire una strategia di azioni coordinate tra loro, promuovendo collaborazioni e partnership con interlocutori qualificati – Regione e pubbliche amministrazioni, Università, enti e istituzioni culturali e professionali – a livello locale. |
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| Settore educazione, istruzione e formazione, incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola. |
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SCENARI E BISOGNI
La Fondazione assume che la formazione del capitale umano sia connessa strategicamente allo sviluppo socioeconomico e alla capacità di produrre conoscenza e innovazione.
In una società impegnata ad affrontare le nuove sfide che la globalizzazione presenta, dove si registra l’emersione anche sulla fascia alta dello sviluppo di paesi come Cina e India, è necessario sviluppare e valorizzare le competenze dei giovani sostenendo i percorsi formativi scolastici e universitari.
Il valore del titolo di studio in Italia sta diminuendo. Secondo i dati Eurostat, nel nostro Paese il tasso di disoccupazione dei giovani tra 20 e 29 anni è pari al 24 % tra i laureati, al 13% tra chi ha un titolo di studio medio e al 10% tra chi ha un titolo di studio basso. Nel resto d’Europa si presenta una situazione opposta.
Si rende, pertanto, necessario ristabilire un giusto rapporto tra formazione e mondo del lavoro.
OBIETTIVI
L’Ente intende operare per la crescita del sistema istruzione nel suo complesso, guardando da un lato alle esigenze del mondo economico-produttivo e dall’altro all’andamento demografico.
E dunque, al fine di dotare i giovani di una formazione di base che garantisca la loro migliore collocazione sul mercato del lavoro e nella vita sociale, verrà posta un’attenzione particolare alla scuola di ogni ordine e grado, alla formazione e all’orientamento.
Parallelamente l’azione sarà rivolta alla qualificazione e al potenziamento delle strutture, anche valutando il fenomeno di un progressivo aumento di studenti figli di immigrati extracomunitari.
LINEE PROGRAMMATICHE
Nell’ambito della formazione scolastica si continuerà a valorizzare l’autonomia scolastica, offrendo al sistema locale un appoggio allo sviluppo di politiche e progetti significativi per l’incremento dell’offerta formativa degli studenti.
Saranno privilegiati progetti finalizzati all’integrazione scolastica e sociale degli studenti disabili e all’accoglienza e integrazione di studenti stranieri, e favoriti l’incremento, l’adeguamento e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio scolastico, l’ammodernamento di laboratori ed attrezzature di alta qualità tecnologica.
Oltre al coinvolgimento nei programmi di espansione e consolidamento dell’offerta formativa dell’Ateneo udinese, vengono confermati, quali indirizzi programmatici nel campo della formazione universitaria e post-universitaria, gli interventi a sostegno di master, di dottorati di ricerca, di assegni di ricerca, nonché di prestigiose riviste scientifiche.
La Fondazione, presterà, altresì, il proprio sostegno a progetti volti a valorizzare la formazione tecnico-professionale e a riqualificare la manodopera, a diffondere la cultura delle pari opportunità, con particolare attenzione all’integrazione socio-culturale, le forme di istruzione nel campo musicale, della poesia e letteratura, cinematografico e culturale, nonché la cultura della formazione e dell’istruzione anche nella terza età. |
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| Settore arte, attività e beni
culturali |
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SCENARI E BISOGNI
Tutto quello che gravita nell’ambito dei beni e delle attività culturali ha un ruolo cruciale e strategico nel processo economico produttivo non solo locale, ma dell’intero Paese.
Dai dati sopra illustrati relativi al triennio che si sta per concludere, emerge che la concentrazione dell’attività della nostra Fondazione nel settore arte e attività culturali risulta di gran lunga la più rilevante sul totale delle erogazioni.
Il nostro territorio vanta di fatto un patrimonio storico e artistico significativo in cui la salvaguardia e la valorizzazione delle testimonianze d’arte e di storia vanno perseguite, anche perché permettono di custodire la storia e l’identità della nostra comunità, tramandandole alle generazioni future.
Inoltre, investimenti in questo settore producono effetti positivi indotti sul piano sociale ed economico, anche in termini di offerta turistica e di promozione dei prodotti tipici locali.
