Moneta longobarda in oro custodita presso il Museo Archeologico di Cividale del Friuli (Ud).

Le foto delle monete d’oro longobarde fanno parte di una collezione di proprietà della Fondazione Crup e affidate in comodato al Museo Archeologico di Cividale del Friuli.
 
   
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Identità della Fondazione

1. IL CONTESTO DI RIFERIMENTO
1.1. Il Territorio
1.2. La Popolazione
1.2.1. La composizione demografica
1.2.2. Lo stato di salute della popolazione
1.3. La sanità e l'assistenza sociale
1.3.1. Il Volontariato
1.4. Il Lavoro
1.4.1 La produzione
1.5. I Prezzi
1.5.1. Il settore bancario
1.6. L'Istruzione e la cultura
1.6.1. Le minoranze linguistiche storiche

2. LA STRUTTURA E I PROCESSI DI GOVERNO E DI GESTIONE
2.1. L'Organo di Indirizzo
2.2. Il Consiglio di Amministrazione
2.3. Il Collegio Sindacale
2.4. Il Presidente
2.5. Il Direttore
2.6. Le Commissioni Consultive
2.7. La Commissione Immobili
2.8. La Commissione Finanza
2.9. Le partecipazioni associative

3. I PROGETTI REALIZZATI
3.1. L'acquisizione del patrimonio artistico
3.3. L'organigramma
3.3. Il Piano di comunicazione

4. GLI OBIETTIVI FUTURI
4.1. L'acquisizione dell'archivio storico
4.2. Il completamento della documentazione fotografica degli interventi della Fondazione
4.3. La formazione del personale

 

1. IL CONTESTO DI RIFERIMENTO

In questa sezione sono presentate alcune informazioni di carattere generale sulla conformazione del territorio regionale e di qualche aggregato sociale, sulle principali caratteristiche della popolazione ivi residente, sulla sanità, sul lavoro, sulla produzione, sul comparto economico, sull’istruzione e sulle minoranze linguistiche.

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1.1. Il territorio

Il territorio del Friuli Venezia Giulia copre una superficie di 7.856,5 Kmq, dei quali 2.273,3 facenti parte della Provincia di Pordenone e 4.905,4 di quella di Udine. Il territorio montano copre una superficie pari al 28% della Provincia di Pordenone ed al 48,4% della provincia di Udine.  Parchi, riserve naturali, aree comunali e intercomunali protette si estendono, nelle due province, su circa il 14% del territorio. Amministrativamente il territorio è suddiviso in 219 comuni (Pordenone 51, Udine 137). (TAVOLA 1)

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1.2. La Popolazione

In questa sezione si riportano alcuni dati relativi alla struttura demografica della popolazione residente nelle Province di Udine e Pordenone, nonché in tutto il territorio regionale, ed al relativo stato di salute.

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1.2.1. La composizione demografica

La popolazione residente in Regione al 31 dicembre 2005 risultava pari a 1.210.903, di cui 299.640 residenti in Provincia di Pordenone e 529.843 residenti in Provincia di Udine. I residenti nelle due Province, in base all’aggiornamento dei dati al 31 luglio 2006, risultano pari a 530.801 in Provincia di Udine e 302.228 in quella di Pordenone. La popolazione straniera residente alla stessa data era di 65.341 unità (pari a circa il 5,4% dell’intera popolazione).

L’età media era pari a 43,4 anni a Pordenone ed a 44,8 in Provincia di Udine.

La percentuale di soggetti con più di 65 anni era superiore in Provincia di Udine (18,1% per i maschi e 25,2% per le femmine) rispetto alla Provincia di Pordenone (16,4% e 23,3%, rispettivamente). Conseguentemente, l’indice di vecchiaia risultava pari a 180,9 a Udine e a 151,4 a Pordenone.

Si registrava inoltre un quoziente di mortalità superiore in Provincia di Udine (11,4) rispetto a quella di Pordenone (9,5), ed un quoziente di natalità inferiore nella Provincia friulana (8,3 contro 9,5).

A livello regionale la maggior parte della popolazione anziana è costituita da donne.

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1.2.2. Lo stato di salute della popolazione

L’aspettativa di vita alla nascita in Regione è di 77 anni per i maschi e 82 per le femmine, le quali negli ultimi 25 anni hanno guadagnato 7 anni di vita attesi.

Circa il 22% della popolazione residente in Regione ha più di 65 anni, con una probabilità pari al 12% di diventare non autosufficienti. A 65 anni la probabilità di essere affetti da una patologia cronica è pari al 16%, la quale passa al 25% per i soggetti con 75 anni.

Dopo i 65 anni le patologie croniche più frequenti sono le malattie cardiocircolatorie ed il diabete, con maggiore prevalenza nei maschi.

La mortalità della popolazione regionale è imputabile soprattutto a malattie del sistema cardiocircolatorio (41%), e a tumori (29%). Rimane alta la frequenza a livello regionale degli infortuni sul lavoro, oltre 30.000 incidenti per anno.

Determinanti della salute individuale sono il sesso, l’età, lo stato socioeconomico, l’ambiente e le condizioni lavorative, i comportamenti individuali ed i servizi assistenziali.