Discorso analogo va fatto per l’offerta culturale locale rivolta, tra l’altro, alla valorizzazione delle diversità delle componenti linguistiche, etniche e culturali presenti sul territorio.
OBIETTIVI
La Fondazione partecipa alla definizione di iniziative di promozione culturale, con attività tese a potenziare, diversificare ed allargare i consumi culturali, con l’obiettivo sostanziale di considerare i beni e le attività culturali come fattore non soltanto di promozione sociale ma anche di crescita economica.
LINEE PROGRAMMATICHE
Gli interventi si concentreranno come segue: restauri di edifici e opere d’arte, che caratterizzeranno l’identità dei luoghi e dei tessuti urbani, in condizioni di degrado e meritevoli di attenzione; progetti teatrali, iniziative culturali di rilevante interesse per la collettività di riferimento e iniziative che abbiano un valore culturale riconosciuto e/o a carattere innovativo; interventi per il miglioramento e/o l’adeguamento agli standard di conservazione, esposizione, fruizione, mostre ed esposizioni di rilevante interesse culturale ed artistico; produzione editoriale, soprattutto di autori locali attraverso il sostegno alla pubblicazione di opere e volumi, continuando a promuovere collane editoriali, finalizzate alla valorizzazione culturale della comunità di riferimento; convegni e incontri che favoriscono lo sviluppo culturale del territorio nella sua accezione più ampia. |
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| Settore salute pubblica medicina preventiva
e riabilitativa |
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In quest’area verranno ricompresi sia gli interventi ricadenti nell’ambito del filone medico-sanitario, che quelli riguardanti il comparto socio-assistenziale.
SCENARI E BISOGNI
Con il passare degli anni l’impegno richiesto alla Fondazione nei confronti della tutela della salute dei cittadini sarà sempre maggiore, cosiccome lo sarà per le istituzioni e la società civile.
Il mutamento demografico ha conseguenze radicali sulla trasformazione del ciclo di vita, con nuove esigenze sul piano delle politiche dei redditi, del lavoro, della formazione, della famiglia, della casa dei servizi sanitari e socio assistenziali.
In presenza di tali trasformazioni, destinate a perdurare nel tempo, vi è una preoccupazione crescente in ordine alla capacità finanziaria delle istituzioni di adottare incisive e mirate azioni di sostegno alla collettività. In un comparto di assoluta e pressocché esclusiva competenza e responsabilità pubblica che assorbe investimenti costanti enormi, l’intervento di un soggetto come la Fondazione non è in grado di produrre benefici significativi per il sistema nel suo complesso se non concentrando la propria attività verso ambiti di supporto sussidiario alle attività sanitarie.
Si potranno, pertanto, sostenere iniziative mirate, opportunamente coordinate con le politiche di razionalizzazione del sistema sanitario nel suo complesso.
Analogamente a quello sanitario, l’ambito assistenziale è gravato da preoccupanti prospettive in ordine alla sua sostenibilità finanziaria a medio-lungo termine in rapporto alle condizioni dei soggetti disabili e delle loro famiglie, con particolare riguardo ai problemi dell’autonomia, della riabilitazione, dell’integrazione scolastica e lavorativa.
Gn tale comparto si inseriscono anche le nuove emergenze (problematiche sociali) venutesi a creare soprattutto in conseguenza di: a) incremento dei residenti stranieri e conseguente necessità di politiche di integrazione socio-culturale); b) generalizzato ridimensionamento dello stile di vita della popolazione causato dalla riduzione del potere d’acquisto della moneta; c) fenomeni legati al malessere sociale presente in particolare nel mondo adolescenziale e giovanile, ma sostanzialmente emergente dall’odierna fragilità della famiglia.
OBIETTIVI
Anche in questo triennio troveranno conferma sia l’obiettivo di potenziare e ammodernare i Centri di riconosciuta eccellenza presenti sul territorio, sia quello di favorire iniziative di innovazione/potenziamento di apparecchiature diagnostiche e terapeutiche in dotazione alle strutture ospedaliere.
Attraverso interventi specifici verranno, inoltre, promosse la formazione e la ricerca in ambito sanitario investendo sullo sviluppo del capitale umano attraverso l’organizzazione di convegni, semiari e appuntamenti di aggiornamento degli operatori.