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1.3. La sanità e l'assistenza sociale

Dal rapporto sul Servizio Sanitario regionale emerge che la domanda assistenziale della popolazione residente in Regione nel 2004 si è esplicitata in 34.128 utenti trattati in assistenza domiciliare – servizio infermieristico (di cui il 22% nella ASS pordenonese e 35,5% nelle ASS della Provincia di Udine), in 419.000 accessi ai pronti soccorsi regionali e 204.123 dimissioni da ricovero ordinario o day - hospital.

In generale il tasso grezzo di ospedalizzazione in ospedali pubblici e privati (regionali e non) è risultato pari a 164,7 per mille abitanti (in particolare 159 per mille nella ASS 6 di Pordenone, 160,7 nella ASS del Medio Friuli, 157,6 nella ASS dell’Alto Friuli e 153,9 nella ASS della Bassa Friulana).

Le strutture residenziali per anziani (ex L.R. 33/88) erano a tale data 97, con 5.821 posti letto per non autosufficienti e 2.240 posti letto per autosufficienti, mentre le strutture residenziali per anziani autorizzate ex L.R. 19/97 erano 89. In totale in tali strutture vi erano 10.318 posti letto.

Invece nel periodo gennaio-novembre 2006 vi erano 4.806 posti letto per ricoveri ordinari e 535 posti letto per ricoveri day-hospital.

A livello provinciale, in Provincia di Pordenone l’Azienda Ospedaliera Santa Maria degli Angeli è passata da 455 posti letto ordinari e 64 day-hospital, nel 2005, a 464 ordinari e 62 day-hospital nel periodo gennaio-novembre 2006. Il C.R.O. di Aviano ha mantenuto invariato il numero di posti letto nei due anni (108 ordinari e 42 day-hospital) ma ha incrementato il tasso di occupazione, passando da 65,9% a 70,2% quello del posti letto ordinari e da 137% a 155,6% quello dei posti letto per day-hospital.

In Provincia di Udine, nel periodo gennaio-novembre 2006, l’attuale Azienda unica ospedaliera ed universitaria di Udine contava 697 posti letto ordinari presso l’Azienda Santa Maria della Misericordia e 220 presso il Policlinico dell’Università di Udine, 78 posti letto per day-hospital presso la prima e 66 presso il Policlinico. Si registrava, rispetto al 2005, un aumento dei posti letto presso l’Azienda Santa Maria della Misericordia ed una riduzione di quelli presso il Policlinico.

Nel 2006 su un totale di 211.527 dimissioni 21.889 (10,3% del totale dei dimessi) erano di soggetti residenti extra regione, la maggior parte di residenti in Veneto (6,7% sul totale). Il C.R.O. registrava nel 2006 4.743 ricoveri di non regionali (dei quali il 68% di residenti in Veneto), ovvero il 54% di tutti i dimessi nel 2006.

Elevata risulta anche l’attrazione da extra Regione delle altre strutture ospedaliere collocate in Provincia di Pordenone, quali l’Azienda Ospedaliera di Pordenone (13,7% dei dimessi totali), l’Ospedale di Spilimbergo (13,6% dei dimessi totali), l’Ospedale di Latisana (26,4% del totale dimessi) e la Casa di Cura di Pordenone (26,7% del totale dimessi).

I medici di medicina generale erano, nel 2004, 1027 sul territorio regionale, di cui 239 nella ASS 6 di Pordenone e 309 nella ASS 4 di Udine.

Le case destinate ad ospitare le persone anziani e inabili nell’intera regione sono 97, alla data del 31 dicembre 2005, comprendendo fra esse sia quelle a gestione pubblica che quelle a gestione privata, con una disponibilità complessiva di 8.061 posti letto, suddivisi fra persone autosufficienti (2.240) e non autosufficienti (5.821). Di queste, 24 nella provincia di Pordenone, con un’offerta di 1.919 posti letto (dei quali 237 per autosufficienti) e 39 nella provincia di Udine, con una capienza di 3.577 posti letto (dei quali 1.211 per autosufficienti).

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1.3.1. Il Volontariato

La Legge 266/91 dispone che le Fondazioni di origine bancaria accantonino una parte degli utili di bilancio in favore dei fondi regionali destinati a sostenere le attività svolte dai Centri di Servizio al Volontariato.

Il Fondo regionale è amministrato da un Comitato di gestione cui partecipano i rappresentanti delle Fondazioni, delle associazioni di volontariato, delle istituzioni nazionali, regionali e locali.

Le radici del volontariato friulano affondano in un sostrato culturale a forte contenuto solidaristico e cooperativistico, che ha ricevuto un particolare impulso negli ultimi decenni, prima per la mobilitazione che ha fatto seguito al terremoto del ’76, poi grazie a una innovativa legislazione regionale e ad un impegno diffuso delle istituzioni locali volto a legittimare e valorizzare tale fenomeno (che spesso opera in supplenza delle strutture pubbliche nel dare risposte ai bisogni collettivi di una comunità progredita ma, sicuramente, ricca di contraddizioni e disagio). Secondo le indagini più recenti, in Regione vi sono 7,6 organizzazioni per 10 mila abitanti: un valore che colloca il Friuli Venezia Giulia al secondo posto nella graduatoria nazionale per densità (la media nazionale si attesta al 4,6 organizzazioni per 10 mila abitanti).

Le associazioni conosciute (per il tramite del Centro Servizi del Volontariato) e operanti nelle Province di Pordenone e Udine sono rispettivamente 438 e 347, su di un totale regionale di 1.511 unità. Si stima che circa un cittadino su tre partecipi, a diverso titolo (donatore, socio, operatore), al mondo della solidarietà organizzata e che oltre il 40% di queste organizzazioni abbia in essere convenzioni con le istituzioni pubbliche.