Nel comparto assistenziale si considerano obiettivi prioritari: la realizzazione ed il potenziamento di strutture dirette all’assistenza di categorie socialmente deboli; le attività volte al reinserimento sociale; la ricerca di opportunità lavorative; il dopo di noi; il sostegno alla domiciliarità, intesa come paradigma di assistenza solidale alle persone con autonomia più o meno limitata, ai loro ambiti familiari e assistenziali.
LINEE PROGRAMMATICHE
Proseguendo la collaborazione già avviata con le realtà presenti sul territorio, la Fondazione concorrerà all’aggiornamento tecnologico mediante il sostegno ai progetti per l’acquisto di apparecchiature e strumenti diagnostici da destinare alle strutture sanitarie, per concorrere al mantenimento dell’efficienza dei reparti ospedalieri e dei centri di eccellenza.
Sarà favorita, attraverso interventi coordinati con l’Università, la qualificazione professionale di personale medico ed infermieristico, mediante il finanziamento di borse di studio, corsi di formazione e di presentazione di risultati innovativi in ordine alle metodiche e ai nuovi approcci terapeutici.
In collaborazione con i servizi sanitari territoriali si favoriranno iniziative finalizzate alla creazione e al potenziamento di servizi per la riabilitazione di soggetti disabili e portatori di malattie invalidanti, nonchè iniziative nell’area del disagio e della disabilità infantile e adolescenziale.
Verranno, inoltre, sostenuti quei progetti che intendono diffondere la cultura della prevenzione di malattie (l’obesità ad esempio) e del corretto uso di farmaci.
L’Ente continuerà la proficua attività di sostegno a favore di programmi e attività socio-assistenziali volti ad alleviare la realtà dei portatori di handicap, dei malati terminali, delle persone affette da gravi patologie fisiche e psichiche e delle loro famiglie, promossi da istituzioni e soggetti appartenenti al terzo settore o comunque impegnati nell’ambito dell’assistenza alla persona.
Si interverrà a sostegno di opere di ristrutturazione, ammodernamento e realizzazione di strutture di accoglienza in favore dei soggetti diversamente abili e per la realizzazione di centri diurni socio-formativi, concorrendo alla fornitura i beni e attrezzature per le comunità alloggio e all’acquisizione di mezzi di trasporto da destinare ad enti ed associazioni dedite all’assistenza.
Verrà sostenuta l’opera delle cooperative sociali, in particolare di quelle finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (cosiddette di tipo b), che si dedicano ad attività diverse (agricole, commerciali o di servizi) |
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| Settore ricerca scientifica e tecnologica |
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SCENARI E BISOGNI
E’ opinione diffusa che la ricerca rappresenti uno strumento cruciale, sia per garantire l’innovazione, assicurando un adeguato grado di competitività e solide prospettive di sviluppo nel medio termine, sia per rispondere tempestivamente alle sfide di una società in costante crescita e sempre più permeata dalle tecnologie.
La ricerca condotta nelle imprese, o all’interno delle università e dei centri di ricerca pubblici e privati, costituisce il motore del progresso economico e sociale, fattore chiave di competitività e di sviluppo sostenibile, di successo del sistema industriale, nonché di sviluppo con impatti fortissimi in tema di occupazione e di qualità della vita.
Si presenta, pertanto la necessità di sopperire, almeno in parte, all’endemica carenza di fondi ad essa destinati in sede nazionale ed alla loro ripartizione alquanto parcellizzata, che spesso rischia di rendere inefficace l’investimento.
OBIETTIVI
Il sostegno della Fondazione ad un settore così strategico per la crescita sociale, si estrinsecherà in un’azione di supporto ad iniziative destinate, innanzitutto, a promuovere processi innovativi e a qualificare le risorse umane.
In sinergia con l’area sanità sarà perciò favorito lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica, che comporti ricadute in campo sanitario, per accompagnare con nuove possibilità d’intervento e nuovi strumenti l’attività di prevenzione, diagnosi e cura svolta dalle strutture sanitarie, ma anche si riversi sull’attività industriale, per sostenere l’innovazione nell’economia del territorio e favorire la nascita e/o lo sviluppo di imprese tecnologicamente innovative, capaci di competere anche sul mercato globale.
LINEE PROGRAMMATICHE
L’attenzione si concentrerà su iniziative volte ad incentivare le attività di ricerca di base ed applicata, in campo scientifico, tecnologico, medico e valorizzare le risorse umane e ad incrementare le dotazioni strumentali.
Saranno, pertanto, incoraggiati progetti nei quali possa attuarsi una catena sinergica collegante ricerca-sanità-istruzione, sostenute quelle iniziative volte allo sviluppo di nuove conoscenze in campo medico-scientifico, in campo scolastico, universitario e post universitario, incentivando l’interscambio tra università e imprese, e favoriti progetti volti diffusione della conoscenza dei saperi.
Verrà sollecitata la preparazione di giovani insegnanti e ricercatori per garantire il ricambio generazionale e saranno finanziate borse di studio e/o dottorati di ricerca su tematiche idonee a valorizzare la realtà economica delle due province.
Si contribuirà, infine, all’acquisto, all’ammodernamento e al rinnovo di strumenti tecnologici in dotazione ai centri di ricerca. |
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| Settore assistenza agli anziani |
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SCENARI E BISOGNI
L’Italia sta attraversando una fase di transizione demografica, con un tasso di natalità tra i più bassi e valori di vita media tra i più alti al mondo. Dall’analisi dei dati socio-economici esposti nel fascicolo di bilancio 2006 della Fondazione, emerge il crescente numero di anziani rispetto alla popolazione totale, in conseguenza del progressivo allungamento della vita media e del basso numero di nuovi nati. Tra la popolazione anziana si registra anche un forte aumento dei soggetti non autosufficienti.
Nuove esigenze si vengono quindi a manifestare, con conseguente necessità di una definizione da parte dei pubblici poteri di un vero e proprio “Piano strategico nazionale” per la salute degli anziani, che faccia sua una visione di tipo inter-settoriale tanto dei problemi che della loro possibile soluzione.
OBIETTIVI
Di fronte a tali scenari, la Fondazione si è posta nel triennio l’obiettivo di concorrere ad assicurare una vita migliore nell'età avanzata sostenendo e promuovendo progetti innovativi di carattere sociale e culturale in cui gli anziani sono protagonisti (azioni per la casa, la mobilità e i trasporti, ecc.).
LINEE PROGRAMMATICHE
L’Ente privilegerà le iniziative volte a garantire il potenziamento dei servizi assistenziali esistenti, con interventi mirati a migliorare le condizioni delle strutture di accoglienza per anziani, concorrendo all’acquisto di apparecchiature e presidi sanitari.
Saranno promossi e sostenuti progetti di ricerca destinati al miglioramento della condizione degli anziani colpiti da malattie croniche e degenerative, come l’Alzheimer ed il Parkinson.
Si avrà, inoltre, cura di sostenere le molteplici attività di volontariato rivolte agli anziani, sia quelle presso le strutture residenziali ed i centri diurni, che quelle domiciliari e ospedaliere.
Verranno, infine, assunte qualificate iniziative atte a garantire idonee condizioni di vivibilità dell’anziano, con particolare riguardo ai progetti tesi a favorire la sua permanenza nell’ambito del proprio nucleo familiare.
Le linee programmatiche sopra tratteggiate individuano i cardini dell’azione della Fondazione nei diversi settori d’intervento. Tuttavia, le priorità d’intervento indicate nel presente documento, non escludono la possibilità di intervenire a sostegno di altre numerose iniziative promosse da realtà locali, in grado di concorrere anch’esse alla valorizzazione del tessuto sociale.
Per il perseguimento degli obiettivi l’Ente opererà prevalentemente con interventi rivolti essenzialmente alla realizzazione di progetti e iniziative di terzi, per la cui selezione valgono le disposizioni del “Regolamento per finalità istituzionale”, approvato dall’Organo di Indirizzo il 30 ottobre 2006.
Si rammenta, infine, che in virtù dell’art. 1, comma 1, lett. h) del D.Lgs. 153/99 esso potrà impegnarsi nella promozione di “progetti propri”, anche attraverso la creazione di imprese strumentali, intese come “società di cui la Fondazione detiene il controllo, operanti in via esclusiva per la diretta realizzazione degli scopi statutari perseguiti dalla Fondazione nei settori rilevanti”.
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