Non è sempre possibile individuare con univocità il settore di appartenenza, perché spesso tali realtà operano in più campi: si registra una prevalenza di organizzazioni operanti in campo culturale nella destra Tagliamento (165) mentre in provincia di Udine è più diffuso l’impegno in quello sociale (97).

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1.4. Il Lavoro

Gli occupati in Regione nel terzo trimestre 2006 sono pari a 512.454 (6.497 unità in più rispetto allo stesso trimestre del 2005), mentre le persone in cerca di occupazione sono 24.328 (4.934 unità in più in termini tendenziali).

Sempre a livello regionale, il tasso di attività 15-64 anni è pari al 67% nel terzo trimestre 2006, il tasso di occupazione 15-64 anni 63,9% e 4,5% il tasso di disoccupazione. Aumentano lievemente rispetto allo stesso trimestre del 2005 sia i tassi di occupazione e di attività sia il tasso di disoccupazione.

L’aumento della base occupazionale è stato caratterizzato nel terzo trimestre 2006 da una crescita dei dipendenti e da un calo dei lavoratori autonomi, oltre che da un aumento degli occupati nel terziario e dal calo di quelli nel settore agricolo e nell’industria.

In Provincia di Udine, in media nel 2005, vi sono 222.000 occupati, un tasso di occupazione 15-64 quindi pari al 62,7% ed un tasso di attività 15-64 del 64,8%; il tasso di disoccupazione si orienta nel 2005 sul 3,3%.

In Provincia di Pordenone, nel 2005, risultavano 131 mila occupati, il tasso di occupazione 15-64 era pari a 65% ed il tasso di disoccupazione pari al 3,4%.

Degli occupati in Provincia di Udine il 77,48% erano dipendenti, mentre degli occupati in Provincia di Pordenone i dipendenti erano pari al 77,1%.

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1.4.1 La produzione

In base ai dati pubblicati da Confindustria Friuli Venezia Giulia nell’Indagine Congiunturale Trimestrale, nel quarto trimestre 2006 la produzione industriale regionale, ha presentato un incremento del 10,5%, rispetto al trimestre precedente, e del 10,5%, rispetto allo stesso trimestre 2005. L’incremento della produzione rispetto allo stesso trimestre del 2005 è risultato pari a 3,5% in Provincia di Udine e del 7,8% in quella di Pordenone. Il settore trainante rimane il manifatturiero, nel quale si distinguono le performance, sia in produzione che fatturato, della metalmeccanica nonché delle industrie che operano nel metallo e in prodotti in metallo; in ripresa anche il settore del legno (specie nel pordenonese).

Le vendite totali presentano invece, nello stesso periodo, aumenti sostanziali, sia a livello regionale (incremento dell’ 11,3% rispetto al trimestre precedente) sia in Provincia di Pordenone (incremento del 14,4%) e di Udine (incremento del 6%).

Relativamente alla dinamica settoriale delle imprese, complessivamente nel  2006 si sono iscritte ai registri 7.248 nuove imprese, incremento che - bilanciato dalle 7.152 cessazioni - ha portato ad un saldo regionale positivo pari a 96 imprese.

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1.5. I Prezzi

Nel mese di dicembre 2006 l’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (FOI), è risultato pari a 128,4, superiore del 1,7% rispetto al dicembre 2005.

Tale incremento è stato confermato a Udine, mentre a Pordenone si è attestato al 2%.

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1.5.1. Il settore bancario

Nel Friuli Venezia Giulia sono presenti 25 banche con 923 sportelli. Di queste 3 in provincia di Pordenone (con 220 sportelli) e 14 in provincia di Udine (con 456 sportelli); la loro presenza si diffonde su 39 comuni dei 51 del territorio pordenonese e su 111 dei 137 della provincia di Udine.

Alla data del 31 dicembre 2006, la Banca d’Italia informa che gli impieghi totali (compresi p.c.t.), espressi in milioni di euro, ammontano, nella regione, a 28.482, così suddivisi per provincia: Gorizia 2.554, Pordenone 6.551, Trieste 8.456, Udine 10.922. I depositi, alla stessa data, risultano pari a 18.492 milioni di euro (alla stesa data dell’anno precedente risultavano 17.533), così ripartiti: Gorizia 1.583, Pordenone 3.476, Trieste 6.509, Udine 6.924.

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1.6. L'Istruzione e la cultura

In Regione durante l’anno accademico 2006/2007 sono iscritti nel sistema scolastico 135.940 alunni raggruppati in 7.096 classi. In Provincia di Udine gli alunni iscritti sono 610.070, ripartiti in 3.259 classi, mentre in quella di Pordenone gli alunni sono 34.998 e le classi 1.764.

La ripartizione degli alunni della Provincia di Udine è tale per cui il 14,2% sono iscritti alla scuola dell’infanzia, il 33,6% alla scuola primaria, il 19,35% alla scuola secondaria di 1° grado ed il 32,9% alla scuola secondaria di 2° grado.

In Provincia di Pordenone il 10,6 sono alunni iscritti alla scuola dell’infanzia, il 37,7% alla scuola primaria, il 20,5 alla scuola secondaria di 1° grado ed il 31,2% alla scuola secondaria di 2° grado.

Nell’anno accademico 2006/2007 risultano regolarmente iscritti all’Università degli Studi di Udine 15.955 studenti, dei quali 4.365 al primo anno di corso.

Sono 96 i corsi attivi, tutti del nuovo ordinamento, così suddivisi, nelle diverse sedi: Udine: 75 - Pordenone: 6 - Gorizia: 10 - Cormons: 1 - Mestre (Venezia): 1 - Gemona del Friuli: 2 - Padova: 1 (Corso Interateneo attivato in collaborazione con le Università di Padova e Verona).

Nella città di Pordenone sono anche stati attivati due corsi di laurea dall’Università degli Studi di Trieste, di Scienze del Servizio sociale e di Ingegneria industriale, presso i quali sono iscritti, nel corrente anno accademico, complessivamente 439 studenti.

Sono oltre 600 gli allievi iscritti al Conservatorio di Musica ‘J. Tomadini’ di Udine, nella quale operano oltre 80 docenti. Il Conservatorio costituisce il vertice accademico di una diffusa vocazione musicale che nelle province di Pordenone e di Udine vede presenti ed operanti anche 66 bande, delle quali 17 in provincia di Pordenone e  49 in provincia di Udine.

Altrettanto capillarmente diffusi nel territorio friulano sono i cori e le associazioni corali: se ne contano 70 operanti in provincia di Pordenone e 130  in quella di Udine, alcuni dei quali hanno raggiunto vertici internazionali per la qualità esecutiva e la ricerca.

Secondo la classificazione standard, risultano attualmente operanti ed aperti al pubblico 41 musei nella provincia di Udine ed 11 in quella di Pordenone, anche se la rete museale provinciale di Udine (progetto sostenuto dalla Fondazione e realizzato per il tramite del Consorzio Friuli Formazione) presenta oltre 80 siti catalogati (comprendendo anche mostre permanenti, pinacoteche e raccolte di reperti, oggetti e materiali). In provincia di Pordenone questo numero ammonta a circa 35 unità.

Attualmente nella nostra regione risultano censite con codice bibliotecario e regolarmente aperte al pubblico 483 fra biblioteche e fondi speciali, pubblici e privati (diffusi, in particolare, quelli ecclesiastici); di queste 61 sono presenti nella provincia di Pordenone e 192 in quella di Udine.

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1.6.1. Le minoranze linguistiche storiche

Con la Legge 482/99 il legislatore nazionale ha riconosciuto nella nostra regione la presenza di ben tre minoranze linguistiche storiche. Di queste la più diffusa è certamente quella friulana e sono ben 178 i comuni che sono ricompresi in tale delimitazione (15 in provincia di Gorizia, 37 in quella di Pordenone e 126 in quella di Udine). Si stima che la lingua friulana sia oggi parlata da circa 600.000 persone, ma la tendenza presenta un sensibile calo di locutori, soprattutto fra i giovani. Secondo alcune recenti ricerche sociolinguistiche, il 52.2% degli intervistati capisce e parla regolarmente il friulano, il 20% lo capisce ma lo parla occasionalmente, il 19.9% lo capisce ma non lo parla, mentre il 2.6% non lo capisce e non lo parla per niente. Numerosi sono i corsi d’insegnamento attivati nelle scuole dell’obbligo e particolarmente ricca si presenta l’offerta di pubblicazioni e delle più diverse attività culturali che promuovono l’uso della lingua, anche sorretti da una specifica normativa di sostegno regionale.

La presenza di cittadini di lingua slovena è riconosciuta in 30 comuni della regione: nell’intera provincia di Trieste (6 comuni), in 8 comuni della provincia di Gorizia ed in 16 comuni di quella di Udine.

La presenza di cittadini germanofoni si registra, infine, in 5 comuni della montagna friulana: Malborghetto-Valbruna, Pontebba, Paluzza (frazione Timau), Sauris e Tarvisio.

Fonte dati:

  • Linee Annuali per la Gestione del Servizio Sanitario nel 2006 – dicembre 2005, Direzione Centrale Salute e Protezione Sociale, Regione Friuli Venezia Giulia
  • Rapporto sulla Salute della Popolazione nel Friuli Venezia Giulia – anno 2005, Agenzia Regionale della Sanità
  • Rapporto sul Servizio Sanitario Regionale – anno 2004, Agenzia Regionale della Sanità
  • S.I.S.E. (Sistema Informativo Statistico Epidemiologico) estrazione al 17 gennaio 2007.- Bollettino statistico Banca d’Italia, n. IV/2006
  • Banca d’Italia, comunicazione sede di Udine del 14.2.2007
  • Anbima , Associazione delle bande musicali
  • U.S.C.F., Unione Società Corali Friulane.

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2. LA STRUTTURA E I PROCESSI DI GOVERNO E DI GESTIONE

2.1. L'Organo di Indirizzo

L’Organo di Indirizzo è responsabile del perseguimento dei fini istituzionali, decide gli obiettivi e stabilisce la programmazione annuale e pluriennale.

Si compone di 24 membri, 20 dei quali designati da organismi, enti, associazioni ed istituzioni espressivi delle realtà locali, e 4 cooptati.

Per statuto i componenti non operano in rappresentanza delle istituzioni da cui vengono designati, ma si impegnano sulla base della loro esperienza e competenza professionale.
L’Organo di Indirizzo si è riunito 7 volte nel 2006, per trattare principalmente sui seguenti argomenti:

  • Documento Programmatico Previsionale 2007
  • rettifiche al Documento Programmatico Previsionale 2006;
  • bilancio consuntivo 2005;
  • progetto di fusione Intesa – San Paolo.

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2.2. Il Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio gestisce la Fondazione nell’ambito degli obiettivi e dei programmi stabiliti dall’Organo di Indirizzo ed ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.

Il Consiglio inoltre propone i programmi di intervento, le linee generali della gestione patrimoniale ed eventuali modifiche allo statuto ed ai regolamenti interni.

E’ composto da un numero dispari di Consiglieri, che l’Organo di Indirizzo ha fissato a 11.

Nel corso dell’esercizio si è riunito 14 volte, per deliberare su tutte le materie la cui competenza gli è stata attribuita ai sensi di statuto.

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2.3. Il Collegio Sindacale

E’ l’organo di controllo della Fondazione ed esercita le funzioni attribuite dallo statuto e dalla normativa vigente.

E’ composto da tre componenti effettivi e due supplenti nominati dall’Organo di Indirizzo.

E’ intervenuto a tutte le adunanze del Consiglio e dell’Organo di Indirizzo e si è riunito ogni trimestre per le verifiche statutariamente previste.

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2.4. Il Presidente

Il Presidente, nominato dal Consiglio nell’ambito dei propri componenti, rappresenta la Fondazione e sovrintende al suo funzionamento.

Presiede l’Organo di Indirizzo ed il Consiglio di Amministrazione, vigilando sulla esecuzione delle deliberazioni di quest’ultimo e sul conseguimento delle finalità istituzionali.

Sovrintende a tutta l’attività svolta dal Direttore e, suo tramite, dalla struttura operativa, assicurando uno svolgimento dell’attività conforme allo statuto, alle delibere assunte dagli organi istituzionali, alle istruzioni impartire dall’Autorità di Vigilanza, alla legge.

Mantiene i contatti con i componenti dell’Organo di Indirizzo, del Consiglio di Amministrazione, delle Commissioni interne consultive e funge da punto di raccordo di tutte le decisioni assunte.

Intrattiene i rapporti con le Autorità pubbliche e le istituzioni, nonché con l’ACRI – Associazione fra le Casse di Risparmio italiane, del cui Consiglio di Amministrazione è membro.

Svolge inoltre un’attività di raccordo con la banca conferitaria Friulcassa SpA e con la capogruppo Intesa San Paolo SpA, nella quale attualmente è investita la maggior parte del patrimonio della Fondazione.

Instaura e conserva nel tempo una rete di rapporti con i rappresentanti delle Associazioni operanti sul territorio che beneficiano dei contributi della Fondazione, per meglio comprenderne la missione ed i progetti che vengono sottoposti periodicamente al vaglio del nostro Ente.

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2.5. Il Direttore

Nel corso del 2006 il Direttore ha svolto direttamente tutta una serie di attività ordinarie, che per brevità solo si elencano:

  • supporto tecnico alla Presidenza ed agli Organi Collegiali;
  • istruttoria delle delibere per il Consiglio di Amministrazione e l’Organo di Indirizzo;
  • esecuzione delle delibere;
  • verbalizzazione delle sedute dell’Organo di Indirizzo;
  • presenza alle sedute del Consiglio di Amministrazione, dell’Organo di Indirizzo e delle Commissioni Consultive;
  • indirizzo e coordinamento degli uffici e del personale, monitoraggio delle attività e controllo dei risultati;
  • predisposizione della bozza del bilancio consuntivo e del documento programmatico annuale;
  • rapporti con l’Autorità di Vigilanza, con l’ACRI, con le altre fondazioni di origine bancaria, Istituzioni varie;
  • rapporti con consulenti, professionisti, advisor e gestori esterni;
  • rapporti con i mass media ufficiali.

Oltre a quelle sopra elencate, sono state svolte altre attività, alcune delle quali attengono all’operatività interna della Fondazione, mentre altre riguardano le funzioni di rappresentanza, che si sono estrinsecate in contatti e rapporti con Enti, Istituzioni ed altre fondazioni, oltre che in partecipazioni a congressi e manifestazioni.

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2.6. Le Commissioni Consultive

Le Commissioni Consultive (Istruzione, formazione e Ricerca Scientifica; Arte, attività e beni culturali; Salute, medicina, assistenza e volontariato) hanno il compito di esprimere pareri in ordine alle richieste di contributo pervenute alla Fondazione e sono presiedute dal Presidente o da un suo delegato, mentre ne fanno parte, di diritto, i Vice Presidenti ed il Direttore

Nel corso del 2006 le Commissioni si sono riunite tre volte.

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2.7. La Commissione Immobili

La Commissione Immobili si è riunita ad inizio anno per compiere alcune valutazioni circa gli interventi tecnici da attuare sulla centrale termica ove era situato l’impianto termico ad uso riscaldamento centrale, risalente grosso modo al 1991 del palazzo Contarini.

Lo stato dell’impianto e l’entrata in vigore di diverse leggi in materia hanno richiesto interventi importanti, particolarmente per la parte elettrica, per i sistemi di circolazione ed intercettazioni varie, legati anche alla diversa destinazione d’uso del citato palazzo.

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2.8. La Commissione Finanza

La Commissione Finanza nel corso del 2006 si è riunita 2 volte, per fare il punto sulla situazione economico - finanziaria, per compiere delle analisi sulle gestioni patrimoniali in essere, sulle proposte di investimento già deliberate e su alcune nuove, sulle prospettive della partecipazione in San Paolo e sul progetto di fusione San Paolo/Banca Intesa.

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2.9. Le partecipazioni associative

La Fondazione partecipa, a diverso titolo, ad alcuni Enti e Associazioni senza scopo di lucro aventi sede nelle due province di Udine e Pordenone, alle cui Assemblee e Consigli prende parte, direttamente o a mezzo di propri rappresentanti.

Gli Enti sono quelli di seguito indicati:

  • Casa dello studente “A. Zanussi” - Pordenone
  • CISM – Centro internazionale di scienze meccaniche - Udine
  • Consorzio Universitario di Pordenone - Pordenone
  • Consorzio Friuli Formazione - Udine
  • Consorzio Friuli Innovazione - Udine
  • Consorzio Universitario del Friuli - Udine
  • Ente Friuli nel Mondo - Udine
  • Fondazione Abbazia di Rosazzo - Rosazzo
  • Fondazione CREF – Centro Ricerche Economiche e Formazione - Udine
  • Fondazione IRCAB – Ist. Ricerche Cliniche Applicate e di Base - Udine
  • Fondazione per la Vita - Pordenone
  • “La Quiete” – istituto geriatrico e di assistenza - Udine
  • Universita’ degli Studi di Udine - Udine

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3. I PROGETTI REALIZZATI

3.1. L'acquisizione del patrimonio artistico

Il 28 dicembre 2006 sono stati sottoscritti dai Presidenti di Friulcassa e della Fondazione - presso il Palazzo storico di Via del Monte a Udine, alla presenza del notaio Panella e dei rappresentanti della Soprintendenza e dell’Università di Udine - il contratto di acquisto delle 496 opere tra quadri, stampe, incisioni e arredi costituenti il patrimonio artistico della vecchia Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone ed i relativi contratti di comodato.

L’operazione è stata perfezionata con il versamento di un prezzo pari a 1.890.000 euro.

Il patrimonio passato alla Fondazione, già appartenuto al Monte di Pietà e poi alla Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, comprende opere di autori quali Afro e Mirko Basaldella, Gerolamo Lugaro, Pomponio Amalteo, Gianantonio Pellegrini, Nicola Grassi, Jacopo Palma il Giovane, Renato Guttuso, Sebastano Bombelli, Giuseppe Zigaina, Nicolò Frangipane, Guglielmo Ciardi, Antonio Bellocci, Luigi Minisini, oltre che di numerosi altri artisti.

La cessione suggella definitivamente l’appartenenza di questo patrimonio alla cittadinanza prima ancora che alle Istituzioni, quale eredità tramandata nei secoli, che ora sarà possibile valorizzare e rendere pienamente fruibile per l’intera Comunità.

Le quasi 500 opere acquisite sono state dislocate seguendo criteri di opportunità ma anche di ragionevolezza, posto che motivi di sicurezza hanno indotto a prelevarle dalle quasi 135 filiali di Friulcassa ove esse erano state ubicate.

Pertanto, circa una novantina di opere sono rimaste in comodato presso la banca, ad arredo dei suoi locali, quasi tutte ubicate al secondo piano del Palazzo del Monte; altre 350 opere sono state portate presso il caveau di Via Zanon a Udine (presso l’Agenzia 9), una trentina circa delle quali sono state collocate in Fondazione, ad arredo degli uffici operativi e di rappresentanza; una decina di altri beni artistici, tra arazzi, mosaici e tele sono rimasti presso alcune succursali della cedente; 2 opere sono rimaste in comodato alla Galleria d’Arte Moderna di Udine; infine, una trentina sono state lasciate in Fondazione, dove già da tempo si trovavano.

Nel corso dell’attività di accentramento e messa in sicurezza delle opere acquisite, sono state rinvenute altre 18 opere inizialmente considerate non disponibili e, come tali, non inserite fra quelle oggetto di cessione, di cui la banca ha proposto l’acquisto.

Sono stati infine individuati dal Consiglio come necessari diversi ulteriori adempimenti, che si elencano brevemente di seguito:

  • acquisire tutta la documentazione esistente presso la Friulcassa relativa alle opere d’arte (schede, fotografie in bianco e nero e a colori, negativi, eventuali relazioni di restauro, expertises);
  • provvedere all’attrezzatura rispondente alle esigenze di corretta valutazione dei materiali;
  • verificare lo stato di conservazione di tutte le opere d’arte, per programmare eventuali interventi di restauro che dovranno essere affidati a restauratori esperti;
  • inventariare e schedare tutte le opere d’arte. La schedatura dovrà essere sia cartacea che informatica, secondo le norme del Centro Regionale di Catalogazione di Passariano;
  • fotografare - previa operazione di adeguata pulitura - tutte le opere. Per quanto riguarda i mobili e le sculture, si fotograferanno anche tutti i particolari rilevanti;
  • prevedere operazioni di promozione della conoscenza e di valorizzazione di questo imponente patrimonio artistico, con pubblicazioni ed esposizioni.

E’ stato affidato un incarico per il coordinamento di tutte le operazioni sopra cennate al prof. Giuseppe Bergamini, il quale potrà avvalersi dell’aiuto di un esperto di catalogazione, di uno o più fotografi, di uno o più restauratori di dipinti, di un restauratore di mobili.

E’ stata istituita anche una Commissione interna ristretta, con il compito di svolgere un approfondimento circa le prospettive di utilizzo, di pubblica fruizione e di promozione artistica delle opere acquisite, che devono essere intese come una vera e propria “collezione” costituitasi lungo i secoli di storia del nostro territorio.

Sarà quindi necessario, in un momento successivo, individuare un percorso culturale idoneo a valorizzare questa raccolta, con l’eventuale coinvolgimento anche di altre figure di studiosi ed esperti.

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3.3. L'organigramma

In ogni realtà istituzionale l’organizzazione delle attività interne costituisce elemento essenziale per raggiungere gli obiettivi prefissati e consente in pari tempo di misurare il grado di efficienza di quella realtà.

L’organizzazione, peraltro, lungi dall’assicurare di per sé – in quanto elemento tecnicistico di un apparato – risultati automaticamente validi, trae la propria forza dalla pianta organica, che la innerva e la alimenta, attraverso le capacità personali e professionali delle individualità in essa presenti. Infatti, viene ormai generalmente condivisa l’opinione secondo cui il patrimonio più importante di un’azienda è rappresentato dal personale che vi collabora.

A suo tempo la Fondazione adottò una pianta organica, che rispondeva sostanzialmente alle esigenze dell’epoca e – nella sua schematicità – risentiva anche di tutte le incertezze allora presenti circa il proprio futuro (riveniente da normative insicure e prospettive conseguentemente indefinibili).

Nel nuovo clima venutosi a creare di stabilizzazione giuridica e sociale dell’intero sistema delle fondazioni di origine bancaria, cosiccome riaffermato chiaramente durante il XX Congresso Nazionale dell’Acri, anche la Fondazione Crupha intrapreso con rinnovata lena la sua fase di consolidamento interno ed esterno.

In tale contesto è emersa anche la necessità di por mano razionalmente all’assetto organizzativo esistente, riallocando compiti e funzioni in ragione del miglior utilizzo delle risorse umane, rispetto all’esigenza di fornire alla collettività risposte precise e tempestive, in un quadro operativo rispondente a criteri di efficienza e di efficacia.

La progressiva evoluzione organizzativa della struttura interna, caratterizzata da un costante trend di crescita comune a tutte le fondazioni, ha prodotto negli anni dapprima l’affrancamento della propria struttura da quella bancaria, in seguito la costituzione di un nucleo operativo autonomo ed infine la strutturazione di un primo assetto di forma compiuta del proprio organico. A questo, mantenuto comunque a livelli molto agili e snelli, è stata riservata nel tempo una costante sollecitudine, indirizzata da un lato a fornire i mezzi e le condizioni  migliori per lo svolgimento dell’attività quotidiana, dall’altro a favorire un processo di formazione prima, poi di crescita e di aggiornamento permanente, modellato su figure professionali specifiche idonee a corrispondere alle sopra cennate nuove esigenze della Fondazione e ad un moderno approccio alle tematiche operative e comunicative.

L’obiettivo cui si è mirato in questi anni ha riguardato, dunque, la formazione professionale individuale, ma anche la creazione di una squadra efficiente, interattiva e fortemente motivata.

Il nuovo Organigramma – di seguito rappresentato – è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione e tiene conto dell’esperienza sin qui maturata, delle nuove esigenze emergenti e di comparazioni con altre realtà fondazionali similari, basando essenzialmente la sua logica su un nuovo processo di attribuzione di funzioni ai settori e di responsabilità ai singoli addetti.

Al 31 dicembre 2006 il personale della Fondazione comprendeva 5 unità a tempo indeterminato, oltre a due risorse a tempo determinato (di cui una part-time) e due collaboratrici esterne.

Oltre agli schemi riguardanti il nuovo Organigramma fondazionale, è stato elaborato anche il Mansionario, contenente le funzioni dettagliate per ambito di competenza, con l’obiettivo di attribuire funzioni e responsabilità alle singole risorse, tenendo conto delle mansioni svolte e delle attitudini e delle capacità personali, oltrechè professionali, di ciascuna di esse.

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3.3. Il Piano di comunicazione

In corso d’anno, ritenuta l’opportunità di razionalizzare l’attività di comunicazione esterna della Fondazione, con una determinazione più precisa di obiettivi, strategie e budget, è stato approvato il primo piano di comunicazione della Fondazione, con conseguente creazione di una posta di bilancio a ciò dedicata.

Ciò al fine di ridurre la zona d’ombra, rilevata anche a livello nazionale sulla base di indagini commissionate dall’ACRI, all’interno della quale le fondazioni bancarie oggi dispiegano la loro attività: la collettività non le percepisce come definite ed autonome identità private, svincolate dal potere politico ed economico; non sono sufficientemente visibili i progetti di alto profilo e adeguato impegno economico, sostenuti nel campo della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, dell’assistenza qualificata e della ricerca.

Pertanto, sulla base delle indicazioni impartite dall’ACRI ed in risposta al cambiamento del contesto socio-economico in cui la Fondazione si trova oggi ad operare, fortemente orientato al risultato e all’immagine, si è iniziato a dare esecuzione al suddetto piano di comunicazione, i cui ritorni possono finora essere considerati soddisfacenti.

Nell’ambito delle principali azioni individuate a livello di strategia comunicativa, viene contemplato anche il rifacimento del sito internet, da impiegare in tutte le sue potenzialità, per facilitare l’instaurarsi di una relazione stabile con i pubblici influenti e con tutti gli interlocutori istituzionali del nostro Ente, nonchè per creare un’effettiva fonte di notizie a vantaggio di tutta la comunità (ad esempio col giornale web verrà realizzato una specie di calendario delle mostre e manifestazioni varie, che ricevono il contributo della Fondazione). L’incarico relativo è stato affidato alla infoFACTORY srl, che è il primo spin-off dell’Università di Udine, istituito presso il Parco Scientifico e Tecnologico successivamente all’aggiudicazione della vittoria dell’edizione locale di Start Cup Udine 2003.

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4. GLI OBIETTIVI FUTURI

4.1. L'acquisizione dell'archivio storico

La Friulcassa ha confermato in via ufficiale, a gennaio 2007, la propria disponibilità a cedere alla Fondazione a titolo gratuito, dato il suo “notevole interesse storico”, alla Fondazione l’”archivio storico della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone SpA”, composto dai seguenti complessi archivistici, quali risultanti dall’analisi e censimento effettuati dalla dott.ssa Villotta, incaricata dalla banca di riordinare tutto il materiale esistente, e soggetti ai noti vincoli archivistici, da ultimo confermati in capo a Friulcassa SpA dalla Sovrintendenza Archivistica per il Friuli-Venezia Giulia con provvedimento del 20.1.2004:

  • Archivio storico del Monte di Pietà di Udine
  • Archivio storico del Monte di Pietà di Cividale
  • Archivio storico del Monte di Pietà di San Daniele
  • Archivio storico del Monte di Pietà di Maniago
  • Archivio storico della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone (fino al 31.12.1991) - Ente
  • Archivio storico della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone SpA (dall’1.1.1992 al 30.11.2003) – Società per Azioni.

E’ stato opportunamente elaborato e trasmesso da Friulcassa anche il “Progetto di intervento archivistico sull’Archivio storico della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone”, contenente la situazione rilevata, la configurazione dei complessi archivistici e l’ipotesi di intervento: elementi questi utili alla rappresentazione dell’operazione alle parti interessate ma anche alla Sovrintendenza Archivistica per il Friuli-Venezia Giulia, posto che l’operazione in argomento è soggetta all’autorizzazione preventiva del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al quale Friulcassa dovrà inoltrare, d’intesa con la Fondazione, specifica richiesta.

Il trasferimento fisico dei materiali documentali, la cui mole è ingente, non potrà avvenire in un’unica soluzione, ma richiederà vari atti di consegna, in linea con le fasi previste dal progetto stesso; va inoltre considerata l’attuale indisponibilità in Fondazione di spazi adeguati ad ospitare l’archivio e che dunque dovranno essere al più presto individuati.

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4.2. Il completamento della documentazione fotografica degli interventi della Fondazione

Dopo che nel 2003, in occasione del 10° anniversario di costituzione della Fondazione, venne realizzato il volume in cui erano stati raccolti e descritti gli interventi più significativi dalla stessa attuati nei diversi settori istituzionali, si è deciso di dare corso all’aggiornamento della documentazione fotografica in possesso della Fondazione (si dovrebbe trattare di circa 170 immagini, dedicate agli interventi più importanti realizzati negli ultimi cinque anni in diverse località delle province di Udine e Pordenone).
L’incarico è stato affidato al sig. Luca Laureati di Udine, il cui lavoro era stato valutato positivamente, anche da esperti del settore, per il citato volume sui primi 10 anni.

Una volta acquisite le immagini, si dovrà decidere come meglio utilizzarle (realizzazione di un volume-catalogo, mostre fotografiche cartacee o telematiche a mezzo internet, altro).

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4.3. La formazione del personale

E’ proseguita in corso di esercizio l’attività di formazione del personale, allo scopo di favorire il processo di crescita e di aggiornamento permanente, modellato su figure specifiche idonee a corrispondere alle esigenze della Fondazione, nonché un moderno approccio alle tematiche operative e comunicative proprie dell’Ente.

Si elencano di seguito i corsi seguiti dal personale dipendente nell’anno 2006 e inizio 2007:

  • Corso SIME in materia di “bilancio di missione” organizzato da Struttura Informatica srl e tenutosi a Bologna nel febbraio 2006;
  • “L’ufficio di segreteria della Fondazione” – organizzato dall’ACRI e tenutosi a Roma dal 22 al 24 febbraio 2006;
  • Executive Master in Marketing Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche- organizzato dalla Stogea e conseguito a Bologna il 25 marzo 2006;
  • “Il ruolo degli ETF (identificabile come un Fondo comune di investimento indicizzato) nei portafogli di casse previdenziali, fondazioni e fondi pensione” – organizzato dalla borsa italiana in collaborazione con Società Generale e Prometeia e tenutosi a Roma il 29 marzo 2006;
  • “Asset Allocation” – organizzato dalla Luiss Business School – Divisione di Luiss Guido Carli e tenutosi a Roma – 14-15 e 21-22 luglio 2006;
  • Corso SIME sull’implementazione dei moduli relativi all’informatizzazione dell’attività della Fondazione – organizzato da Struttura Informatica srl e tenutosi a Bologna il 12 ottobre 2006;
  • “Segreteria di Direzione” – organizzato dalla Manage Consulting International srl e tenutosi a Udine il 6 e 7 febbraio 2007.
  • “La gestione del personale della Fondazione” organizzato dall’ACRI e tenutosi a Roma l’1 e il 2 marzo 2007.

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